Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Salute materno-infantile

Documentazione

Nel mondo

 

Tracking Progress for Breastfeeding Policies and Programmes

Rapporto congiunto Unicef e Oms, realizzato in collaborazione con la Global Breastfeeding Collective, pubblicato a luglio 2017. Per maggiori informazioni visita il sito dell’Oms e scarica il documento completo (pdf 1,3 Mb).

 

Global, regional, and national causes of under-5 mortality in 2000–15: an updated systematic analysis with implications for the Sustainable Development Goals

Studio pubblicato su The Lancet a novembre 2016. Fornisce il quadro aggiornato e completo della mortalità infantile nel mondo. L’indagine, finanziata dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e dalla Fondazione Bill & Melinda Gates e condotta da ricercatori della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health, della London School of Hygiene and Tropical Medicine, del China National Office of Maternal and Child Health Surveillance e della Sichuan University, oltre che dell’Oms stessa, riporta i dati relativi al periodo 2000-2015, dei 194 Stati membri. Leggi l’approfondimento con revisione a cura di Antonietta Filia - Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute, Cnesps-Iss.

 

WHO recommendations on antenatal care for a positive pregnancy experience

Raccomandazioni pubblicate dall’Oms a novembre 2016 e pensate per migliorare la qualità dell’assistenza in gravidanza e ridurre il rischio di complicanze e di natimortalità. Le linee guida sono infatti dedicate alla qualità delle cure prenatali per un’esperienza positiva della gravidanza. Per approfondire consulta il documento completo “WHO recommendations on antenatal care for a positive pregnancy experience” e il comunicato stampa sul sito dell’Oms.

 

Midwives' Voices, Midwives Realities: Findings from a global consultation on providing quality midwifery care

Report pubblicato da Oms, International Confederation of Midwives e White Ribbon Alliance a ottobre 2016. Contiene i risultati della prima indagine globale sul personale ostetrico. La survey on line ha coinvolto 2400 professionisti ostetrici di 93 Paesi ed è stata finanziata dall’agenzia americana Usaid (United States Agency for International Development). Per maggiori informazioni consulta il documento completo “Midwives' Voices, Midwives Realities: Findings from a global consultation on providing quality midwifery care” e il comunicato stampa.

 

Marketing of breast-milk substitutes: National implementation of the international code Status Report 2016

Report congiunto pubblicato da Oms, Unicef e International Baby Food Action Network (Ibfan) a maggio 2016. Il documento rivela lo stato delle legislazioni nazionali sulla protezione e la promozione dell’allattamento al seno. Per maggiori informazioni leggi anche il comunicato stampa dell’Oms.

 

The Lancet: Breastfeeding

Speciale di The Lancet sull’allattamento pubblicato a gennaio 2016. I quattro articoli della Serie approfondiscono i trend mondiali sull’allattamento, le conseguenze sulla salute materno-infantile a breve e lungo termine, l’impatto degli investimenti, i fattori determinanti per l’allattamento e l’efficacia degli interventi di promozione.

 

The Ending Preventable Stillbirth

Rassegna di The Lancet pubblicata a gennaio 2016. Leggi il commento a cura di Ilaria Lega, Alice Maraschini e Serena Donati (Cnesps, Iss).

 

Dall’Oms nuovi materiali divulgativi sulla salute materno-infantile

Entro il 2025, i Paesi membri dell’Oms vogliono migliorare l’alimentazione e la salute materno-infantile attraverso il raggiungimento di sei obiettivi (ridurre sotto il 5% il deperimento infantile, aumentare di almeno il 50% il tasso di allattamento esclusivo al seno dei primi sei mesi di vita del bambino, ridurre del 30% il basso peso alla nascita, ridurre del 50% il tasso di anemia tra le donne in età fertile, ridurre del 40% l’incidenza della malnutrizione cronica sotto i 5 anni di età, non aumentare l’eccesso ponderale nell’infanzia). Per raggiungere questi obiettivi il sito dell’Ufficio europeo dell’Oms mette a disposizione degli utenti alcuni materiali divulgativi (poster, infografiche) e le specifiche tecniche (indicatori, strumenti di monitoraggio dei progressi ottenuti).

