Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Infezioni sessualmente trasmesse

Aspetti epidemiologici

In Italia

 

2 aprile 2015 - In Italia, la gonorrea, la sifilide e la pediculosi del pube sono le uniche Infezioni sessualmente trasmesse (Ist) a notifica obbligatoria per le quali sono disponibili dati nazionali. Per sopperire alla mancanza di dati sulle altre Ist, nel 1991 è stato avviato un Sistema di sorveglianza sentinella basato su centri clinici. Questo sistema, coordinato dal Centro operativo Aids (Coa) dell’Istituto superiore di sanità, prevede la collaborazione di una rete sentinella di 12 centri clinici pubblici altamente specializzati nella diagnosi e nella cura dei soggetti con Ist. I centri segnalano i pazienti con una diagnosi clinica di Ist confermata da appropriati test di laboratorio e raccolgono informazioni socio-demografiche e comportamentali, nonchè il sierostato Hiv. In questi anni, questo sistema ha consentito di conoscere l’andamento delle diagnosi di Ist in Italia, nonché di valutare la diffusione dell’infezione da HIV nei soggetti con una nuova Ist, soprattutto in popolazioni più a rischio (es.: stranieri, giovani, maschi che fanno sesso con maschi, ecc.). Tuttavia, il Sistema ha fornito scarse informazioni su alcune Ist largamente diffuse nella popolazione generale, che sono spesso asintomatiche o non correttamente diagnosticate, come l’infezione da Chlamydia trachomatis (Ct), da Neisseria gonorrhoeae (Ng) e da Trichomonas vaginalis (Tv). Per questo motivo e per rispondere a recenti direttive internazionali in tema di sorveglianza e controllo delle Ist, dal primo aprile 2009 il Coa, in collaborazione con il Gruppo di lavoro infezioni sessualmente trasmesse (Glist) dell’Associazione microbiologi italiani (Amcli), ha avviato un secondo sistema di sorveglianza sentinella delle Ist basato su laboratori di microbiologia clinica. Sono incluse nella sorveglianza le seguenti Ist: infezione da Ct, da Tv e da Ng. Questa sorveglianza prevede la collaborazione di 13 laboratori di microbiologia clinica operanti in importanti strutture ospedaliere o territoriali distribuite sulle tre aree principali del territorio nazionale (Nord, Centro e Sud). I laboratori segnalano i soggetti che effettuano un test per la ricerca di una o più delle tre infezioni previste, sia che risultino positivi che negativi all'identificazione del patogeno. Per ogni individuo i laboratori possono segnalare l’eventuale identificazione anche di più di un patogeno, e raccolgono alcuni dati socio-demografici, clinici e comportamentali. Ai laboratori di microbiologia clinica pervengono campioni biologici di provenienza diversa, che riflettono un’utenza territoriale molto ampia e meno selezionata rispetto a quella dei centri clinici per Ist, che concentrano invece una popolazione sintomatica con comportamenti ad alto rischio.

 

I dati dei centri clinici

Dal 1 gennaio 1991 al 31 dicembre 2013, il Sistema di sorveglianza ha segnalato un totale di 103.028 nuovi casi di Ist. Il numero dei casi di Ist e rimasto stabile fino al 2004, con una media di 3994 casi di IST segnalati per anno; successivamente, dal 2005 al 2013, le segnalazioni (5235 casi medi per anno) hanno subito un incremento pari al 31,1% rispetto al periodo 1991-2004. I dati, riportati nel Notiziario Iss “Le Infezioni sessualmente trasmesse: i dati dei due Sistemi di sorveglianza sentinella attivi in Italia al 31 dicembre 2013” (volume 28, n. 2, febbraio 2015, pdf 3,4 Mb) pubblicato a marzo 2015, indicano che le patologie più frequenti sono risultate essere i condilomi ano-genitali (40.871 casi), la sifilide latente (9190 casi), le cervicovaginiti batteriche da agenti eziologici diversi da Ct, da Ng e da Tv (Ng-Nc) (8798 casi) e l’herpes genitale (7860 casi).

