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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Fumo

I programmi di controllo anti-tabacco riducono il numero di fumatori adulti

Le malattie attribuibili al tabacco provocano ogni anno negli Stati Uniti circa 438 mila decessi, e restano la principale causa evitabile di infermità e morte. Ogni anno il consumo di tabacco costa agli Stati Uniti oltre 190 miliardi di dollari in spese mediche dirette e indirette, e dà luogo ad almeno 8,6 milioni di nuovi malati per patologie fumo-correlate.

 

Uno studio dei Cdc sugli impatti dei programmi pubblici di controllo sul fumo ha esaminato l'associazione tra le spese per i programmi di controllo del tabacco e i cambiamenti nella prevalenza di fumatori adulti. Attraverso la combinazione di strategie di carattere educativo, clinico, normativo, economico e sociale, questi programmi prevedono sforzi coordinati per stabilire politiche smoke-free, oltre a norme sociali che promuovano l’abbandono dell’abitudine al fumo e ne prevengano l'iniziazione.

 

L’indagine, pubblicata nel numero di febbraio 2008 dell’American Journal of Public Health, evidenzia come nei singoli Paesi il declino della prevalenza degli adulti fumatori sia direttamente correlato all’incremento degli investimenti statali pro-capite nei programmi di controllo del tabacco.

 

I numeri dell’indagine

Secondo lo studio, se tutti gli Stati avessero iniziato a finanziare nel 1995 i loro programmi di controllo del tabacco al livello minimo o ottimale raccomandato dai Cdc, nel 2003 sarebbe stato possibile contenere il numero di fumatori da un minimo di 2,2 milioni a un massimo di 7,1 milioni. Eppure, nonostante le numerose ricerche a sostegno dell'efficacia dei programmi di controllo del tabacco nella riduzione della prevalenza di fumatori e nel miglioramento della salute pubblica globale, la ricerca fa notare che nel 2005 solo quattro Stati hanno finanziato programmi anti-tabacco, mentre molti altri ne hanno notevolmente ridotto le sovvenzioni. In particolare, nel periodo 2002-2005 le risorse statali dedicate ai programmi di controllo del tabacco sono calate del 28%, mentre nel 2007 solo tre Stati hanno finanziato programmi secondo i livelli consigliati dai Cdc.


Lo studio ha anche riscontrato che l’aumento della spesa per il programma di controllo del tabacco è risultato più efficace nel ridurre la prevalenza di fumatori tra gli adulti di 25 anni o più, mentre la politica di aumento del prezzo delle sigarette ha avuto un forte impatto sul consumo di tabacco da parte dei più giovani (18-24 anni). Non solo: i dati hanno dimostrato che il consistente sovvenzionamento di programmi anti-tabacco, secondo i livelli delineati dai Cdc, sarebbe in grado di ridurre la prevalenza di fumatori adulti, con conseguente calo di morbilità, mortalità e costi economici fumo-correlati.

 

In buona sostanza, l’indagine conferma l’efficacia degli investimenti di sanità pubblica nei programmi di controllo del tabacco, e avvalora i risultati di recenti studi sul benefico effetto di questi programmi sulla prevalenza di giovani fumatori e sulle statistiche di vendita di sigarette pro-capite.

 

Consulta lo studio.