Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Malattie croniche

Multiscopo Istat 2005: condizione di salute e ricorso a servizi

Il campione dell’indagine multiscopo Istat “Condizioni di salute e ricorso ai servizi”, relativa al 2005, è stato ampliato da 24 mila a circa 60 mila famiglie al fine di soddisfare i bisogni informativi a livello territoriale e consentire stime regionali e sub-regionali utili alla programmazione sanitaria locale.

 

Stato di salute percepita

Per quanto riguarda lo stato psicofisico di salute percepita, il 61,3% delle persone con età maggiore di 14 anni ha riferito di stare “bene” o “molto bene”. Il 6,7% ha invece dichiarato di stare “male” o “molto male”. Le donne, in generale, si sentono peggio (l’8,3% contro il 5,1% degli uomini).

 

Malattie croniche

Le malattie croniche più diffuse sono l’artrosi o artrite (18,3%), l’ipertensione arteriosa (13,6%), le malattie allergiche (10,7%). Le donne, in particolare, sono colpite da: artrosi o artrite (il 21,8% contro 14,6%), osteoporosi (il 9,2% contro l’1,1%) e cefalea (il 10,5% contro il 4,7%). Per gli uomini: la bronchite cronica o enfisema (il 4,8% contro il 4,2%) e l’infarto (il 2,4% contro l’1,1%).

Tra gli anziani, negli ultimi cinque anni aumenta la percentuale del diabete (dal 12,5% al 14,5%), dell’ipertensione arteriosa (dal 36,5% al 40,5%), dell’infarto del miocardio (dal 4% al 6,3%), dell’artrosi o artrite (dal 52,5% al 56,4%) e dell’osteoporosi (dal 17,5% al 18,8%).

 

Disabili

In Italia le persone con disabilità sono 2 milioni e 600 mila. La disabilità risulta significativamente in declino (4,7%) rispetto a 10 anni fa (5,7%) anche tra la popolazione anziana (18,8% contro 21,7%). La disabilità è più diffusa tra le donne (6,1% contro 3,3% degli uomini). Le persone confinate nell’abitazione sono 1 milione 130 mila. Le difficoltà nella sfera della comunicazione (incapacità di vedere, sentire o parlare) coinvolgono oltre 500 mila persone di 6 anni e più (1,1%). Il 52,7% delle persone disabili presenta più tipi di disabilità. Il 10,3% delle famiglie ha almeno un componente con problemi di disabilità. Oltre un terzo (35,4%) di queste famiglie è composto da persone disabili che vivono sole, il 6,4% da famiglie con tutti i componenti disabili, il 58,3% da famiglie in cui c’è almeno una persona non disabile che si fa carico della persona disabile. Quasi l’80% delle famiglie con persone disabili non risulta assistita dai servizi pubblici a domicilio e oltre il 70% non si avvale di alcuna assistenza.

 

Disomogeneità

Il Sud e le Isole presentano tassi più elevati per le patologie croniche “gravi” e per le disabilità. Sono le persone di status sociale basso a presentare peggiori condizioni di salute, sia in termini

di salute percepita, che di morbosità cronica o di disabilità.

 

Obesità

Sono 4 milioni e 700 mila le persone adulte obese in Italia, con un incremento di circa il

9% rispetto a cinque anni fa. L’Italia rimane comunque ai livelli più bassi in Europa. Secondo le stime riferite al 2005, il 52,6% della popolazione di 18 anni e più è in condizione di normopeso, il 34,2% è in sovrappeso, il 9,8% è obeso e il restante 3,4% è sottopeso.

 

Fumo

I fumatori in Italia sono 10 milioni e 925 mila, pari al 21,7% della popolazione maggiore di 14 anni. Il 27,5% è costituito da maschi, il 16,3% da femmine. Gli adolescenti e i giovani iniziano a fumare più precocemente di cinque anni fa: il 7,8% dei giovani di età compresa tra i 4 e i 24 anni ha iniziato a fumare prima dei 14 anni. In Italia il 21,6% della popolazione di età maggiore di 14 anni è ex fumatore, il 29,2% degli uomini e il 14,5% delle donne. Il 93,8% degli ex-fumatori riferisce di avere smesso da solo. Scende il numero di donne che fuma in gravidanza: dal 9,2% al 6,5%.

 

Ricoveri ospedalieri

Il numero dei ricoveri ospedalieri nel trimestre precedente la rilevazione è di 2 milioni 191 mila. Le persone ricoverate sono il 3,2% della popolazione, la durata media dei ricoveri si stabilizza sui 7 giorni. Rispetto agli ultimi cinque anni, si registra una diminuzione dei ricoveri (-18,7%). Il ricorso ai servizi ospedalieri cresce con l’aumentare dell’età, fino a raggiungere il 7,8% nella popolazione con più di 80 anni.

 

Livello di soddisfazione

Un terzo della popolazione si dichiara soddisfatto del Servizio sanitario pubblico, il 43,4% fornisce una valutazione intermedia, mentre il 17,2% esprime insoddisfazione. Le Regioni nelle quali la popolazione risulta più critica sul servizio sanitario offerto sul territorio sono la Calabria (35,9%), la Puglia (28%) e la Sicilia (25,6%). Quelle con un livello maggiore di soddisfazione sono invece la provincia di Bolzano (68,8%), la Valle d’Aosta (59,6%), la provincia di Trento (58,8%) e l’Emilia Romagna (46,8%). La figura professionale verso la quale si registra maggiore fiducia è il medico di famiglia (64,3%), seguito dal medico specialista privato (32,1%) e dal medico ospedaliero (13,3%).

 

Leggi il rapporto completo sul sito dell’Istat.