Nelle Regioni
Evoluzione dell’Ivg in Puglia: diffusione dei servizi e ritorno dell’informazione (pdf 2,5 Mb)
Rapporto Istisan pubblicato a febbraio 2012 in cui si racconta la collaborazione tra Regione Puglia e Istituto superiore di sanità (Iss) avviata nei primi anni ’80 per la gestione della sorveglianza epidemiologica dell’interruzione volontaria di gravidanza (Ivg). Da allora si è sviluppata una collaborazione attiva che ha visto la produzione e l’analisi dei dati del fenomeno, il ritorno dell’informazione mediante rapporti e la realizzazione di indagini di approfondimento con la diffusione dei risultati. Leggi il commento di Michele Grandolfo e Angela Spinelli (Reparto salute della donna e dell’età evolutiva, Cnesps-Iss).
La nascita in Emilia-Romagna: 8° Rapporto Cedap – Anno 2010
Rapporto annuale sui dati relativi alle nascite nella Regione. Da i dati disponibili nell’8° rapporto emerge un’inflessione nel numero di nuovi nati in regione (41.838 nel 2010 rispetto ai 42.426 del 2009).
Ausl Cesena: profilo di equità in epoca prenatale e pediatrica
Un buon livello di salute generale, con indicatori spesso migliori della media regionale e che supportano i risultati positivi di programmi e interventi realizzati da diversi anni nel territorio cesenate a sostegno delle famiglie e dei loro bambini: è quanto emerge dal rapporto “Profilo di equità in epoca prenatale e pediatrica” pubblicato dall’Ausl di Cesena. Il quadro che affiora dallo studio presenta un’immagine globalmente positiva del territorio cesenate. In particolare, la percentuale di parti cesarei, il rapporto di abortività e l’immunizzazione alla rosolia nelle partorienti risultano migliori rispetto alla media regionale. Emergono però diverse aree critiche nelle quali viene fuori la presenza di disuguaglianze tra persone con diversa cittadinanza, titolo di studio e condizione occupazionale.
Gravidanze e nuove nascite nelle Marche: analisi dei dati Cedap 2008
Nel 2008, con 14.279 parti da cui sono nati 14.508 bambini, il tasso di natalità della popolazione delle Marche (9,4 nati vivi per 1000 abitanti) e quello di fecondità totale (1,42 figli per donna) sono aumentati rispetto al passato: un risultato dovuto soprattutto alle donne immigrate, più giovani e prolifiche delle marchigiane (2,3 figli contro gli 1,2). È quanto emerge dal rapporto “Gravidanze e nuove nascite nella regione Marche” (pdf 3 Mb), relativo ai dati più recenti disponibili, quelli dell’anno 2008 e prima analisi regionale dei dati raccolti con il Certificato di assistenza al parto (Cedap), pubblicato dall’Osservatorio epidemiologico sulle diseguaglianze dell’Agenzia sanitaria regionale delle Marche. Tra le donne immigrate, le lavoratrici e quelle con un basso livello di istruzione, è stata tuttavia riscontrata una assistenza sanitaria non adeguata che si riflette sulla salute dei neonati, maggiormente esposti al rischio di basso peso alla nascita e sofferenza neonatale.
Nascere in Emilia-Romagna: rapporto Cedap 2009
I nuovi nati in Emilia-Romagna nel corso del 2009 sono stati oltre 42 mila (9,7 ogni 1000 abitanti): questo dato conferma l’incremento dei parti in Regione. A determinare il costante aumento delle nascite è il contributo della popolazione immigrata: la percentuale di nuove madri con cittadinanza straniera è, infatti, passata dal 17,1% del 2003 al 27,9% del 2009. È quanto emerge dal 7° rapporto della Regione Emilia-Romagna sui dati del certificato di assistenza al parto (Cedap) riferito all’anno 2009. In forte incremento anche la percentuale della madri non sposate (nubili, separate, divorziate o vedove), passata negli ultimi 7 anni dal 19,7% al 28,6%. In aumento anche le donne che hanno fatto ricorso alle tecniche di procreazione assistita (603). Per quanto riguarda il numero di visite in gravidanza, solo il 4% delle donne ne ha effettuate meno di 4, numero soglia assunto come indicatore di assistenza insufficiente. Il tasso di parti cesarei è 29,9%, in sostanziale stabilità negli anni considerati; marcata è la variabilità fra punti nascita. Scarica la sintesi (pdf 28 kb), il documento completo (pdf 922 kb) e visita la pagina dedicata alla giornata di presentazione del rapporto (8 novembre 2010), con gli interventi dei relatori.
