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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Salute mentale

Promozione della salute mentale nelle scuole: definizione di obiettivi e soluzione di problemi

Reparto Salute mentale, Cnesps

Unità di formazione e comunicazione, Cnesps

 

16 dicembre 2010 – Parte in questi giorni uno studio controllato dell’impatto del programma di promozione della salute mentale nelle scuole “Definizione di obiettivi e soluzione di problemi” messo a punto dal reparto Salute mentale del Cnesps, Istituto superiore di sanità.

 

Il programma, condotto nell’ambito del progetto Guadagnare Salute, si rivolge agli alunni del primo biennio delle scuole secondarie superiori. Gli incontri (sessioni) previsti sono circa 20, della durata di un’ora e mezza ciascuno da svolgere con cadenza settimanale, e sono condotti da un facilitatore (uno studente più grande o un professionista dei servizi socio-sanitari) opportunamente formato.

 

Per questo, il 15 novembre 2010 è stata organizzata una giornata di formazione “Percorso di formazione per l’applicazione del Manuale di mutuoautoaiuto per la promozione della salute mentale, del benessere psicologico e dell’intelligenza emotiva nella scuola” durante la quale sono stati coinvolti 13 facilitatori con qualifiche professionali differenti (psicologi, educatori, counsellor e studenti delle scuole superiori) assegnati ad alcune città del territorio nazionale (Ascoli Piceno, Brescia, Crema, Piacenza, Pisa, Roma, Torino e Velletri) all’interno di licei a indirizzo pedagogico-sociale e scientifico, Istituti socio-pedagogici, tecnici e professionali.

 

Al contempo sono state selezionate 20 classi, fra quelle che si sono rese disponibili per lo studio, e sono state suddivise in modo casuale in due gruppi. Un gruppo di 11 classi svolgerà l’intero programma, mentre l’altro gruppo di 9 classi fungerà da controllo e svolgerà solo le prime 2 sessioni. Le sessioni comuni riguarderanno il riconoscimento e l’espressione delle emozioni, sia positive che negative.

 

Verranno somministrati a tutti gli studenti coinvolti alcuni strumenti per valutare l’efficacia del programma nel produrre cambiamenti migliorativi. La somministrazione è prevista all’inizio, alla fine del programma e dopo 6 mesi. Prima della sperimentazione, agli studenti verrà consegnato un modulo informativo rivolto alle loro famiglie, che dovrà essere firmato dai genitori degli alunni partecipanti. È previsto anche un incontro preliminare con gli insegnanti, i genitori e gli studenti al fine di spiegare in dettaglio gli obiettivi e le procedure dello studio.

 

I dati relativi agli strumenti verranno raccolti anonimamente e i risultati saranno trattati in modo da garantire la massima riservatezza e solo a scopo di ricerca. I risultati in forma aggregata verranno comunicati agli studenti, ai genitori e agli insegnanti delle scuole coinvolte e ad altre eventuali parti interessate.

 

L’applicazione del programma di promozione della salute mentale nelle scuole aveva finora riguardato lo studio di fattibilità e le valutazioni di gradimento e utilità fornite da più di 250 studenti di 11 scuole che volontariamente avevano aderito al programma. I risultati sono stati soddisfacenti, anche perché il programma si basa sull’uso di un semplice manuale per studenti dove sono presenti tutte le trattazioni teoriche e le istruzioni per le esercitazioni, da fare in piccoli gruppi, in classe e anche a casa.

 

Come è nato il programma?

Il programma nasce dalla constatazione che sono ormai molte le evidenze sull’efficacia di programmi di promozione della salute mentale nelle scuole come modalità di intervento per prevenire comportamenti a rischio e disadattativi (relativi all’alimentazione, la guida, l’uso di sostanze, la sicurezza nei rapporti sessuali, i comportamenti antisociali, ecc), agendo anziché specificamente e direttamente su questi comportamenti sui fattori comuni a essi sottostanti.

Negli ultimi anni sono state fatte numerose ricerche sui fattori di protezione nei confronti di situazioni a rischio e di prevenzione dei comportamenti a rischio. È stato messo in luce l’effetto benefico di capacità di autoregolazione e percezione di autoefficacia, capacità di affrontare e risolvere problemi, abilità sociali e capacità di provare empatia (Caprara et al, 2002; Bandura, 1996; Fuligni, 2002) e l’effetto protettivo del sostegno sociale (Weitzman & Chen, 2005; Kendler et al., 2005).

 

Che cosa è?

Si tratta di un programma basato sulla convinzione che, per migliorare la propria salute mentale, e forse anche quella fisica, la cosa forse più importante è migliorare la propria capacità di affrontare e risolvere problemi e di raggiungere obiettivi, in modo da potere affrontare le difficoltà della vita con meno stress e, si spera, anche divertendosi di più, in modo da riuscire a influenzare la propria vita rendendola più simile a come si desidera.

 

Le abilità che vengono sollecitate possono aiutare a diventare più sicuri di se stessi, a essere più costruttivi ed efficienti nell’affrontare i problemi, a collaborare con gli altri e al tempo stesso a difendersi meglio da prepotenze e ingiustizie.

 

Due stati d’animo vengono affrontati in modo abbastanza approfondito: la rabbia, che può portare a essere inutilmente aggressivi, a compromettere i rapporti con gli altri e a ottenere meno facilmente quello a cui si tiene, e l’eccesso di timidezza e di insicurezza che può portare a non difendere abbastanza i propri diritti e a comportarsi non come si vorrebbe ma come vogliono gli altri.

Si discute anche di come migliorare la capacità di lavorare per obiettivi futuri senza dimenticarsi di vivere con intensità la vita presente, e in particolare di come ridurre la tendenza a procrastinare, cioè a rimandare le cose che si dovrebbero fare nel proprio stesso interesse.

 

A chi è destinato?

A tutti gli studenti, non solo a quelli che soffrono di un disturbo mentale o sono a rischio di soffrirne. Può essere utile per chiunque, anche per chi sta bene, che in questo modo potrà stare ancora meglio e realizzare più pienamente le sue potenzialità e potrà anche diventare più capace di aiutare, se lo vorrà, chi soffre di un disagio mentale. Inoltre il programma evita il pericolo di stigmatizzare alcuni giovani come “fuori di testa” o di escluderne altri il cui disagio non sia facilmente riconoscibile.