Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Fumo

Studio sugli effetti della nuova legge che vieta il fumo nei locali pubblici

(34 Asl e gruppo Enfasi)*


Per valutare gli ostacoli potenziali all’osservanza del divieto di fumo nei locali pubblici previsto dalla legge n. 3 del 16/01/2003, il Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute (Cnesps) dell’Istituto superiore di sanità ha avviato uno studio di monitoraggio. La ricerca è stata avviata con lo scopo di valutare gli effetti pre e post entrata in vigore della legge in un quadro multi-regionale.Obiettivo dello studio è quello di monitorare il territorio italiano per verificare le diverse fasi dell’applicazione della legge, andando a rilevare la situazione prima e dopo l’entrata in vigore della legge. Si tratta quindi di una ricerca descrittiva e osservazionale, basata sulla somministrazione di questionari ai gestori dei locali pubblici. Il questionario è suddiviso in due parti: una parte va sottoposta ai gestori dei locali pubblici per l’autocompilazione, la seconda parte è una sezione osservazionale che va compilata dal ricercatore della Asl e che riguarda l’eventuale presenza di fumatori nei locali nell’orario di maggiore affluenza della clientela, registrando sia la presenza diretta di clienti fumatori che le tracce eventualmente lasciate da questi ultimi (livello visivo e olfattivo di fumo).

Più specificamente, in un campione selezionato di Asl, lo studio ha come obiettivo quello di:

1. descrivere conoscenze, attitudini e comportamenti in relazione alla legge dei proprietari di locali pubblici, quali bar, pizzerie, pub, ristoranti;
2. stimare l'adesione alle disposizioni di legge nei locali pubblici.

Nella prima fase, sono stati selezionati in modo casuale 50 locali (bar, ristoranti, pizzerie e pub) in ogni Asl che ha partecipato allo studio. Negli stessi locali, si realizzeranno, anche 3 successive rilevazioni di dati a distanza di 6 mesi e 1 anno dal 10 gennaio 2005, con l’obiettivo di poter stabilire una tendenza degli aspetti più importanti.
L’indagine è stata avviata nel dicembre 2004 e proseguirà per tutto il 2005. Una prima serie di risultati raccolti con le osservazioni dei primi quattro mesi sono però già disponibili e danno indicazioni incoraggianti sul grado di applicazione della legge nei locali pubblici.

 

Risultati del periodo di osservazione gennaio-aprile 2005

Ruolo delle persone intervistate

Conoscenza dei danni da fumo passivo

Comportamento dei loro clienti riguardo al fumo prima dell’entrata in vigore della legge

Grado di adeguamento dei clienti al divieto imposto dalla legge

Come i clienti vedono la nuova legge, secondo i gestori

I controlli per l’applicazione della legge

Effetti della legge sul comportamento dei gestori

Effetti sull’attività economica, secondo la percezione dei gestori

Le conclusioni della prima fase dell’indagine



Risultati del periodo di osservazione gennaio-aprile 2005
ll punto di vista degli operatori delle Asl: descrizione dei locali visitati e del loro grado di adeguamento alla legge.
Gli operatori sanitari visitavano il locale e lasciavano il questionario per i gestori, con l’impegno di passare a ritirarlo nella stessa giornata.
Tra i 1641 locali pubblici scelti nelle 34 Asl, il 2% è stato visitato durante il mese di gennaio, il 54% a febbraio, il 39% a marzo e il 5% ad aprile.
Il 54% dei locali era bar, il 34% ristoranti, il 7% pizzerie e il 5% pub.
Nel 95% il cartello con l’indicazione di divieto di fumo era già stato affisso e l’1% dei locali era dotato di zona fumatori in conformità alle nuove norme.

Al momento della seconda visita per il ritiro del questionario, il 92% dei locali aveva almeno un cliente presente e il 33% ne aveva 10 o più. Nello 0,3% dei locali con almeno un cliente presente, il fumo era visibile e nel 2% c’era odore di fumo; nello 0,4% si è osservato almeno un fumatore.

