Leggi gli approfondimenti tematici su:
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Il fumo tra gli adolescenti: i dati di Hbsc e Gyts,
a cura di Franco Cavallo, Angela Spinelli e il
gruppo Hbsc Italia – 2010
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L’abitudine al fumo tra la popolazione adulta
italiana. I dati 2011 del sistema di sorveglianza
Passi (pdf 1,2 Mb), a cura del Gruppo Tecnico
Passi
-
L’abitudine al fumo nella popolazione adulta
italiana negli ultimi 10 anni: i dati Oec/Hes, a
cura del reparto di Epidemiologia delle malattie
cerebro e cardiovascolari
-
Abitudine al fumo in gravidanza, a cura di Laura
Lauria - reparto Salute della donna e dell'età
evolutiva, Cnesps-Iss
-
Incidenza e sopravvivenza del tumore al polmone in
Italia: andamenti e previsioni, a cura del
reparto di Epidemiologia dei tumori, Cnesps-Iss e
dell’Unità di Epidemiologia valutativa, Istituto
nazionale tumori di Milano
-
Prevenzione del tabagismo in Italia: situazione
attuale e strategie future, a cura di Daniela
Galeone e Lorenzo Spizzichino – Dipartimento della
Sanità pubblica e dell’innovazione, Ministero della
Salute
-
Guadagnare Salute non fumando, a cura dell’Unità
di formazione e comunicazione (Cnesps-Iss).
31 maggio 2012 – Secondo l’Organizzazione mondiale
della sanità (Oms),
il consumo di tabacco è una delle principali cause prevenibili di morte a
livello mondiale: l’epidemia di fumo da tabacco uccide infatti circa 6
milioni di persone ogni anno, di cui 600 mila per fumo passivo. Inoltre,
senza un intervento efficace, per il 2030 i decessi annuali attribuibili al
fumo si stima che saranno circa 8 milioni, di cui l’80% nei Paesi a basso e
medio reddito.
“Le interferenze dell’industria del tabacco” (Tobacco industry
interference) è il tema dell’edizione 2012 del World No Tobacco Day che si
svolge, come ogni anno, il 31 maggio. La campagna mira a evidenziare come
oggettivamente gli interessi delle industrie del tabacco non possano
coincidere con quelli della sanità pubblica globale. L’obiettivo della
Giornata,
secondo l’Oms, è tanto più necessario in quanto le industrie del tabacco
continuano a fare azioni di lobby a tutti i livelli. Il No Tabacco Day,
inaugurato dall’Assemblea mondiale della salute nel 1987, fornisce
l’opportunità di mettere in evidenza messaggi specifici e promuovere
l’aderenza dei Paesi alla Convenzione Quadro sul Controllo del Tabacco (WHO
Framework Convention on Tobacco Control), trattato internazionale
adottato nel 2003 e entrato in vigore nel 2005. Gli Stati che aderiscono
alla Convenzione Quadro, riconoscono i danni provocati dal consumo di
tabacco e individuano le azioni da avviare per contrastarne la diffusione.
Scarica la legge del 18 marzo 2008 n. 75. con cui l’Italia
ratifica la Convenzione Quadro (pdf 3,3 Mb) dell’Oms.
Uso del tabacco in Italia
In base ai dati del ministero
della Salute, si stima che in Italia siano
attribuibili al fumo di tabacco dalle 70 mila alle 83
mila morti l’anno. Oltre il 25% di questi decessi è
compreso tra i 35 e i 65 anni di età e oltre un milione
sono gli anni di vita in buona salute persi. Questi dati
fanno del fumo di tabacco la principale causa
prevenibile di mortalità anche nel nostro Paese, come
nel resto del mondo occidentale. In Italia, dunque, la
rilevanza del problema suscita l’interesse di gruppi di
ricerca e degli operatori. Inoltre, negli ultimi anni,
la crescita del ruolo delle sorveglianze di popolazione
ha permesso di fornire informazioni utili sugli stili di
vita delle persone e valutare i trend positivi o
negativi.
