Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Infezioni sessualmente trasmesse

Archivio 2014

(10 luglio 2014) Infezioni sessualmente trasmesse in Europa: il report Ecdc del 2012

Con oltre 385 mila casi notificati nel 2012 la clamidia si conferma l’infezione sessualmente trasmessa (Ist) più diagnosticata in Europa, interessando soprattutto le donne e i giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni, in cui sono stati diagnosticati i due terzi di tutte le infezioni. Al secondo posto con più di 47 mila casi notificati si colloca la gonorrea, che interessa soprattutto gli uomini, e al terzo posto la sifilide con più di 20 mila casi notificati, circa la metà di questi diagnosticati tra i maschi che fanno sesso con maschi (Msm). È quanto emerge dal rapporto “Sexually Transmitted Infections in Europe 2012”, pubblicato dall’Ecdc a luglio 2014. Per approfondire leggi la pagina dedicata agli aspetti epidemiologici europei consulta il documento completo (pdf 4,1 Mb).

 

(3 luglio 2014) Ecdc: in un report le raccomandazioni per la gestione della clamidia

Pubblicato a giugno 2014 dall’Ecdc, “Chlamydia control in Europe – a survey of Member States 2012”, fornisce una valutazione sulle attività di prevenzione e controllo per la clamidia realizzate in Europa e suggerisce raccomandazioni per migliorare le politiche nazionali negli Stati dell'Unione europea e dello Spazio economico europeo. Per maggiori informazioni visita il sito Ecdc e scarica il documento completo (pdf 3,1 Mb).

 

(3 luglio 2014) I nuovi dati dei due Sistemi di sorveglianza sentinella attivi in Italia

Il nuovo Notiziario Iss, pubblicato ad aprile 2014, dedicato alle Infezioni sessualmente trasmesse raccoglie i dati provenienti dai due sistemi di sorveglianza sentinella attivi in Italia: quello basato sui centri clinici e quello basato sui laboratori di microbiologia clinica (quest’ultimo è nato dalla collaborazione tra il Centro operativo aids e l’Associazione microbiologi clinici italiani, Amcli). I dati raccolti evidenziano l’aumento dei casi di infezione da clamidia, di condilomi ano-genitali, e di linfogranuloma venereo, nonché un’inconsapevolezza tra i soggetti con Ist del proprio sierostato Hiv. Per approfondire leggi il commento del Centro operativo Aids, i dati italiani aggiornati.

 

(13 marzo 2014) Lo speciale della rivista Vaccine sulla vaccinazione per le Ist

Investire fondi per la ricerca e lo sviluppo di nuovi vaccini in grado di prevenire la diffusione di Ist come l’herpes genitale, la gonorrea, la clamidia, la sifilide e le infezioni da Trichomonas vaginalis: è questo il tema che attraversa i 19 articoli pubblicati sul numero monografico “Sexually transmitted infections: Vaccine development for global health” (Volume 32, Issue 14, Pages 1523-164) della rivista Vaccine dedicato alle Ist. Tra gli argomenti affrontati una panoramica sulla vaccinazione per le Ist, focus specifici sulla vaccinazione per clamidia, herpes genitale, gonorrea, Trichomonas vaginalis, papilloma virus e sifilide. Disponibili anche dati sul rapporto costo-beneficio dei vaccini e sulle strategie di comunicazione più adatte. Per approfondire consulta anche il sito dell’Oms.

 

(20 febbraio 2014) Clamidia in Europa: la review dell’Ecdc

Le stime sulla prevalenza dell’infezione da Chlamydia trachomatis negli Stati membri Ue/Eea sono eterogenee e cambiano a seconda del Paese, del genere, della fascia d’età e della copertura nazionale delle segnalazioni. Per esempio, tra le donne sessualmente attive di 15-24 anni la prevalenza varia dal 3% del Regno Unito al 4,7% della Slovenia, mentre tra gli uomini della stessa fascia d’età si va dallo 0,4% della Germania al 4,7% della Slovenia. Sono alcuni dei dati riportati nella nuova revisione di letteratura dell’Ecdc “Chlamydia control in Europe: literature review”. Il documento, pubblicato a febbraio 2014, fa il punto sulle evidenze scientifiche relative al controllo dell’infezione da Chlamydia trachomatis in Europa, prendendo in considerazione gli aspetti epidemiologici, le complicanze dell’apparato riproduttivo femminile e la possibilità di attuare screening. Inoltre, la review vuole essere uno strumento per facilitare la valutazione dell’impatto e del costo-beneficio degli interventi di sanità pubblica indirizzati al controllo di questa malattia. Per maggiori informazioni leggi il documento completo “Chlamydia control in Europe: literature review” (pdf 2,5 Mb).

 

(9 gennaio 2014) Le infezioni sessualmente trasmesse in Piemonte: i dati del 2013

Il rapporto “Le infezioni sessualmente trasmesse in Piemonte: i dati del 2013” (pdf 2 Mb), realizzato dal Servizio di riferimento regionale di Epidemiologia per la sorveglianza la prevenzione e il controllo delle malattie infettive della Asl di Alessandria, analizza l’epidemiologia delle Ist tra la popolazione residente in Piemonte. Dai dati raccolti emerge la prevalenza di diagnosi tra gli uomini italiani che hanno, nei due terzi dei casi, rapporti eterosessuali e donne molto giovani, nella metà dei casi italiane. Inoltre, negli anni sono aumentate le diagnosi tra uomini che hanno rapporti omo/bisessuali. L’utilizzo del preservativo risulta complessivamente molto basso (10%), in particolare tra gli ultra 55enni e chi ha un basso livello di istruzione. Tra i giovani, che riferiscono un utilizzo del preservativo maggiore di quello registrato complessivamente, si osserva una riduzione nell’uso se associato al consumo di droghe o alcool durante i rapporti sessuali. Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 2 Mb).

 

 


 

trova dati