In Italia
Certificato di assistenza al parto (Cedap). Analisi dell'evento nascita - Anno 2009 (pdf 1,81 Mb)
Pubblicato dal ministero della Salute a maggio 2012, l’ottavo rapporto Cedap raccoglie le informazioni rilevate dal flusso informativo del Certificato di assistenza al parto (Cedap) del 2009.
Taglio cesareo: le linee guida dell’Iss. Seconda parte (pdf 676 kb)
A circa due anni dalla pubblicazione della prima parte (pdf 450 kb) della linea guida sul taglio cesareo, focalizzata sugli aspetti della comunicazione alle donne, il Sistema nazionale linee guida dell’Istituto superiore di sanità presenta un nuovo documento dedicato ai temi dell’appropriatezza della pratica chirurgica nell’assistenza alla nascita. Le linee guida sono state presentate a gennaio 2012. Leggi anche la versione per il pubblico (pdf 324 kb) e il Primo Piano sul sito dell’Iss. Leggi anche l’approfondimento e scarica le presentazioni del convegno.
Allattamento materno: dall’Unicef un riconoscimento per la Asl di Milano
A gennaio 2012, la Asl di Milano è stata nominata dall’Unicef Comunità amica dei bambini per l’allattamento materno, iniziativa condotta da Maria Enrica Bettinelli (Asl Milano). Un riconoscimento che segue oltre dieci anni di impegno costante di circa 400 operatori che hanno lavorato su un territorio che ha un bacino d’utenza di 1.700.000 persone e una media di 14 mila nuovi nati all’anno. Il risultato, conseguito dopo il superamento delle tre fasi di valutazione (documentale, conoscenze operatori dei consultori, medici e pediatri di famiglia, conoscenze delle madri), è stato reso possibile da due fattori principali: la progettualità e il coinvolgimento.
Relazione 2011 sulle Ivg in Italia
Nel 2010 sono state effettuate 115.372 interruzioni volontarie di gravidanza (Ivg) e il tasso di abortività (numero delle Ivg per 1000 donne in età feconda tra i 15 e i 49 anni) è stato di 8,2 per 1000, confermando la tendenza storica della diminuzione al ricorso all'Ivg in Italia che con oltre 230 mila interventi, ha avuto il suo picco nel 1982. Sono alcuni dei dati presenti nella Relazione 2011 sull'applicazione della legge 194/78 presentata al Parlamento dal Ministro della Salute, contenente i dati definitivi e dettagliati del 2009 e quelli complessivi e provvisori del 2010. I dati sono stati raccolti dal Sistema di sorveglianza epidemiologica delle Ivg, che vede impegnati l’Istituto superiore di sanità (Iss), il ministero della Salute e l’Istat da una parte, le Regioni e le Province autonome dall’altra. L'analisi delle caratteristiche delle Ivg nel 2009 conferma inoltre l’aumento degli interventi tra le donne straniere (33,4%), e in particolare tra le donne provenienti dai Paesi dell’Europa dell’Est (51,6%). Per maggiori informazioni scarica la relazione 2011 al Parlamento (pdf 600 kb), le tabelle riassuntive (pdf 190 kb) e il comunicato stampa sul sito del ministero della Salute.
Assistenza re e post natale tra le donne straniere nel rapporto Istisan 11/12
Carenza di informazioni e minore capacità di usufruire delle opportunità assistenziali: sono due degli aspetti che caratterizzano il percorso nascita delle donne immigrate che affrontano l’evento in Italia, per le quali il consultorio familiare si configura come un servizio di riferimento. Questi dati emergono da due indagini, una qualitativa l’altra quantitativa, condotte nel 2009 con l’obiettivo specifico di valutare l’assistenza pre e post natale e il vissuto delle donne straniere. Le indagini, condotte all’interno del progetto: “Il percorso nascita: promozione e valutazione della qualità dei modelli operativi” ispirato al “Progetto obiettivo materno infantile” (Pomi), introdotto dal piano sanitario nazionale 1998-2000, rivelano la necessità di un’organizzazione operativa dei servizi assistenziali in grado di garantire continuità assistenziale, adeguata formazione del personale e presenza di mediatrici culturali.
