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Salute mentale

Oms: la salute mentale e riproduttiva delle donne

19 marzo 2009 - Circa il 40% delle donne del mondo (50 milioni ogni anno) soffre di problemi di salute direttamente legati alla gravidanza, alcuni dei quali di natura psicologica.

 

Gli aspetti psicologici, di solito, vengono considerati in modo molto marginale per la salute riproduttiva delle donne e l’attenzione per questo problema sta emergendo solo di recente, a causa degli alti tassi di depressione registrati tra le madri con bambini piccoli, in particolare nelle comunità più disagiate. In Vietnam, per esempio, si calcola che più del 14% della mortalità materna sia dovuta ai suicidi e tassi molto alti si registrano anche tra le malate di Aids.

 

Sono alcuni dei dati del “Mental health aspects of women’s reproductive health. A global review of the literature” (pdf 2,65 Mb), un documento sugli aspetti di salute mentale legati alla salute riproduttiva delle donne, pubblicato dall’Oms nel 2009.

 

Le ragioni dei disturbi psicologici

I problemi psicologici delle donne possono svilupparsi in seguito a preoccupazioni o complicazioni legate alla salute riproduttiva. La salute mentale è strettamente connessa alla salute fisica e le patologie legate alla gravidanza, come le ferite addominali e perineali o l’incontinenza, possono compromettere il benessere psicologico della donna. Fattori come l’assenza di scelta nelle decisioni riproduttive, le gravidanze indesiderate, l’aborto, le infezioni sessualmente trasmissibili o l’infertilità sono altrettanto influenti sullo stato mentale della donna, ma anche le componenti di tipo sociale hanno un grande impatto.

 

Secondo il rapporto Oms sulla salute mentale le donne a maggior rischio sono quelle che:

  • svolgono una quantità sproporzionata di lavoro non pagato nella cura dei figli o della casa
  • sono povere e non hanno influenza nelle decisioni economiche
  • hanno maggiori probabilità di subire violenza dal proprio partner
  • hanno minori possibilità di accesso a fattori protettivi come la piena partecipazione all’educazione, il lavoro retribuito e l’opportunità di prendere decisioni.

Violenze e suicidi durante la gravidanza e il periodo post partum

Nell’accesso ai contraccettivi, alle cure prenatali, alla disponibilità di ostetriche, infermiere e assistenza medica alla nascita, le disparità tra Paesi industrializzati e Paesi in via di sviluppo sono enormi. Nel mondo industrializzato, da quando la gravidanza e il parto sono diventati più sicuri, l’attenzione per i problemi psicologici legati alla salute riproduttiva della donna è cresciuta e ha messo in mostra una serie di dati preoccupanti.

 

Il suicidio durante la gravidanza non è comune, ma quando si verifica è spesso connesso alle gravidanze indesiderate, agli abusi sessuali o fisici o alla povertà. Il suicidio dopo il parto nei Paesi industrializzati è più raro di quanto atteso, è solitamente riconducibile a gravi psicosi come la depressione post partum e può essere associato all’infanticidio.

 

Per quanto riguarda i Paesi in via di sviluppo, i dati relativi al suicidio post partum sono molto pochi, ma alcuni studi sulla mortalità legata alla gravidanza mostrano percentuali di suicidio del 14% in Vietnam, del 20% in aree rurali dell’India e del 33% in Mozambico. Uno studio del 1992 rivela che negli Usa il 46,3% dei decessi durante o subito dopo la gravidanza è attribuibile ai traumi e che il 57% di questi sono dovuti agli omicidi, percentuale che sale nei Paesi in via di sviluppo.

 

Contraccezione e aborto

La disponibilità di metodi contraccettivi sicuri, affidabili e accessibili ha un profondo impatto sulla salute delle donne, compresa quella mentale. Si calcola che 123 milioni di donne, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, non ricorrono alla contraccezione e almeno 350 milioni di coppie non hanno la possibilità di accedere a tutti i metodi di pianificazione familiare disponibili.

 

L’uso dei contraccettivi interagisce con la salute mentale delle donne in due modi: per azione diretta e cioè a livello ormonale o biochimico, e per azione indiretta attraverso la pianificazione familiare, creando problemi psicologici soprattutto quando i desideri di paternità e maternità dei partner sono contrastanti. In questo senso, di fondamentale importanza per la salute riproduttiva della donna è la responsabilità dell’uomo nei comportamenti sessuali e riproduttivi.

