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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Salute mentale

Domande e risposte sui disturbi dello spettro autistico (conosciuti anche come disturbi pervasivi dello sviluppo) (autism spectrum disorders, Asd)

Fonte: Oms, on line Q&A, settembre 2013

 

Revisione a cura del reparto di Epidemiologia delle malattie infettive (Cnesps-Iss)

 

 

D: Cos’è l’autismo?

 

R: I disturbi dello spettro autistico sono un gruppo complesso di disturbi dello sviluppo cerebrale. Questo termine raggruppa condizioni come l’autismo, il disturbo disintegrativo dell’infanzia e la sindrome di Asperger, disturbi caratterizzati da difficoltà nell’interazione e nella comunicazione sociale e da interessi e attività limitati e ripetitivi.

 

D: Quanto è frequente l’autismo?

 

R: Recenti revisioni forniscono una stima di prevalenza mediana globale pari a 62 casi per 10.000, il che significa che un bambino su 160 ha un disturbo dello spettro autistico. Tale stima rappresenta un dato medio, mentre le prevalenze riportate nei singoli studi variano sensibilmente. Alcuni studi recenti hanno riportato, comunque, tassi decisamente più elevati.

 

D: L’autismo è sempre associato a una disabilità intellettiva?

 

R: Nelle persone con disturbi dello spettro autistico, il grado di abilità intellettiva è estremamente variabile e spazia da una compromissione grave a abilità cognitive non verbali superiori alla norma. Si stima che circa il 50% delle persone con disturbi dello spettro autistico abbiano anche una disabilità intellettiva.

 

D: In che momento/quanto precocemente si può riconoscere l’autismo nei bambini?

 

R: È difficile individuare prima dei 12 mesi di età la presenza di un disturbo dello spetto autistico, mentre la diagnosi è in genere possibile entro i 2 anni di età. Le manifestazioni caratteristiche all’esordio comprendono un ritardo o una regressione transitoria del linguaggio e delle abilità sociali e la presenza di comportamenti ripetitivi e stereotipati.

 

D: Cosa possono fare i genitori per aiutare un figlio con autismo?

 

R: I genitori hanno un ruolo essenziale nel sostegno ai bambini con autismo. Possono aiutarli nel garantire loro l’accesso ai servizio sanitari e all’educazione scolastica, e nel fornire l’affetto e le cure necessarie man mano che il bambino cresce. È stato recentemente dimostrato che i genitori possono anche fornire con successo ai loro bambini interventi psico-sociali e comportamentali.

 

D: Qual è la causa dell’autismo?

 

R: Le evidenze  scientifiche suggeriscono che contribuiscano all’insorgenza dei disturbi dello spettro autistico vari fattori, sia genetici, sia ambientali, in grado di influenzare le prime fasi dello sviluppo cerebrale.

 

D: Le vaccinazioni nell’infanzia sono responsabili dell’autismo?

 

R: I dati epidemiologici disponibili indicano che non vi sono evidenze di un legame tra il vaccino morbillo-parotite-rosolia (Mpr) e i disturbi dello spettro autistico. Gli studi precedenti che hanno avanzato l’ipotesi di tale nesso, presentavano gravi limiti . Non c’è inoltre alcuna evidenza che qualunque altra vaccinazione dell’infanzia possa aumentare il rischio di disturbi dello spettro autistico. Inoltre, le revisioni (basate sulle prove) commissionate dall’Organizzazione Mondiale della sanità (Oms) hanno concluso che non c’è alcuna relazione tra l’uso di conservanti che contengono etilmercurio (come il tiomersale) nei vaccini, e i disturbi dello spettro autistico.

 

Nota della redazione

Il reparto di Epidemiologia delle malattie infettive del Cnesps-Iss precisa che il vaccino per morbillo, parotite e rosolia non contiene Tiomersale.