Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Salute materno-infantile

Archivio 2009

(24 dicembre 2009) La nascita in Emilia-Romagna: il rapporto 2008

I tassi di natalità e di fecondità sono in aumento e hanno ormai superato i valori medi nazionali: il tasso di natalità è pari al 9,7‰ e il numero medio di figli per donna è 1,45 (dati Italia: 9.6‰ e 1,41). Questi dati costituiscono comunque, se confrontati ad altri Paesi europei, un indicatore del problema della denatalità che caratterizza in generale la realtà italiana. Il costante aumento della popolazione immigrata, in particolare femminile, contribuisce in modo significativo a questo incremento. L’età media delle mamme al momento del parto è di 31,5 anni, con una discreta differenza tra italiane (media 32,6 anni) e straniere (media 28,5). La frequenza di donne di età uguale o superiore a 35 anni è passata dal 25,5% nel 2003 al 31% nel 2008. Le donne che hanno fatto ricorso a tecniche di procreazione assistita sono l’1,4% del totale. Il tasso di parti cesarei è 30,1%, leggermente in crescita dal 2006. Infine, il tasso di neonati di peso inferiore ai 2500 grammi è 7%, in aumento rispetto agli anni precedenti. Questo e molto altro nel 6° rapporto nascita, pubblicato a novembre 2009 dalla Regione Emilia-Romagna. Scarica il rapporto.

 

(19 novembre 2009) Cedap 2006: l’assistenza al parto in Italia

In Italia, si ricorre al taglio cesareo nel 37,4% dei casi, e la percentuale sale nelle case di cura private. Nel corso dell’anno 2006, in Italia, oltre l’88% dei parti è avvenuto negli istituti di cura pubblici e il 14,7% di essi è avvenuto da madri di cittadinanza non italiana, soprattutto al nord, dove quasi il 20% dei parti è relativo a madri straniere. Sono solo alcuni dei dati che emergono dal quinto rapporto Cedap relativo alle nascite in Italia nel 2006. Leggi l’approfondimento a cura della redazione di EpiCentro.

 

(5 novembre 2009) Rapporto Unicef-Oms sulla diarrea infantile nel mondo

La diarrea è la seconda causa di morte infantile e ogni anno uccide 1,5 milioni di bambini. I casi di diarrea tra i bambini con meno di 5 anni sono circa 2,5 miliardi all’anno e i Paesi più colpiti sono quelli dell’Africa (696 milioni di casi) e dell’Asia meridionale (783 milioni). Per sorvegliare l’impatto della diarrea infantile e per potenziarne la prevenzione e il trattamento, Oms e Unicef hanno pubblicato un documento che analizza lo stato attuale della situazione e fornisce alcuni spunti per il miglioramento delle strategie per il controllo della diarrea. Leggi l’approfondimento a cura della redazione di EpiCentro.

 

(15 ottobre 2009) Natalità in Campania: il rapporto sui dati relativi al 2007

Malgrado il calo delle nascite, la Campania rimane la Regione italiana con il maggiore tasso di natalità (10,6‰ contro il 9,5‰ dell’Italia). È quanto emerge dal “Rapporto sulla natalità in Campania 2007” (pdf 429 kb) basato sull’elaborazione dei Certificati di assistenza al parto (Cedap). Nel periodo 1995-2007, il tasso di fecondità totale (Tft, numero medio di figli per donna) della Campania, pur rimanendo tra i più alti del Paese, ha subito un calo ed è passato da 1,52 a 1,41. L’età media delle madri al primo figlio è pari a 28,1 anni e quella dei padri è 33,5 anni, ma i dati relativi al periodo 1998-2007 registrano un piccolo incremento della percentuale di nati da madri in età più avanzata. Riguardo all’abortività, la Campania figura tra le dieci Regioni in cui il tasso è inferiore a quello medio nazionale in tutte le classi di età. Il tasso di interruzione volontaria di gravidanza del 2006 è stato 8,2‰ donne di 15-49 anni. In coerenza col dato nazionale, anche in Campania continua a diminuire il numero di nati da procreazione assistita. La proporzione di nati con taglio cesareo è pari a 60,3% e persiste una variabilità tra le Asl, dal 68,6% della Asl Napoli 3 al 43,4% della Asl di Benevento. Per informazioni più dettagliate leggi il rapporto completo (pdf 429 kb).

