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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Fumo

Usa: gli effetti sulla salute del fumo passivo

Niente rischio-zero per il fumo passivo, secondo i dati di un nuovo rapporto pubblicato dal Surgeon General Office degli Stati Uniti. La probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari e cancro al polmone aumenta infatti rispettivamente del 25-30% e del 20-30% per i non fumatori esposti a casa o sul posto di lavoro.

 

Il rapporto The Health Consequences of Involuntary Exposure to Tobacco Smoke sottolinea come anche una breve esposizione a fumo passivo rappresenti un pericolo notevole: l’unico modo per proteggere la salute dei non fumatori, quindi, è eliminare completamente il fumo all’interno dei locali chiusi. “I risultati di questo studio sono un importante campanello d’allarme sia per i fumatori che per i non fumatori”, dice Michael Leavitt, segretario del dipartimento della Salute americano. “Le sigarette provocano malattie e morte, ma anche la salute di chi non fuma è indirettamente minacciata dal fumo di sigaretta altrui”.

 

Non solo patologie cardiache e tumore al polmone: il fumo passivo può causare in generale problemi respiratori, sindrome della morte in culla, infezioni all’orecchio e attacchi d’asma nei bambini piccoli. “Gli effetti sulla salute del fumo passivo sono ben più gravi di quanto si pensasse”, sottolinea il Surgeon General Carmona, ufficiale per i servizi di salute pubblica degli Stati Uniti. “E le prove scientifiche sono indubitabili: il fumo passivo non rappresenta solo un fastidio, ma è un grave problema di salute che può portare a malattie e morte prematura di bambini e adulti non fumatori”.

 

Il fumo passivo contiene infatti più di 50 sostanze cancerogene, che vengono inalate dai non fumatori quasi nelle stesse quantità che assorbe chi fuma. E poiché l’organismo dei bambini e degli adolescenti è ancora in via di sviluppo, sono proprio i più piccoli i più vulnerabili rispetto agli effetti del fumo passivo.

 

“La buona notizia, comunque, è che l’esposizione a fumo passivo può essere facilmente evitabile”, continua Carmona. “Ambienti completamente liberi da fumo (“smoke free”) costituiscono soluzioni semplici, testate ed efficaci per la prevenzione dei danni da fumo”. Anche i sistemi di ventilazione più sofisticati, infatti, non possono eliminare completamente il fumo passivo: solo gli ambienti smoke-free assicurano una protezione totale.

 

I livelli di cotinina – un marcatore biologico che misura l’esposizione a fumo passivo – registrati nei non fumatori è calato del 70% dalla fine degli anni ’80. E il tasso di non fumatori con livelli significativi di cotinina si è dimezzato, passando dall’88% (1988-1991) al 43% (2001-2002). “I progressi che abbiamo ottenuto negli ultimi vent’anni rispetto alla pulizia dell’aria dal fumo di sigaretta è uno dei risultati più importanti nella storia della salute pubblica americana”, conclude Carmona. “Abbiamo evitato migliaia di casi di malattie e morti premature, risparmiando così milioni di dollari in cure e assistenza sanitarie”. Servono però ancora molti sforzi per proteggere più di 126 milioni di persone che, solo negli Stati Uniti, ancora oggi continuano a venire a contatto quotidianamente con il fumo passivo a casa, al lavoro e nei luoghi pubblici.

 

Leggi la traduzione in italiano dell’executive summary del rapporto.