Attuazione della legge sulla Pma: i dati 2009
Aumentano le coppie che si sottopongono ai trattamenti di fecondazione assistita, i cicli iniziati, le gravidanze ottenute e i bambini nati, considerando tutte le tecniche di procreazione medicalmente assistita (Pma) di I, II e III livello: la relazione al Parlamento (pdf 2,2 Mb) di giugno 2011 conferma l’andamento osservato negli anni precedenti. I dati presentati, raccolti e analizzati dall’Istituto superiore di sanità, sono relativi all’attività delle strutture autorizzate all’applicazione delle tecniche di Pma nel 2009 e si riferiscono in parte a un periodo antecedente e in parte al periodo successivo la modifica della legge 40/2004, attuata dalla Corte Costituzionale con sentenza n. 151 del 15 maggio 2009. L’applicazione della sentenza ha avuto efficacia nel numero di embrioni trasferiti, nelle gravidanze registrate e nel numero degli ovociti e degli embrioni congelati. Oltre all'aumento del numero di coppie che si sottopongono ai trattamenti di fecondazione assistita, è però in aumento anche l’età media delle donne, un fattore che incide negativamente sui risultati delle tecniche stesse. Nonostante ciò continua a migliorare l’efficacia delle procedure di procreazione medicalmente assistita. I parti gemellari nel 2009 rimangono costanti mentre si registra una riduzione dei parti trigemini (dal 2,7% del 2008 al 2,4% del 2009).
Studio Iss sulla mortalità materna: i dati sul British Journal of Obstetrics & Gynaecology
In Italia, come in altri Paesi socialmente avanzati, il rapporto di mortalità materna (numero di morti materne ogni 100.000 nati vivi) è sottostimato dai dati correnti. È quanto emerge da uno studio condotto dall’Istituto superiore di sanità (Iss), in collaborazione con 5 Regioni italiane e i cui risultati sono stati pubblicati sul British Journal of Obstetrics & Gynaecology (Bjog) a giugno 2011. I risultati sono stati presentati pubblicamente, a maggio 2010, in occasione del convegno “Mortalità e morbosità materna in Italia: stato dell’arte e prospettive di miglioramento della rilevazione”. Leggi l’abstract su PubMed e sul sito del Bjog e l’approfondimento sullo studio dell’Iss.
Cedap 2008: l’evento nascita in Italia
Nel 2008, in Italia, l’88,4% dei parti è avvenuto in istituti di cura pubblici, l’11,4% nelle case di cura e lo 0,2% altrove. I dati emergono dalla settima edizione del rapporto Cedap – Certificato di assistenza al parto (pdf 1,7 Mb). Il rapporto conferma il ricorso eccessivo al taglio cesareo: in media, il 37,8% dei parti avviene per via chirurgica, con notevoli differenze regionali. La percentuale di tagli cesarei è più alta nelle case di cura accreditate (con il 60,5% dei parti contro il 34,8% degli ospedali pubblici) ed è più frequente nelle donne di cittadinanza italiana (39,8%) rispetto a quelle straniere (28,4%). La rilevazione 2008, con un totale di 551 punti nascita, presenta una copertura più ampia rispetto agli anni precedenti con il 48% di schede in più rispetto al 2002, un numero di parti pari al 96,6% di quelli rilevati con la scheda di dimissione ospedaliera (Sdo) e un numero di nati vivi pari al 95,8% di quelli registrati presso le anagrafi comunali nello stesso anno. Leggi l’approfondimento.
