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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

salute mentale

Giornata mondiale della salute mentale 2009

22 ottobre 2009 - I disordini mentali colpiscono circa il 12% della popolazione mondiale e hanno un forte impatto tanto a livello sociale quanto a livello economico. Dati dell’Oms relativi al 2002 mostrano che sono circa 154 milioni le persone che soffrono di depressione, una delle più diffuse malattie mentali. Per sensibilizzare l’opinione pubblica rispetto a questi temi e per promuovere i servizi di prevenzione e di trattamento di questo tipo di malattie, la World Federation for Mental Health (Wfmh) ha istituito, a partire dal 1992, la Giornata mondiale della salute mentale.

 

L’edizione 2009

“Salute mentale nell’assistenza sanitaria primaria: rafforzare il trattamento e promuovere la salute mentale” è il tema della Giornata mondiale per la salute mentale 2009, celebrata il 10 ottobre. L’evento si è concentrato, in particolare, sulla promozione dell’integrazione della salute mentale nelle cure primarie: l’integrazione della diagnosi, del trattamento e della cura delle malattie mentali all’interno dell’assistenza primaria avrebbe, infatti, numerosi benefici, primo fra tutti l’attenuazione dell’attuale demarcazione tra salute fisica e salute mentale.

 

La campagna del 2009 mira a migliorare i servizi per i pazienti, le famiglie e le associazioni e si basa sulla consapevolezza che per garantire il benessere di un individuo, è necessario avere un approccio olistico alla cura, che tenga conto sia della salute fisica, sia della salute mentale della persona. Dare assistenza a chi ne ha bisogno è un imperativo dei sistemi sanitari e della società, ma perché la salute mentale diventi una priorità è necessario abbattere le barriere e i pregiudizi che ancora sono associati a disordini come la depressione o la schizofrenia.

 

In occasione della Giornata mondiale della salute mentale, la World Federation for Mental Health e l’Oms hanno promosso centinaia di eventi e attività in tutto il mondo e, in particolare, presidi, manifestazioni e marce.

 

Il documento dell’Oms e della Wonca

L’Organizzazione mondiale della sanità e la World Organization of Family Doctors (Wonca) hanno pubblicato il rapporto “Integrating mental health into primary care. A global perspective” (pdf 3,8 Mb).

 

La prima parte del documento introduce il tema dell’inserimento delle cure primarie per la salute mentale all’interno dell’assistenza sanitaria primaria, mentre la seconda spiega come portare avanti questa integrazione concretamente, illustrando alcuni esempi pratici realizzati in Argentina, Australia, Belize, Brasile, Cile, India, Iran, Arabia Saudita, Sud Africa, Uganda e Regno Unito.

 

Il rapporto sintetizza in sette punti le ragioni per cui è necessario integrare la cura delle malattie mentali nelle cure primarie:

  • l’impatto dei disordini mentali è forte
  • salute mentale e salute fisica sono collegate
  • la carenza dei trattamenti per i disordini mentali è enorme
  • le cure primarie per la salute mentale rafforzano l’accesso ai servizi
  • le cure primarie per la salute mentale promuovono il rispetto dei diritti umani
  • le cure primarie per la salute mentale sono accessibili e rispettano il rapporto costi-benefici
  • le cure primarie per la salute mentale hanno un buon successo.
  • Il documento fornisce anche dieci principi per l’integrazione della salute mentale nelle cure primarie:
  • la politica e la pianificazione devono includere le cure primarie per la salute mentale
  • è necessario un sostegno per cambiare gli atteggiamenti e i comportamenti nei confronti di questo tema
  • è necessario un training adeguato degli operatori del settore delle cure primarie
  • i compiti dell’assistenza primaria devono essere ben definiti e realizzabili
  • i professionisti e gli strumenti necessari devono essere disponibili
  • nella cura primaria i pazienti devono avere accesso ai farmaci psicotropici
  • l’integrazione è un processo, non un evento
  • è cruciale un coordinatore del servizio per la salute mentale
  • sono necessari volontari e collaborazioni con altri settori governativi non sanitari, con organizzazioni non governative, con gli operatori sanitari di piccoli centri e comunità
  • sono necessarie risorse umane e finanziarie.

La situazione in Italia

Nel 2008 l’organizzazione Mental Health for Europe, con il sostegno della Commissione europea, ha pubblicato il rapporto “From exclusion to inclusion. The way forward to promoting social inclusion of people with mental health problems in Europe” (pdf 774 kb). Il documento, basato sulle relazioni nazionali di 27 Stati membri, vuole essere uno strumento per la promozione dell’inclusione sociale delle persone con problemi di salute mentale.