Indagine sui consultori familiari del Lazio (2010)
Laziosanità - Agenzia di sanità pubblica ha pubblicato l’indagine regionale sui consultori familiari relativa ai mesi giugno 2008 - luglio-dicembre 2009. Secondo la legge 34/96 per garantire un buon servizio ai cittadini è necessaria la presenza di un consultorio familiare (Cf) ogni 20 mila abitanti nelle zone urbane e metropolitane e uno ogni 10 mila abitanti nelle zone rurali e semiurbane. Dall’indagine emerge che lo standard non viene raggiunto in nessuna Asl, ad eccezione di quella di Rieti e che le Asl della città di Roma sono particolarmente carenti. Anche i requisiti minimi di apertura (almeno 4 mattine e 2 pomeriggi alla settimana) non sono sempre rispettati e le liste di attesa superano spesso la settimana per prestazioni come visite ginecologiche e pediatriche e consulenze psicologiche. La percentuale di consultori familiari che hanno un’equipe multidisciplinare, costituita almeno da un ginecologo, un pediatra, uno psicologo, un’ostetrica e un’assistente sociale (requisito essenziale per realizzare le azioni prioritarie previste dal Pomi) sono solo il 34%. Alla luce dei risultati dell’indagine, Laziosanità ha elaborato alcune proposte tra cui: ridurre le differenze tra le Asl rispetto alla presenza di Cf e di personale a essi afferenti (portando il rapporto Cf/abitanti almeno al valore medio regionale nelle Asl che sono sotto di questa soglia), garantire la presenza dedicata in ogni Cf della figura professionale dell’ostetrica e dell’assistente sociale e integrare l’attività di prima istanza con quella svolta dai presidi ambulatoriali dell’azienda. Scarica il documento (pdf 606 kb).
Natalità in Campania: il rapporto Cedap 2008
Nel 2008 sono stati notificati oltre 58 mila certificati di assistenza al parto (Cedap) da 81 su 82 centri nascita attivi in Campania (47 pubblici e 35 privati) e si è confermata una copertura del sistema, pari al 95,6% degli oltre 60 mila nati vivi da madri residenti. Lo riferisce il rapporto sulla natalità in Campania (pdf 1,6 Mb) relativo alle nascite del 2008, pubblicato dall’Università di Napoli Federico II e dalla Regione Campania. Lo studio conferma una progressiva diminuzione dei nati, anche se nella Regione i tassi di fecondità e di natalità rimangono superiori a quelli del Centro-Nord. I nati da madri non italiane rappresentano il 4,7% del totale, proporzione doppia rispetto al 2007, ma non tale da contribuire a un incremento demografico. Dai dati emerge un eccesso di medicalizzazione dell’evento nascita con ricorso frequente all’assistenza privata in gravidanza e per il parto. Si registra, inoltre, la più alta proporzione di cesarei del Paese (60,7%) e il tasso di cesarei è superiore nelle strutture private (72%), in cui la quota dei parti a basso rischio è maggiore, rispetto alle pubbliche (52%). Riguardo agli esiti delle gravidanze si registra una proporzione di nati ad alto rischio simile a quella di altre regioni italiane: gemelli 3%, nati di peso molto basso 0,9%, gravi prematuri 0,9%, nati da procreazione assistita 0,8%.
Natalità nella Asl Napoli 4: rapporto 2008
Nel 2008, nella Asl Napoli 4 sono nati 6619 bambini da madri residenti di cui il 6% prematuri e lo 0,6% concepiti con la procreazione medica assistita. Rispetto al 2007 sono aumentati sia il tasso di natalità (11,6‰) sia il tasso di fecondità (49,1‰), tuttavia risultano in diminuzione le madri residenti under 20 e in aumento le mamme over 35. Per quanto riguarda la gravidanza è in aumento la scelta di partorire in modo naturale (46,8% contro il 37,3% dell’anno precedente) e l’eccessivo ricorso all’indagine ecografica (59,1% per più di 6 controlli). Diminuisce invece sia il numero delle donne che hanno effettuato la prima visita oltre l’11° settimana di gestazione (14,6%), sia la percentuale delle gestanti di oltre 34 anni di età che effettuano l’amniocentesi.
