Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Fumo

World No Tobacco Day 2012

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31 maggio 2012 – Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), il consumo di tabacco è una delle principali cause prevenibili di morte a livello mondiale: l’epidemia di fumo da tabacco uccide infatti circa 6 milioni di persone ogni anno, di cui 600 mila per fumo passivo. Inoltre, senza un intervento efficace, per il 2030 i decessi annuali attribuibili al fumo si stima che saranno circa 8 milioni, di cui l’80% nei Paesi a basso e medio reddito.

 

“Le interferenze dell’industria del tabacco” (Tobacco industry interference) è il tema dell’edizione 2012 del World No Tobacco Day che si svolge, come ogni anno, il 31 maggio. La campagna mira a evidenziare come oggettivamente gli interessi delle industrie del tabacco non possano coincidere con quelli della sanità pubblica globale. L’obiettivo della Giornata, secondo l’Oms, è tanto più necessario in quanto le industrie del tabacco continuano a fare azioni di lobby a tutti i livelli. Il No Tabacco Day, inaugurato dall’Assemblea mondiale della salute nel 1987, fornisce l’opportunità di mettere in evidenza messaggi specifici e promuovere l’aderenza dei Paesi alla Convenzione Quadro sul Controllo del Tabacco (WHO Framework Convention on Tobacco Control), trattato internazionale adottato nel 2003 e entrato in vigore nel 2005. Gli Stati che aderiscono alla Convenzione Quadro, riconoscono i danni provocati dal consumo di tabacco e individuano le azioni da avviare per contrastarne la diffusione. Scarica la legge del 18 marzo 2008 n. 75. con cui l’Italia ratifica la Convenzione Quadro dell’Oms.

 

Uso del tabacco in Italia

In base ai dati del ministero della Salute, si stima che in Italia siano attribuibili al fumo di tabacco dalle 70 mila alle 83 mila morti l’anno. Oltre il 25% di questi decessi è compreso tra i 35 e i 65 anni di età e oltre un milione sono gli anni di vita in buona salute persi. Questi dati fanno del fumo di tabacco la principale causa prevenibile di mortalità anche nel nostro Paese, come nel resto del mondo occidentale. In Italia, dunque, la rilevanza del problema suscita l’interesse di gruppi di ricerca e degli operatori. Inoltre, negli ultimi anni, la crescita del ruolo delle sorveglianze di popolazione ha permesso di fornire informazioni utili sugli stili di vita delle persone e valutare i trend positivi o negativi.

 

In occasione della Giornata, il ministero della Salute, l’Osservatorio fumo, alcol e droga (Ossfad) dell’Istituto superiore di sanità e la Lega italiana per la lotta contro i tumori, organizzano due giornate di incontri, pensate per fornire un quadro esaustivo sulle tematiche della prevenzione e del controllo del tabagismo. Il 31 maggio, il XIV convegno nazionale “Tabagismo e Servizio sanitario nazionale” apre la due giorni che si conclude il pomeriggio e il giorno successivo con la “Conferenza della Settimana europea contro il cancro”.

 

Il Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute (Cnesps) dell’Iss lavora su un ampio ventaglio di attività condotte dai diversi reparti. In occasione del No Tobacco Day 2012, EpiCentro offre una panoramica di alcuni dati informativi sul tema del fumo nel nostro Paese, proponendo riferimenti, materiali utili e riflessioni.

 

Diffusione dell’abitudine al fumo: adolescenti e popolazione adulta

  • Il fumo tra gli adolescenti: i dati di Hbsc e Gyts
    L’ultima indagine nazionale Hbsc (Health Behaviour in School-aged Children - Comportamenti collegati alla salute in ragazzi di età scolare), condotta nel 2010, mostra che mentre sono pochissimi i ragazzi di 11 anni che dichiarano di fumare almeno una volta alla settimana, tra i 13 e i 15 anni l’abitudine al fumo si instaura in modo più radicato: circa il 20% dei quindicenni, infatti, da soggetti che provano la sigaretta, diventano fumatori settimanali. Inoltre, lo studio Gyts (Global Youth Tobacco Survey – Indagine sull’abitudine al fumo tra i giovani) mette in evidenza informazioni interessanti per la prevenzione del fenomeno. Per esempio, a scuola e a casa, luoghi deputati alla divulgazione dei rischi legati al fumo, i ragazzi vedono fumare insegnanti, compagni e genitori. Leggi l’approfondimento a cura di Franco Cavallo, Angela Spinelli e il gruppo Hbsc Italia – 2010.
  • L’abitudine al fumo tra la popolazione adulta italiana. I dati 2011 del sistema di sorveglianza Passi
    Secondo i dati 2011 del sistema di sorveglianza Passi, il 29% degli adulti 18-69 anni fuma sigarette. Il 18% è invece ex fumatore e il 53% non ha mai fumato. Inoltre, considerando solo le Asl che hanno partecipato alla sorveglianza per l’intero periodo 2008-2011, la prevalenza di fumatori è rimasta stabile sul livello del 2009 (29%). L’abitudine al fumo è più diffusa negli uomini che nelle donne (rispettivamente 33% e 24%), nei 25-34enni (35%), nelle persone con una scolarità media-inferiore (34%) e in quelle con molte difficoltà economiche riferite (35%). Sono alcuni dei dati Passi 2011 sull’abitudine al fumo. Scarica la scheda fronte-retro (pdf 1,2 Mb) a cura del Gruppo Tecnico Passi. 
  • L’abitudine al fumo nella popolazione adulta italiana negli ultimi 10 anni: i dati Oec/Hes
    Negli ultimi 10 anni, la condizione riguardante l’abitudine al fumo di sigaretta ha registrato un miglioramento con risultati incoraggianti. L’aspetto più critico è che tale andamento positivo risulta più evidente nelle persone più istruite. È quanto emerge dall’analisi dei dati raccolti nell’ambito dell’Osservatorio epidemiologico vascolare (ec) in due indagini condotte a dieci anni di distanza. Leggi l’approfondimento a cura del reparto di Epidemiologia delle malattie cerebro e cardiovascolari.