 

(1 ottobre 2009) La rete “Farmacie amiche dell’allattamento”

L’allattamento al seno è un grande vantaggio non solo per la salute dei bambini, ma anche per quella delle madri. Per questo motivo è raccomandato dall’Oms e la sua tutela è uno degli obiettivi primari dell’iniziativa Unicef “Ospedali Amici dei Bambini”. Per dare un sostegno alle madri che allattano, l’associazione veronese Il Melograno ha avviato il Progetto “Farmacia amica dell’allattamento materno”, un’iniziativa che mira alla creazione di una rete di farmacie attrezzate per la tutela dell’allattamento al seno. La rete di farmacie aderirà inoltre dal 1 al 7 ottobre 2009 alla settimana mondiale dell’allattamento promossa a livello internazionale dalla World Alliance for Breastfeeding Action e in Italia dal Movimento allattamento materno italiano (Mami). Tema centrale dell’edizione 2009: l’allattamento al seno durante le emergenze. Leggi l’approfondimento.

 

(10 settembre 2009) Investire nei primi anni di vita. Save the Children, report 2009

Gli anni della prima infanzia sono fondamentali per lo sviluppo dell’organismo e delle capacità di apprendimento dei bambini. I bimbi che ricevono cure adeguate nei primi anni di vita e che hanno l’opportunità di studiare fin da piccoli, hanno maggiori probabilità di crescere in salute, di avere buoni risultati a scuola e di raggiungere il loro massimo potenziale sia dal punto di vista sanitario, sia dal punto di vista della produttività. Ma malgrado questo, gli interventi dei Governi a sostegno delle madri e dei bambini sotto i primi 5 anni di vita sono molto scarsi. In occasione della festa della mamma, Save the Children, riconoscendo alle madri e agli educatori prescolari un ruolo importante per la crescita dei bambini, ha pubblicato il decimo rapporto annuale "State of the World’s Mothers, Investing in the early years". Leggi l’approfondimento.

 

(30 luglio 2009) La relazione al Parlamento 2009 sull’Ivg

Secondo la relazione al Parlamento 2009 sull’Ivg, nel 2008 sono state effettuate 121.406 interruzioni volontarie di gravidanza, 80 mila delle quali tra donne italiane, con un decremento del 4,1% rispetto al 2007 e del 48,3% rispetto al 1982, anno in cui si è registrato il più alto ricorso all'Ivg (234.801 casi). Si stima che le cittadine straniere presentino un tasso di abortività 3-4 volte superiore a quello delle italiane. La diminuzione del ricorso all’Ivg oltre che a fattori di natura culturale, si deve a fattori preventivi come l’educazione sessuale nelle scuole, l’educazione sessuale alla procreazione responsabile, la diffusione dei metodi anticoncezionali e il migliore accesso alla contraccezione di emergenza. Scarica la relazione al Parlamento 2009 sull’attuazione della legge contenente norme per la tutela sociale della maternità e per l’interruzione volontaria di gravidanza (legge 194/78).

 

(23 luglio 2009) I risultati dell’attività del sistema di sorveglianza dell'Ivg

Il Notiziario dell’Istituto superiore di sanità del mese di maggio 2009 pubblica un articolo sui principali risultati dell’attività di sorveglianza ottenuti dal 1981, data della sua istituzione. Nel corso degli anni è diminuito il ricorso complessivo all’interruzione volontaria di gravidanza ed è quasi scomparso l’aborto clandestino, con conseguente eliminazione della mortalità e morbosità materna a esso associate. Ciò si deve in gran parte alla maggiore circolazione dell’informazione e all’impegno dei servizi, primi fra tutti i consultori familiari, che hanno aumentato la conoscenza, la consapevolezza e la competenza delle donne sulle questioni relative alla salute riproduttiva. Scarica l’articolo originale (pdf 239 kb).