Snlg: la nuova linea guida sulla gravidanza fisiologica
Il Sistema nazionale per le linee guida (Snlg) dell'Iss ha pubblicato il documento su mandato del ministero della salute. Il documento ha l'obiettivo di fornire ai professionisti e alle donne che affrontano una gravidanza singola senza complicazioni strumenti e informazioni basati sulle prove di efficacia disponibili per poter scegliere i trattamenti più appropriati in molteplici circostanze. In particolare, il documento considera i temi dell'accuratezza e dell’efficacia degli screening e l’appropriatezza degli interventi per valutare l’accrescimento e il benessere fetale e per l’assistenza in caso di presentazione podalica o gravidanza a termine. Ad arricchire il documento, l'agenda della gravidanza per i professionisti che assistono le donne, un pratico calendario che organizza e sintetizza le indicazioni della linea guida, definendo i contenuti informativi e descrivendo gli interventi che devono essere offerti alla donna nei diversi incontri. La linea guida viene presentata a Roma il 21 dicembre 2010. Visita il sito dell’Snlg per scaricare la linea guida e l’opuscolo.
La relazione al Parlamento 2010 sull’Ivg
La relazione al Parlamento sull’applicazione della legge 194 conferma la tendenza storica alla diminuzione delle interruzioni volontarie di gravidanza (Ivg) in Italia. Secondo il documento, contenente i dati definitivi del 2008 e provvisori del 2009, nel 2009 in Italia sono state effettuate circa 116.933 mila interruzioni volontarie di gravidanza, con un decremento del 3,6% rispetto al 2008 e una diminuzione del 50,2% rispetto al 1982, anno in cui si è registrato il più alto ricorso all’aborto volontario (234.801 casi). Circa la metà delle Ivg è stata richiesta da donne con un’occupazione, sia fra le italiane, sia fra le straniere, e fra le italiane circa la metà riguarda donne senza altri figli. Scarica la relazione 2010 al Parlamento (pdf 351 kb) e il comunicato del sottosegretario Roccella (rtf 370 kb) e leggi il comunicato stampa sul sito del ministero della Salute.
Relazione 2010 sullo stato di applicazione della legge 40
I dati raccolti e analizzati dal Registro nazionale della procreazione medicalmente assistita (Pma) dell’Istituto superiore di sanità (Iss), presentati nella relazione 2010 del ministero della Salute sulla Pma, confermano il trend degli anni precedenti: aumentano le coppie che si sottopongono ai trattamenti di fecondazione assistita, i cicli iniziati, le gravidanze ottenute e i bambini nati, che nel 2008 superano per la prima volta la soglia dei diecimila, considerando tutte le tecniche di Pma applicate, di I, II e III livello. Nel 2008, nei 354 centri autorizzati italiani sono state trattate con tecniche di procreazione medicalmente assistita oltre 59 mila coppie e sono stati iniziati quasi 80 mila cicli. Delle 12.767 gravidanze ottenute, 1942 sono state perse al follow-up e i bambini nati vivi sono stati oltre 10 mila. Nel corso del 2008, l’età media delle donne che in Italia hanno fatto ricorso alle tecniche di Pma (età media 36,1 anni) è aumentata ulteriormente e si è confermata al di sopra delle media europea, che era nel 2005 pari a 33,8 anni. I parti gemellari si sono attestati attorno al 21% e quelli trigemini attorno al 2,6%. Mentre per quanto riguarda i centri autorizzati al 31 gennaio 2010, sono 349 cosi suddivisi: 157 (il 45% del totale) sono pubblici o privati convenzionati e si concentrano soprattutto al Nord (60%), mentre i restanti 192 centri (55%) sono privati.