Ivg: il rapporto del Lazio 1987-2008
Anche nel Lazio, come in tutte le altre Regioni italiane, le interruzioni volontarie di gravidanza (Ivg) hanno visto un incremento dal 1978 al 1982, una diminuzione fino agli anni ’90, una stabilizzazione e di nuovo una leggera diminuzione nel 2007-2008. L’andamento del fenomeno è certamente stato condizionato dall’aumento della presenza nel territorio regionale di donne di cittadinanza straniera e nel 2008 le Ivg hanno riguardato per il 42% donne nate all’estero. La maggior parte delle Ivg vengono effettuate tra i 25 e i 34 anni e nel 2008 più della metà ha riguardato donne nubili. Le donne che con più frequenza ricorrono all’Ivg sono quelle che hanno conseguito il diploma di scuola superiore e di scuola media inferiore, ma nel tempo risulta in aumento anche la percentuale di donne laureate (dall’1% del 1987 all’8% del 2008). Leggi il rapporto della Regione Lazio sull’andamento delle Igv dal 1987 al 2008.
Nascere in Toscana, anni 2005-2007
L’Osservatorio di epidemiologia dell’Agenzia regionale di Sanità della Toscana pubblica il rapporto “Nascere in Toscana” (pdf 2 Mb) relativo al triennio 2005-2007, un documento che, già pubblicato per il periodo 2002-2004, fornisce informazioni sui parti avvenuti nella Regione. Dal rapporto è emerso che il numero medio di figli per donna è in crescita ed è pari a 1,32, contro l’1,38 della media nazionale. Contribuisce a questa tendenza la popolazione straniera: il 22,5% del totale dei nati in Toscana nel 2007 è figlio di almeno un genitore non italiano. Le madri straniere più numerose sono le cinesi (18,6%), seguite dalle albanesi (18,3%) e dalle rumene (14,5%). In progressiva crescita è l’età media delle madri: il 68,1% delle donne toscane che hanno partorito nel 2007 ha più di 30 anni e il 6% supera i 40. In aumento anche l’età dei padri, passata dai 34,7 anni del 2005 ai 34,9 anni del 2007, così come la percentuale di bambini nati al di fuori del matrimonio, passata dal 14,8% del 2001 al 25,3% del 2007. In diminuzione è invece il numero dei nati morti che nel 2007 è sceso a 2,7 ogni mille nati vivi rispetto ai 3,3 del 2005.
La nascita in Emilia-Romagna: il rapporto 2008
I tassi di natalità e di fecondità sono in aumento e hanno ormai superato i valori medi nazionali: il tasso di natalità è pari al 9,7‰ e il numero medio di figli per donna è 1,45 (dati Italia: 9.6‰ e 1,41). Questi dati costituiscono comunque, se confrontati ad altri Paesi europei, un indicatore del problema della denatalità che caratterizza in generale la realtà italiana. Il costante aumento della popolazione immigrata, in particolare femminile, contribuisce in modo significativo a questo incremento. L’età media delle mamme al momento del parto è di 31,5 anni, con una discreta differenza tra italiane (media 32,6 anni) e straniere (media 28,5). La frequenza di donne di età uguale o superiore a 35 anni è passata dal 25,5% nel 2003 al 31% nel 2008. Le donne che hanno fatto ricorso a tecniche di procreazione assistita sono l’1,4% del totale. Il tasso di parti cesarei è 30,1%, leggermente in crescita dal 2006. Infine, il tasso di neonati di peso inferiore ai 2500 grammi è 7%, in aumento rispetto agli anni precedenti. Questo e molto altro nel 6° rapporto nascita, pubblicato a novembre 2009 dalla Regione Emilia-Romagna. Scarica il rapporto (pdf 1,8 Mb) e guarda le diapositive relative alla presentazione del rapporto
Natalità in Campania: il rapporto sui dati relativi al 2007
Malgrado il calo delle nascite, la Campania rimane la Regione italiana con il maggiore tasso di natalità (10,6‰ contro il 9,5‰ dell’Italia). È quanto emerge dal “Rapporto sulla natalità in Campania 2007” (pdf 429 kb) basato sull’elaborazione dei Certificati di assistenza al parto (Cedap). Nel periodo 1995-2007, il tasso di fecondità totale (Tft, numero medio di figli per donna) della Campania, pur rimanendo tra i più alti del Paese, ha subito un calo ed è passato da 1,52 a 1,41. L’età media delle madri al primo figlio è pari a 28,1 anni e quella dei padri è 33,5 anni, ma i dati relativi al periodo 1998-2007 registrano un piccolo incremento della percentuale di nati da madri in età più avanzata. Riguardo all’abortività, la Campania figura tra le dieci Regioni in cui il tasso è inferiore a quello medio nazionale in tutte le classi di età. Il tasso di interruzione volontaria di gravidanza del 2006 è stato 8,2‰ donne di 15-49 anni. In coerenza col dato nazionale, anche in Campania continua a diminuire il numero di nati da procreazione assistita. La proporzione di nati con taglio cesareo è pari a 60,3% e persiste una variabilità tra le Asl, dal 68,6% della Asl Napoli 3 al 43,4% della Asl di Benevento.
