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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Salute materno-infantile

Rapporto Euro-Peristat 2008 sulla salute perinatale in Europa

Negli ultimi decenni la salute perinatale in Europa è notevolmente migliorata. La mortalità infantile nei primi mesi di vita è sensibilmente diminuita e così pure quella materna. Nonostante i progressi, tuttavia, gravidanza e parto continuano a essere eventi rischiosi. In Europa, infatti, il numero di donne che muore di parto varia da 5 a 10 ogni 100 mila e circa la metà di questi decessi è da attribuire a una scarsa efficienza del sistema sanitario.

 

I dati emergono dal rapporto sulla salute perinatale “European perinatal health report. Better statistics for better health for pregnant women and their babies”, pubblicato da Euro-Peristat, in collaborazione con Scpe, Eurocat ed Euroneostat. Il documento descrive lo stato di salute delle madri e dei bambini europei dall’inizio della gestazione fino ai primi mesi successivi al parto e si pone l’obiettivo finale di favorire il benessere dei cittadini durante il periodo perinatale.

 

Il progetto Euro-Peristat raccoglie dati provenienti dai Paesi europei e cerca di fare chiarezza su eventi come i parti plurigemellari, le nascite premature e la mortalità neonatale, anche alla luce delle nuove tecnologie legate alla medicina e alla riproduzione assistita. Molti dei dati sono stati ricavati dai registri di nascita e di morte dei diversi Paesi, ma anche le banche dati degli ospedali e le indagini mirate sono state un’importante fonte di informazione.

 

Esiti delle gravidanze

Gli esiti delle gravidanze sono fortemente influenzati dalle caratteristiche sociodemografiche dei gruppi di appartenenza. L’età, le precedenti gravidanze, l’abitudine al fumo e il livello di educazione delle madri, variano notevolmente all’interno dei diversi Paesi europei e determinano lo stato di salute della donna e del bambino.

 

I parti plurigemellari, per esempio, sono meno diffusi in alcuni Paesi dell’Est, come Lituania, Lettonia e Polonia (con un tasso di circa il 12‰) e più diffusi in altri, come Olanda, Danimarca e Cipro (20‰), probabilmente a causa di un differente ricorso alle tecniche di stimolazione ovarica.

 

Anche l’età delle madri varia sensibilmente tra i vari Stati: i parti tra le teenager sono l’1,3% in Danimarca e il 9,3% in Lettonia, mentre la percentuale di donne che porta a termine una gravidanza in età avanzata (dai 35 anni in su) supera il 20% in Irlanda, Olanda, Germania e Italia.

 

Cura delle donne e dei bambini durante e dopo la gravidanza

I dati sull’accessibilità e sulla diffusione di alcune terapie all’interno del sistema sanitario dei Paesi, evidenziano che i più alti tassi di parti con taglio cesareo si registrano in Italia (37,8%) e Portogallo (33,1%), mentre quelli più bassi si riscontrano in Slovenia (14,4%) e Olanda (15,1%). I risultati sulle tecniche di riproduzione assistita - che includono la stimolazione ovarica, l’inseminazione intrauterina e la fertilizzazione in vitro - non sono disponibili in tutti i Paesi ma, dove noti, variano dal 4,9% della Francia all’1,7% dell’Italia.

 

Anche il tipo di strutture varia a seconda delle aree considerate: in Nord Europa, Portogallo e Spagna le nascite si concentrano in centri ospedalieri di grandi dimensioni. I parti a casa sono poco diffusi, tuttavia in Olanda, in caso di parto non a rischio, partorisce nella propria abitazione il 30% delle donne. L’allattamento al seno materno è molto diffuso in Repubblica Ceca (90,7%), Lettonia (91,9%), Slovenia (88,3%), Svezia (89,4%) e Italia (72,5%). È invece meno frequente in Irlanda, Francia, Malta e Gran Bretagna.

 

Salute materna

In Europa, le morti legate alla gravidanza sono oggi poco diffuse. Per ridurne ulteriormente il numero è indispensabile comprenderne le ragioni, ma le alte percentuali di cause di decesso “sconosciute”, presenti in alcuni Paesi, sono di difficile interpretazione. Le morti non spiegate sono molte in Germania (46,5%), nel territorio delle Fiandre in Belgio (40%) e in Olanda (18%).

