Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Malattie infettive

Iniziative e progetti

In Europa

 

Progetto europeo Tell Me - attivo dal 2012 al 2015

Elaborare strategie nuove, ed efficaci, che permettano di affrontare le incertezze e le sfide della comunicazione del rischio durante un’epidemia grazie all’interazione tra sanità pubblica, scienze sociali, scienze umane, scienze politiche, diritto, etica, comunicazione e media: è questo ciò che si propone il progetto Tell Me, cofinanziato dalla Commissione europea nell’ambito del VII Programma Quadro e portato avanti da numerosi partner internazionali e italiani, tra cui il Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute (Cnesps) dell’Istituto superiore di sanità. Tell Me (Transparent communication in Epidemics: Learning Lessons from experience, delivering effective Messages, providing Evidence) è, infatti, un progetto collaborativo della durata di 36 mesi nato nel 2012 per sviluppare nuovi modelli di comunicazione efficace delle autorità sanitarie e gli operatori in caso di epidemie di malattie infettive (soprattutto in caso di pandemia influenzale) verso i media e la popolazione. Tra i prodotti del progetto ci sono due corsi per la formazione a distanza degli operatori sanitari: un corso sulla comunicazione di tematiche come l’influenza e altre epidemie, e uno incentrato su Ebola, fornito dalla Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo) e dalla Federazione nazionale collegi infermieri professionali, assistenti sanitari, vigilatrici d'infanzia (Ipasvi) tramite la piattaforma FadInMed. È stata inoltre realizzata una guida pratica alla comunicazione del rischio, per operatori sanitari e istituzioni, contenente strategie rivolte a sottogruppi specifici e per prevenire la disinformazione, ed è stata messa a punto la proposta per una nuova definizione delle fasi della pandemia (threat index), che tenga conto della sua diffusione, ma anche della gravità e delle esigenze della comunicazione. Infine, un software per simulare gli effetti di diversi approcci comunicativi sui comportamenti della popolazione e, di conseguenza, la diffusione di un virus. Per maggiori informazioni visita la pagina di EpiCentro dedicata al progetto e la pagina dedicata alla conferenza finale (Venezia, 4-5 dicembre).

 

Igiene delle mani

Il 5 maggio 2012 si è svolto il World Hand Hygiene Day 2012 che è stata l’occasione per ribadire a livello internazionale l’importanza di promuovere l’igiene delle mani come misura preventiva fondamentale per ridurre il rischio di infezioni nei luoghi di cura. Molte le pubblicazioni e gli approfondimenti sul tema: sul sito dell’Oms le pagine dedicate alla Giornata e alla campagna annuale “Save lives: clean your hands”; su Eurosurveillance l’editoriale pubblicato il 3 maggio 2012 “Hand Hygiene practices in healthcare: measure and improve”. Leggi anche l’approfondimento pubblicato su EpiCentro l’11 giugno 2009 “Oms: iniziativa e nuove linee guida sull’igiene delle mani nei luoghi di cura”.

 

Progetto europeo EpiSouth - attivo dal 2006 al 2012

Avviato nel 2006, il progetto europeo EpiSouth, coordinato dal reparto di Epidemiologia delle malattie infettive del Centro nazionale epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute (Cnesps) dell’Istituto superiore di sanità (Iss), cofinanziato da due direzioni generali della Commissione europea (Dg Sanco e Dg Devco/EuropeAid), e dal ministero della Sanità italiano e con il supporto del European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc) e di tutti le istituzioni partecipanti, è entrato a ottobre 2010 nelle sua seconda fase (EpiSouth Plus) che si si concluderà nel 2013. Il network, che include 27 Paesi (9 dall’Unione europea, 17 esterni all’Unione, più un Paese candidato), ha implementato, in questa nuova fase, attività atte a consolidare alcuni dei settori progettuali affrontati durante la prima fase (la formazione in epidemiologia applicata e di campo, l’epidemic intelligence transfrontaliera, le malattie prevenibili da vaccino nelle popolazioni migranti, le infezioni zoonotiche emergenti transfrontaliere) e avviato nuove attività considerate criticamente necessarie dai paesi partecipanti. Leggi al riflessione a cura di Maria Grazia Dente, Massimo Fabiani, Flavia Riccardo, Valeria Alfonsi e Silvia Declich (Reparto di Epidemiologia delle malattie infettive, Cnesps-Iss).