In occasione della Giornata, il ministero della
Salute, l’Osservatorio fumo, alcol e droga (Ossfad)
dell’Istituto superiore di sanità e la Lega italiana per
la lotta contro i tumori, organizzano due giornate di
incontri, pensate per fornire un quadro esaustivo sulle
tematiche della prevenzione e del controllo del
tabagismo. Il 31 maggio, il XIV convegno nazionale
“Tabagismo e Servizio sanitario nazionale” apre la due
giorni che si conclude il pomeriggio e il giorno
successivo con la “Conferenza della Settimana europea
contro il cancro”. Leggi l’approfondimento
sul sito dell’Ossfad e sul
sito del ministero della Salute la
pagina dedica al convegno e il
comunicato stampa.
Il Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e
promozione della salute (Cnesps) dell’Iss lavora su un
ampio ventaglio di attività condotte dai diversi
reparti. In occasione del No Tobacco Day 2012, EpiCentro
offre una panoramica di alcuni dati informativi sul tema
del fumo nel nostro Paese, proponendo riferimenti,
materiali utili e riflessioni.
Diffusione dell’abitudine al fumo: adolescenti e
popolazione adulta
- Il fumo tra gli adolescenti: i dati di Hbsc e Gyts
L’ultima indagine
nazionale Hbsc (Health Behaviour in School-aged Children - Comportamenti
collegati alla salute in ragazzi di età scolare), condotta nel 2010, mostra
che mentre sono pochissimi i ragazzi di 11 anni che dichiarano di fumare
almeno una volta alla settimana, tra i 13 e i 15 anni l’abitudine al fumo si
instaura in modo più radicato: circa il 20% dei quindicenni, infatti, da
soggetti che provano la sigaretta, diventano fumatori settimanali. Inoltre,
lo studio Gyts (Global Youth Tobacco Survey – Indagine sull’abitudine al
fumo tra i giovani) mette in evidenza informazioni interessanti per la
prevenzione del fenomeno. Per esempio, a scuola e a casa, luoghi deputati
alla divulgazione dei rischi legati al fumo, i ragazzi vedono fumare
insegnanti, compagni e genitori. Leggi l’approfondimento
a cura di Franco Cavallo, Angela Spinelli e il gruppo Hbsc Italia – 2010.
- L’abitudine al fumo tra la popolazione adulta
italiana. I dati 2011 del sistema di sorveglianza Passi
Secondo i dati 2011 del sistema di sorveglianza Passi,
il 29% degli adulti 18-69 anni fuma sigarette. Il 18% è
invece ex fumatore e il 53% non ha mai fumato. Inoltre,
considerando solo le Asl che hanno partecipato alla
sorveglianza per l’intero periodo 2008-2011, la
prevalenza di fumatori è rimasta stabile sul livello del
2009 (29%). L’abitudine al fumo è più diffusa negli
uomini che nelle donne (rispettivamente 33% e 24%), nei
25-34enni (35%), nelle persone con una scolarità
media-inferiore (34%) e in quelle con molte difficoltà
economiche riferite (35%). Sono alcuni dei dati Passi
2011 sull’abitudine al fumo. Scarica la
scheda fronte-retro (pdf 1,2 Mb) a cura del Gruppo
Tecnico Passi.
- L’abitudine al fumo nella popolazione adulta italiana
negli ultimi 10 anni: i dati Oec/Hes
Negli ultimi 10
anni, la condizione riguardante l’abitudine al fumo di
sigaretta ha registrato un miglioramento con risultati
incoraggianti. L’aspetto più critico è che tale
andamento positivo risulta più evidente nelle persone
più istruite. È quanto emerge dall’analisi dei dati
raccolti nell’ambito dell’Osservatorio epidemiologico
vascolare (ec) in due indagini condotte a dieci anni di
distanza. Leggi l’approfondimento
a cura del reparto di Epidemiologia delle malattie
cerebro e cardiovascolari.
