Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

salute mentale

Aspetti epidemiologici

In Italia

 

Revisione a cura di Antonella Gigantesco*, Maria Masocco**, Valentina Minardi**, Benedetta Contoli**, Emanuela Medda* e Corrado Fagnani*

*Centro di riferimento per le scienze comportamentali e la salute mentale-Iss

**Gruppo tecnico Passi e Passi d’Argento-Iss

 

11 ottobre 2018 - In Italia, l’Istituto superiore di sanità (Iss) conduce molteplici attività dedicate alla salute mentale. Attività di ricerca, di sorveglianza, di prevenzione e comunicazione che vedono l’impegno di ricercatori e diversi gruppi di lavoro.

 

La sorveglianza Passi (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia), coordinata dall’ISS, effettua un monitoraggio a 360 gradi sullo stato di salute della popolazione adulta italiana (18-69 anni) andando quindi a raccogliere informazioni anche su depressione e qualità della vita. Passi utilizza un test, semplice e validato a livello internazionale, che consente di individuare le persone con “possibile” disturbo depressivo (Phq2). Questo test non permette di fare diagnosi di depressione ma, con una buona sensibilità (80%) e un’alta specificità (90%),è in grado di individuare persone con sintomi depressivi che potrebbero essere suscettibili di una diagnosi clinica di depressione maggiore. Gli ultimi dati Passi riportano che in Italia, una contenuta quota di adulti di 18-69 anni (circa il 6%) riferisce sintomi depressivi e percepisce compromesso il proprio benessere psicologico per una media di 14 giorni nel mese precedente l'intervista. I sintomi depressivi sono più frequenti all’avanzare dell'età (sfiora l’8% fra i 50-69enni), fra le donne (poco meno dell’8%), fra le classi socialmente più svantaggiate per difficoltà economiche (14% fra chi riferisce molte difficoltà economiche) o per istruzione, fra chi non possiede un lavoro regolare (8%), fra chi riferisce almeno una diagnosi di patologia cronica (13%) e fra chi vive da solo (8%). La gran parte della popolazione adulta italiana (circa 7 persone su 10) giudica positivo il proprio stato di salute complessiva, dichiarando di sentirsi bene o molto bene. Tuttavia sono più soddisfatti della propria salute i giovani, gli uomini, le persone con un livello socio-economico più elevato, per istruzione o condizioni economiche, i cittadini stranieri rispetto agli italiani e chi è libero da condizioni patologiche severe.

La sorveglianza Passi d’Argento completa il quadro offerto dalla sorveglianza Passi raccogliendo, informazioni sullo stato di salute, sulla qualità di vita e sui bisogni socioassistenziali della popolazione anziana (65 anni o più). Anche in Passi d’Argento viene utilizzato lo stesso strumento utilizzato in Passi per individuare le persone che “possibile” disturbo depressivo (Phq2). Gli ultimi dati disponibili, riportano che in Italia una quota consistente di ultra64enni, pari al 21%, riferiscono sintomi depressivi e percepisce compromesso il proprio benessere psicologico per una media di 18 giorni nel mese precedente l'intervista (vs 3 giorni di chi non riferisce sintomi depressivi). I sintomi depressivi sono più frequenti al crescere dell’età (25% dopo i 75 anni), fra le donne rispetto agli uomini (26% vs 14%), fra chi riferisce molte difficoltà economiche (41%), e fra chi riferisce di avere multi-cronicità (36% fra chi 3 o più patologie croniche vs 11% fra chi non riferisce alcuna patologia cronica fra quelle indagate). Soffrono di sintomi di depressione il 59% degli anziani disabili (non autonomi in una o più attività della vita quotidiana di base – Adl vs 18% di chi non ha disabilità). Una discreta percentuale di persone con sintomi depressivi (21%) non chiede aiuto a nessuno.

Salute mentale tra i giovani

Lo studio PrISMA (Progetto Italiano Salute Mentale Adolescenti), condotto nel 2007 su 3418 ragazzi di 10-14 anni residenti in aree urbane, ha valutato i seguenti disturbi: disturbo d’ansia di separazione, fobia specifica, fobia sociale, disturbo di panico (con e senza agorafobia), disturbo post-traumatico da stress, disturbo ossessivo compulsivo, depressione maggiore (definiti nell’insieme disturbi emotivi), disturbo da deficit di attenzione e iperattività, disturbo della condotta, disturbo oppositivo provocatorio (definiti nell’insieme disturbi esternalizzanti) e altri meno comuni (disturbi da tic, disturbi dello spettro autistico, disturbi del comportamento alimentare). I risultati di PrISMA mostrano come la prevalenza osservata di uno o più dei suddetti disturbi è dell’8,2% (CI 4.2-12.3%), quella dei disturbi emotivi del 6,5% (CI 2.2-10.8%) e quella dei disturbi esternalizzanti dell’1,2% (CI 0.2-2.3%).