 

In Italia, la legge nazionale 180 del 1978 ha determinato la chiusura degli ospedali psichiatrici a favore dell’inclusione delle persone con disordini mentali all’interno della comunità. Tuttavia, la mancanza di risorse e di servizi ha portato alla mancata applicazione della legge e, pertanto, la cultura dell’integrazione è ancora lontana. Se, infatti, in alcune parti d’Italia il processo d’inclusione è avvenuto, in altre i servizi sociali sono scarsi.

 

La situazione dei servizi sociali in Italia è molto varia: in alcune Regioni gli operatori sociali fanno parte dei servizi per la salute mentale, in altre fanno parte di associazioni autonome. Rispetto alle altre Regioni, la Toscana è un caso particolare: le leggi regionali sulla salute mentale, in conformità alla legge 180, consentono una buona integrazione tra il settore sanitario e quello sociale. I servizi per la salute mentale sono considerati servizi per la comunità.

 

Sui sintomi depressivi in particolare, il sistema di sorveglianza Passi fornisce stime continue e aggiornate su diversi indicatori (per esempio: la percentuale di persone che riferiscono sintomi di depressione e le loro caratteristiche, a chi si rivolgono per un aiuto, quali conseguenze hanno i sintomi di depressione). Secondo i dati pubblicati nel report nazionale Passi 2008, l’8% delle persone intervistate riferisce di aver avuto, nelle due settimane precedenti l’intervista, sintomi di depressione. Tra queste, il 42% non ha chiesto aiuto a nessuno, mentre solo il 40% si è rivolta a un medico per questo problema.

 

In occasione della giornata europea sulla depressione (17 ottobre 2009), la Provincia autonoma di Trento ha presentato una scheda sui sintomi di depressione (pdf 285 kb).

 

Le difficoltà della vita quotidiana

Per quanto riguarda l’assunzione delle persone con problemi di salute mentale, l’Italia è molto indietro. I lavori ai quali le persone con disturbi mentali possono accedere, solo raramente offrono continuità e, in generale, per questa categoria di individui è molto difficile trovare lavoro. Una soluzione potrebbe essere quella di creare nuovi posti di lavoro attraverso cooperative.

 

A causa dei pregiudizi diffusi in Italia rispetto ai disturbi mentali, anche trovare casa può essere problematico per le persone affette da questi problemi. Migliore è la situazione per quanto riguarda i trasporti pubblici, anche se sarebbe opportuno che le persone con basso reddito o senza lavoro avessero delle agevolazioni sull’acquisto dei biglietti. Anche le attività ricreative sono diffuse. Tuttavia, il fatto che l’atteggiamento diffuso nei confronti questa realtà è spesso paternalistico e autoritario, mette le persone con i problemi di salute mentale in una posizione di dipendenza.

 

I media nazionali tendono a trasmettere un’immagine negativa delle persone con disturbi mentali e la questione della sicurezza è sempre al centro dell’informazione. Particolarmente complessa è l’assistenza degli adolescenti e degli immigrati e molto carenti sono i servizi per le donne e gli anziani che hanno bisogno di ricevere cure a domicilio.

 

Buoni esempi

Alcuni esempi di pratiche di successo che hanno promosso l’integrazione sociale delle persone con disordini mentali in Italia sono il Mese della salute mentale, che si tiene in ottobre ogni anno per aumentare la consapevolezza dei cittadini sulle questioni legate alla salute mentale; i gruppi di auto-aiuto; i progetti di edilizia popolare; la creazione di nuovi posti di lavoro e di nuove cooperative e i Sistemi di salute mentale locali, una combinazione di attività che coinvolgono i soggetti colpiti dai disordini mentali, i parenti e le organizzazioni locali.

 

Tuttavia resta ancora molto da fare: il Piano nazionale sull’integrazione sociale 2006-2008 non ha tenuto conto del tema della salute mentale o dei problemi e delle necessità delle persone con disordini mentali.

 

Per potenziare gli strumenti e i servizi per la salute mentale, è importante tenere in considerazione che l’Italia è un Paese composto da diverse culture, alcune più simili a quelle del Nord Europa e altre più vicine a quelle dei Paesi del Mediterraneo. Ciò significa che per ottenere buoni risultati è necessario focalizzarsi sulle diverse realtà locali.

 

Risorse utili

  • il rapporto Oms e Wonca “Integrating mental health into primary care” (pdf 3,8 Mb)
  • il rapporto di Mental Health Europe “From exclusion to inclusion. The way forward to promoting social inclusion of people with mental health problema in Europe” (pdf 774 Kb)
  • la pagina del sito dell’Oms dedicato alla Giornata mondiale per la salute mentale
  • il sito della World Federation for Mental Health
  • il sito della World Organization of Family Doctors
  • dal sito del sistema di sorveglianza Passi, scarica la sezione sul benessere (pdf 390 kb) del report nazionale Passi 2008; la sintesi dei dati dalla Provincia autonoma di Trento sui sintomi di depressione (pdf 285 kb), presentati in occasione della Giornata europea sulla depressione (17 ottobre 2009).