I risultati di uno studio Iss su mortalità e morbosità materna
Il rapporto di mortalità materna (numero di morti materne ogni 100.000 nati vivi), nel nostro come in altri Paesi industrializzati, è sottostimato. Uno studio dell’Iss evidenzia in sei Regioni italiane un rapporto di mortalità materna da 2 a 7 volte il dato nazionale elaborato dall’Istat. I valori più bassi sono stati registrati al Nord e in Toscana e quelli più elevati nel Lazio e in Sicilia. Un aumentato rischio di mortalità materna risulta essere associato a una età della donna pari o superiore a 35 anni, al taglio cesareo, a un basso livello di istruzione e all’essere cittadine straniere. Questi i risultati di un progetto Ccm, condotto dall’Istituto superiore di sanità con il finanziamento del ministero della Salute, i cui risultati conclusivi sono stati presentati con un convegno il 25 maggio 2010.
Taglio cesareo: le linee guida dell’Iss
Il Sistema nazionale linee guida dell’Istituto superiore di sanità ha pubblicato nel 2010 le prime linee guida nazionali sul taglio cesareo. Il documento mira a migliorare la comunicazione tra le donne e gli operatori sanitari sulle modalità del parto: una scelta dettata anche dal continuo aumento in Italia dei parti con taglio cesareo (cresciuti dall’11% del 1980 al 38% del 2008). Leggi il comunicato dell’Iss, la presentazione delle linee guida dell’Snlg, l’indice del documento e la newsletter dell’Snlg. Scarica il testo completo (pdf 450 kb) e l’opuscolo (pdf 275 kb).
Cedap 2006: l’assistenza al parto in Italia
In Italia, si ricorre al taglio cesareo nel 37,4% dei casi, e la percentuale sale nelle case di cura private. Nel corso dell’anno 2006, in Italia, oltre l’88% dei parti è avvenuto negli istituti di cura pubblici e il 14,7% di essi è avvenuto da madri di cittadinanza non italiana, soprattutto al nord, dove quasi il 20% dei parti è relativo a madri straniere. Sono solo alcuni dei dati che emergono dal quinto rapporto Cedap relativo alle nascite in Italia nel 2006. Leggi l’approfondimento a cura della redazione di EpiCentro.
La relazione al Parlamento 2009 sull’Ivg
Secondo la relazione al Parlamento 2009 sull’Ivg, nel 2008 sono state effettuate 121.406 interruzioni volontarie di gravidanza, 80 mila delle quali tra donne italiane, con un decremento del 4,1% rispetto al 2007 e del 48,3% rispetto al 1982, anno in cui si è registrato il più alto ricorso all'Ivg (234.801 casi). Si stima che le cittadine straniere presentino un tasso di abortività 3-4 volte superiore a quello delle italiane. La diminuzione del ricorso all’Ivg oltre che a fattori di natura culturale, si deve a fattori preventivi come l’educazione sessuale nelle scuole, l’educazione sessuale alla procreazione responsabile, la diffusione dei metodi anticoncezionali e il migliore accesso alla contraccezione di emergenza.
I risultati dell’attività del sistema di sorveglianza dell'Ivg
Il Notiziario dell’Istituto superiore di sanità del mese di maggio 2009 pubblica un articolo sui principali risultati dell’attività di sorveglianza ottenuti dal 1981, data della sua istituzione. Nel corso degli anni è diminuito il ricorso complessivo all’interruzione volontaria di gravidanza ed è quasi scomparso l’aborto clandestino, con conseguente eliminazione della mortalità e morbosità materna a esso associate. Ciò si deve in gran parte alla maggiore circolazione dell’informazione e all’impegno dei servizi, primi fra tutti i consultori familiari, che hanno aumentato la conoscenza, la consapevolezza e la competenza delle donne sulle questioni relative alla salute riproduttiva.
Relazione 2009 sullo stato di applicazione della legge 40
Nel corso del 2007, nei 342 centri italiani per la Pma sono state trattate con tecniche di procreazione medicalmente assistita 55.437 coppie, con un esito di 11.685 gravidanze. Dalle 9884 gravidanze monitorate sono nati vivi 9137 bambini. I dati emergono dalla relazione annuale del ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali sullo stato di attuazione della legge 40 in materia di procreazione assistita. La relazione, presentata al Parlamento nel marzo 2009, prende in considerazione gli interventi attivati a livello centrale e regionale nel 2008 e l’analisi effettuata dall’Iss sui dati relativi alle attività realizzate dalle strutture autorizzate nel 2007.