L’assistenza ostetrico-neonatale nella Provincia di Trento (2000-2005)
Nella Provincia di Trento i tassi di natalità e fecondità sono più alti di quelli nazionali: nel 2005 il tasso di natalità è 9,7‰ e il numero medio di figli per donna è di 1,4. Un contributo importante si deve soprattutto al costante incremento dei parti delle donne immigrate (nel 2005 sono il 18% del totale). Il 69,5% dei nati ha avuto un parto per via vaginale, il 27,6% un cesareo. Nel 2005 il tasso di mortalità neonatale è pari al 2,1‰, mentre quello di mortalità perinatale risulta essere il 4,2‰. Il tasso di natimortalità nel periodo 2000-2005 è del 3,1‰, in linea con il dato nazionale. I neonati di peso inferiore ai 1500 grammi sono pari al 52‰ (18 casi in 8 anni).
Gravidanze e nascite nelle adolescenti in Provincia di Trento: il rapporto 2000-2005
È in aumento il tasso di concepimento delle adolescenti residenti in provincia di Trento. È invece nel complesso stabile la proporzione rispetto ai parti totali, che resta inferiore al dato nazionale Cedap 2005. Dal profilo assistenziale emerge un minor accesso alle visite e ai controlli ecografici rispetto alle madri di 20 anni e oltre, confermando i dati di letteratura in merito. Il dato più problematico è quello sull’accesso ai corsi di preparazione alla nascita, dove i valori sono molto bassi, sia per le italiane che per le straniere. Sono alcuni dei dati presentati nel rapporto pubblicato dall’Osservatorio epidemiologico dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari di Trento.
Le nascite nel Lazio: il rapporto 2007
I dati sulla natalità della Regione Lazio registrano nel 2007 la nascita di 53.165 bambini e tassi di natalità e fecondità pari, rispettivamente, al 9,7‰ e al 39,6‰. Nel periodo 1987-2006 la mortalità infantile si è dimezzata, passando dall’8,4‰ nel 1987 al 4,7‰ nel 2006. Le principali cause di mortalità sono state “prematurità e condizioni correlate” e “malformazioni congenite”. Rispetto agli anni precedenti, è in aumento il numero di: nati vivi singoli con un basso peso alla nascita (<2500 gr), nati pretermine (7%) e parti plurimi (3%). Il 33% delle partorienti ha oltre 34 anni, mentre solo l’1,5% ha meno di 20 anni. Dal 1994, la percentuale di nascite da donne nate all’estero è salita dal 6% al 21% del 2007. Confermata la crescita del ricorso al taglio cesareo in tutte le tipologie di maternità, con un picco per le strutture private non accreditate (dal 32,1% nel 1985 al 78,4% nel 2007). Fra i nati vivi singoli, la percentuale di parti cesarei è salita dal 22,3% del 1985 al 42% del 2007 (43% se si considerano anche i parti plurimi).
Lazio: la frequenza del taglio cesareo (2007-2008)
Nel 2007 e nei primi tre trimestri del 2008 il ricorso al taglio cesareo è pari al 43,5 per 100 nati vivi: una percentuale più bassa rispetto al 2006 (44%). Si tratta di un valore molto più alto sia rispetto alle raccomandazioni dell’Oms, sia rispetto a quelle contenute nel Piano sanitario nazionale 2006-2008, nel quale si consiglia un ricorso taglio cesareo non superiore al 20%. Oltre a fattori clinici, devono essere presi in considerazione anche elementi legati all’ambiente assistenziale, alle conoscenze e alle attitudini dei singoli operatori nonché al contesto sociale, culturale e sanitario della donna.
