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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Salute materno-infantile

Mortalità infantile e neonatale per taglio cesareo primario e parto vaginale in donne “senza indicazione di rischio” negli Stati Uniti (coorti di nascita 1998-2001)

Marian F. MacDorman, PhD, Eugene Declercq, PhD, Fay Menacker, DrPh, CPNP, and Michael H. Malloy, MD, MS

 

Negli ultimi anni la percentuale di parti espletati mediante taglio cesareo negli Stati Uniti ha subito un incremento rapido, anche tra le donne considerate a basso rischio per taglio cesareo.

L’obiettivo di questo studio è verificare il rischio di mortalità infantile e neonatale associato a parto vaginale e a taglio cesareo in donne precedentemente mai cesarizzate, con gravidanza singola, a termine (37-41 settimane di gestazione) e prive di fattori noti di rischio medico o complicazioni della gravidanza.

 

Metodi

Sono stati analizzati i dati nazionali delle nascite e delle morti infantili delle coorti di nascita 1998-2001 (5.762.037 nati vivi e 11.897 morti infantili), per valutare il rischio di mortalità infantile e neonatale delle donne senza indicazioni di rischio per tipo di parto e per causa di decesso. Per stimare la probabilità di sopravvivenza neonatale come funzione del tipo di parto e dei fattori di rischio clinico e sociodemografico, è stata effettuata un’analisi multivariata mediante modelli di regressione logistica.

 

Risultati

I tassi di mortalità neonatale sono risultati maggiori tra i nati mediante taglio cesareo (1,77 per 1.000 nati vivi) rispetto ai nati da parto vaginale (0,62). L’ampiezza di questa differenza si riduceva solo moderatamente aggiustando statisticamente per fattori demografici e clinici e a seguito dell’esclusione dei decessi legati alle malformazioni congenite e dei nati con indice di Apgar <4. La differenza di mortalità fra i parti cesarei e vaginali era molto ampia e non ristretta a poche cause di decesso.

 

Conclusioni

In considerazione della rapida crescita del numero di tagli cesarei primari senza una documentata indicazione clinica, è importante comprendere le ragioni di questi differenziali di mortalità (Birth, 33:3 settembre 2006).

 

Consulta l’articolo originale e leggi il commento di Angela Giusti e Serena Donati.