Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Incidenti

Documentazione

In Italia

 

Incidenti stradali (anno 2013) (pdf 690 kb)

Rapporto Aci-Istat, pubblicato a novembre 2014.

 

Incidenti stradali in Italia. Anno 2012 (pdf 1 Mb)

Dal rapporto Istat, pubblicato a novembre 2013, emerge un calo nel numero di incidenti stradali rispetto all’anno precedente del 9,2%. Per maggiori informazioni consulta il sito Istat.

 

Rapporto Istisan 13/8 “Sistema informativo nazionale per la sorveglianza delle esposizioni pericolose e delle intossicazioni: casi rilevati nel 2009. Quarto rapporto annuale” (pdf 495 kb)

Pubblicato a maggio 2013, questo Rapporto riporta i dati relativi al quarto anno di attività del Sin-Sepi.

 

Sistema informativo nazionale per la sorveglianza delle esposizioni pericolose e delle intossicazioni: casi rilevati nel 2008. Terzo rapporto annuale (pdf 1 Mb)

Rapporto Istisan 12/13, pubblicato a maggio 2012, contenente i dati del 2008 raccolti dal Sin-Sepi (Sistema informativo nazionale per la sorveglianza delle esposizioni pericolose e delle intossicazioni).

 

Incidenti stradali dei veicoli a due ruote - anno 2010 (pdf 500 kb)

Documento Istat, pubblicato ad aprile 2012, contenente i dati del 2010 sugli incidenti stradali che hanno coinvolto un ciclomotore o un motociclo.

 

Il sistema Ulisse per il monitoraggio dell'uso dei dispositivi di sicurezza in Italia. Anno 2011 (pdf 3,1 Mb)

In Italia, nel biennio 2009-2011, l’uso delle cinture di sicurezza nelle aree urbane riguarda meno del 64% degli utenti, registrando un’ampia variabilità geografica: il 77,5% al Nord, il 66,5% al Centro e il 44,9% nelle Regioni meridionali e insulari. Riguardo all’uso del casco si registra mediamente, una prevalenza d’uso dell’89,8% e, anche in questo caso, si rilevano alcune differenze tra le diverse aree del Paese: il 99,9% nel Nord, il 93,1% nelle Regioni centrali e il 76,6% nel Sud e nelle Isole. Lo riferiscono i dati relativi al periodo marzo 2009-giugno 2011 forniti dal sistema Ulisse e pubblicati nel rapporto dell’Osservatorio nazionale sull’uso dei dispositivi di sicurezza stradale in Italia. Il progetto Ulisse è attivo dal 2000 ed è gestito, sulla base di una convenzione con il ministero delle Infrastrutture e trasporti, dall’Istituto superiore di sanità che organizza le attività di sorveglianza nelle diverse Regioni in collaborazione con gli operatori del sistema sanitario e dei trasporti. Per maggiori informazioni leggi il rapporto Ulisse 2011 (pdf 3,1 Mb).

 

Dati Passi 2010

Sicurezza stradale: l’abitudine di indossare sempre la cintura di sicurezza è ampiamente diffusa tra chi viaggia in auto sui sedili anteriori, ma solo in alcune Regioni del Centro Nord supera il 90%. Simile è la situazione per quanto riguarda l’abitudine a indossare sempre il casco in moto. Invece, l’uso della cintura posteriore è ancora poco frequente in tutta Italia e, in media, più di 8 intervistati su 10 che vivono con un minore di 14 anni dichiarano di assicurare sempre il bambino nel seggiolino di sicurezza o mediante l’adattatore. Riguardo alla guida sotto effetto di alcol: il 10% dei guidatori non astemi mette a rischio la vita propria e quella degli altri guidando anche quando ha bevuto alcolici.

 

Annegamenti in Italia: epidemiologia e strategie di prevenzione

In Europa, ogni anno si verificano 28 mila annegamenti fatali, di cui la maggior parte vengono registrati nei Paesi dell’Est europeo (Bielorussia, Lettonia, Lituania, Russia e Ucraina) soprattutto a causa dell’incidenza di fattori come bassa temperatura delle acque, elevato consumo di alcol e difficoltà di intervento tempestivo. In Italia, nel 2007, sono decedute 387 persone e ne sono state ricoverate circa 440 (i cosiddetti casi di semi-annegamento o quasi-annegamento). Sono alcuni dei dati presenti nel rapporto Istisan “Annegamenti in Italia: epidemiologia e strategie di prevenzione”.