Le nascite in Emilia Romagna: il rapporto Cedap 2007
I tassi di natalità e di fecondità sono in costante aumento e hanno ormai superato i valori medi nazionali: il tasso di natalità è pari al 9,6‰ e il numero medio di figli per donna è di 1,4. Un importante contributo a questo incremento è determinato dal costante aumento della popolazione immigrata e, in particolare, di quella femminile. È quanto emerge dal 5° rapporto nascita, pubblicato a novembre 2008 dalla Regione Emilia Romagna, che comprende i dati del 98,2% dei nati registrati con le schede di dimissione ospedaliera (Sdo). Il rapporto presenta i dati del 2007. Leggi l’approfondimento su EpiCentro.
Natalità nella Asl Napoli 4: il rapporto 2007
Nel 2007, nella Asl Napoli 4 sono nati 6463 bambini: di questi, il 37,3% è nato per via naturale e il restante 62,7% con parto chirurgico. Il ricorso al taglio cesareo è in aumento, e supera notevolmente sia i livelli del 15-20% del totale, consigliati dall’Oms, sia la media regionale del 2006. Sono i risultati più evidenti dello studio condotto nel 2007 dal dipartimento di Prevenzione della Asl Napoli 4 per descrivere il fenomeno della natalità sul territorio. Il confronto con il 2006 evidenzia un netto incremento delle nascite da madri: nubili (9,9%), di età inferiore a 20 anni e di origine straniera (6,9%). I dati confermano anche un ricorso eccessivo all’ecografia in gravidanza: nei distretti di Acerra e Somma Vesuviana più della metà delle mamme ha effettuato 6 o più ecografie. Leggi l’approfondimento.
La natalità in Campania: i dati del 2006
La Campania presenta i dati sulla natalità relativi al 2006, sulla base delle informazioni raccolte con il Certificato di assistenza al parto (Cedap). La Campania è la Regione italiana con il più basso indice di vecchiaia e la terza per tasso di fecondità. Sempre troppo diffuso il ricorso al cesareo: il tasso regionale è del 61,5%, in aumento rispetto al 2005 (anche se in lieve diminuzione nelle strutture pubbliche, continua infatti a crescere in quelle private).
L’abortività spontanea in Trentino (2002-2006)
Tra il 2002 e il 2006, in Provincia di Trento sono stati registrati 3.957 casi di aborto spontaneo: un fenomeno che si mantiene su livelli più elevati rispetto alla media nazionale e che mostra un trend in calo. In particolare nel 2005 e nel 2006, però, sembra registrarsi una tendenza all’aumento. L’abortività colpisce maggiormente le classi d’età 30-39 anni, in un’età più alta rispetto ai decenni precedenti. Si tratta in buona parte di nullipare (45%), che non hanno praticamente mai vissuto l’esperienza dell’interruzione di gravidanza (93%). Circa il 25% di loro ha già avuto almeno un aborto spontaneo. Per i dettagli, scarica lo studio completo (pdf 625 kb).
Ivg in calo in Emilia-Romagna nel 2007
La relazione sulle interruzioni volontarie di gravidanza (Ivg) effettuate in Emilia Romagna nel 2007 conferma la tendenza alla riduzione del fenomeno. Il numero complessivo di interruzioni è pari a 11.274, 184 in meno del 2006.
Cedap 2005: la fotografia del parto in Italia
Sul sito del ministero della Salute, è disponibile la quarta edizione del rapporto Cedap, con i dati sul 2005: la pubblicazione si basa sul flusso informativo dei Certificati di assistenza al parto (Cedap). In 560 punti nascita, sono più di 500 mila i parti rilevati. L’approfondimento è a cura della redazione di EpiCentro.
Dalla Toscana: ricoveri pediatrici, allattamento al seno e Sids
Sono due le pubblicazioni frutto della collaborazione tra Agenzia regionale di sanità della Toscana e Azienda ospedaliero-universitaria Meyer di Firenze. Nella prima, I ricoveri pediatrici in Toscana (pdf 2,5 Mb), vengono presentate alcune statistiche riguardanti l’ospedalizzazione pediatrica nella Regione. Nella seconda, Essere mamma informata: allattamento al seno e Sids (pdf 1,6 Mb), sono riportati i risultati di un’indagine, condotta nel 2005, rivolta alle donne che hanno partorito nei punti nascita toscani.