 

Who Safe Childbirth Checklist and Implementation Guide

Nel mondo, la maggior parte delle morti materne e neonatali avviene nelle prime 24 ore dopo il parto. Molti di questi decessi possono essere prevenuti. Per supportare gli operatori in questo senso, l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) pubblica la nuova guida “Safe Childbirth Checklist and Implementation Guide” che prende di mira le principali cause di complicazioni e di morte materno-infantile come l’emorragia post partum, le infezioni, il travaglio ostruito, la preeclampsia e l’asfissia neonatale. La guida sintetizza le già esistenti linee giuda basate sulle evidenze e le raccomandazioni Oms, fornendo uno strumento unico e pratico che mira a migliorare l’adesione alle best practice (tra cui una comunicazione adeguata al momento del parto). Per maggiori informazioni consulta il comunicato stampa sul sito dell’Oms.

 

Trends in Maternal Mortality: 1990 to 2015. Estimates by WHO, UNICEF, UNFPA, World Bank Group and the United Nations Population Division

Rapporto globale sulla mortalità materna realizzato dall’Organizzazione mondale della sanità in collaborazione con Unicef, Unfpa (United Nations Population Fund), Banca Mondiale e la Divisione popolazione delle Nazioni Unite. Per maggiori informazioni scarica il documento completo, leggi il comunicato stampa dell’Oms e leggi il Primo Piano dell’Iss per un approfondimento sui dati italiani.

 

WHO recommendations for prevention and treatment of maternal peripartum infections

Raccomandazioni pubblicate dall’Oms a settembre 2015. Il documento mira ad aiutare gli operatori sanitari e i decisori nelle attività di prevenzione e trattamento delle infezioni perinatali e delle loro complicanze. Per approfondire consulta anche l’evidence brief; il comunicato stampa; il commento pubblicato il 28 settembre 2015 su The Lancet (“New WHO guidance on prevention and treatment of maternal peripartum infections”).

 

Levels and trends in child mortality report 2015

Rapporto pubblicato da Unicef-Oms-World Bank Group-Population Division dell’Undesa a settembre 2015. Per approfondire consulta anche il comunicato stampa.

 

WHO recommendations on interventions to improve preterm birth outcomes

Guida pubblicata dall’Oms ad agosto 2015. Fornisce raccomandazioni sugli interventi da offrire alla madre in caso di rischio di parto pretermine e al neonato subito dopo il parto. Le raccomandazioni Oms si rivolgono, ovviamente, a tutti i professionisti sanitari che forniscono assistenza a donne incinte e a bambini nati prematuri, ma anche ai programmatori sanitari e a chi si occupa di formazione. Per maggiori informazioni consulta: il documento completo “WHO recommendations on interventions to improve preterm birth outcomes”, il commento pubblicato su Lancet Global Health ad agosto 2015, i punti principali e i messaggi chiave delle raccomandazioni Oms, il comunicato stampa.

 

La morbosità materna negli Stati Uniti

Il rapporto del National Vital Statistics System del Center for Disease Control and Prevention (Cdc) statunitense ha pubblicato a giugno 2015 un’analisi dei certificati di nascita nella quale descrive quattro importanti condizioni di morbosità materna: le trasfusioni materne, le rotture d’utero, le isterectomie (rimozione chirurgica dell’utero) non programmate, e i ricoveri in terapia intensiva. Per maggiori informazioni leggi il commento di Serena Donati (reparto Salute della donna e dell'età evolutiva, Cnesps – Iss).

