In Italia
Rapporto Istisan, pubblicato a maggio 2012, che raccoglie gli atti del convegno “La salute degli italiani nei dati del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute (Cnesps)” che si è svolto a Roma il 16-17 giugno 2011.
Piano nazionale di prevenzione vaccinale (Pnpv) 2012-2014 (pdf 400 kb)
Documento di riferimento e guida per la pianificazione di politiche di sanità pubblica rivolte alla promozione della salute e, in particolare, alla riduzione o all’eliminazione del carico delle malattie infettive prevenibili da vaccino, pubblicato ad aprile 2012 dal ministero della Salute e approvato con Intesa Stato-Regioni del 22 febbraio 2012. L’obiettivo principale è quello di armonizzare le strategie vaccinali presenti in Italia per poter superare le eventuali disuguaglianze nella prevenzione di queste patologie e nell’accesso ai servizi da parte di tutti i cittadini, garantendo un’offerta attiva e gratuita delle vaccinazioni prioritarie per la popolazione generale e per i gruppi a rischio. Leggi l’approfondimento.
Come produrre, diffondere e aggiornare raccomandazioni per la salute pubblica
Guidare la stesura di linee guida per interventi di prevenzione in sanità pubblica attraverso un testo che indica le modalità di esposizione migliori. Si tratta del manuale metodologico “Come produrre, diffondere e aggiornare raccomandazioni per la salute pubblica”, testo realizzato dal Network per la ricerca dell’efficacia dei programmi di prevenzione nell’ambito delle attività del Sistema nazionale linee guida (Snlg).
La salute degli italiani dall’Unità d’Italia a oggi. Se ne parla al convegno Cnesps 2011
150 anni di storia d’Italia possono essere raccontati da molte prospettive: è il tema delle due giornate del convegno “La salute degli italiani nei dati del Cnesps” che si è svolto il 16-17 giugno 2011 nella cornice del Sanit. Stefania Salmaso (direttore del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute, Cnesps-Iss) introduce il convegno focalizzando l’attenzione sull’importanza delle indagini che hanno permesso la definizione dei profili di salute della popolazione e il loro andamento nel tempo. La memoria storica, anche in epidemiologia, rappresenta infatti un patrimonio importante che affianca, e in certi casi spiega, il nostro Paese. Leggi l’approfondimento e scarica le presentazioni.
Annuario Istat 2010: in calo le strutture sanitarie
Secondo l’Annuario statistico italiano pubblicato il 19 novembre 2010, sette italiani su dieci si sentono in buona salute, e gli uomini di più delle donne (75% contro 66,5%). Secondo i dati Istat, a soffrire di malattie croniche è 38,6% dei cittadini, una percentuale che sale all’86,7% tra le persone con più di 65 anni. Artrite (17,3%), ipertensione (16%), malattie allergiche (9,8%), osteoporosi (7%), bronchite cronica e asma bronchiale (6,1%) e diabete (4,9%) le patologie croniche più diffuse. L’annuario segnala il calo delle strutture sanitarie presenti sul territorio nazionale. I medici di base sono circa 47 mila (dato che conferma un’offerta di assistenza sanitaria territoriale di 8 medici ogni 10 mila abitanti), i pediatri sono circa 7700 e gli ambulatori e i laboratori pubblici e privati sono circa 17 ogni 100 mila abitanti, un numero in lieve calo negli ultimi tre anni.
Rapporto interministeriale sulla non autosufficienza
Il “Rapporto 2010 sulla non autosufficienza in Italia”, presentato da ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e ministero della Salute, fotografa la situazione italiana delle persone non autosufficienti, prendendo in esame le politiche messe in atto anche nel resto d’Europa. I non autosufficienti nel nostro Paese sono 2,6 milioni, di cui 2 milioni anziani. Il problema della non autosufficienza riguarda una famiglia su 10 e inevitabilmente sarà sempre più rilevante viste le previsioni sul progressivo invecchiamento della popolazione e sul futuro aumento dei costi sanitari. L’assistenza domiciliare oggi raggiunge il 5%, contro il 9,6% della Germania e il 7,9% del Regno Unito. Dal rapporto emerge, inoltre, un’elevata disomogeneità territoriale che vede le Regioni del Sud e le Isole maggiormente concentrate sull’assistenza ospedaliera che su quella a domicilio. L’obiettivo del documento è quello di promuovere modelli socio-sanitari che garantiscano una più efficace inclusione delle persone non autosufficienti. Scarica il documento originale (pdf 7,3 Mb) e leggi il dossier sul sito del Governo italiano.
Sicurezza dei pazienti: le guide del ministero della Salute
Sono disponibili sul sito del ministero della Salute le guide elaborate dal Gruppo di lavoro sulla sicurezza dei pazienti. Si tratta di fogli informativi volti a rendere l’assistenza sanitaria più sicura, il cui scopo è fornire indicazioni precise, provenienti dalla letteratura e dalle esperienze nazionali e internazionali, a cittadini, familiari, volontari, pazienti degli studi odontoiatrici, operatori e aziende sanitarie per concorrere alla sicurezza delle cure. Nove le guide ad oggi disponibili:
Nuovo Patto per la salute 2010-2012
Il 3 dicembre 2009 è stato siglato il nuovo Patto per la salute 2010-2012: un accordo finanziario e programmatico tra Governo e Regioni e Province Autonome, di valenza triennale, in merito alla spesa e alla programmazione del Ssn. Con l’intesa, lo Stato si impegna ad assicurare 104.614 milioni di euro per il 2010, 106.934 milioni di euro per il 2011, un incremento del 2,8% per l'anno 2012. Alle Regioni il compito di assicurare l'equilibrio economico finanziario della gestione sanitaria.