 

Nelle donne, l’andamento dei casi di sifilide I-II è rimasto stabile fino al 1995, in seguito ha mostrato una riduzione fino al 1998 e un successivo aumento di quindici volte tra il 1998 e il 2008. Successivamente i casi di sifilide I-II hanno mostrato una stabilizzazione e una lieve riduzione fino al 2013. I casi di sifilide latente sono diminuiti fino al 1996 e successivamente, tra il 1996 e il 2005, sono aumentati di circa due volte, per poi diminuire fino al 2013. Le segnalazioni di cervicite gonococcica hanno mostrato una riduzione fino al 1999 e un aumento di sei volte tra il 1999 e il 2006; successivamente sono diminuite fino al 2011 e aumentate nuovamente negli ultimi anni, passando da 8 casi del 2011 a 26 del 2013. I casi di cervicite da Ct hanno mostrato una riduzione fino al 2000 e un successivo incremento di circa due volte e mezzo tra il 2000 e il 2013.

 

Il numero dei casi di cervicovaginiti Ng-Nc è diminuito progressivamente, passando dai 408 casi del 1991 ai 103 del 2012 per riaumentare nell’ultimo anno (128 casi nel 2013).

 

Il numero annuo di segnalazioni di condilomi ano-genitali è lievemente diminuito sino al 2004, per poi mostrare un progressivo incremento raggiungendo il picco massimo nel 2013 con un aumento di quasi tre volte rispetto al 2004.

 

L’herpes genitale ha mostrato un andamento costante delle segnalazioni tra il 1991 e il 2004 e un successivo aumento, raggiungendo il picco massimo nel 2011, con un aumento più che doppio rispetto al 2004. Negli ultimi due anni si è stabilizzato.

 

Negli uomini, l’andamento dei casi di sifilide I-II è rimasto relativamente stabile fino al 2000. Dopo il 2000 i casi di sifilide I-II hanno evidenziato un aumento rilevante, di circa sei volte nel 2005 rispetto al 2000, successivamente una riduzione fino al 2012 e un nuovo incremento nel 2013 (365 casi segnalati). L’andamento dei casi di sifilide latente ha mostrato una riduzione fino al 1996, poi una ripresa delle segnalazioni fino al 2005, successivamente una riduzione fino al 2011 e un nuovo incremento nel 2013, con 276 casi segnalati. Le segnalazioni di gonorrea hanno mostrato una riduzione fino al 1999 e un successivo aumento di due volte tra il 1999 e il 2006, per poi diminuire lievemente fino al 2013. I casi di infezione da Ct hanno mostrato una riduzione fino al 2002 e un successivo aumento di tre volte tra il 2002 e il 2012. Nel 2013 il numero di segnalazioni è di nuovo in calo. Il numero dei casi di uretriti Ng-Nc è diminuito progressivamente, passando da 504 casi del 1991 a 146 del 2013. Il numero annuo di segnalazioni di condilomi ano-genitali è rimasto costante fino al 2004 per poi mostrare un progressivo incremento raggiungendo il picco massimo nel 2013 con un aumento di circa due volte e mezzo rispetto al 2004. L’herpes genitale ha mostrato una riduzione delle segnalazioni tra il 1991 e il 2004 e un successivo lieve aumento fino al 2013.

 

Per quanto riguarda l’infezione da Hiv nei soggetti con Ist, dei 103.028 pazienti segnalati con una Ist, 71.559 (69,5%) hanno effettuato un test anti-Hiv al momento della diagnosi di Ist, e 52.95 (7,4%) sono risultati positivi.

 

I dati dei laboratori di microbiologia clinica

Dai dati disponibili nel Notiziario Iss, emerge che tra il 1 aprile 2009 e il 31 dicembre 2013 i laboratori di microbiologia clinica hanno segnalato 93.403 campioni, analizzati per un'indicazione di approfondimento diagnostico per almeno una delle tre infezioni (Ct, Ng, Tv).