 

Who Statement on Caesarean Section Rates

Serena Donati (Cnesps-Iss) commenta lo statement dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sulla relazione tra utilizzo di taglio cesareo (Tc) ed esiti perinatali per donne e bambini. Il documento Oms, attraverso una revisione sistematica degli studi sul “tasso ideale” di cesarei a livello di popolazione, e mediante un’analisi globale dei più recenti dati disponibili per Paese conclude che, a livello di popolazione, i tassi di Tc superiori al 10-15% non sono associati a una riduzione del tasso di mortalità materna e infantile. Per maggiori informazioni leggi l’approfondimento.

 

Global Strategy for Women’s, Children’s and Adolescents’ Health

Strategia globale sulla salute di donne, bambini e adolescenti, lanciata per la prima volta dalle Nazioni Unite (Onu) nel 2010 e fortemente supportata dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). La Strategy, rinnovata a febbraio 2015, mira ad essere una vera e propria roadmap per la prevenzione di tutte le morti evitabili di donne, bambini e adolescenti e per il miglioramento della loro salute e benessere, allineandosi con i nuovi “2015-2030 Sustainable Development Goals (SDGs)” (obiettivi di sviluppo sostenibile), lanciati nel 2012 durante la conferenza Onu Rio+20 e pronti ad essere adottati ufficialmente nella 48sima Assemblea Generale Onu, prevista per il prossimo settembre a New York (Usa). Leggi l’approfondimento.

 

State of the World’s Midwifery 2014

È stato presentato a Praga, in occasione della conferenza internazionale dell’International Confederation of Midwives 2014, il secondo report sullo stato della pratica ostetrica nel mondo, edito dal Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (Unfpa). Ispirato dall’iniziativa Onu “Every Woman Every Child”, il report è centrato sull’universalità dell’accesso e sul diritto alla salute come leve per il raggiungimento degli obiettivi del Millenium Development Goal entro il 2015 tra cui, in particolare, la riduzione della mortalità materna e l’accesso universale alla salute riproduttiva. Per approfondire leggi il commento di Angela Giusti (Cnesps-Iss).

 

The Lancet Series “Midwifery

The Lancet Series “Midwifery” – prodotta da un gruppo internazionale di accademici, clinici, ostetriche, decisori e portatori d’interesse per la salute e i diritti delle donne e dei bambini – è uno dei più vasti lavori di analisi e ricerca sull’argomento. Si compone di quattro articoli principali e alcuni commenti e propone una sintesi delle migliori evidenze disponibili e di modelli per l’implementazione di una pratica ostetrica di qualità. La Serie è accessibile gratuitamente, previa registrazione, sul sito della rivista. Per approfondire leggi il commento di Angela Giusti (Cnesps-Iss).

 

Ensuring human rights in the provision of contraceptive information and services. Guidance and recommendations (pdf 1,2 Mb)

Rapporto Oms pubblicato a marzo 2014 rivolto ai decisori politici, ai manager e agli operatori sanitari, contenente alcune delle azioni necessarie affinché vengano forniti alle donne informazioni e servizi necessari per una scelta consapevole.

 

Essential Nutrition Actions: Improving maternal, newborn, infant and young child nutrition (pdf 1,1 Mb)

Guida Oms sulla nutrizione dei bambini nei primi 1000 giorni di vita. Nel testo vengono descritti 24 “essential nutrition actions” da seguire per migliorare le aspettative di vita dei bambini e promuoverne una crescita più sana. Tra questi: miglioramento dell’alimentazione materna durante gravidanza e allattamento, maggiore attenzione alla durata dell’allattamento, promozione di un’alimentazione adeguata all’età dei bambini e l’utilizzo di integratori per compensare eventuali carenze nutrizionali.

 

Safe abortion: technical and policy guidance for health systems (2012) (pdf 1,5 Mb)

Seconda edizione della guida Oms sull’aborto sicuro. La pubblicazione (2012) riflette i cambiamenti registrati in questi anni nei metodi di Ivg e nei servizi sanitari ad essa associati e offre un grande lavoro di revisione della letteratura scientifica e un aggiornamento delle raccomandazioni relative a questi temi. I destinatari del documento sono i policy maker e gli operatori che si occupano in prima linea delle interruzioni volontarie di gravidanza all’interno dei sistemi sanitari nazionali.

