Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica
a cura del Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute
granditemi
malattie croniche
Partire dai cittadini per migliorare il sistema sanitario

Roberto D’Elia - Direzione generale della prevenzione sanitaria del ministero della Salute

 

Il 21 giugno è stato presentato a Roma il settimo rapporto sulle politiche della cronicità stilato da Cittadinanzattiva (pdf 1 Mb). Anche il ministero della Salute, invitato a partecipare con la Direzione generale della prevenzione, ha contribuito alla giornata con l’esposizione delle principali politiche attivate a livello nazionale nell’ottica della prevenzione di queste patologie.

 

Fino a non molti anni fa, infatti, essere colpiti da un infarto o, peggio, da un tumore maligno costituiva una seria minaccia per la vita, quando non una vera e propria condanna a morte. Oggi queste malattie sono associate, in genere, a una lunga sopravvivenza: in pochi anni si sta passando da un sistema sanitario gravato principalmente dal problema delle patologie acute a un enorme carico di persone affette da una o più condizioni croniche che, per via del sempre maggiore assorbimento di risorse, pongono a rischio l'esistenza stessa del sistema. È quindi interesse prioritario per il Paese che sempre meno persone vadano incontro a malattie croniche e, soprattutto, che si limitino al massimo ricadute, ricoveri, aggravamenti e disabilità. La parola d’ordine è, quindi prevenzione lungo tutto l’arco della vita.

 

C'è bisogno, inoltre, di un approccio integrato al problema, che vada dalla promozione della salute (come ad esempio nel programma “Guadagnare salute” o anche in molti progetti di prevenzione dell’obesità inclusi nel Piano nazionale della prevenzione 2005-2007), alla prevenzione sanitaria (rischio cardiovascolare, screening oncologici e vaccinazioni, presenti anch’essi nel Pnp), alla prevenzione delle complicanze per mezzo di servizi efficienti e di buona qualità, il più possibile territorializzati (come ad esempio nei progetti di gestione integrata del diabete, afferenti sempre al Pnp).

 

In quest’ottica il rapporto di Cittadinanzattiva, basato su un’analisi approfondita di vari indicatori dell’applicazione dei 14 diritti previsti dalla Carta europea dei diritti del malato, si pone come uno strumento utile al miglioramento della comprensione del problema e all’orientamento delle politiche a livello sia nazionale sia regionale. I cittadini rappresentano infatti la risorsa inutilizzata per il necessario cambiamento del sistema sanitario, sotto vari punti di vista: il cittadino competente sa come restare in salute, il cittadino competente sa come trattare con il sistema sanitario, le associazioni dei cittadini possono verificare se i loro diritti sono garantiti.

 

L’idea di analizzare la situazione attraverso un esame dell’attuazione dei diritti del malato va considerata eccellente e, sicuramente, valida proprio per favorire il protagonismo dei cittadini e la loro attività di controllo democratico sul sistema. Una questione cruciale, tuttora aperta, è invece la validità delle misure e degli indicatori che sono impiegati per valutare se i diritti sono rispettati. Per conservare la freschezza, la credibilità e la presa sull’opinione pubblica dell’iniziativa, c’è bisogno di uno sforzo per ottenere indicatori affidabili, coinvolgendo esperti e ricercatori.

 

Scarica il rapporto completo (pdf 1 Mb) e leggi il comunicato stampa (pdf 76 kb) di Cittadinanzattiva.

Stampa
Segnalaci a: Segnala ad un collega

Ultimo aggiornamento venerdi 16 settembre 2011
Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute
Viale Regina Elena, 299 - 00161 Roma - Tel 0649901
© - Istituto Superiore di Sanità
EpiCentro è parzialmente sostenuto da risorse del CCM - Ministero della Salute

Istituto Superiore di Sanità
Cnesps