Due rapporti da Trento: ivg e parti a domicilio
Nella provincia di Trento i parti a domicilio sono scesi dai 26 del 2000 (0,44% del totale) ai 15 del 2005 (0,29% del totale). Lo riporta il documento “Il parto a domicilio in provincia di Trento. Trend e caratteristiche materno-infantili. Anni 2000-2005” (pdf 377 kb). Risultano soddisfacenti gli outcome neonatali, ed è superiore alla media la percentuale di allattamento esclusivo al seno. Le donne che partoriscono a domicilio hanno in media un livello di istruzione più alto e abitano in zone meno “periferiche” della Provincia. Per quanto riguarda le interruzioni volontarie di gravidanza nella Provincia sono state 1229 nel 2003, 1316 nel 2004 e 1243 nel 2005: l’andamento è in lieve calo rispetto al 2002 ma in leggero aumento rispetto al 200 e al 2001. I dati sono contenuti nel rapporto “Il fenomeno dell’interruzione volontaria di gravidanza in provincia di Trento. Trend e dati analitici 2003-05” (pdf 412 kb). È rilevante l’aumento della percentuale di residenti straniere, salita dal 13,1% del 2002 al 30,6% del 2005. Il dato è comunque in linea con il valore nazionale, mentre il tasso di abortività della Provincia resta sempre sotto la media nazionale. Entrambi i documenti sono stati realizzati dall’Osservatorio epidemiologico dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari di Trento.
Ricoveri pediatrici nel Lazio: i dati del 2006
Nel 2006, 29 istituti avevano un reparto di pediatria con 503 posti letto ordinari, per un totale di 30.864 dimissioni. L’indice di occupazione regionale è risultato del 63,2% (con grande variabilità a seconda dell’istituto). Lo riporta il documento pubblicato, a febbraio 2008, dall’Agenzia di sanità pubblica del Lazio relativo ai ricoveri pediatrici nel 2006. Secondo il rapporto, nel 2006 ci sono stati 407.558 accessi in pronto soccorso relativi a persone di età compresa tra 0-17 anni, che costituiscono il 18% di tutti gli accessi in pronto soccorso. Inoltre, dal 1996 al 2006, i ricoveri ordinari di bambini con meno di 15 anni di età sono diminuiti del 24%. Sempre nello stesso periodo, si è registrato un aumento del 67% delle dimissioni in day hospital. Per informazioni più approfondite, scarica il documento originale (zip 420 kb).
Taglio cesareo: Laziosanità rinnova le sue linee guida
Il ricorso alla pratica del taglio cesareo è in continua crescita: il fenomeno riguarda molti Paesi del mondo e l’Italia non fa eccezione. Anzi, le Regioni del Centro-Sud registrano percentuali vicine al 40%, e valori quasi doppi rispetto alle raccomandazioni del Piano sanitario nazionale, che suggerisce una frequenza ottimale di parti chirurgici non superiore al 20%. Le nuove linee guida dell’Asp Lazio nascono dalla convinzione che l’elevata frequenza d’uso del cesareo sia espressione di una crescente e impropria medicalizzazione della gravidanza e del parto. Con lo scopo di porre un freno al ricorso ingiustificato al parto chirurgico, il documento fornisce raccomandazioni di comportamento clinico affinché medici e pazienti siano in grado di scegliere le modalità di assistenza più appropriate. Leggi l’approfondimento, a cura della redazione di EpiCentro.
Nascere in Emilia Romagna: il rapporto Cedap 2006
In aumento natalità, madri nubili, straniere e sopra i 35 anni. In lieve calo i cesarei, stabili le gravidanze pretermine e il ricorso alle tecniche di procreazione assistita. Sono i dati principali che emergono dal rapporto annuale 2006 sulle nascite in Emilia Romagna, basato sui Certificati di assistenza al parto (Cedap). Leggi l’approfondimento, a cura della redazione di EpiCentro.
Il profilo prescrittivo della popolazione pediatrica di Bologna rapporto anno 2005
Da Emilia Romagna uno studio della Ausl di Bologna analizza quantità, caratteristiche e uso dei farmaci prescritti nel 2005 sui bambini da 0 a 13 anni.
Provincia autonoma di Trento: sorveglianza del bambino nel primo anno di vita
Documento a cura dell’Azienda per i servizi sanitari della Provincia autonoma di Trento, basato sui dati delle coorti di nascita 2000-2002.