 

Born too soon: the global action report on preterm birth (pdf 5,9 Mb)

Rapporto Oms, pubblicato a maggio 2012, relativo alle nascite pretermine. Nel documento: dati, trend mondiali, analisi delle cause principali e indicazioni per il futuro.

 

Essential interventions, commodities and guidelines for reproductive, maternal, newborn and child health (pdf 1,6 Mb)

Il rapporto, pubblicato a dicembre 2011, è il risultato della collaborazione tra l’Oms, l’Università Aga Khan del Pakistan e numerosi esperti della Partnership for Maternal, Newborn & Child Health, con l’obiettivo di facilitare i processi di priority setting e di allocazione delle limitate risorse disponibili per massimizzare l’impatto degli interventi relativi alla salute delle donne e dei bambini. Leggi anche la riflessione di Serena Donati.

 

La Midwifery Care: report internazionale (pdf 34 Mb)

Il primo rapporto sullo stato della midwifery nel mondo conferma il ruolo cruciale delle ostetriche, le midwives, perché sia garantito il diritto all’accesso a servizi di qualità e migliori esiti di salute per la madre e per il bambino. Angela Giusti (ricercatrice, reparto di Farmacoepidemiologia, Cnesps-Iss) commenta lo State of World’s Midwifery (pdf 34 Mb), pubblicato a giugno 2011 dall’Oms, allargando la riflessione alla situazione italiana dove le ostetriche attualmente iscritte ai Collegi professionali sono circa 17.300, impegnate prevalentemente nei servizi ospedalieri e, in misura minore, sul territorio.

 

Servizi ostetrici nel mondo: il primo report Oms

Una raccolta di dati provenienti da 58 Paesi di tutto il mondo (che rappresentano da soli il 60% di tutte le nascite ma il 91% di tutte le morti materne): il primo State of World’s Midwifery (pdf 34 Mb), il report dell’Oms sui servizi ostetrici nel mondo, conferma il ruolo fondamentale delle ostetriche per la salute materno infantile globale. Il rapporto, commissionato e coordinato dallo United Nations Population Fund (Unfpa) è stato presentato il 20 giugno 2011 al congresso triennale dell’International Confederation of Midwives a Durban, e fornisce un’analisi esaustiva dei servizi ostetrici nei Paesi in via di sviluppo. Il documento conferma la carenza di circa 350 mila ostetriche specializzate (112 mila solo nei 38 Paesi più in difficoltà, tra quelli partecipanti all’indagine) necessarie per rispondere pienamente ai bisogni delle donne a livello globale e sottolinea la necessità di formare personale qualificato dislocandolo soprattutto nelle zone remote e nelle aree rurali. Ogni anno, infatti, 358 mila donne e 3,6 milioni di neonati muoiono durante la gravidanza, il parto e il periodo post-natale a causa di complicazioni prevenibili. La maggior parte di questi decessi avviene in Paesi a basso reddito dove le donne (generalmente povere e emarginate) hanno difficoltà ad accedere ai servizi sanitari o al personale specializzato. Il report stima che per arrivare ad avere una copertura del 95%, ogni Paese dovrebbe avere un minimo di sei addetti qualificati per assistere al parto ogni 1000 nascite. Per maggiori informazioni: scarica il documento completo State of World’s Midwifery (pdf 34 Mb) e leggi il comunicato stampa sul sito dell’Oms e le pagine dedicate al report  sul sito dell’Unfpa.

 

Nazioni Unite: rapporto preliminare sulla salute materno infantile

Migliorare il numero di Paesi in grado di monitorare le nascite, i decessi e le loro cause attraverso un sistema di controllo avanzato, misurare gli indicatori della salute riproduttiva, materna e infantile e aiutare i Paesi a implementare l’uso delle tecnologie informatiche nei sistemi sanitari nazionali: sono alcune delle raccomandazioni contenute nel documento preliminare “Keeping promises, measuring results” (pdf 825 kb). Il documento, elaborato dalle Nazioni unite, delinea lo scenario attuale sulla salute materno infantile nel mondo e descrive gli sforzi necessari al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo del millennio. Per maggiori informazioni consulta il documento (pdf 825 kb) e visita il sito web dedicato alla campagna “Every woman, every child”.