 

(4 giugno 2009) Rapporto Unicef 2009: il punto sulla salute aterno-infantile

Ogni anno più di mezzo milione di donne muore a causa di complicazioni legate alla gravidanza o al parto e la maggioranza di questi decessi avviene nei Paesi in via di sviluppo. Emorragie, infezioni, aborti a rischio, eclampsia, disturbi ipertensivi e parto chiuso, uccidono ogni giorno 1500 donne, mentre infezioni, asfissia e nascite pre-termine sono le principali responsabili dei decessi neonatali, che nel 98% dei casi si verificano nei Paesi a basso e medio reddito. Sono alcuni dei dati che emergono dal rapporto Unicef 2009 dedicato ai progressi ottenuti fino ad ora per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo del millennio nel campo della salute materno-infantile. L’approfondimento è a cura della redazione di EpiCentro.

 

(9 aprile 2009) Diarrea infantile: gli investimenti non bastano

Ogni anno quasi due milioni di bambini muoiono di diarrea. Si tratta del 18% dei decessi infantili, ma nonostante le cifre, l’interesse della ricerca per il problema è in continua diminuzione. Per salvare la vita a un bambino bastano circa 30 centesimi di dollaro, ma gli investitori sanitari sono attratti altrove. Per raggiungere l’obiettivo del quarto Millenium Development Goal che, entro il 2015, punta alla riduzione di due terzi delle morti infantili è necessario un aumento degli investimenti. Leggi l’approfondimento.

 

(2 aprile 2009) L’assistenza ostetrico-neonatale nella Provincia di Trento (2000-2005)

Nella Provincia di Trento i tassi di natalità e fecondità sono più alti di quelli nazionali: nel 2005 il tasso di natalità è 9,7‰ e il numero medio di figli per donna è di 1,4. Un contributo importante si deve soprattutto al costante incremento dei parti delle donne immigrate (nel 2005 sono il 18% del totale). Il 69,5% dei nati ha avuto un parto per via vaginale, il 27,6% un cesareo. Nel 2005 il tasso di mortalità neonatale è pari al 2,1‰, mentre quello di mortalità perinatale risulta essere il 4,2‰. Il tasso di natimortalità nel periodo 2000-2005 è del 3,1‰, in linea con il dato nazionale. I neonati di peso inferiore ai 1500 grammi sono pari al 52‰ (18 casi in 8 anni). Per i dettagli, scarica il documento completo (pdf 968 kb).

 

(2 aprile 2009) Relazione 2009 sullo stato di applicazione della legge 40

Nel corso del 2007, nei 342 centri italiani per la Pma sono state trattate con tecniche di procreazione medicalmente assistita 55.437 coppie, con un esito di 11.685 gravidanze. Dalle 9884 gravidanze monitorate sono nati vivi 9137 bambini. I dati emergono dalla relazione annuale del ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali sullo stato di attuazione della legge 40 in materia di procreazione assistita. La relazione, presentata al Parlamento nel marzo 2009, prende in considerazione gli interventi attivati a livello centrale e regionale nel 2008 e l’analisi effettuata dall’Iss sui dati relativi alle attività realizzate dalle strutture autorizzate nel 2007. Scarica il documento completo (pdf 800 kb).

 

(19 marzo 2009) Oms: la salute mentale e riproduttiva delle donne

Ogni anno sono circa 50 milioni le donne che soffrono di problemi di salute direttamente legati alla gravidanza, molti dei quali di natura psicologica; ma tuttora la salute mentale come componente della salute riproduttiva riceve poche attenzioni. L’Oms ha pubblicato su questo argomento “Mental health aspects of women’s reproductive health. A global review of the literature”, un documento sulla salute mentale e sulla salute riproduttiva delle donne che analizza il ruolo e gli effetti di elementi come la violenza, la contraccezione, l’aborto e la sterilità sulla psicologia femminile. Leggi l’approfondimento a cura della redazione di EpiCentro.

