Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Incidenti

Documentazione

Nelle Regioni

 

Incidenti stradali nella Regione Lazio e nella Asl Roma C (pdf 1,5 Mb)

Rapporto pubblicato dalla Asl Roma C a dicembre 2013 in cui sono riportati i dati 2012 sugli incidenti stradali in Regione e nella Asl. Il report utilizza diverse fonti di dati (sorveglianza Passi, Istat, Inail, Osservatorio nazionale sull’uso dei dispositivi di sicurezza, Laziosanità).

 

Gli incidenti stradali nella Regione Lazio e nella Provincia di Viterbo (pdf 772 kb)

Rapporto pubblicato dalla Asl Viterbo a dicembre 2013 in cui sono riportati i dati 2012 sugli incidenti stradali in Regione e nella Asl. Il report utilizza diverse fonti di dati (sorveglianza Passi, Istat, Inail, Osservatorio nazionale sull’uso dei dispositivi di sicurezza, Laziosanità).

 

Sicurezza stradale nelle Province della costa emiliano-romagnola: risultati raggiunti e nuove sfide (pdf 1,1 Mb)

Rapporto della Regione Emilia-Romagna che descrive le conseguenze sanitarie degli incidenti stradali nelle Province della costa emiliano-romagnola e analizza alcuni aspetti di contesto ambientale, le tipologie di persone coinvolte e i loro comportamenti. Per maggiori informazioni leggi il commento di Luigi Salizzato (Dipartimento sanità pubblica Ausl di Cesena).

 

Gli incidenti stradali in Toscana 2012 (pdf 3,5 Mb)

In Toscana, nel 2010, sono avvenuti 17.250 incidenti che hanno causato 23.317 feriti e 282 decessi. Numeri che si discostano dalla media nazionale per una maggiore frequenza di incidenti e un più elevato numero di feriti, concentrati, entrambi, nel mese di luglio e nella Provincia di Firenze (27%). Sono alcuni dei dati che emergono dal nuovo opuscolo dell’Agenzia regionale di sanità (Ars) della Toscana pubblicato a novembre 2012.

 

Misure riassuntive di salute della popolazione - Il carico di infortuni e malattie della popolazione lavorativa (pdf 2,4 Mb)

Rapporto pubblicato a maggio 2010, rappresenta il frutto di un progetto di ricerca scaturito nell’ambito del lavoro alla base del documento “Utilizzo dei sistemi informativi correnti per la programmazione delle attività di prevenzione nei luoghi di lavoro”, pubblicato a maggio 2010. Nel nuovo documento sono state analizzate e messe a punto le tecniche per il calcolo dei Daly, (Disability Adjusted Life Years - anni di vita persi a causa della disabilità), l’unità di misura sintetica del danno alla salute proposta dall’Oms, in particolare per gli infortuni sul lavoro. Ciò viene realizzato a partire dai dati presenti nei flussi informativi Inail-Regioni che si sono dimostrati ideali nel realizzare questo scopo. Il commento di Alberto Baldasseroni (Cerimp - Centro Regionale Infortuni e Malattie Professionali della Regione Toscana).

 

Asl Na 1: sorveglianza delle lesioni da fuochi d’artificio. 2011-2012 (pdf 263 kb)

Nell’anno 2011-12 il numero di ricoveri e medicazioni effettuate presso i  servizi di Pronto Soccorso della città di Napoli è uguale a quello dell’anno precedente. Rispetto agli 81 casi totali, i PS nei quali si è registrata una maggiore affluenza sono stati quello dell’A.O. Santobono (24,7%), dedicato alla cura della popolazione in età  pediatrica, quello dell’A.O. Cardarelli (18,5%), il cui bacino di utenza è costituito non solo dai cittadini napoletani ma da tutto il Sud e quello del P.O. Pellegrini (16%), per la presenza di reparti, altamente specializzati, in chirurgia della mano e in oculistica. Il quadro descritto emerge dal sistema di sorveglianza regionale sui dati dei PS della Asl Na 1 e indica la prevalenza di ustioni (73,8%), contusioni (37,5%) e lacerazioni (28,8%), e la diminuzione di alcune lesioni gravi e debilitanti come lo sfacelo traumatico (18,8 %) e l’amputazione delle dita delle mani (3,8%). Il volto, le mani e gli occhi  sono gli organi più colpiti nell’ultimo anno. Il periodo di osservazione va dal 31 dicembre al 6 gennaio e, nonostante la pericolosità e le misure preventive messe in atto, i cittadini napoletani continuano a utilizzare diffusamente i fuochi pirotecnici durante le festività natalizie. Da notare che nel 2011-2012 alcune città, come Firenze o Torino, hanno adottato misure molto restrittive circa l’utilizzo dei fuochi d’artificio, multando o, addirittura, vietandone l’uso. Leggi il rapporto (pdf 263 kb) a cura della Asl Napoli 1.