Natimortalità: un volume in tutti i punti nascita
Si stima che ogni anno nel mondo 3,2 milioni di bambini muoiano nelle ultime 12 settimane di gestazione, prima di nascere. Il nuovo volume “La natimortalità: audit clinico e miglioramento della pratica assistenziale” verrà distribuito dal ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali in tutti i punti nascita e nelle anatomie patologiche a essi collegate su tutto il territorio nazionale. Il tasso di natimortalità oscilla tra il 5‰ nei Paesi ricchi e il 32‰ nei Paesi dell'Asia del Sud e nell'Africa subsahariana. In Italia, il calo del tasso di natimortalità osservato negli ultimi vent’anni è inferiore a quello che ha caratterizzato la mortalità neonatale. Il testo rappresenta una proposta metodologica rivolta a gruppi multidisciplinari di professionisti.
Complicanze trombotiche e uso di estro-progestinici: i risultati della consensus conference
Il 18 e 19 settembre scorsi ha avuto luogo la conferenza nazionale di consenso "Prevenzione delle complicanze trombotiche associate all'uso di estro-progestinici in età fertile”. Al termine dell’incontro è stato presentato un documento conclusivo (pdf 31 kb), prodotto dalla giuria.
Pma: la relazione 2007 sullo stato di attuazione della legge 40
La relazione contiene gli interventi istituzionali attivati dal ministero della Salute e dalle Regioni e Provincie autonome nel 2007, e l'analisi dei dati che riguardano l'attività dei centri di procreazione medicalmente assistita relativi al 2006, elaborata dal Registro nazionale Pma.
La Relazione annuale sulle Ivg (2006-2007)
Nel 2007 le interruzioni volontarie di gravidanza (Ivg) hanno registrato un calo del 3% rispetto al 2006, confermando il trend degli ultimi anni. Le Ivg aumentano però tra le cittadine straniere (+4,5% rispetto al 2005), e sono raddoppiati gli obiettori di coscienza tra il personale medico e paramedico. Lo rivelano i dati preliminari per il 2007 e i dati definitivi per il 2006 contenuti nella Relazione annuale sull’attuazione della Legge 194/1978, che il ministro della salute Livia Turco ha trasmesso al Parlamento. Leggi l’approfondimento a cura della redazione di EpiCentro.
I risultati dell'indagine sulla Pma svolta nel 2003
Il rapporto Istisan “Procreazione medicalmente assistita: risultati dell’indagine sull’applicazione delle tecniche nel 2003” presenta i dati raccolti dal gruppo di lavoro del registro nazionale Pma durante la ricerca avviata a dicembre 2005 relativa all’attività svolta dai centri di procreazione medicalmente assistita nel 2003 operanti sul territorio nazionale. Scarica dal sito dell’Istituto superiore di sanità il rapporto Istisan.
Il mondo del lavoro a sostegno delle donne in gravidanza
Nel mondo quasi il 60% della forza lavoro femminile è rappresentato da donne in età fertile, e ogni giorno tra loro si registrano decessi per gravidanza o parto. Il lavoro retribuito è la chiave per assicurare maggiori tutele alle donne e ai loro figli. La relazione dell’International labour organization (Ilo), presentata il 18 ottobre a Londra, espone i progressi compiuti e illustra le nuove priorità del mondo del lavoro per garantire il diritto delle donne a una maternità più sicura. Leggi l’approfondimento, a cura della redazione di EpiCentro.
