Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Salute materno-infantile

Salute delle donne e dei bambini: al lavoro per una Strategia globale e condivisa

Revisione a cura del reparto di salute della donna e dell'età evolutiva, Cnesps-Iss

 

5 marzo 2015 - Esperti e stakeholder di tutto il mondo si sono riuniti a Nuova Deli, in India – pochi giorni prima della Giornata internazionale delle donne (8 marzo) - per dare il via formale al processo di aggiornamento della Global Strategy for Women’s, Children’s and Adolescents’ Health, la strategia globale sulla salute di donne, bambini e adolescenti, lanciata per la prima volta dalle Nazioni Unite (Onu) nel 2010 e fortemente supportata dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

 

La rinnovata Strategy mira ad essere una vera e propria roadmap per la prevenzione di tutte le morti evitabili di donne, bambini e adolescenti e per il miglioramento della loro salute e benessere, allineandosi con i nuovi “2015-2030 Sustainable Development Goals (SDGs)” (obiettivi di sviluppo sostenibile), lanciati nel 2012 durante la conferenza Onu Rio+20 e pronti ad essere adottati ufficialmente nella 48sima Assemblea Generale Onu, prevista per il prossimo settembre a New York (Usa).

 

Il processo di elaborazione e scrittura della Strategia, che sarà lanciata proprio a New York, coinvolge un’ampia gamma di consulenti di livello nazionale, regionale e globale, sotto la guida e il supporto dell’Oms, dell’Onu e dell’iniziativa Every Woman Every Child (Ewec). Esperti in salute riproduttiva e salute materno infantile, in malattie croniche, in determinanti (sociali e ambientali) di salute, in sistemi sanitari, ecc, potranno partecipare al processo di consultazione on line collegandosi a pagine dedicate.

 

La Global Strategy for Women’s, Children’s and Adolescents’ Health si concentra sui bisogni emergenti, le evidenze scientifiche (come la Global Investment Framework for Women’s and Children’s Health) e una migliore comprensione dei determinanti di salute e, tra le varie cose, si focalizza sui gruppi di popolazione a maggior rischio (come i neonati, gli adolescenti e coloro che vivono in contesti di fragilità e conflitto), sul migliorare la qualità ed equità dei servizi sanitari e sui settori che portano a un miglioramento, anche se indiretto, della salute (empowerment della donna, educazione, nutrizione, igiene, ecc).

 

Gli esperti hanno infatti il compito di identificare gli ambiti di intervento e gli investimenti che possono avere maggiore impatto nella riduzione della mortalità di donne, bambini e adolescenti e nel miglioramento della loro salute.

 

La mortalità materna in Europa e in Italia

In Europa a seguito del miglioramento delle condizioni socio-economiche, della diminuzione del numero medio di figli e grazie al miglioramento della qualità dell’assistenza sanitaria, la mortalità materna è diminuita drasticamente a partire dal 1930 fino agli anni Ottanta quando il fenomeno ha raggiunto valori stazionari. Tuttavia, benché la mortalità e la morbosità materna grave correlate a gravidanza, travaglio e parto siano eventi sempre più rari nei Paesi socialmente avanzati, continuano a rappresentare un indicatore cruciale per il monitoraggio delle condizioni generali di salute rispecchiando l'efficacia e l'appropriatezza dell’assistenza al percorso nascita. Ogni anno, infatti, nel vecchio continente partoriscono 5 milioni di donne, un milione fa esperienza di un aborto nel primo trimestre di gravidanza e si stimano tra 350 e 1000 morti annue durante o a seguito di gravidanza, parto e puerperio.

 

In Italia, il ministero della Salute ha sostenuto con continuità, attraverso finanziamenti Ccm, una serie di progetti multiregionali coordinati dall’Iss con l’obiettivo di raccogliere dati affidabili e di qualità sulla mortalità e grave morbosità materna, di validare la metodologia di un progetto pilota di sorveglianza della mortalità materna e di promuovere l’aggiornamento dei professionisti sanitari coinvolti nell’assistenza al percorso nascita. Il primo studio Iss-Regioni, realizzato nel 2008-2010, ha rilevato mediante un record-linkage tra Registri regionali di mortalità e le Schede di dimissione ospedaliera, una sottostima del 63% del rapporto di mortalità materna nelle 5 Regioni partecipanti. Il successivo progetto pilota di sorveglianza, attivato nel 2012 in sei Regioni che coprono il 49% del totale dei nati del Paese, ha permesso di rilevare una sottostima del 59% attraverso il record-linkage e, grazie all’attivazione della sorveglianza attiva ha consentito di prendere in esame la totalità delle morti materne incidenti e di ricostruirne nel dettaglio i percorsi assistenziali per identificare informazioni utili a definire le cause dei decessi e le eventuali criticità assistenziali e/o organizzative suscettibili di miglioramento.

 

Si è parlato di questo nel convegno “La sorveglianza della mortalità materna in Italia: validazione del progetto pilota e prospettive future” (pdf 479 kb), che si è svolto oggi all’Iss con l’obiettivo di fornire agli operatori sanitari gli elementi conoscitivi riguardanti l’andamento del fenomeno in Europa e in Italia e per discutere con i principali stakeholder nazionali, le prospettive della sorveglianza ostetrica nel nostro Paese. Leggi in proposito il Primo Piano sul sito dell’Iss con i principali risultati dell’incontro.

 

Ancora sulle donne

Donne in primo piano anche in due recenti convegni: uno nazionale, organizzato dal reparto di Salute mentale del Cnesps-Iss e dal ministero della Salute per il 2 marzo scorso e intitolato “Dalla ricerca alla pratica prevenzione e intervento precoce per il rischio di depressione post partum (pdf 500 kb)”; l’altro, internazionale, svoltosi a Poznan dal 2 al 4 febbraio 2015 nell’ambito del 7° Programma quadro Ue e incentrato sul progetto europeo Euromedicat, ideato per monitorare quali farmaci vengono utilizzati durante la gravidanza e identificare i possibili effetti avversi. 

 

Il primo è stata occasione per presentare i risultati dell’omonimo progetto Ccm-ministero della Salute “Prevenzione e intervento precoce per il rischio di depressione post partum” e discuterne criticità e prospettive future. È, infatti, prioritario dare risposta alle mamme in difficoltà con programmi di prevenzione e promozione del benessere psicologico in grado di sviluppare nella madre abilità di coping che consentano di ridurre i sintomi della depressione postnatale, aumentare l’autostima, occuparsi delle difficoltà che possono insorgere nella coppia o tra madre e bambino e facilitare l’uso e lo sviluppo delle reti sociali esistenti.

 

Il secondo, ha rappresentato l’evento finale di disseminazione del progetto Euromedicat, finanziato dall’Unione europea, a cui hanno partecipato 9 partner europei, tra cui l’Italia con l’Istituto di Fisiologia clinica del Cnr di Pisa, con il supporto dell’Agenzia regionale di sanità Toscana e si è concluso con l’esortazione alla Commissione europea e all’Agenzia europea del farmaco di istituire un sistema di vigilanza permanente sull’uso e la sicurezza dei farmaci in gravidanza.

 

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