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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Salute materno-infantile

Unicef e Oms: il punto della situazione sulla diarrea infantile nel mondo

5 novembre 2009 - La diarrea è la seconda causa di morte tra i bambini al di sotto dei 5 anni e, insieme alla polmonite, è responsabile del 40% delle morti infantili. “È una tragedia che la diarrea, poco più di un inconveniente nei Paesi industrializzati, uccida 1,5 milioni di bambini ogni anno. Trattamenti efficaci e poco costosi per la diarrea sono disponibili, ma nei Paesi in via di sviluppo solo il 39% dei bambini ha accesso ai trattamenti necessari”, dichiara Ann M. Veneman, direttore esecutivo dell’Unicef.

 

Per migliorare la situazione e per contribuire al raggiungimento dei Millenium Development Goals, che prevedono la riduzione delle morti infantili di due terzi tra il 1990 e il 2015, Oms e Unicef hanno pubblicato “Diarrhoea: Why children are still dying and what can be done” (pdf 3,1 Mb), un documento che analizza la situazione attuale relativamente all’impatto, alle cause e alle attività di sorveglianza della diarrea infantile.

 

L’impatto della diarrea

Ogni anno, tra i bambini al di sotto dei 5 anni di età, si contano circa 2,5 miliardi di casi di diarrea: i dati suggeriscono che l’incidenza complessiva nel corso degli ultimi 20 anni sia rimasta pressoché invariata. Più della metà di questi casi si verifica in Africa e in Asia meriodionale (696 milioni e 783 milioni di casi, rispettivamente), regioni in cui si registra l’80% dei decessi infantili per diarrea. Tra i Paesi più colpiti: India (386.600 morti infantili per diarrea), Nigeria (151.700), Repubblica Democratica del Congo (89.900), Afghanistan (82.100) ed Etiopia (73.700).

 

“La diarrea è definita come la perdita o la produzione di feci liquide almeno tre volte al giorno, o più frequentemente di quanto è normale per un individuo”. Le forme di diarrea acuta che colpiscono più spesso i bambini sono la diarrea acuta acquosa (che include il colera), la diarrea sanguinolenta (spesso riferita come dissenteria) e la diarrea persistente.

 

Molto significativo l’impatto della diarrea nelle situazioni di emergenza: in caso di calamità naturali, l’inquinamento dell’acqua, il sovraffollamento, la contaminazione del cibo e le scarse condizioni igieniche che si vengono a creare fanno della diarrea la prima causa di morte. Nel 1994, per esempio, tra i profughi provenienti dal Ruanda, l’85% dei decessi è stato attribuito alla diarrea.

 

Prevenzione e trattamento: a che punto siamo

Per quanto riguarda la situazione relativa al trattamento e alla prevenzione della diarrea nei vari Paesi e nelle diverse regioni, la defecazione all’aperto è praticata da 1,2 miliardi di persone e circa l’83% di esse vive nei seguenti Paesi: India (66 milioni), Etiopia (52 milioni), Pakistan (50 milioni), Cina (37 milioni), Nigeria (29 milioni), Brasile e Bangladesh (18 milioni rispettivamente), Sudan e Nepal (14 milioni rispettivamente), Niger (11 milioni), Vietnam e Mozambico (10 milioni rispettivamente).

 

Più dell’80% della popolazione dei Paesi in via di sviluppo usa acqua non migliorata e più di 4 bambini su 5 in Africa o in Asia meridionale sono sottopeso. I bambini delle aree rurali hanno minori probabilità di ricevere gli adeguati trattamenti (38% contro il 42% dei bambini delle città) e i progressi nella somministrazione di sali per la reidratazione orale (Ors) per trattare la diarrea sono stati piccoli o nulli. L’Unicef ha distribuito più di 350 milioni di dosi di Ors dal 2000 al 2003 e ha aumentato sensibilmente la disponibilità di compresse di zinco (157,9 milioni nel 2008).

 

Le azioni specifiche per il controllo della diarrea

Nel documento sono illustrati sette punti specifici per la riduzione delle morti infantili causate da diarrea che riguardano sia il trattamento, sia la prevenzione:

  1. la reintegrazione dei fluidi per prevenire la disidratazione
  2. il trattamento con zinco
  3. la vaccinazione contro i rotavirus e contro il morbillo
  4. la promozione dell’allattamento al seno e dell’integrazione con vitamina A
  5. la promozione del lavaggio delle mani con il sapone
  6. il miglioramento della disponibilità di acqua, sia per qualità, sia per quantità, compresi il trattamento e la raccolta sicura di acqua per la casa
  7. la promozione delle misure igieniche all’interno delle comunità.

Il rapporto segnala, inoltre, le azioni necessarie per la riduzione delle morti infantili per diarrea e, in particolare, sottolinea la necessità di:

  • allocare le risorse per il controllo della diarrea
  • porre la prevenzione e il trattamento della diarrea come un punto cruciale delle cure sanitarie
  • assicurare che i sali per la reidratazione orale e lo zinco siano adottati in tutti i Paesi
  • raggiungere ogni bambino con interventi efficaci
  • accelerare la fornitura di acqua e servizi igienici
  • usare strategie innovative per aumentare l’adozione di misure igieniche contro la diarrea
  • cambiare alcuni comportamenti attraverso il coinvolgimento, l’educazione e la promozione di alcune attività sanitarie
  • rendere funzionali i sistemi sanitari per il controllo della diarrea
  • monitorare i progressi ottenuti
  • fare in modo che la prevenzione e il trattamento della diarrea diventino una preoccupazione di tutti.

Sul sito dell’Oms, scarica il rapporto “Diarrhoea: Why children are still dying and what can be done” (pdf 3,1 Mb) e leggi il comunicato stampa.