Fumo e conseguenze di salute

  • Abitudine al fumo in gravidanza
    La gravidanza rappresenta per la donna un momento di particolare apertura verso cambiamenti di stili di vita che sono percepiti potenzialmente dannosi per il bambino. Da un’indagine di popolazione sulla valutazione dell’assistenza al percorso nascita, condotta dall’Istituto superiore di sanità nel 2009, e sulla base di quanto riportato dalle 2546 donne intervistate che hanno completato il follow-up a 12 mesi, si è stimata una prevalenza di abitudine al fumo prima della gravidanza di circa il 22%. Leggi l’approfondimento a cura di Laura Lauria - reparto Salute della donna e dell'età evolutiva, Cnesps-Iss.
  • Incidenza e sopravvivenza del tumore al polmone in Italia: andamenti e previsioni
    I dati raccolti dai Registri tumori offrono informazioni utili per la conoscenza della patologia oncologica. Il quadro epidemiologico del tumore del polmone in Italia è fortemente caratterizzato per genere. Negli uomini si osserva, già a partire dagli anni Novanta, una riduzione sia della mortalità che dell’incidenza di nuovi casi. Questa riduzione è stata più precoce e più accentuata nelle Regioni del Centro-Nord rispetto al Meridione. Nelle donne, i livelli di mortalità e incidenza per tumore del polmone sono ancora di molto inferiori rispetto a quelli riscontrati negli uomini, ma tendenzialmente in aumento costante negli ultimi 30 anni. Leggi l’approfondimento a cura del reparto di Epidemiologia dei tumori, Cnesps-Iss e dell’Unità di Epidemiologia valutativa, Istituto nazionale tumori di Milano.

Promozione della salute e prevenzione del tabagismo

  • Prevenzione del tabagismo in Italia: situazione attuale e strategie future
    La prevenzione del tabagismo è una delle aree di azione del programma nazionale “Guadagnare Salute: rendere facili le scelte salutari”, promosso dal ministero della Salute. Per favorire l’adozione di uno stile di vita libero dal fumo, la strategia italiana si sviluppa su tre direttive: proteggere la salute dei non fumatori, attraverso il sostegno e il monitoraggio della legge 3/2003; ridurre la prevalenza dei nuovi fumatori; promuovere e sostenere la cessazione. È fondamentale inoltre aderire alle iniziative internazionali per il controllo del tabacco, dando attuazione, per esempio, alle indicazioni della Convenzione Quadro Oms per il Controllo del Tabacco del 2003 e partecipando attivamente alle attività dell’Unione europea. Leggi l’approfondimento a cura di Daniela Galeone e Lorenzo Spizzichino – Dipartimento della Sanità pubblica e dell’innovazione, Ministero della Salute.
  • Guadagnare Salute non fumando
    Nell’ambito del programma nazionale Guadagnare Salute, il progetto PinC coordinato scientificamente dal Cnesps-Iss, ha prodotto diverso materiale divulgativo e informativo sul fumo. Leggi l’approfondimento a cura dell’Unità di formazione e comunicazione (Cnesps-Iss).
  • Tra le priorità della sanità pubblica, la lotta al fumo da tabacco
    Un articolo pubblicato sull’International Journal of Public Health a febbraio 2012, racconta il lavoro fatto all’interno del Sistema nazionale di verifica e controllo sull'assistenza sanitaria (Siveas) e relativo alla necessità di definire delle priorità di approccio nella riduzione dei fattori di rischio delle malattie non trasmissibili. Tra le conclusioni dell’indagine, il fumo da tabacco risulta tra i fattori di rischio su cui c’è maggiore necessità di intervento. Leggi su PubMed l’abstract dell’articolo “The Italian health surveillance (SiVeAS) prioritization approach to reduce chronic disease risk factors”.

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