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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Salute mentale

Oms: un movimento globale per la salute mentale

La salute mentale è stata a lungo considerata solo marginalmente nelle iniziative di salute globale. Non a caso, i servizi dedicati ai disturbi neuropsichiatrici sono contraddistinti da uno scarso livello di disponibilità, accessibilità e qualità. Il problema appare notevolmente sottostimato se si pensa che circa il 14% della spesa sanitaria globale è connesso ai disturbi neuropsichiatrici, inclusi depressione, psicosi e abuso di droghe e alcol. In particolare, nei Paesi in via di sviluppo circa il 75% delle persone affette da disturbi mentali non riceve alcun tipo di trattamento. In Africa, nove malati di epilessia su dieci non vengono curati a causa del mancato accesso ai farmaci anticonvulsivi (che, tuttavia, hanno un costo pro-capite inferiore ai 5 dollari all’anno).

 

Per colmare i divari connessi alle cure per la salute mentale e per garantire trattamenti opportuni ai malati di tutto il mondo, il 9 ottobre 2008 l’Oms ha lanciato a Ginevra il piano “Mental health gap action programme (Mhgap): scaling up care for mental, neurological and substance use disorders”.

 

“È importante” dichiara Margaret Chan, direttore generale dell’Oms “che i Governi di tutto il mondo vedano la salute mentale come una componente fondamentale della salute pubblica”. Con le opportune cure psicosociali e farmacologiche, infatti, si potrebbe assicurare una vita sana a decine di milioni di persone. Nella maggior parte dei Paesi, tuttavia, viene investito per la cura dei disordini mentali meno del 2% dei fondi per la salute pubblica e questo determina gravi carenze in ambito sanitario. Le statistiche indicano che non possono accedere alle terapie un terzo delle persone affette da schizofrenia, più della metà di quelle che soffrono di depressione e tre quarti di quelli che abusano di alcol.

 

Per qualche centesimo in più…

In alcuni Paesi, come Cile e Cina, piccoli aumenti della spesa pubblica per la cura di depressione ed epilessia hanno portato a grandi risultati. I dati elaborati nello studio condotto dall’Oms sugli interventi essenziali per fronteggiare schizofrenia, disordini bipolari, depressione e abuso di alcol, dimostrano che le risorse da stanziare per migliorare l’assistenza per la salute mentale non sarebbero affatto ingenti, ma che anzi, richiederebbero investimenti extra pari a 20 centesimi di dollaro a persona.

 

Un’ulteriore difficoltà per le malattie mentali è rappresentato dalla discriminazione dei malati. “Abbiamo bisogno di assicurare” afferma Benedetto Saraceno, direttore del dipartimento di Salute mentale e abuso di sostanze dell’Oms, “che a queste persone non venga negata la possibilità di contribuire alla vita sociale ed economica e che i loro diritti vengano tutelati”. Il programma dell’Oms dispone di una serie di strategie per affrontare i costi necessari a colmare i divari relativi ai trattamenti per i disordini neurologici e legati all’abuso di alcol e droghe. Tra i provvedimenti da adottare: la valutazione delle necessità e delle risorse dei Paesi, lo sviluppo di valide politiche e leggi sulla salute mentale e l’aumento delle risorse umane ed economiche.

 

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