 

Per quanto riguarda l’aborto, la sua regolamentazione ha portato a una diminuzione degli aborti illegali, con conseguenze positive sulla salute sia fisica, sia psicologica della donna. Diverso è il discorso per gli aborti spontanei che riguardano, entro i primi tre mesi di vita, il 20% delle gravidanze.

 

La letteratura medica è complessivamente concorde nell’affermare che l’aborto spontaneo è vissuto da molte donne come un’esperienza traumatica e che le patologie che ne conseguono, come la depressione o l’ansia, sono molto diffuse e richiedono spesso un supporto psicologico da parte del servizio sanitario.

 

Menopausa e altre condizioni ginecologiche

Nei Paesi industrializzati l’aspettativa di vita è notevolmente cresciuta e sempre più donne vivono il periodo della menopausa, i cambiamenti fisici, ormonali e psicosociali che essa comporta. Le principali ipotesi sulla relazione tra menopausa e depressione sono tre:

  • esiste una stretta relazione tra ormoni e umore e i cambiamenti della menopausa hanno effetti diretti sulla depressione
  • la depressione durante la menopausa è una conseguenza del malessere derivante dai sintomi della menopausa stessa (vampate di calore, sudore notturno, insonnia e problemi di memoria)
  • la menopausa e i cambiamenti ormonali sono in gran parte irrilevanti e la depressione avviene in questo periodo perché la donna è a metà della sua vita.

Forte impatto sulla salute mentale della donna hanno anche le sue condizioni ginecologiche, sia infettive (legate a malattie come gonorrea, sifilide o candida), sia non infettive (come fistole o prolasso degli organi pelvici) e i trattamenti a cui le donne sono sottoposte.

 

Anche il momento della diagnosi è per la donna un momento di forte stress psicologico e particolare attenzione per quanto riguarda le malattie sessualmente trasmissibili è riservata all’Aids. La malattia provocata dal virus dell’Hiv è infatti particolarmente difficile da affrontare, non solo per la malattia in sé, ma anche per le conseguenze sociali correlate a essa, come la mancanza di supporto familiare, la discriminazione, la perdita degli amici e le preoccupazioni legate alla trasmissione della malattia.

 

Sterilità e procreazione medicalmente assistita

L’infertilità complessiva della popolazione mondiale è stata valutata attorno al 24%, di cui il 40% è dovuta a problemi ginecologici, un altro 40% a sterilità maschile e il restante 20% a motivi non accertabili (sterilità idiopatica). La sterilità può avere effetti molto negativi sulla salute mentale della coppia che vuole avere figli e, in particolare, sulla donna che, a causa di pregiudizi e superstizioni culturali, viene spesso considerata come unica responsabile dell’insuccesso riproduttivo.

 

La sterilità, oltre a rappresentare di per sé una gravissima delusione, può compromettere la relazione tra i partner e il fallimento dei trattamenti oggi disponibili, come la procreazione medicalmente assistita, possono portare a vere e proprie forme depressive. Per molte, infatti, essere madri coincide con la loro identità di donne.

 

Mutilazioni genitali femminili

In alcune parti del mondo le mutilazioni genitali femminili sono molto diffuse. Si calcola che oggi circa 130 milioni donne siano state sottoposte alla circoncisione femminile e che ogni anno almeno 3 milioni di ragazze soffrano a causa di questa pratica, di dolori intensi, infezioni ed emorragie tali da indurre uno stato di shock o addirittura la morte.

 

Oltre alle pericolose conseguenze fisiche, le mutilazioni genitali femminili hanno forti impatti psico-sessuali. Le donne che hanno subito l’infibulazione possono avere difficoltà nei rapporti sessuali e alcuni studi clinici di popolazione rivelano che il 25% delle donne infibulate può necessitare di un intervento prima che sia possibile la penetrazione.

 

La vita sessuale delle donne mutilate è spesso definitivamente compromessa a causa del dolore, della mancanza di desiderio, della paura e del disagio nei rapporti sessuali, non di rado con gravi conseguenze psicologiche. Anche la fertilità può essere pregiudicata dall’infibulazione e i rischi di complicazioni al momento del parto aumentano. Gli studi sulle conseguenze psicologiche delle mutilazioni genitali femminili sono ancora molto pochi, ma i danni e i problemi fisici a lungo termine hanno sicuramente ricadute gravi anche sulla salute mentale delle donne.

 

Scarica il documento (pdf 2,65 Mb) sul sito dell’Oms.