 

Inail: rapporto 2010 sulla sicurezza sul lavoro

In calo sia il numero dei morti sul lavoro sia gli infortuni che scendono rispettivamente del 6,9% e dell’1,9% rispetto al 2009. È quanto emerge dal rapporto annuale 2010 dell'Inail sulla sicurezza sul lavoro (pdf 1,4 Mb). Questa diminuzione, tuttavia, si riferisce solo alla popolazione di sesso maschile, mentre tra le donne i casi risultano in aumento. Tra i lavoratori stranieri, nel 2010 sale il numero di infortuni (+0,8%) e scende quello dei casi mortali (-4,2%). Rispetto al 2009, i settori in cui si è registrato un maggiore calo degli infortuni sono l’agricoltura (-4,8% degli incidenti e -10% dei casi mortali) e l’industria (-4,7% e -10%, rispettivamente). I servizi, invece, hanno fatto registrare una sostanziale stabilità degli infortuni (+0,4%) e un calo modesto del 3% degli incidenti mortali. Nelle costruzioni si segnala una diminuzione degli infortuni del 12,4% e nella metalmeccanica del 3,5%.

 

Dal ministero della Salute un manuale sul rischio infortunistico nelle abitazioni

Il manuale tecnico “Infortuni nelle abitazioni” (pdf 9 Mb) è rivolto a progettisti, impiantisti, manutentori, operatori del sociale e referenti degli enti locali responsabili della valutazione e dell’autorizzazione dei progetti edilizi. Il testo, realizzato all’interno del progetto congiunto ministero della Salute-Ccm “Sviluppo operativo del Piano nazionale di prevenzione sugli Incidenti domestici: aggiornamento del personale e assistenza all’avvio dei Piani regionali” (pdf 110 kb), affidato alla Regione Friuli Venezia Giulia, espone gli aspetti del rischio infortunistico nelle abitazioni come la sicurezza degli impianti, l’analisi dei comportamenti pericolosi, le fragilità degli inquilini e le problematiche legate all’intervento degli operatori.

 

Incidenti stradali in Italia: il rapporto Istat-Aci, anno 2009

In Italia, nel 2009, hanno perso la vita più di 4 mila persone e oltre 300 mila sono rimaste ferite a causa di incidenti stradali. Anche se rispetto al 2008 gli incidenti e la mortalità a essi legata, sono diminuiti rispettivamente dell’1,6% e del 10,3%, il loro numero rimane molto elevato, con una media di circa 590 incidenti al giorno. Le strade più pericolose sono quelle urbane, con 163 mila incidenti circa (il 76% del totale), seguite da quelle statali, provinciali, comunali, extraurbane e regionali.

 

Incidenti stradali in Italia: il rapporto Aci-Istat 2008

Secondo il rapporto di Aci e Istat, in Italia, nel 2008, quasi 5 mila persone hanno perso la vita in incidenti stradali e oltre 310 mila sono rimaste infortunate. Le strade più pericolose sono quelle urbane (76,8% degli incidenti mortali) e le giornate più a rischio quelle del fine settimana (in cui si concentra circa un quarto degli incidenti). Il 44% degli incidenti avviene per il mancato rispetto delle regole di precedenza e il 69,8% dei decessi riguarda i conducenti, soprattutto tra i 25 e i 29 anni. Tra i veicoli più pericolosi, la moto e la bicicletta. Leggi l’approfondimento a cura della redazione di EpiCentro.

 

Aci-Istat: il rapporto sugli incidenti in Italia nel 2007

Ogni giorno in Italia si verificano in media 633 incidenti stradali, che provocano la morte di 14 persone e il ferimento di altre 893. Nel 2007 sono stati rilevati più di 230 mila incidenti stradali, che hanno provocato il decesso di 5131 persone, mentre altre 325.850 hanno subito lesioni di diversa gravità. Sono questi i nuovi dati contenuti nel rapporto Istat-Aci relativo agli incidenti stradali avvenuti in Italia nel 2007. Il documento evidenzia che negli ultimi anni la gravità degli incidenti si è progressivamente ridotta: nel 2007 l’indice di mortalità si attesta al 2,2% contro il 2,8% del 2000, e l’indice di gravità scende da 1,9 decessi ogni 100 infortunati nel 2000 a 1,6 decessi nel 2007. Rispetto al 2006, a fronte di una crescita del parco veicolare pari al 15,7%, si registra infatti un forte calo del numero dei morti (-9,5%), la diminuzione del numero degli incidenti (-3%) e dei feriti (-2,1%).