Il punto di vista dei gestori dei locali pubblici che hanno risposto al questionario:

  • che ruolo hanno nel locale le persone intervistate?

  • qual è il grado di conoscenza dei danni provocati da fumo passivo tra i gestori?

  • come si comportavano i loro clienti, rispetto al fumo, prima dell’entrata in vigore della legge?

  • come si comportano i clienti rispetto al divieto introdotto dalla legge 3/2003?

  • secondo i gestori, com’è vista questa legge dai loro clienti?

  • qual è stato, da parte delle forze dell’ordine, il grado di controllo dell’applicazione della legge?

  • la legge ha avuto effetti su come il gestore si rapporta al fumo?

  • la legge ha avuto effetti negativi sull’attività economica?

  • quali conclusioni si possono trarre in questa prima fase dell’indagine?

Ruolo delle persone intervistate
Il 63% delle persone che hanno completato l’intervista erano proprietari del locale, il 15% gestori, il 22% dipendenti. La maggioranza (61%) erano uomini.  Il 39% era fumatore, il 14% ex-fumatore, e il 47 % mai fumatori.  Fra i gestori di bar si trovano più fumatori che fra i gestori di altri tipi di locali (42% contro 37%; p= 0.03).

Conoscenza dei danni da fumo passivo
La maggioranza (84%) delle persone intervistate ha ritenuto che il fumo passivo fosse una minaccia per la sua salute o per quella dei suoi collaboratori. L’82%  è convinto che se la legge che proibisce il fumo nei locali pubblici venisse applicata correttamente, sicuramente o probabilmente i non fumatori correrebbero meno rischi di avere malattie legate al fumo, come per esempio asma e bronchiti, e il 60% ha ritenuto che questa legge farà fumare di meno le persone o addirittura le farà smettere di fumare.

Comportamento dei loro clienti riguardo al fumo prima dell’entrata in vigore della legge
Il 68% ha dichiarato che prima del 10 gennaio 2005, almeno la metà dei loro clienti erano fumatori (il 71% di quelli con bar e il 64% di quelli con ristoranti, pizzerie e pub; p=0.005). La maggioranza (72%) ha riferito che nell’ora di punta in un locale come il loro, i non fumatori sembravano infastiditi dal fumo, e il 41% ha dichiarato che, nel mese precedente l’entrata in vigore della legge, ha avuto qualche volta o frequentemente delle lamentele per la presenza di fumo nel locale da parte di clienti non fumatori.

Grado di adeguamento dei clienti al divieto imposto dalla legge
Il 92% dei gestori ha riportato che tutti i propri clienti rispettano il divieto. Solo una minoranza (11%) ha dichiarato di aver dovuto chiedere a qualche cliente di smettere di fumare, e solo il 2% si è visto opporre un rifiuto da parte dei clienti sollecitati a spegnere la sigaretta.

Come i clienti vedono la nuova legge, secondo i gestori
Il 74% dei gestori ha dichiarato che l’opinione dei loro clienti è molto favorevole o favorevole. Solo il 6%  ha riportato che i propri clienti fossero contrari e il 2% molto contrari. Sono però state osservate alcune differenze per tipo di locale, come si vede dalla Figura 1. E’ chiaro dai risultati che i clienti di ristoranti, pizzerie e pub, locali dove si pranza e si cena, sono assai più soddisfatti di quelli dei bar.

I controlli per l’applicazione della legge
La minoranza (16%) dei gestori intervistati ha dichiarato che il locale è stato ispezionato dalle forze dell’ordine per controllare se ci fossero persone che fumavano.  Il 7% dei locali è stato ispezionato dai carabinieri e il 9% dalla polizia municipale.

Effetti della legge sul comportamento dei gestori
Uno degli effetti più importanti della nuova legge sembra essere stato proprio quello sul comportamento dei gestori stessi. Tra i 756 che fumavano, quasi l’80% ha ridotto il numero di sigarette fumate o ha dichiarato di aver smesso, come si vede dalla Figura 2 e solo il 24% continua a fumare come prima.

