Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Politiche sanitarie

I 30 anni della Carta di Ottawa e il Pnp 2014-18

Angela Spinelli e Barbara De Mei – Cnesps-Iss

 

24 novembre 2016 - La Conferenza internazionale per la promozione della salute, di cui è in corso la nona edizione (Shangai, 21-24 novembre) è da sempre un’occasione di dialogo e confronto sulla promozione della salute. L’appuntamento di quest’anno è dedicato a:

  • healthy cities, ovvero città come piattaforme vitale per promuovere benessere e salute, tutelare l’equità e raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile
  • strategie intersettoriali tra sanità e altri settori
  • partecipazione sociale
  • health literacy, ovvero le competenze che migliorano la capacità delle persone di elaborare informazioni utili a vivere in modo più salutare.

La conferenza è anche l’occasione per ricordare i 30 anni della Carta di Ottawa, approvata nel corso della prima Conferenza internazionale per la promozione della salute (17-21 novembre 1986) e ancora oggi documento fondamentale per le politiche e gli interventi di promozione della salute, che si sviluppano attraverso alcuni passaggi fondamentali:

  • costruire una politica pubblica per la tutela della salute
  • creare ambienti favorevoli
  • rafforzare l’azione della comunità
  • sviluppare le capacità personali
  • riorientare i servizi sanitari ponendo al centro la persona.

Dalla Carta di Ottawa al Piano nazionale della prevenzione 2014-2018

L’approccio per setting e la necessità di intervento sui determinanti di salute sono due degli aspetti della Carta di Ottawa che ritroviamo anche nel Piano nazionale della prevenzione (Pnp) 2014-2018. Il Pnp considera la salute sul territorio come un bene essenziale per lo sviluppo sociale, economico e personale, una risorsa di vita quotidiana che fa leva sulle capacità sociali e culturali, oltre che sulle caratteristiche fisiche individuali.

 

Il testo delinea un sistema di azioni di promozione della salute, e di prevenzione, che accompagnano il cittadino in tutte le fasi della vita, nei luoghi di vita e di lavoro e in cui gli operatori sanitari devono rivestire il ruolo trainante e strategico (advocacy) di “catalizzatori” di interventi di prevenzione e promozione della salute in diversi ambiti della comunità, intercettando le attività di settori differenti da quello sanitario e costruendo una “rete” di azioni che in diversi contesti contribuiscono alla salute.

 

Il Pnp ha definito pochi macro obiettivi a elevata valenza strategica, perseguibili da tutte le Regioni, attraverso la messa a punto di piani e programmi che, partendo dai contesti locali e puntando su un approccio il più possibile intersettoriale e sistematico, permettano di raggiungere i risultati attesi. I macro obiettivi sono stati individuati in base a specifiche priorità:

  • ridurre il carico di malattia
  • investire sul benessere dei giovani
  • rafforzare e confermare il patrimonio comune di pratiche preventive (salvaguardia della salute dei lavoratori, prevenzione oncologica e promozione delle vaccinazioni)
  • rafforzare e mettere a sistema l’attenzione a gruppi fragili sia come lotta alle diseguaglianze sia come messa a sistema di interventi per la prevenzione di disabilità
  • considerare l’individuo e le popolazioni in rapporto al proprio ambiente.

Il Pnp pone le popolazioni e gli individui al centro degli interventi con lo scopo di conseguire il più elevato livello di salute raggiungibile; inoltre, il Piano basa gli interventi di prevenzione, promozione e tutela della salute sulle migliori evidenze, riconoscendo un ruolo essenziale alla formazione degli operatori e al monitoraggio e alla valutazione degli interventi per misurare il guadagno di salute ottenibile, nonché standardizzare e rendere riproducibili gli interventi di prevenzione e promozione della salute.

 

Prospettive future per dare continuità alla Carta di Ottawa

Le nostre scelte e la nostra salute sono influenzate anche da circostanze che sono al di là del nostro controllo. Dunque è importante che decisori e operatori si impegnino per:

  • rendere facili le scelte salutari, rafforzando gli interventi intersettoriali
  • potenziare le capacità delle persone per prendere decisioni che possano favorire positivamente la loro salute e il loro benessere
  • rafforzare la conoscenza e responsabilità dei giovani, aiutandoli a sviluppare quelle qualità che daranno loro il controllo sulla vita e un interesse nel futuro
  • proporre interventi e azioni valutabili
  • investire di più sull’offerta attiva di salute e non sull’assistenza sanitaria
  • migliorare gli ambienti di vita.

Di tutto ciò si è anche parlato in Italia al convegno della Società italiana per la promozione della salute (Sips) “Trent’anni di Carta di Ottawa. Un maggior controllo sulla propria salute e sui propri ambienti per fare scelte favorevoli alla salute” (Genova, 17-18 novembre 2016).

 

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