 

(12 marzo 2009) Gravidanze e nascite nelle adolescenti in Provincia di Trento: il rapporto 2000-2005

È in aumento il tasso di concepimento delle adolescenti residenti in provincia di Trento. È invece nel complesso stabile la proporzione rispetto ai parti totali, che resta inferiore al dato nazionale Cedap 2005. Dal profilo assistenziale emerge un minor accesso alle visite e ai controlli ecografici rispetto alle madri di 20 anni e oltre, confermando i dati di letteratura in merito. Il dato più problematico è quello sull’accesso ai corsi di preparazione alla nascita, dove i valori sono molto bassi, sia per le italiane che per le straniere. Sono alcuni dei dati presentati nel rapporto pubblicato dall’Osservatorio epidemiologico dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari di Trento. Consulta il rapporto (pdf 304 kb).

 

(22 gennaio 2009) Le nascite nel Lazio: il rapporto 2007

I dati sulla natalità della Regione Lazio registrano nel 2007 la nascita di 53.165 bambini e tassi di natalità e fecondità pari, rispettivamente, al 9,7‰ e al 39,6‰. Nel periodo 1987-2006 la mortalità infantile si è dimezzata, passando dall’8,4‰ nel 1987 al 4,7‰ nel 2006. Le principali cause di mortalità sono state “prematurità e condizioni correlate” e “malformazioni congenite”. Rispetto agli anni precedenti, è in aumento il numero di: nati vivi singoli con un basso peso alla nascita (<2500 gr), nati pretermine (7%) e parti plurimi (3%). Il 33% delle partorienti ha oltre 34 anni, mentre solo l’1,5% ha meno di 20 anni. Dal 1994, la percentuale di nascite da donne nate all’estero è salita dal 6% al 21% del 2007. Confermata la crescita del ricorso al taglio cesareo in tutte le tipologie di maternità, con un picco per le strutture private non accreditate (dal 32,1% nel 1985 al 78,4% nel 2007). Fra i nati vivi singoli, la percentuale di parti cesarei è salita dal 22,3% del 1985 al 42% del 2007 (43% se si considerano anche i parti plurimi).

 

(15 gennaio 2009) Lazio: la frequenza del taglio cesareo (2007-2008)

Nel 2007 e nei primi tre trimestri del 2008 il ricorso al taglio cesareo è pari al 43,5 per 100 nati vivi: una percentuale più bassa rispetto al 2006 (44%). Si tratta di un valore molto più alto sia rispetto alle raccomandazioni dell’Oms, sia rispetto a quelle contenute nel Piano sanitario nazionale 2006-2008, nel quale si consiglia un ricorso taglio cesareo non superiore al 20%. Oltre a fattori clinici, devono essere presi in considerazione anche elementi legati all’ambiente assistenziale, alle conoscenze e alle attitudini dei singoli operatori nonché al contesto sociale, culturale e sanitario della donna. I dettagli dei dati sono disponibili sul sito di Laziosanità.

 

(8 gennaio 2009) Salute perinatale in Europa: i dati del rapporto 2008

In Europa continuano a morire di parto tra 5 e 10 donne ogni 100 mila nascite, nonostante negli ultimi decenni le condizioni di salute delle donne e dei bambini durante la gravidanza e nei mesi immediatamente successivi alla nascita siano notevolmente migliorate. È quanto emerge dal rapporto 2008 sulla salute perinatale in Europa, pubblicato da Euro-Peristat con l’intento di migliorare le prestazioni sanitarie per donne e bambini a partire da una migliore conoscenza statistica delle questioni legate al periodo perinatale. Leggi l’approfondimento.