Effetti sull’attività economica, secondo la percezione dei gestori
Questa è una delle principali preoccupazioni da parte dei gestori, anche se un effetto negativo non è mai stato provato negli altri paesi in cui una legislazione simile è stata messa in atto. Anche tra i gestori intervistati, comunque, solo il 12% ha dichiarato di aver subito effetti significativi e il 25% effetti lievi. La maggioranza (55%) ritiene che non ci sia stata nessuna implicazione economica o un aumento lieve negli incassi. Questi risultati, tuttavia, variano a seconda del tipo di locale, e come si vede dalla Figura 3, sono più frequentemente i gestori di bar a ritenere di aver subito una lieve perdita.

Le conclusioni della prima fase dell’indagine
L’entrata in vigore della legge sul fumo sembra aver prodotto dei cambiamenti di rilievo. In primo luogo, nei locali visitati, quasi nessuno stava fumando, e persino l’odore di fumo era completamente assente tranne che in pochi casi. Sembra che la maggior parte dei fumatori si siano prontamente adeguati alla legge e solo pochi gestori riportano di aver dovuto chiedere ai loro clienti di smettere di fumare. Un elemento di forte interesse riguarda il comportamento dei gestori che fumavano prima della legge: solo il 24% ha mantenuto lo stesso livello di sigarette, mentre il  42% dichiara di fumare molto meno o di avere smesso.
E’ importante sottolineare che uno degli effetti più temuti dai gestori, e cioè il calo dell’attività economica, non si è verificato nella maggioranza dei casi: solo il 12% degli intervistati ha riportato una perdita significativa e un 25% ha riportato una perdita lieve.

Questi risultati, che complessivamente sono soddisfacenti, si sono verificati in assenza di sostanziali sforzi di applicazione delle sanzioni previste dalla legge, dal momento che la minoranza dei locali riporta di aver avuto un controllo da parte delle forze dell’ordine.

*Gruppo Enfasi:  Campania:  Annarita Citarella (Benevento); Friuli Venezia Giulia: Riccardo Tominz (ASS 1 Triestina); Lazio: Matilde Loffredo  (Monterotondo e Tivoli); Marche: Rosanna Rossini (Senigallia); Lombardia: Marina Bonfanti e Luigi Macchi, Regione Lombardia, Azzolari Elio, Raffaele Paganoni (Bergamo), Claudio Scotti (Brescia),  Ernesto Mantovani (Como), Roberto Moretti (Lecco), Fiorella Talassi (Mantova), Anna Silvestri (Città di Milano), Giovanni Borroni (Milano 1), Giuseppe Maina, Luigi Fantini (Milano 2), Sandra Galbiati (Milano 3),  Luigi Camana (Pavia),  Lorella Cecconami (Sondrio), Roberto Bardelli (Varese), Stefania Bellesi (Valcamonica);  Toscana:  Cinzia Raffaelli  (Viareggio);  Veneto: coordinatore regionale:  Federica Michieletto, Regione Veneto, Mauro Soppelsa (ULSS 2),  Mauro Ramigni e Anna Catia Miola (ULSS 3),  Carmelo Brigadeci (ULSS 4),  Renata Busato (ULSS 5). Felice Foglia (ULSS 6),  Rita De Noni (ULSS 7),  Erminio Bonsembiante (ULSS 8), Giovanni Marchioni (ULSS 14) Paolo Mancarella (ULSS 15), Lorena Gottardello (ULSS 16), Raffaella Bisi e Franco Rubini (ULSS 17), Maria Chiara Pavarin (ULSS 18),  Primarosa Rozzarin (ULSS 19),  Lucia De Noni (ULSS 20),  Mario Rossini (ULSS 21)
Istituto Superiore di Sanità:  Nancy Binkin, Alberto Perra e Paola Scardetta CNESPS
Ministero della Salute:  Lorenzo Spizzichino, Paolo D’Argenio, Daniela Galeone