 

La prima causa di morte diretta per questioni ostetriche sono le emorragie post-partum (13,1%), con una variabilità tra i diversi Paesi compresa tra il 50% della Slovenia e il 5,6% della Gran Bretagna. Altre cause dirette sono: la tromboembolia (10,4%), le complicazioni dovute all’ipertensione (9,2%) e l’embolia da fluido amniotico (10,6%).

 

Salute del bambino durante la gravidanza e il primo anno di vita

Complessivamente, i tassi di mortalità fetale in Europa variano dal 3‰ in Spagna, Slovacchia, Lussemburgo, Germania e Svezia, al 9,1‰ della Francia. Per quanto riguarda la mortalità neonatale (dal primo al 27esimo giorno dalla nascita), i tassi variano dal 2,5‰ di Lussemburgo, Cipro, Svezia e Norvegia, al 4,9‰ della Polonia.

 

La maggior parte dei decessi avviene nei primi 7 giorni di vita del bambino: peso del bambino alla nascita, durata della gestazione, assistenza sanitaria ricevuta e plurigemellarità dei parti, sono i fattori cui è più di frequente associata la morte neonatale.

 

Il tasso di mortalità infantile (durante il primo anno di vita) in Europa oscilla tra il 3‰ di Svezia e Norvegia e il 9,4‰ della Lettonia. Anche in Ungheria, Polonia e Slovacchia i decessi nel primo anno di vita sono piuttosto frequenti. In generale, nei nuovi Stati membri la mortalità infantile è più alta rispetto ai vecchi, mentre i parti prematuri sono più frequenti in Austria (11,4%) e Germania (8,9%).

 

Paralisi cerebrali e anomalie congenite

Per quanto riguarda la paralisi cerebrale infantile, un disturbo associato alle complicazioni del periodo perinatale, nel 2007 i casi registrati dalla Scpe (Sorveglianza della paralisi cerebrale in Europa) sono stati più di 11 mila.

 

Le anomalie congenite hanno un forte impatto sulla salute pubblica, sia in termini di qualità della vita dei bambini e dei loro familiari, sia di costi per la cura di tipo medico e sociale. Nella maggior parte dei casi le origini delle anomalie congenite sono sconosciute, ma si ritiene che siano dovute a una combinazione di fattori genetici e ambientali: in circa il 15% dei casi si registra un’anomalia cromosomiale, mentre in meno del 5% dei casi si evidenzia una mutazione di un singolo gene o l’esposizione ambientale a teratogeni (farmaci o droghe).

 

Parti molto prematuri e nascita con peso corporeo molto basso

La diagnosi prenatale è comunemente diffusa in gran parte dell’Europa, in particolare per anencefalia (99% dei casi), gastroschisi (95%), agenesia bilaterale renale (92%), spina bifida (81%), cuore sinistro ipoplastico (79%), sindrome di Down (72%) e trasposizione dei grandi vasi (42%).

 

Le nascite molto precoci (very low gestational age) e molto sottopeso (very low birth weight) sono un importante fattore che può condizionare la vita del bambino nel breve e nel lungo termine. È noto che la nascita prematura è spesso associata a complicazioni più o meno gravi: per questo è importante cercare di capirne a fondo i meccanismi. I fenomeni della nascita molto prematura e del peso corporeo molto basso in Europa sono analizzati nel rapporto dall’Euroneostat.

 

La situazione in Italia

Rispetto alla maggior parte degli indicatori di salute analizzati, l’Italia occupa una buona posizione, in linea con quelle degli altri Paesi occidentali. Problemi si registrano, invece, per la qualità e la disponibilità di alcuni dati per il calcolo degli indicatori, per un tasso piuttosto elevato di episiotomie (incisione chirurgica per allargare il canale del parto) (52% dei parti vaginali) e per la quota in assoluto più elevata d’Europa di parti cesarei (37,3% nel 2005). La variabilità tra le Regioni italiane, per quanto concerne il ricorso al parto chirurgico, è notevole: si passa dal 22,5% della Valle d’Aosta al 59,6% della Campania.

 

Scarica il rapporto completo (pdf 6,1 Mb).