 

Ausl Viterbo. Dati integrati di sistemi di sorveglianza su incidenti stradali e loro determinanti (pdf 715 kb)

Documento pubblicato a marzo 2012 dalla Ausl di Viterbo. Dal rapporto emerge che nella Provincia di Viterbo, nel 2010, si sono verificati 867 incidenti stradali con lesioni a persone, responsabili di 35 decessi e di 1349 feriti.

 

Asl Roma D. Dati integrati di sistemi di sorveglianza su incidenti stradali e loro determinanti (pdf 770 kb)

Documento pubblicato a marzo 2012 dalla Asl Roma D. Dal rapporto emerge che, nel 2010, 14.768 cittadini residenti nella Asl Roma D hanno effettuato l’accesso a un PS della Regione Lazio, ovunque ubicato.

 

Asl Roma C. Dati integrati di sistemi di sorveglianza su incidenti stradali e loro determinanti (pdf 1,1 Mb)

Documento pubblicato a febbraio 2012 dalla Asl Roma C. Dal rapporto emerge che nella Provincia di Roma, nel 2010, sono stati registrati 22.999 incidenti con lesioni a persone che hanno causato 291 decessi e 31.055 feriti.

 

Sorveglianza sulle lesioni da fuochi d’artificio nella Asl Na1

Con 644 casi di lesioni da fuochi d’artificio registrati negli ultimi 10 anni (2001-2011, periodo di osservazione per ogni anno: 31 dicembre-6 gennaio) e l’aumento di ricoveri e medicazioni effettuati presso i Pronto Soccorso della Asl Napoli 1, appare chiaro che nonostante le misure preventive attuate, e nonostante la pericolosità, i cittadini napoletani continuano a utilizzare diffusamente i fuochi pirotecnici durante le festività natalizie. Il quadro descritto emerge dal sistema di sorveglianza regionale sui dati dei Pronto soccorso della Asl Na 1 e indica la prevalenza di ustioni (53%), contusioni (42%) e lacerazioni (24%), e l’aumento di alcune lesioni gravi e debilitanti come lo sfacelo traumatico (24%) e l’amputazione delle dita delle mani (10%). Le mani, in particolare la destra, il viso e gli occhi sono gli organi più colpiti nell’ultimo anno, mentre la distribuzione degli incidenti rivela l’alta incidenza tra la popolazione maschile (86%) e le fasce di età 0-14 (36%) e 25-64 anni (49,5%).

 

Rapporto 2010 sull’incidentalità in Piemonte

Secondo il rapporto sull’incidentalità elaborato dal Centro di monitoraggio regionale della sicurezza stradale, il 2008 in Piemonte è stato un anno positivo in termini di riduzione del fenomeno degli incidenti: la mortalità sulle strade extraurbane, dopo l’aumento del 2007, è tornata ad abbassarsi. Infatti, il numero di decessi, nel periodo 2001-2008, si è ridotto del 41%, quello dei feriti del 23% e gli incidenti sono diminuiti del 22%. Importante anche il miglioramento sulle strade ex-statali dove l’indice di mortalità è passato da 4,3 nel 2007 a 1,9 nel 2008. In sensibile riduzione anche gli incidenti nelle ore di punta, mentre rimangono negativi i dati relativi ai giovani di sesso maschile: a morire per incidenti sono infatti soprattutto i maschi adulti di età compresa tra i 31 e i 45 anni e i giovani di età compresa tra i 18 e i 30 anni. Scarica il rapporto dalla pagina dedicata sul sito dei Dors.

 

L’epidemiologia degli incidenti stradali in Toscana

Negli ultimi anni, in Toscana, è aumentato il numero degli incidenti stradali di cui, ma ne è diminuita la gravità: è quanto emerge dal rapporto pubblicato dal settore Epidemiologia dei servizi sociali integrati dell’Agenzia regionale della sanità della Toscana. Nel 2008 si sono verificati 18.800 incidenti stradali che hanno causato il ferimento di quasi 25 mila persone e il decesso di circa 300 individui. Dai dati raccolti emergono le caratteristiche dei soggetti coinvolti nei sinistri: una persona su tre appartiene alla fascia di età 14-29 anni, i maschi infortunati sono oltre il doppio delle ragazze, e le categorie più deboli sono rappresentate da ciclisti e pedoni, soprattutto anziani. La maggior parte degli incidenti avviene di giorno e in strade urbane, tuttavia, le conseguenze sanitarie più gravi si verificano in seguito a quelli che avvengono di notte in strade extraurbane. Le cause principali sono rappresentate dal mancato rispetto delle regole di precedenza, dalla guida distratta e dalla velocità troppo elevata. Uno studio condotto tra un campione di studenti toscani di età compresa tra 14 e 19 anni rivela che circa un terzo degli intervistati ha guidato almeno una volta, nell’ultimo anno, dopo aver consumato elevate quantità di alcol, e il 16,2% dopo aver assunto droghe.

