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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Politiche sanitarie

Calabria: prima conferenza regionale della prevenzione

Marina La Rocca - Asp Catanzaro, Dipartimento di Prevenzione, Sian Lamezia Terme

 

20 dicembre 2012 – Si è svolta a Lamezia Terme, il 29-30 novembre scorsi, la I Conferenza regionale su “Prevenzione, tutela della salute e medicina d’iniziativa”, promossa dal Dipartimento Tutela della salute e politiche sanitarie - Settore Area Lea – della Regione Calabria. L’obiettivo: promuovere un momento di comunicazione istituzionale, di socializzazione e di discussione sugli obbiettivi di salute del Piano regionale della prevenzione (Prp) e sulle strategie adottate relativamente all’intersettorialità dei progetti e al coinvolgimento degli stakeholder.

 

La due giorni è stata anche occasione di confronto e dialogo con il ministero della Salute e l’Istituto superiore di sanità al fine di definire alcuni scenari di collaborazione interistituzionale e promuovere il consenso su alcune azioni finalizzate al miglioramento dello stato di salute della popolazione calabrese.

 

I temi trattati dalla conferenza hanno riguardato per lo più le quattro aree del Piano nazionale della prevenzione 2010-2012: medicina predittiva, prevenzione universale, prevenzione delle popolazioni a rischio e prevenzione delle complicanze e delle recidive di malattia.

 

Particolare rilevanza ha avuto la sessione parallela “Dalle sorveglianze alle azioni” dedicata allo stato di avanzamento delle sorveglianze di popolazione all’interno della Regione. Dal dibattito su alcuni dati allarmanti rilevati dai sistemi di sorveglianza è emersa l’esigenza di implementare e portare a regime alcune azioni progettuali che hanno dimostrato efficacia in contesti locali “pilota”. Per esempio, il problema dell’eccesso di peso è presente a tutte le età e interessa circa il 41% dei bambini in età scolare (OKkio alla Salute, risultati regionali 2010, pdf 1,3 Mb), diminuisce col crescere dell’età e riguarda il 20% degli adolescenti (Hbsc, risultati regionali 2009-2010, pdf 2 Mb) per risalire al 51% in età adulta (Passi, report regionale 2009, pdf 605 kb): questi dati, correlati a quelli relativi alle abitudini alimentari e all’attività fisica, spiegano perché la Calabria sia ai vertici della graduatoria delle Regioni con più elevato rischio di malattie cardiovascolari.

 

 

L’incitamento all’azione è partito anche dalla Stefania Salmaso (Direttore del Cnesps-Iss) che, nel prospettare un quadro d’insieme dello stato di salute dei cittadini calabresi, ha sensibilizzato gli operatori sulla necessità di mettere in campo, insieme a tutti gli altri attori interessati, iniziative che contrastino l’avanzare delle malattie cronico degenerative.

 

La conferenza ha dimostrato come nell’ultimo quinquennio la Calabria abbia colmato il gap d’informazione grazie alla messa in campo dei sistemi di sorveglianza nazionali e soprattutto grazie all’impegno profuso dalla stragrande maggioranza degli operatori dei Servizi di prevenzione.