Barbara Suligoi - Centro operativo Aids (Coa), Iss
9 febbraio 2012 - Al crescere dell’età non
bisogna abbassare la guardia: il senso di sicurezza dato
dall’esperienza e la mancanza di percezione del rischio
sono tra le cause della diffusione, delle infezioni
sessualmente trasmesse (Ist) tra gli adulti
ultracinquantenni, registrata negli ultimi anni. Secondo
quanto osservato dalla sorveglianza Iss sulle infezioni
da Hiv/Aids e sulle Ist portata avanti dal
Centro operativo Aids
(Coa), le Ist stanno infatti aumentando proprio nella
fascia di età compresa tra i 45 e i 65 anni, dove si
registra un incremento dell’incidenza anche di 10 volte.
L’aumento delle Ist in Italia
Sulla sifilide, per esempio, tra il 2001 e il 2009 la sorveglianza delle Ist ha registrato nel nostro Paese un aumento di 10 volte delle infezioni per gli over 45, che costituiscono ormai un quarto dei casi totali. In questa fascia d’età, i più colpiti sono gli uomini, perché la patologia colpisce principalmente gli omosessuali. Tra i giovani, invece, i casi di sifilide sono aumentati di 2 o 3 volte al massimo. I dati relativi al periodo 2004-2009 su gonorrea e condilomi mostrano un raddoppio del numero di casi tra gli adulti ultra 45enni, mentre la clamidia rimane diffusa soprattutto tra i giovanissimi. La sorveglianza Coa mostra inoltre che nel ventennio 1990-2010 i nuovi casi di Hiv tra gli over 50 sono aumentati del 25% mentre nelle altre fasce di età l'incidenza è diminuita di 4 volte.
Ma perché gli adulti ultracinquantenni sono così a rischio? Molti sono i fattori che concorrono alla diffusione delle Ist in questa fascia d’età. Tra questi:
Appare evidente dunque che è giunto il momento di fare campagne di informazione dedicate anche agli adulti. Bisogna continuare a educare i giovani perché queste malattie, se non curate, possono dare problemi di fertilità ma è importante che anche gli adulti e gli anziani si proteggano per una vita sessuale consapevole e senza rischi.
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