 

The Lancet pubblica i dati sulla mortalità neonatale del 2009

Nel 2009, con circa 2,6 milioni di bambini nati morti e una media di 7200 casi quotidiani, i decessi neonatali continuano a rappresentare un problema soprattutto nei Paesi a basso e medio reddito, in cui si verificano il 98% dei casi. In particolare si stima che il 66% dei casi totali coinvolga l’Afghanistan, il Bangladesh, la Cina, la Repubblica Democratica del Congo, l’Etiopia, l’India, l’Indonesia, la Nigeria, il Pakistan e la Repubblica Unita della Tanzania. Dai dati, pubblicati dalla rivista The Lancet, emerge che le 5 cause di morte più comuni (complicazioni durante il parto, infezioni contratte nel corso della gravidanza, disturbi della salute materna come ipertensione e diabete, alterazioni della crescita fetale e anomalie congenite) possano essere ridotte attraverso il rafforzamento delle politiche sanitarie. Per maggiori informazioni leggi The Lancet Stillbirth Series e il comunicato stampa sul sito dell’Oms.

 

Salute riproduttiva della donne in aree a rischio

Circa l’80% dei 36 milioni di rifugiati del mondo è costituito da donne e bambini vulnerabili agli abusi e alle pessime condizioni sanitarie in cui sono costretti a vivere. I Cdc americani hanno elaborato una guida rivolta agli operatori umanitari che consente di valutare la salute riproduttiva delle donne rifugiate provenienti da situazioni difficili. Leggi l’approfondimento.

 

Mortalità materna: l’andamento 1990-2008

Nel 2008 hanno perso la vita, a causa di complicazioni legate alla gravidanza e al parto, 358 mila donne, con una diminuzione, rispetto al 1990, del 34%. Si tratta di un miglioramento importante, ma per raggiungere i traguardi fissati dagli obiettivi di sviluppo del millennio il tasso di riduzione della mortalità materna dovrebbe crescere dal 2,3% (tasso medio di riduzione annua dal 1990 a oggi) al 5,5%. Il maggior numero di decessi si registra in Africa sub-sahariana e Asia meridionale, che, insieme, sono responsabili di circa l’87% dei decessi. È quanto emerge dal rapporto “Trends in maternal mortality” pubblicato da Oms, Unicef, Unfpa e Banca Mondiale. Leggi l’approfondimento a cura di EpiCentro.

 

Save the Children: la condizione delle mamme in Italia e nel mondo

Durante la gravidanza, il parto e il periodo neonatale, la maggioranza delle donne e dei bambini dei Paesi in via di sviluppo non ha accesso alle cure minime. Ogni anno, 50 milioni di donne partoriscono senza l’assistenza del personale esperto e quasi 350 mila muoiono per complicazioni legate alla gravidanza o al parto. È quanto emerge dal rapporto 2010 sullo stato delle madri nel mondo pubblicato da Save the Children. Secondo un altro documento, il rapporto Fondazione Cittalia - Anci Ricerche per Save the Children, il nostro Paese si colloca al 17esimo posto della classifica mondiale: su 4,2 milioni di donne povere, oltre 1 milione 600 mila sono madri. Leggi l'approfondimento a cura della redazione di EpiCentro.

