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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Salute mentale

World Autism Awareness Day: l’Oms rinnova l’impegno

16 aprile 2009 - L’impatto delle malattie attribuite a disordini mentali continua crescere, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. Nelle regioni più povere, la grande maggioranza dei bambini con disturbi mentali non riceve alcun tipo di trattamento o di cura. I disordini mentali, neurologici e legati all’abuso di sostanze (Mental, neurological and substance use, Mns) sono diffusi in tutto il mondo e sono tra le prime cause di malattia e di morte prematura. Il 14% dell’impatto globale di tutte le malattie, misurato in termini di Dalys (Disability-adjusted life-year, indicatore che combina l'impatto complessivo sulla salute generale di malattie, disabilità e mortalità), è attribuito a disordini Mns e la violazione dei diritti umani diretta verso le persone con questi disturbi aggrava la situazione. Le risorse fornite fino a ora sono insufficienti, non equamente distribuite e insufficientemente utilizzate e il gap di trattamento nei Paesi a reddito basso e medio-basso è spesso superiore al 75%.

 

Mental Health Gap Action Programme

Per ridurre il divario e per rafforzare la capacità degli Stati membri nel rispondere a questa crescente sfida, l’Oms ha presentato il Mental Health Gap Action Programme, un piano che fornisce ai dirigenti sanitari, ai policy-makers e ai donatori un insieme di strumenti, tra cui programmi e attività, per potenziare la cura dei disordini Mns.

 

Obiettivo del programma è il rafforzamento dell’impegno da parte di tutti gli stakeholder per aumentare l’allocazione di risorse umane e finanziarie per raggiungere una maggiore copertura degli interventi chiave, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. Dal momento che le regioni a reddito basso e medio-basso sono quelle che registrano il maggiore impatto di queste malattie, e dal momento che proprio lì si ha la maggiore scarsità di risorse finanziarie e umane, la strategia del mhGAP si è concentrata proprio su questi Paesi.

 

Il programma si basa sulle nozioni scientifiche ed epidemiologiche disponibili e a oggi riconosciute come prioritarie. L’iniziativa mira a creare una serie di interventi integrati e tiene conto dei possibili ostacoli alla crescita del sistema di assistenza. Le situazioni prioritarie sono state individuate sulla base delle dimensioni dell’impatto delle malattie in termini di mortalità e disabilità, sulla base dei costi economici causati e sull’associazione dei disturbi alla violazione dei diritti umani.

 

Si individuano come prioritarie condizioni come la depressione, la schizofrenia e altri disordini psicotici, il suicidio, l’epilessia, la demenza e i disturbi legati all’abuso di alcol e all’uso di sostanze stupefacenti, e i disordini mentali nei bambini. Gli interventi del mhGAP sono destinati alla prevenzione e alla gestione di ciascuna di queste aree prioritarie e dovranno essere adattati al contesto nazionale e regionale delle diverse aree.

 

La giornata mondiale dell’autismo

Il 2 aprile 2009, in occasione del World Autism Awareness Day, l’Oms ha riaffermato il proprio impegno a fornire assistenza agli Stati membri per rendere disponibili i servizi sanitari necessari alle persone autistiche o con altri disordini mentali o dello sviluppo legati all’infanzia. «È essenziale», dichiara Ala Alwan, vicedirettore generale Oms per le malattie non trasmissibili e la salute mentale, «rendere prioritari, integrare e finanziare i progetti sull’autismo e sui disordini mentali nei bambini dei Paesi in via di sviluppo». La prima sfida di questi Paesi è rendere disponibili le risorse necessarie alle cure primarie per l’identificazione precoce e il trattamento dei disordini mentali tra i più giovani. Non a caso, infatti, questi disordini sono inclusi tra le priorità del mhGAP 2008-2013 lanciato dall’Oms.

 

«La creazione di un piano per l’autismo e per gli altri disordini mentali tra i bambini dovrebbe rafforzare le strategie costo-efficaci per il controllo e la prevenzione», afferma Benedetto Saraceno, direttore del reparto Oms “Salute mentale e abuso di sostanze”. «La vera necessità è l’incremento dei servizi. Questo migliorerebbe anche la situazione da un punto di vista educativo e contribuirebbe a creare una generazione di bambini più informata e più sana».

 

L’autismo

I disordini legati all’autismo sono caratterizzati da diversi gradi di danneggiamento delle capacità comunicative e delle interazioni sociali e in limitati e ripetitivi pattern comportamentali. Queste condizioni possono provocare disabilità permanenti che durano per tutta la vita, ma nuove evidenze mostrano che interventi precoci portano a un miglioramento dei risultati.

 

I disturbi autistici e gli altri disordini mentali dei bambini hanno un forte impatto sull’economia delle famiglie, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, dove le risorse sanitarie sono spesso insufficienti. La stigmatizzazione e la discriminazione associate a queste malattie rimangono tra i più importanti ostacoli alla diagnosi e al trattamento e l’assenza dell’autismo e degli altri disordini mentali dell’infanzia dalla lista delle maggiori cause di morte ha contribuito alla scarsa considerazione di queste malattie sia da parte dei politici, sia da parte degli investitori dei Paesi in via si sviluppo.

 

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