Fumo e conseguenze di salute
- Abitudine al fumo in gravidanza
La gravidanza
rappresenta per la donna un momento di particolare
apertura verso cambiamenti di stili di vita che
sono percepiti potenzialmente dannosi per il bambino. Da
un’indagine di popolazione sulla valutazione
dell’assistenza al percorso nascita, condotta
dall’Istituto superiore di sanità nel 2009, e sulla base
di quanto riportato dalle 2546 donne intervistate che
hanno completato il follow-up a 12 mesi, si è stimata
una prevalenza di abitudine al fumo prima della
gravidanza di circa il 22%. Leggi l’approfondimento
a cura di Laura Lauria - reparto Salute della donna e
dell'età evolutiva, Cnesps-Iss.
- Incidenza e sopravvivenza del tumore al polmone in
Italia: andamenti e previsioni
I dati raccolti dai
Registri tumori offrono informazioni utili per la
conoscenza della patologia oncologica. Il quadro
epidemiologico del tumore del polmone in Italia è
fortemente caratterizzato per genere. Negli uomini si
osserva, già a partire dagli anni Novanta, una riduzione
sia della mortalità che dell’incidenza di nuovi casi.
Questa riduzione è stata più precoce e più accentuata
nelle Regioni del Centro-Nord rispetto al Meridione.
Nelle donne, i livelli di mortalità e incidenza per
tumore del polmone sono ancora di molto inferiori
rispetto a quelli riscontrati negli uomini, ma
tendenzialmente in aumento costante negli ultimi 30
anni. Leggi l’approfondimento
a cura del reparto di Epidemiologia dei tumori, Cnesps-Iss e dell’Unità di
Epidemiologia valutativa, Istituto nazionale tumori di Milano.
Promozione della salute e prevenzione del tabagismo
- Prevenzione del tabagismo in Italia: situazione
attuale e strategie future
La prevenzione del tabagismo
è una delle aree di azione del programma nazionale
“Guadagnare Salute: rendere facili le scelte salutari”,
promosso dal ministero della Salute. Per favorire
l’adozione di uno stile di vita libero dal fumo, la
strategia italiana si sviluppa su tre direttive:
proteggere la salute dei non fumatori, attraverso il
sostegno e il monitoraggio della legge 3/2003; ridurre
la prevalenza dei nuovi fumatori; promuovere e sostenere
la cessazione. È fondamentale inoltre aderire alle
iniziative internazionali per il controllo del tabacco,
dando attuazione, per esempio, alle indicazioni della
Convenzione Quadro Oms per il Controllo del Tabacco del
2003 e partecipando attivamente alle attività
dell’Unione europea. Leggi l’approfondimento
a cura di Daniela Galeone e Lorenzo Spizzichino –
Dipartimento della Sanità pubblica e dell’innovazione,
Ministero della Salute.
- Guadagnare Salute non fumando
Nell’ambito del programma nazionale Guadagnare
Salute, il progetto PinC coordinato scientificamente dal
Cnesps-Iss, ha prodotto diverso materiale divulgativo e
informativo sul fumo. Leggi l’approfondimento
a cura dell’Unità di formazione e comunicazione (Cnesps-Iss).
- Tra le priorità della sanità pubblica, la lotta al
fumo da tabacco
Un articolo pubblicato
sull’International Journal of Public Health a febbraio
2012, racconta il lavoro fatto all’interno del Sistema
nazionale di verifica e controllo sull'assistenza
sanitaria (Siveas)
e relativo alla necessità di definire delle priorità di
approccio nella riduzione dei fattori di rischio delle
malattie non trasmissibili. Tra le conclusioni
dell’indagine, il fumo da tabacco risulta tra i fattori
di rischio su cui c’è maggiore necessità di intervento.
Leggi su PubMed l’abstract
dell’articolo “The Italian health surveillance (SiVeAS)
prioritization approach to reduce chronic disease risk
factors”.
Risorse utili