 

Salute materna e neonatale: progressi raggiunti e strategie di intervento

Tra il 1980 e il 2008, nei 181 Paesi appartenenti all’Onu, il numero di donne che ogni anno muore per complicazioni legate alla gravidanza è sceso da oltre 500 mila a circa 343 mila. Nonostante questi progressi, a livello globale c’è ancora molto da fare per accrescere la salute delle donne e dei neonati. Su questo tema, la rivista The Lancet ha presentato uno studio, condotto dall’Institute for health metrics and evaluation (Ihme) dell’Università di Washington, relativo all’andamento del tasso di mortalità materna dovuto alle complicazioni della gravidanza negli ultimi trent’anni nei Paesi aderenti all’Onu, mentre l’Oms ha pubblicato un rapporto ispirato ai principi di “Making pregnancy safer”, l’iniziativa che mira a migliorare la salute delle madri nel mondo, attraverso il sostegno ai Paesi per garantire un'assistenza qualificata prima, durante e dopo la gravidanza e durante il parto e il rafforzamento dei sistemi sanitari nazionali.

 

Stati Uniti: il rapporto preliminare sulle nascite nel 2008

Secondo i dati preliminari del rapporto 2008 sulle nascite negli Stati Uniti, pubblicato dai Cdc, rispetto al 2007, nel 2008 il tasso di natalità tra le adolescenti è sceso di due punti a 41,5 ogni mille ragazze (età compresa tra i 15 e i 19 anni), i parti delle ragazze di età compresa tra 18 e 19 anni sono diminuiti del 4%, mentre l’unico dato costante è quello delle ragazze di età compresa tra 10 e 14 anni: 0,6 nascite ogni 1000 ragazze. Le nascite sono in calo tra le ventenni e le trentenni: nella fascia 20-25 anni la diminuzione è stata del 3%, in quella 25-29 anni del 2% e tra le trentenni la percentuale è diminuita dell’1%. Al contrario, tra le donne quarantenni si registra un’inversione di tendenza: le nascite nella fascia di età 40-44 sono aumentate del 4%, e nella fascia 45-49 sono passate da 0,6 a 0,7 ogni mille donne. Per la prima volta dopo 12 anni, si osserva la diminuzione delle nascite tra le donne non sposate di età compresa tra 15 e 44 anni (-2%). Dal report emerge la diminuzione delle nascite premature (prima della 37esima settimana): sono passate dal 12,7% nel 2007 al 12,3% nel 2008.

 

Donne e salute, il rapporto 2009 dell’Oms

La salute delle donne è da sempre stata una preoccupazione per l’Oms ma oggi è diventata un’urgente priorità. Le discriminazioni abbassano l’aspettativa di vita del sesso femminile e le disuguaglianze di genere, per esempio nell’educazione, nel profitto e nell’occupazione, limitano la possibilità delle ragazze e delle donne di proteggere la propria salute. L’Oms pubblica un rapporto che richiama l’attenzione sulla necessità di implementare i sistemi sanitari con riforme che rispondano al meglio alle necessità sanitarie di donne e ragazze: “Women and health, today’s evidence, tomorrow’s agenda”. Leggi l’approfondimento.

 

Rapporto Unicef-Oms sulla diarrea infantile nel mondo

La diarrea è la seconda causa di morte infantile e ogni anno uccide 1,5 milioni di bambini. I casi di diarrea tra i bambini con meno di 5 anni sono circa 2,5 miliardi all’anno e i Paesi più colpiti sono quelli dell’Africa (696 milioni di casi) e dell’Asia meridionale (783 milioni). Per sorvegliare l’impatto della diarrea infantile e per potenziarne la prevenzione e il trattamento, Oms e Unicef hanno pubblicato un documento che analizza lo stato attuale della situazione e fornisce alcuni spunti per il miglioramento delle strategie per il controllo della diarrea. Leggi l’approfondimento a cura della redazione di EpiCentro.

 

Investire nei primi anni di vita. Save the Children, report 2009

Gli anni della prima infanzia sono fondamentali per lo sviluppo dell’organismo e delle capacità di apprendimento dei bambini. I bimbi che ricevono cure adeguate nei primi anni di vita e che hanno l’opportunità di studiare fin da piccoli, hanno maggiori probabilità di crescere in salute, di avere buoni risultati a scuola e di raggiungere il loro massimo potenziale sia dal punto di vista sanitario, sia dal punto di vista della produttività. Ma malgrado questo, gli interventi dei Governi a sostegno delle madri e dei bambini sotto i primi 5 anni di vita sono molto scarsi. In occasione della festa della mamma, Save the Children, riconoscendo alle madri e agli educatori prescolari un ruolo importante per la crescita dei bambini, ha pubblicato il decimo rapporto annuale "State of the World’s Mothers, Investing in the early years". Leggi l’approfondimento.