La relazione annuale sulle Ivg (2005 e 2006)
Continua a calare nel nostro Paese il ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza (Ivg). Sono circa 130 mila, infatti, le Ivg effettuate in Italia nel 2006: il 2,1% in meno rispetto al 2005 (132.790 casi) e il 44,6% in meno rispetto al 1982, anno in cui si è registrato il più alto numero di casi, ben 234.801. Triplicato, invece, il numero degli interventi effettuati da donne con cittadinanza estera, la cui incidenza è passata dal 10,1% del 1996 al 29,6% del 2005, per una crescita del 66%. Leggi l’approfondimento.
La relazione 2005 sullo stato di applicazione della Legge 40
Il ministro Turco ha presentato in Parlamento i primi risultati (relativi al 2005) sull’applicazione della Legge 40 del 2004 sulla procreazione medicalmente assistita. Rispetto al 2003, sono diminuite le gravidanze e i bambini nati. In aumento, invece, i trattamenti che non giungono alla fase del trasferimento e quelli con bassa possibilità di successo. In crescita gli esiti negativi delle gravidanze, più elevata l’incidenza di parti plurimi. È significativo infine il fenomeno della migrazione delle coppie verso altri centri o Regioni. Leggi l’approfondimento, a cura della redazione di EpiCentro.
Cedap 2004: la fotografia del parto in Italia
Sul sito del ministero della Salute, è disponibile la terza edizione del rapporto Cedap: la pubblicazione analizza i dati rilevati attraverso il flusso informativo del certificato di assistenza al parto. In 527 punti nascita, sono quasi 475.000 i parti rilevati. Leggi l’approfondimento, a cura della redazione di EpiCentro.
Ivg: la relazione annuale del ministro della Salute
In Italia il ricorso all’aborto non è una prima scelta, ma un’estrema ratio: lo confermano i dati presentati dal ministro della salute nella relazione annuale sull’attuazione della Legge 194. I dati preliminari per il 2005 e quelli definitivi per il 2004 mostrano un calo del 6% del ricorso a Ivg (circa 130 mila casi) rispetto al 2004 (circa 138 mila casi) e, soprattutto, di circa il 45% rispetto al 1982, anno in cui si è registrato il picco più alto (quasi 235 mila casi).
Epidurale tra i Lea: il dibattito in corso
Il nuovo disegno di legge sulla salute materno infantile, recentemente approvato dal Consiglio dei ministri, prevede anche l’inserimento dell’anestesia epidurale tra i Lea per promuovere il parto senza dolore. Le società scientifiche Andria (associazione di operatori fra pari per la promozione di una assistenza appropriata in ostetricia, ginecologia e medicina perinatale) e Syrio (Associazione italiana per lo sviluppo della disciplina ostetrica) hanno scritto al ministro della Salute per il problema del controllo del dolore associato al parto. Le lettere sottolineano l’importanza di coinvolgere attivamente la donna nel controllo del dolore associato al parto e di come, accanto all’epidurale, esistano alternative non farmacologiche efficaci e a minor rischio. Entrambe le società ritengono giusto garantire gratuitamente l’epidurale alle donne che ne abbiano davvero bisogno, limitando quindi l’impiego a condizioni specifiche. Sottolineata anche l’importanza della continuità assistenziale da parte delle ostetriche durante tutto il percorso nascita. Leggi le lettere delle società scientifiche Andria e Siryo e il commento di Michele Grandolfo. Sul forum di Andria sono pubblicati anche altri contributi sul tema: per una lettura più agevole, EpiCentro li ripropone in versione pdf:
Un disegno di legge per la salute della donna e del bambino
Favorire il parto fisiologico e ridurre il ricorso al cesareo, promuovere il parto senza dolore inserendo l'epidurale tra i Lea, attivare nell'ambito del "118" il trasporto del neonato in emergenza, incrementare l'attività dei consultori, promuovere l'allattamento al seno, superare le diseguaglianze territoriali e sociali, con attenzione particolare alla popolazione immigrata. Sono queste alcune delle finalità del nuovo disegno di legge sulla "tutela dei diritti della partoriente, la promozione del parto fisiologico e la salvaguardia della salute del neonato", approvato dal Consiglio dei ministri. Maggiori informazioni sul sito del Governo.
