Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Infezioni sessualmente trasmesse

Archivio 2016

20/10/2016 - Hiv, Ist ed epatiti virali vs comunicazione: la nuova guida Ecdc

Nonostante molti Paesi europei abbiano adottato programmi di prevenzione specifici, i rapporti sessuali tra Msm, ovvero i maschi che fanno sesso con i maschi (men who have sex with men) rappresentano la principale via di trasmissione del virus Hiv nei Paesi dell’Unione europea (Ue) e dello Spazio economico europeo (See). I dati del 2013 rivelano infatti che il numero di nuove diagnosi di Hiv tra gli Msm è aumentato del 33% negli ultimi 10 anni e che 2 diagnosi su 5 effettuate nel 2013 ha riguardato Msm. Inoltre il 54% dei casi di sifilide riportati nei Paesi Ue/See nel 2013 si sono verificati in questo gruppo di popolazione. Per questo motivo l’Ecdc ha realizzato un supplemento alla guida pubblicata nel 2015 (pdf 1,2 Mb) con lo scopo di aiutare le realtà nazionali a sviluppare strategie comunicative efficaci e innovative, mirate a promuovere la comportamenti a basso rischio nella comunità Msm. Per maggiori informazioni scarica la il documento “Communication strategies for the prevention of Hiv, Sti and hepatitis among Msm in Europe” (pdf 2,5 Mb).

 

8/9/2016 - Oms: nuove linee guida per il trattamento di clamidia, gonorrea e sifilide

L’Oms ha pubblicato un aggiornamento delle linee guida relative al trattamento di clamidia, gonorrea e sifilide, infezioni sessualmente trasmesse (Ist) generalmente curabili con antibiotici. Negli ultimi anni è aumentata, rapidamente, la resistenza di queste infezioni ai trattamenti antibiotici, come conseguenza di un uso scorretto o inappropriato. Per questo motivo, le nuove linee guida ribadiscono la necessità di usare il giusto antibiotico, al dosaggio corretto e per il tempo necessario al trattamento dell’infezione e sollecitano tutti i Paesi a monitorare le resistenze antibiotiche nel proprio territorio. Le linee guida riguardano le tre principali Ist di origine batterica: clamidia, gonorrea, sifilide. Con 131 milioni di nuove diagnosi ogni anno, la clamidia si conferma l’Ist più frequentemente rilevata nel mondo. Al secondo posto con 78 milioni di nuove diagnosi ogni anno c’è la gonorrea, che è l’infezione che ha sviluppato la maggiore resistenza agli antibiotici, ragione per cui le nuove linee guida non suggeriscono più l’utilizzo dei chinolonici, in precedenza raccomandati per il trattamento. Al terzo posto con 5,6 milioni di nuove diagnosi ogni anno c’è la sifilide per la quale è invece raccomandato l’uso della Benzatin Penicillina. Per maggiori informazioni leggi il comunicato stampa sul sito Oms.

 

21/7/2016 - Sorveglianza delle gravidanze in Umbria: i dati 2014 su Cedap e Ivg

Nonostante l'apporto degli immigrati stranieri (che rappresentano l’11,2% della popolazione regionale), nel 2014 la popolazione umbra è scesa, in base ai dati elaborati dall'Istat, dell'1,3%. Nel corso dello stesso anno sono stati censiti 7310 parti, per un totale di 7441 nati mentre il tasso di natimortalità regionale risulta del 3,5% ogni 1000 nati. Inoltre 4162 bambini, ossia il 56,9% del totale, sono stati nati in strutture con volume di attività superiore a 1000 e il 33,3% dei parti sono stati effettuatati in Unità Operative (U.O.) di piccole dimensioni (manca in Regione un Punto nascita che assista oltre 2000 parti all'anno). L'età media delle madri al momento del parto è pari a 31,8 anni; le straniere sono di media più giovani rispetto alle italiane (l'Umbria è la terza Regione italiana, dopo Emilia-Romagna e Lombardia, per numero di stranieri; le nazioni più rappresentate sono Romania, Albania e Marocco). Nel 2014 il 2,4% di donne incinta ha fatto ricorso a pratiche di procreazione assistita (Pma); il 2,3% non è ricorso all'ecografia a differenza del 75,3% che ne ha effettuate più di 4. Le donne che si sono sottoposte ad almeno un'indagine prenatale invasiva sono il 22,5% dei casi. Le nascite vaginali operative sono pari al 2,5%, mentre i parti spontanei corrispondono al 65,8%. Il 92,2% dei neonati è stato partorito tra la 37esima e la 42esima settimana di gestazione. Alcune differenze socio-economiche (cittadinanza, età, titolo di studio) determinano il ricorso o meno alle tecniche di Pma. Per approfondire consulta il documento completo “La sorveglianza delle gravidanze in Umbria: analisi dei certificati di assistenza al parto e delle interruzioni volontarie di gravidanza – 2014” (pdf 10 Mb).