  

Diarrea infantile: gli investimenti non bastano

Ogni anno quasi due milioni di bambini muoiono di diarrea. Si tratta del 18% dei decessi infantili, ma nonostante le cifre, l’interesse della ricerca per il problema è in continua diminuzione. Per salvare la vita a un bambino bastano circa 30 centesimi di dollaro, ma gli investitori sanitari sono attratti altrove. Per raggiungere l’obiettivo del quarto Millenium Development Goal che, entro il 2015, punta alla riduzione di due terzi delle morti infantili è necessario un aumento degli investimenti. Leggi l’approfondimento.

 

Oms: la salute mentale e riproduttiva delle donne

Ogni anno sono circa 50 milioni le donne che soffrono di problemi di salute direttamente legati alla gravidanza, molti dei quali di natura psicologica; ma tuttora la salute mentale come componente della salute riproduttiva riceve poche attenzioni. L’Oms ha pubblicato su questo argomento “Mental health aspects of women’s reproductive health. A global review of the literature”, un documento sulla salute mentale e sulla salute riproduttiva delle donne che analizza il ruolo e gli effetti di elementi come la violenza, la contraccezione, l’aborto e la sterilità sulla psicologia femminile. Leggi l’approfondimento a cura della redazione di EpiCentro.

 

Stato delle madri nel mondo: il nono rapporto di “Save the Children”

Nel mondo più di 200 milioni di bambini sotto i cinque anni di età non ricevono le cure sanitarie di base. Quasi 10 milioni muoiono ogni anno a causa di patologie prevenibili o trattabili. Sono alcuni dati pubblicati nel nono Rapporto sullo stato delle madri nel mondo dell’organizzazione Save the Children. In base a parametri che vanno dall’indice di mortalità infantile alla scolarizzazione, dall’aspettativa di vita alla nascita, all’uso della contraccezione, dalla partecipazione delle donne alla vita politica, alla loro capacità di avere un reddito, il rapporto ha stilato una classifica dei 146 Paesi considerati. Al primo posto la Svezia, all’ultimo il Niger. L’Italia si classifica al diciannovesimo posto.

 

Assistenza in puerperio a donne e bambini: le linee guida del Nice

Fornire informazioni sulle finalità, il contenuto e la tempistica degli incontri post natali e dell’assistenza per la donna e il suo bambino; descrivere le migliori procedure sulla valutazione della salute dopo il parto e sull’assistenza dei problemi post natali della mamma e del suo bambino; suggerire le informazioni, le competenze e il sostegno necessari durante il periodo puerperale; considerare alcune buone pratiche di comunicazione tra gli operatori sanitari e la donna. Sono questi gli obiettivi principali delle linee guida Nice per l’assistenza in puerperio alle donne e ai loro bambini. Scarica il documento (in italiano pdf 200 kb).

 

Vaccinazione antinfluenzale in gravidanza: una review su Lancet

C’è evidence a supporto dell’opportunità della vaccinazione contro l’influenza stagionale durante la gravidanza per due gruppi di persone: donne incinte sane nel secondo o terzo trimestre e donne incinte con co-morbidità in qualsiasi trimestre. Lo afferma un articolo pubblicato su Lancet Infectious Diseases numero 1, volume 8 (gennaio 2008) in cui si esamina l’evidence per il rischio di influenza stagionale e per i rischi-benefici della vaccinazione in gravidanza. Nella review sono esposte anche le posizioni di alcuni Paesi e quella ufficiale dell’Oms. Leggi l’approfondimento su EpiCentro. 