 

L’infezione più diagnosticata sia tra le donne che tra gli uomini è stata quella da Ct (rispettivamente 2,4% e 8,4%), seguita, nelle donne dall’infezione da Tv (0,8%) e negli uomini dall’infezione da Ng (2,1%). In particolare, la prevalenza dell’infezione da Ct è risultata più elevata nei giovani con età compresa tra i 15 e i 19 anni rispetto ai soggetti con età maggiore a 19 anni (8,2% vs 3,1%). La prevalenza di Ct è risultata più elevata tra gli stranieri provenienti da altri Paesi europei rispetto agli italiani (3,7% vs 3,2%); tra gli individui provenienti dai centri Ist rispetto a tutti gli altri individui (11,8% vs 2,9%); tra i soggetti testati nei laboratori del Nord Italia rispetto ai soggetti testati nei laboratori del Centro-Sud Italia (4,6% vs 1,8%); tra le donne non gravide rispetto alle gravide (2,8% vs 1,2%); tra i soggetti con sintomi genito-urinari al momento del prelievo del campione rispetto agli asintomatici (4,5% vs 2%); tra le donne che hanno riferito di utilizzare i contraccettivi orali rispetto a quelle che hanno dichiarato l’uso costante del condom da parte del partner (4,9% vs 2,9%); tra i soggetti che hanno riferito di aver avuto più di un partner sessuale negli ultimi sei mesi rispetto a quelli che ne hanno riferito nessuno o uno (13,4% vs 2,2%); tra i soggetti che hanno riferito di essere senza partner stabile da almeno tre mesi rispetto a quelli che hanno riferito di avere un partner stabile da almeno tre mesi (10,6% vs 2,4%). Più di un terzo dei soggetti positivi alla Ct (33,3%) non presentava sintomi genito-urinari al momento del prelievo del campione; in particolare, la quota di asintomatici è risultata maggiore tra le donne rispetto agli uomini (36,4% vs 27,7%) e tra le donne gravide rispetto alle non gravide (57,1% vs 33,4%).

 

Nell’intero periodo (aprile 2009-dicembre 2013), la prevalenza dell’infezione da Tv e risultata pari allo 0,7% (n. 606 casi): in particolare, 0,1% tra gli uomini e 0,8% tra le donne. In particolare, la prevalenza di Tv tra le donne è risultata più alta: tra quelle di età superiore a 44 anni rispetto alle più giovani (1,6% vs 0,7%); tra le straniere rispetto alle italiane (1,5% vs 0,6%); tra quelle provenienti dai consultori rispetto alle altre (1,5% vs 0,7%); tra quelle con sintomi genito-urinari al momento del prelievo del campione rispetto alle asintomatiche (1,2% vs 0,4%); tra quelle senza partner stabile da almeno 3 mesi rispetto a quelle con partner stabile da almeno tre mesi (1,5% vs 0,6%).

 

Nell’intero periodo (aprile 2009-dicembre 2013), la prevalenza dell’infezione da Ng e risultata pari allo 0,5% (n. 258 casi): in particolare, 2,1% tra gli uomini e 0,1% tra le donne.

Tra gli uomini, nell’intero periodo, la prevalenza di Ng è risultata più alta: provenienti dai centri Ist o dai reparti ospedalieri rispetto agli altri (6,7% vs 1,5%); tra gli uomini testati nei laboratori del Nord Italia rispetto a quelli testati nei laboratori del Centro-Sud Italia (3,7% vs 1,2%); tra quelli con sintomi genito-urinari al momento del prelievo del campione rispetto agli asintomatici (3,7% vs 0,4%); tra gli uomini con più di un partner sessuale negli ultimi sei mesi rispetto a quelli con nessuno o uno (5,5% vs 0,9%); tra gli uomini senza partner stabile da almeno tre mesi rispetto a quelli con partner stabile da almeno tre mesi (5,9% vs 1,0%).

 

In queste pagine di EpiCentro vengono presentate le informazioni relative alle Ist, escludendo l’infezione da Hiv, per la quale è disponibile un’ampia sezione dedicata.