Tra le sorveglianze di popolazione, l’indagine 2014 dello studio internazionale HBSC (Health Behaviour in School-aged Children - Comportamenti collegati alla salute dei ragazzi in età scolare), a cui l’Italia ha partecipato, ha raccolto dati su studenti di 11, 13 e 15 anni collezionando informazioni anche relative alla percezione dello stato di salute. Quello che emerge è che «per gli adolescenti la percezione dello stato di salute presenta solitamente un andamento in linea con la presenza o assenza di sintomi di ansia e depressione e sembra essere associato al successo o insuccesso scolastico, e con il vivere positivamente o meno l’esperienza scolastica e la il rapporto di comunicazione con i genitori. I dati mostrano anche che la percentuale di ragazzi italiani che si considerano in “buona salute”, o addirittura “eccellente”, è sempre molto alta (con un valore superiore al 90% tranne che nelle ragazze di 13 e 15 anni in cui comunque rimane superiore all’80%).

La ricerca: le attività del Registro nazionale Gemelli

Anche il Registro Nazionale Gemelli (Rng) gestito all’interno del Centro di riferimento per le scienze comportamentali e la salute mentale dell’ISS ha una propria linea di ricerca sulla salute mentale, in particolare negli adolescenti e nei giovani adulti. Tradizionalmente, infatti, gli studi sui gemelli hanno avuto proprio nella genetica comportamentale il loro principale settore di applicazione. Tramite questi studi, assumendo – come ormai è definitivamente riconosciuto – che i gemelli siano rappresentativi della popolazione generale per la quasi totalità dei tratti di interesse per la ricerca biomedica, ivi compresa la vulnerabilità alle patologie, è possibile stimare le influenze di geni (ereditabilità) e ambiente sulla salute mentale. Conoscere il ruolo dell’ambiente è cruciale per programmare e avviare interventi di prevenzione e di promozione.

 

Gli studi iniziali del RNG in questo settore sono stati condotti in collaborazione con l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, e si sono concentrati sull’età dello sviluppo. Questi studi hanno riguardato i tratti di tipo ansioso e hanno mostrato che i fattori genetici spiegano dal 40% al 60% della variabilità inter-individuale, con la rimanente quota di variabilità a carico delle esperienze ambientali individuo-specifiche (stili di vita, eventi traumatici, relazione con i pari). Sempre nell’età dello sviluppo, alcune indagini sono state rivolte ad approfondire la comorbidità tra le caratteristiche “internalizzanti” (per esempio, ansia e ritiro sociale) ed “esternalizzanti” (per esempio aggressività e impulsività). Gli studi condotti dal Registro hanno dimostrato che la comorbidità è in buona parte dovuta a influenze genetiche comuni alle due tipologie di comportamento. Attualmente il RNG sta lavorando sulla relazione tra la capacità di autoregolazione delle emozioni e la qualità del sonno nell’adolescenza: i risultati preliminari su un campione di gemelli di età 14-17 anni confermano l’esistenza di questa relazione, ma nello stesso tempo vanno contro l’ipotesi che vi possa essere un legame di causalità diretta tra queste due caratteristiche.

 

Oltre all’età dello sviluppo, il Registro Nazionale Gemelli ha indagato l’età giovane adulta, con un’attenzione particolare per il benessere psicologico. Questo aspetto rappresenta la faccia positiva della medaglia: la salute mentale vista come risultato dell’azione congiunta della prevenzione di stati patologici e della promozione di stati di benessere. In particolare, in collaborazione con la Facoltà di Psicologia dell’Università Sapienza di Roma, sono stati studiati tratti quali l’ottimismo, l’autostima e la soddisfazione per la vita. I dati hanno mostrato una componente genetica sostanziale per l’autostima e la soddisfazione per la vita, mentre per l’ottimismo è emerso un contributo predominante delle esperienze ambientali. Ciò suggerisce che l’ottimismo e la visione del futuro potrebbero maggiormente risentire della mutevolezza delle condizioni dell’ambiente di vita. Sono state indagate anche alcune dimensioni del benessere psicologico soggettivo (per esempio: autonomia, relazioni positive con gli altri, accettazione di sé) per le quali sono state ottenute stime di ereditabilità tra il 40 e il 60%. Sul fronte patologico, il RNG è coinvolto da anni in diversi progetti riguardanti le psicosi (come la schizofrenia), in collaborazione con le Università di Udine e Milano, e con l’IRCCS “E. Medea” di Bosisio-Parini. L’obiettivo generale di questi progetti, alcuni dei quali tutt’ora in corso, è individuare marker di vulnerabilità di natura ambientale, genetica, epigenetica, immunologica e cerebrale che possano essere utilizzati per pianificare strategie di diagnosi e trattamento precoce delle psicosi nell’adolescenza e nell’età giovane adulta.