 

Unicef: il benessere dei bambini nei Paesi ricchi

Il rapporto dell’Unicef “Child poverty in perspective: an overview of child well-being in rich countries” analizza il benessere dei bambini in 21 Paesi industrializzati, in base a sei parametri: il benessere materiale, la salute e la sicurezza, l’istruzione, la famiglia e le relazioni con i coetanei, l’autopercezione del benessere e gli stili di vita. L’Italia ottiene il punteggio migliore per la categoria “famiglia e relazioni con i coetanei”, ma è penultima sul fronte dell’istruzione. Leggi l’approfondimento sul rapporto Unicef

 

Le nuove curve di crescita dell’Oms: una riflessione

Lo scorso aprile, a conclusione di un percorso iniziato nel 1994, l’Oms ha lanciato le nuove curve di crescita, uno degli argomenti in discussione al prossimo incontro di maggio della Leche League. Adriano Cattaneo (Burlo Garofolo) ne mette in luce gli aspetti più interessanti e problematici, oltre alle conseguenze su salute pubblica e pratica clinica. Le nuove curve porteranno infatti a una ridefinizione della prevalenza della malnutrizione. Per esempio, in molti Paesi poveri la prevalenza dei deficit di statura e peso dovranno essere rivisti verso l’alto. In quelli ricchi, invece, dovrà essere corretta verso l’alto la prevalenza di sovrappeso e obesità tra i 6 mesi e i 5 anni, rendendo perciò più grave l’attuale sottostimata epidemia.

 

Taglio cesareo, mortalità infantile e raccomandazioni dell’Nih

Un articolo pubblicato lo scorso settembre sulla rivista medica Birth rileva un rischio di mortalità infantile e neonatale, associato a taglio cesareo, superiore rispetto al parto vaginale. Il taglio cesareo per indicazioni non mediche è sempre più diffuso (e in Italia in particolare) ma il National Institutes of Health (Nih), in attesa di studi che possano fornire prove di efficacia utili per la pratica clinica, ha emesso una serie di raccomandazioni per limitare il ricorso al taglio cesareo. Leggi il commento di Angela Giusti e Serena Donati (Cnesps, Iss) e la traduzione in italiano dell’abstract.

 

Oms: nuove opportunità per i neonati in Africa

Per la prima volta dagli anni Ottanta, nuove e migliori prospettive di sopravvivenza per i neonati africani. Ciononostante, in Africa più di un milione di bambini ancora oggi non raggiunge il mese di vita. È questo il quadro che emerge dal rapporto “Opportunità per i neonati africani”, stilato dalla Partnership per la salute di mamme, neonati e bambini, che ha esaminato in particolare la situazione di sei Paesi a basso reddito. Leggi l’approfondimento, a cura della redazione di EpiCentro.

 

Oms: priorità alla salute sessuale e riproduttiva

È in via di pubblicazione su Lancet il primo studio globale sulla salute sessuale e riproduttiva, coordinato dall’Oms. Il quadro è preoccupante: indirettamente, il sesso non protetto è la seconda tra le cause principali di malattia e morte nei Paesi in via di sviluppo, mentre più di mezzo milione di donne muoiono ogni anno a causa di complicanze della gravidanza e del parto. Circa 120 milioni di coppie ogni anno vanno incontro a gravidanze impreviste o indesiderate, di cui 45 milioni finiscono con un aborto, spesso clandestino. Il problema della salute sessuale e riproduttiva, anche tenendo conto dei diversi comportamenti e abitudini sessuali in tutto il mondo, è sempre di più un’emergenza di salute pubblica. Leggi il comunicato originale e la traduzione in italiano, a cura della redazione di Epicentro.

 

Oms: due milioni di bambini muoiono ogni anno per complicanze alla nascita

Sono 904 400 i neonati che ogni anno perdono la vita a causa di complicanze alla nascita, e oltre un milione quelli che muoiono durante il parto. I dati dello studio Oms indicano che le morti intra partum rappresentano la causa principale di decesso nei neonati, con il 27% del totale.