Le nascite in Emilia Romagna: il rapporto 2005
È disponibile il terzo rapporto “La nascita in Emilia Romagna”, elaborato sulla base dei dati raccolti nel 2005 attraverso il Certificato d’assistenza al parto (Cedap). Oltre alle informazioni sull’assistenza al parto, il documento contiene anche dati su visite, esami e ricoveri ospedalieri in gravidanza, nonché sulla condizione sociale dei genitori. Leggi la presentazione del rapporto (a cura di Eleonora Verdini e Camilla Lupi, Servizio sistema informativo sanità e politiche sociali, Regione Emilia Romagna), scarica la sintesi (pdf 40 kb) e consulta il rapporto completo (pdf 975 kb).
Nascere nel Lazio: il rapporto 2004-2005
Oltre 100 mila le nascite nel Lazio negli ultimi due anni, aumentano in particolare i nati da donne straniere: il 19% di tutte le nascite nel 2005. Si alza l’età delle partorienti: le donne che alla nascita dei loro figli hanno più di 34 anni ora rappresentano circa il 27% del totale, mentre negli anni Ottanta erano solo il 10%. Significativi i miglioramenti dell’assistenza in gravidanza, al parto e nel periodo neonatale, che hanno portato a una marcata diminuzione della morbosità e mortalità materna e infantile. È però ancora eccessivo il ricorso al cesareo e permangono ancora una serie di diseguaglianze, associate a condizioni socioeconomiche più disagiate.
Leggi il commento di Angela Spinelli, Arianna Polo, Domenico Di Lallo (Laziosanità, Agenzia di sanità pubblica), e scarica l’intero rapporto (file zip 860 kb) dal sito dell’Agenzia di sanità pubblica della Regione Lazio.
I ricoveri pediatrici nel Lazio, 2004
Tra il 1996 e il 2004, in ambito pediatrico, nel Lazio si osserva una diminuzione del tasso di ospedalizzazione in regime ordinario e un aumento del ricorso al day hospital. La mobilità intra-regionale è abbastanza limitata, mentre si nota ancora una presenza molto elevata di cause di ricovero ad alto rischio di inappropriatezza. Il rapporto dell’Agenzia sanitaria regionale del Lazio vuole fornire agli operatori impegnati nel settore informazioni affidabili e aggiornate sui ricoveri in età pediatrica nel Lazio, sulla base dei dati raccolti dai flussi informativi regionali. Leggi il commento di Domenico Di Lallo, Angela Spinelli e Arianna Polo (Agenzia sanitaria regionale, Lazio).
L’Osservatorio di epidemiologia della Toscana presenta i dati relativi al certificato di assistenza al parto per gli anni 2002-2004. Appare in ripresa la natalità, grazie soprattutto all’incremento della quota di nati da coppie con almeno un genitore straniero, che nel 2004 sono il 17% del totale. Rispetto alla media nazionale, i numeri offrono un quadro buono sia dell’assistenza in gravidanza che degli esiti neonatali. Tuttavia ci sono ampi margini di intervento per ridurre una serie di disparità, sia in termini di accessibilità alle tecniche di diagnosi prenatale che di esiti neonatali. Si tratta soprattutto di diseguaglianze socioeconomiche: rispetto alle italiane, infatti, le donne con titolo di studio più basso effettuano un numero inferiore di esami in gravidanza e hanno maggiori probabilità di avere bambini prematuri. Oltre il 20% delle donne straniere provenienti da Paesi a forte pressione migratoria dichiara di aver effettuato un numero di ecografie inferiore alle tre previste dal protocollo regionale, a fronte del 2% che si osserva tra le italiane. Per contro, le donne con titolo di studio più elevato tendono a sottoporsi a un numero eccessivo di controlli.
Le nascite nel Lazio: rapporto 2003
Dalla metà degli anni Novanta la natalità nel Lazio è in leggera ripresa, anche grazie a un aumento dell’immigrazione. Nascono ogni anno 50 mila bambini e i miglioramenti dell’assistenza hanno portato a una forte diminuzione della morbosità e mortalità materna e infantile. Permangono ancora, però, disuguaglianze associate a condizioni socioeconomiche più disagiate, e continua ad aumentare il ricorso al taglio cesareo, nonostante l’impegno da parte della Regione di attuare iniziative per un suo uso appropriato. Scarica il rapporto 2003 sulle nascite nel Lazio, leggi la presentazione di Angela Spinelli e Domenico Di Lallo e consulta su EpiCentro l’argomento di salute sul percorso nascita.