Annuario Istat 2009: sanità e salute in Italia
Il processo di invecchiamento della popolazione italiana rende sempre più importante l’assistenza sanitaria domiciliare. Nel corso degli anni, i pazienti assistiti a domicilio sono aumentati da 396 mila nel 2005 a 414 mila nel 2006, mentre l’offerta in termini di posti letto ospedalieri in regime ordinario e in day hospital è diminuita (da 6,8 posti letto ogni mille abitanti nel 1996 a 4,5 nel 2005). Il 67% dei cittadini valuta positivamente il proprio stato di salute (63,1% delle donne, 71,2% degli uomini) e le condizioni croniche più diffuse sono: artrosi/artrite (17,8%), ipertensione (15,8%), malattie allergiche (10,2%), osteoporosi (7,3%), bronchite cronica e asma bronchiale (6,2%), diabete (4,8%).
Un Libro bianco per un nuovo modello di welfare (pdf 620 kb)
Dialogo sociale, equità, condivisione e partecipazione: sono i concetti fondamentali de “La vita buona nella società attiva”, il Libro bianco sul futuro del modello sociale presentato dal ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Maurizio Sacconi. Il documento raccoglie i contributi giunti al Ministero a seguito della consultazione pubblica lanciata nel 2008 con la presentazione del Libro verde. L’attuale modello di welfare, che tende a intervenire dopo secondo una logica risarcitoria, è destinato a essere sostituito progressivamente da un welfare capace invece di intervenire in anticipo con una offerta personalizzata e differenziata, che sa stimolare comportamenti e stili di vita responsabili. Un’autentica equità sociale è raggiungibile ricomponendo le fratture tra Nord e Sud, a cominciare dal funzionamento della sanità, sempre più regionalizzata in una prospettiva di federalismo fiscale. L’obiettivo è il passaggio al finanziamento del costo standard, per razionalizzare la spesa pubblica e garantire servizi erogati secondo principi di efficienza e appropriatezza. In quest’ottica, i costi saranno individuati in rapporto alla popolazione, sulla base delle migliori gestioni regionali.
Gli obiettivi prioritari del Piano sanitario nazionale 2009 (pdf 180 kb)
Il 25 marzo 2009 la Conferenza Stato-Regioni ha approvato l’accordo per la realizzazione degli obiettivi prioritari del Piano sanitario nazionale per il 2009. L’intesa prevede la massima autonomia delle Regioni nella gestione del trasferimento dei fondi 2009 relativi a diverse linee progettuali. Tra queste: cure primarie e assistenza, non autosufficienza e disabilità, stato vegetativo, cure palliative, biobanche, sanità penitenziaria, malattie croniche, Piano nazionale della prevenzione, tutela della maternità. Il finanziamento più importante, 352 milioni di euro, è destinato alle cure primarie e all’assistenza 24 ore su 24. 100 milioni di euro andranno alla presa in carico globale del paziente, alle cure palliative e alla terapia del dolore. Per lo sviluppo della rete delle biobanche, sono stati stanziati 10 milioni di euro per la conservazione del ‘‘sangue da cordone ombelicale’’, 2 milioni per il ‘‘materiale muscolo-scheletrico’’ e 3 milioni per il ‘‘materiale oncologico”.
Annuario Istat 2008: sanità e salute in Italia
Il servizio ospedaliero è il settore sanitario che negli ultimi anni ha mostrato i cambiamenti più significativi, nel tentativo di razionalizzare l’utilizzo delle risorse. La presenza di malattie croniche costituisce un importante indicatore per comprendere lo stato di salute della popolazione e, in Italia, il 39,2% dei residenti dichiara di essere affetto da almeno una delle principali patologie non trasmissibili. Sono alcuni dei dati presentati nel capitolo “Sanità e salute” dell’Annuario statistico italiano 2008 pubblicato dall’Istat.
Ocse sul personale sanitario italiano: mancano infermieri
L’Italia ha troppi medici e pochi infermieri. È quanto emerge dal rapporto Ocse 2008 sulle risorse umane italiane in ambito sanitario. Così, mentre la popolazione italiana invecchia e la domanda di assistenza sanitaria sale, la disponibilità degli infermieri è sempre più scarsa. L’assunzione di lavoratori dall’estero non è infatti ancora sufficiente a colmare la carenza di personale. Inoltre, le necessità di cure della popolazione trovano risposta nell’assistenza domiciliare da parte dei badanti stranieri (nel 2002 calcolati attorno ai 500 mila).
Assistenza sanitaria e salute in Italia: l’annuario Istat 2007
Circa tre persone su quattro definiscono buono il proprio stato di salute, sebbene il 38,4% degli italiani dichiari di soffrire di almeno una patologia cronica e rimanga elevato il numero di decessi dovuti a malattie cardiovascolari, tumori e malattie dell’apparato respiratorio. In Italia è in atto un processo di deospedalizzazione che negli ultimi anni ha determinato l’adozione di nuove modalità di cura: le degenze ospedaliere in regime ordinario si sono ridotte a vantaggio dei servizi di assistenza domiciliare e residenziale e dei ricoveri in day hospital. È quanto emerge dal capitolo “Sanità e salute” dell’annuario statistico italiano 2007 dell’Istat, che delinea il ritratto del nostro Paese.