 

(23 giugno 2016) Hiv/Aids/Ist: 29 anni di counselling telefonico

Sono quasi 760 mila le telefonate a cui, in 29 anni di attività (20 giugno 1987-20 giugno 2016), ha risposto il Telefono Verde Aids e Infezioni sessualmente trasmesse dell'Istituto superiore di sanità (Iss)/ministero della Salute. Il servizio offerto dal numero verde 800 861 061 (attivo dal lunedì al venerdì: 13:00-18:00) è anonimo e gratuito e mette a disposizione di cittadini e operatori sanitari un team di esperti che offrono interventi di counselling telefonico (solo nel 2015 sono stati 13.993). Nel corso degli anni, il 75,3% delle telefonate ricevute sono state effettuate da persone di sesso maschile, il 77,3% da persone tra i 20 e i 39 anni e il 46,7% da utenti del Nord Italia. Interessante il dato sulle persone straniere da cui sono arrivate 4516 telefonate (il 66,5% effettuate da uomini). Tra i quesiti e i temi maggiormente affrontati (pari a oltre 2 milioni e 50 mila): le modalità di trasmissione delle infezioni sessualmente trasmesse (27,5%); le informazioni sugli esami diagnostici, e nello specifico sul test Hiv (25,4%); gli aspetti psico-sociali correlati a queste patologie (13,6%); i dubbi derivanti dalla disinformazione (12,6%). È importante ricordare che l’equipe del Telefono Verde risponde anche in lingua inglese e, il lunedì e il giovedì pomeriggio (14:00-18:00), è disponibile un consulente in materia legale. Inoltre, da luglio 2014 il Telefono Verde è raggiungibile anche al contatto skype uniticontrolaids il lunedì e il giovedì (14:00-17:00). Per ulteriori informazioni consulta: il sito Uniticontrolaids, la news e il Primo Piano sul sito dell’Iss. 

 

(16 giugno 2016) Infezioni da gonococchi in Europa

Nel 2014, 27 Paesi dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo hanno segnalato al Sistema di sorveglianza europeo, 66.413 casi di gonorrea (con un aumento del 25% rispetto al 2013), pari a 20 casi ogni 100.000 abitanti. La maggior parte dei casi di gonorrea (38%) hanno interessato la fascia di età 15-24 anni, seguita da quella 25-34 anni (34%). Questo è quanto emerge nel capitolo dell’Annual Epidemiological Report dedicato alla gonorrea. Il documento, pubblicato a maggio 2016, sottolinea una maggiore diffusione della gonorrea nei Paesi del Nord Europa (il solo Regno Unito, nel 2014, ha segnalato il 58% di tutti i casi di gonorrea). Per quanto riguarda le modalità di trasmissione, nel 2014, i rapporti eterossessuali sono stati responsabili del 49% dei casi di gonorrea segnalati, mentre i maschi che fanno sesso con i maschi (men who have sex with men, Msm) hanno rappresentano il 44% di tutti i casi segnalati. In Italia, il Telefono Verde Aids e Infezioni sessualmente trasmesse dell'Istituto superiore di sanità/Ministero della Salute fornisce informazioni alla popolazione (dal lunedì al venerdì: 13:00-18:00). Gli esperti rispondono anche in inglese. Un consulente in materia legale risponde il lunedì e il giovedì (14:00-18:00). Da luglio 2014 il Telefono Verde è raggiungibile anche al contatto skype uniticontrolaids. Per ulteriori informazioni, scarica la Locandina (jpg 254 kb), consulta la sezione del sito Uniticontrolaids dedicata alla gonorrea.

 

(19 maggio 2016) Annual Epidemiological Report 2016

L’edizione 2016 dell’Annual Epidemiological Report (Aer), del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), presenta, come nel 2015, la pubblicazione di rapporti di sorveglianza (Disease surveillance reports) per patologie e gruppi di malattie infettive. Ognuno di questi rapporti presenta una panoramica sulla situazione epidemiologica di una specifica patologia nell’ambito dei Paesi membri dell’Unione europea (Ue) e di quelli dell’Area economica europea (Eea), relativa ai dati del 2014. La decisione di suddividere la pubblicazione dell’Aer, sviluppandola su più settimane, riflette la disponibilità dei dati di sorveglianza al livello europeo con diverse scadenze a seconda della malattia. Ad oggi, su sito del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), nella pagina dedicata all’Aer 2016 sono disponibili i rapporti su: legionellosi, influenza stagionale, sifilide, Tubercolosi e influenza zoonotica. Consulta la pagina di EpiCentro dedicata Aer 2016.

 

(10 marzo 2016) Dall’Ecdc un nuovo documento sulle infezioni da clamidia in Europa

Il report “Ecdc guidance on Chamydia control in Europe” (pdf 1,4 Mb), pubblicato dall’Ecdc a marzo 2016, aggiorna il precedente documento (2015) sulla diffusione dell’infezione da Chlamydia trachomatis in Europa, nonché sullo stato di avanzamento dei programmi di controllo e sulle politiche di prevenzione per questa infezione, adottate nei vari Paesi europei. Con oltre 3,2 milioni di casi segnalati tra il 2005 e il 2014, la clamidia si conferma infatti l’infezione sessualmente trasmessa (Ist) più diagnosticata in Europa, interessando soprattutto le donne e i giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni (63% dei casi segnalati nel 2014). Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 1,4 Mb) e leggi la news sul sito Ecdc.

 

 


 

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