Pma: lo stato di attuazione della legge 40
È stata pubblicata la relazione del ministro della Salute al Parlamento sullo stato di attuazione della legge 40. La relazione prende in considerazione gli interventi attivati, nel corso del 2005, sia a livello centrale che regionale. Leggi su EpiCentro il focus Registro nazionale Pma.
L’indagine multiscopo Istat 2004-2005
Le donne italiane in gravidanza sono ben assistite, ma ricorrono troppo alle prestazioni diagnostiche e alla medicalizzazione. Sono le principali conclusioni dell’indagine multiscopo Istat “Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari” per il 2004-2005. In aumento anche i parti cesarei, soprattutto al Sud e nelle Isole.
SaPeRiDoc: la via farmacologica all’ivg
Introdotta da anni in Europa, Cina e Stati Uniti, la pillola Ru 486 fa discutere nel nostro Paese: in Italia questo farmaco non è in commercio, anche se in alcuni ospedali ne è stata avviata la sperimentazione. SaPeRiDoc pubblica una sezione dedicata all’interruzione volontaria di gravidanza per via farmacologica per fare il punto sui farmaci utilizzabili, sulla loro efficacia e sui rischi associati.
Il ricorso all’Ivg tra le donne straniere
L’Istituto superiore di sanità (Iss) nel 2004 ha condotto un’indagine multicentrica sul ricorso all’Ivg tra le donne immigrate, coordinata dal reparto Salute della donna e dell’età evolutiva dell’Iss (dal 1980 responsabile del sistema di sorveglianza epidemiologica delle Ivg) e in collaborazione con l’Agenzia di sanità pubblica della Regione Lazio. Gli obiettivi principali dell'indagine sono stati approfondire le conoscenze sulle scelte riproduttive nella popolazione immigrata, individuare eventuali fattori di rischio e le motivazioni del ricorso all’Ivg, evidenziare le differenze tra i gruppi etnici, valutare l'accesso ai servizi e le difficoltà più frequentemente incontrate dalle donne immigrate e fornire agli operatori proposte per migliorare l'organizzazione dei servizi e per la prevenzione dell'Ivg. Consulta i dati e le presentazioni del convegno che si è tenuto all’Iss il 15 dicembre 2005.
Consultori e Ivg: il rapporto Istisan del 1991
Prosegue in Italia il dibattito su consultori e interruzione volontaria di gravidanza: l'Iss ripropone in versione elettronica il rapporto Istisan del 1991 "Epidemiologia dell'aborto e possibilità di prevenzione", un'indagine conoscitiva sull'applicazione delle leggi su Ivg e consultori commissionata nel 1989 dalla Camera. Un documento ancora attuale, soprattutto per l'interpretazione dell'evoluzione del fenomeno e le proposte di prevenzione e razionalizzazione dei servizi.
Interruzioni volontarie di gravidanza e consultori: la situazione in Italia
Mentre va avanti la discussione sul ruolo e la funzione dei consultori familiari in Italia, Michele Grandolfo e Angela Spinelli in un articolo che uscirà sul primo volume del 2006 di Ostetricia e ginecologia (che pubblichiamo in anteprima per gentile concessione dell'editore Verduci) presentano il quadro epidemiologico nazionale aggiornato sull'interruzione volontaria di gravidanza. Il sito del ministero della Salute ospita tutte le relazioni, dal 1998 a oggi, sullo stato di attuazione della legge sulle norme per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria di gravidanza, con i dati definitivi del 2003 e quelli preliminari del 2004.
Dibattito su ruolo e funzioni dei consultori
Prosegue il dibattito sul ruolo e la funzione dei consultori familiari in Italia: sul sito della Camera dei deputati è disponibile il testo della relazione sullo stato di attuazione della legge sulle norme per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria di gravidanza, con i dati definitivi del 2003 e quelli preliminari del 2004.