 

Incidenti in Piemonte: il rapporto regionale 2009

Il Centro di monitoraggio regionale della sicurezza stradale ha pubblicato il rapporto 2009 sulla situazione dell’incidentalità stradale in Piemonte. Secondo lo studio, dal 2006 al 2007, i morti per incidente stradale nella Regione sono passati da 9,3 a 9 ogni mille abitanti con una riduzione degli incidenti pari a circa il 3%, percentuale inferiore rispetto a quella dell’anno precedente (-11%). La riduzione del fenomeno incidentale è stata apprezzabile sulle strade comunali (-20%) e sulle autostrade (-2% per gli incidenti e -17% per i morti), mentre un peggioramento è stato rilevato sulle strade provinciali e statali (con aumento degli incidenti pari al 50% e al 30% rispettivamente). In diminuzione risultano i decessi tra i pedoni (-18%) e tra i ciclisti (-12%), mentre in aumento sono i morti tra i motociclisti (+10%). Il maggior numero di incidenti si verifica a maggio, giugno e luglio, ma è ad agosto che si registrano i più alti indici di gravità e mortalità. Più preoccupante la situazione nel Cuneese e nel Vercellese.

 

Incidenti in Piemonte: uno studio sull’uso di cinture, caschi e seggiolini

Il Piemonte è una delle Regioni dell’Italia settentrionale con il più elevato indice di mortalità per incidenti che nel 2004 è risultato pari 3,28, un valore inferiore rispetto a quello dell’anno precedente (3,66) ma superiore rispetto al dato nazionale (2,50). Più gravi gli incidenti nel Cuneese (indice di mortalità 5,43) rispetto a quelli del Torinese (2,54). Per far fronte a questa situazione, come previsto dal progetto regionale “Attività di sorveglianza incidenti stradali 2006-2008”, è stato effettuato uno studio sulla prevalenza dell’uso delle cinture di sicurezza, del casco e dei seggiolini per il trasporto dei bambini. Dal rapporto è emerso che il 76,4% dei conducenti degli automezzi usa la cintura di sicurezza (74,6% per gli uomini, 79,5% per le donne) e che l’uso delle cinture è più diffuso sulle aree extraurbane (80,7%). Molto più basse le percentuali relative all’uso delle cinture di sicurezza da parte dei passeggeri dei sedili posteriori (24,5%). Per quanto riguarda l’uso del casco, è utilizzato dal 98,8% dei motociclisti e dal 97,2% dei passeggeri di motocicli. Brutte notizie, invece, per quanto riguarda il trasporto dei bambini: l’uso dei seggiolini è stato registrato soltanto nel 53,22% dei casi. Leggi il documento completo (pdf 1,9 Mb).

 

Rapporto 2008 sugli incidenti stradali in Piemonte

In Piemonte, tra il 2001 e il 2006 il numero dei morti per incidente stradale è diminuito di circa il 30%, mentre il numero di incidenti e feriti si è ridotto del 10%. La percentuale di incidenti che coinvolge “utenti deboli” (pedoni, ciclisti e conducenti di ciclomotori e motocicli) è invece cresciuta dal 34% del 2001 al 38% del 2006, e la percentuale di mortalità tra queste categorie è salita nello stesso periodo di circa il 15% rispetto al totale dei decessi. Sono questi i dati più significativi contenuti nel rapporto “La situazione dell’incidentalità stradale in Piemonte al 2006: rapporto 2008”, elaborato dal Centro di monitoraggio regionale della sicurezza stradale (Cmrss), la struttura costituita nel 2007 per migliorare il quadro conoscitivo sull’incidentalità della Regione Piemonte.

 

Asl Na 1: sorveglianza delle lesioni da fuochi d'artificio a Capodanno

Nel corso dei festeggiamenti per il Capodanno, negli ultimi otto anni, si sono registrati oltre 500 accessi ai Pronto soccorso degli ospedali di Napoli. Di questi casi, 115 erano seri (amputazioni, sfacelo, fratture o ustioni di 3° grado), 128 i casi con prognosi maggiore di 10 giorni. Si tratta quindi di un fenomeno, quello dei festeggiamenti con petardi, che ha serie conseguenze sulla salute della popolazione. I dettagli nel report a cura della Asl Napoli 1 (pdf 115 kb).