Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Politiche sanitarie

Documentazione

In Italia

 

Lettera aperta ai sindaci italiani per promuovere la salute nelle città come bene comune

Nel 2017 Rete Città Sane Oms, Anci, Iss, Health City Institute e Coni, hanno sottoscritto una lettera con lo scopo di diffondere l’idea che la salute nelle città sia un bene comune e un obiettivo primario. Per maggiori informazioni scarica la lettera (pdf 916 kb).

 

Sistemi di sorveglianza e registri: il nuovo Dpcm

Sono 31 i sistemi di sorveglianza e 15 i registri di patologia di rilevanza nazionale individuati dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (Dpcm) del 3 marzo 2017, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 12 maggio 2017. Leggi il commento di Roberta De Angelis, Angela Spinelli, Virgilia Toccaceli, Marina Torre (Istituto superiore di sanità, Iss).

 

Iss: come cambia con il riordino

Sei Dipartimenti, sedici Centri nazionali, due Centri di riferimento e un Organismo notificato: sono queste le strutture che vanno a comporre la nuova area tecnico-scientifica dell’Iss secondo la rinnovata organizzazione, presentata in conferenza stampa il 7 febbraio 2017.

 

La salute disuguale: la lezione di Sir Michael Marmot

Una sala piena di ascoltatori ha accolto lo scorso 23 gennaio l’epidemiologo inglese Sir Michael Marmot, in Italia per presentare, all’Iss e al Senato, l’edizione italiana del suo libro “La salute disuguale. La sfida di un mondo ingiusto”. Marmot ha affrontato il tema delle disuguaglianze di salute, ripercorrendo le tappe della sua lunga attività di ricerca scientifica e di azione in sanità pubblica, analizzando le cause e offrendo possibili soluzioni. Al seminario anche Walter Ricciardi, presidente Iss, che ha sottolinea come gli interventi per ridurre le disuguaglianze siano cruciali per dare più opportunità a ciascuno in ogni fase della vita e per fare in modo che tutti sentano di avere maggiore controllo sulla propria esistenza. Leggi la riflessione a cura di Simona Giampaoli e Giuseppe Traversa (Iss).

 

L’Italia deve dotarsi di un sistema di sorveglianza della salute delle popolazioni colpite da catastrofi (pdf 829 kb)

Dotare l’Italia di un sistema di sorveglianza sulla salute delle popolazioni colpite da catastrofi (naturali e non) al fine di fornire un supporto concreto nella gestione delle emergenze: questo l’appello emerso da organizzatori e partecipanti al Congresso Aie (Associazione italiana di epidemiologia) che si è tenuto all’Aquila il 15 e il 16 aprile 2016. L’appello propone un sistema a rete, che vede l’Istituto superiore di sanità (Iss) nel ruolo di regia e l’Abruzzo come Regione ospitante un Osservatorio sulla salute delle popolazioni esposte a disastri. In Italia, infatti, un sistema di questo tipo non esiste, e gli esempi discussi e riportati nel numero monografico di Epidemiologia & Prevenzione di marzo-aprile 2016 evidenziano come la risposta ai danni e ai rischi per la salute prodotti dal disastro debba essere pianificata e organizzata molto prima dell’emergenza (preparedness). Per approfondire consulta: l’appello “L’Italia deve dotarsi di un sistema di sorveglianza della salute delle popolazioni colpite da catastrofi” (pdf 829 kb) dell’Associazione italiana di epidemiologia e il numero monografico di Epidemiologia & PrevenzioneL’Aquila: sorveglianza e ricerca dopo il terremoto 2009” (marzo-aprile 2016).

 

L’accesso alle cure della persona straniera: indicazioni operative (pdf 1,6 Mb)

Promuovere una maggiore conoscenza dei diritti alla salute delle persone straniere, fornendo agli operatori socio-sanitari un utile strumento operativo per la comprensione del quadro normativo vigente e delle procedure da attivare al fine di consentire un più agevole accesso alle cure. Questo l’obiettivo della guida “L’accesso alle cure della persona straniera: indicazioni operative”, giunta alla sua seconda edizione. Il documento, prodotto dal Dipartimento di Malattie infettive, parassitarie ed immunomediate (Mipi) dell’Istituto superiore di sanità, con il contributo di esperti e ricercatori del settore, aggiorna quanto contenuto nella precedente versione (pubblicata nel 2013) e presenta le principali disposizioni vigenti in materia, necessarie al personale sanitario che interagisce con la persona straniera, ma anche agli stessi migranti. L’edizione 2016 si è arricchita, nella sezione dedicata ai cittadini dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo (Eea, European Economic Area), di una trattazione sulle nuove disposizioni vigenti in materia di assistenza transfrontaliera. Sono stati inoltre inseriti i riferimenti ai principali centri per l’immigrazione, distinguendoli per tipologia e funzioni. Per approfondire consulta il documento completo “L’accesso alle cure della persona straniera: indicazioni operative” (pdf 1,6 Mb), la presentazione sul sito uniticontrolaids.it, il Primo Piano sul sito dell’Iss.

 

Documento di indirizzo per l’attuazione delle linee di supporto centrali al Piano nazionale della prevenzione 2014-2018 (pdf 340 kb)

Documento pubblicato, sul sito del ministero della Salute a febbraio 2016, affianca il Piano nazionale della prevenzione pubblicato il 14/11/2014 (pdf 6,8 Mb). Questo secondo documento si focalizza sulle “azioni centrali” definendone significato, contenuti e caratteristiche.

 

Indagine conoscitiva sui servizi per la prevenzione in Italia, 2012-2013

Rapporto Istisan 15/46, pubblicato a febbraio 2016. Il documento riporta i risultati dell’indagine promossa dal ministero della Salute e realizzata fra il 2012 e il 2013 dall’Istituto superiore di sanità (Iss) e dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas). Lo studio ha incluso 17 Regioni e Province autonome, descrivendo i principali aspetti del settore prevenzione nel nostro Ssn.

 

Politiche di prevenzione in Italia: la capacità regionale di pianificazione

Quali sono i punti di forza e quali le criticità delle capacità regionali di pianificazione relative alle attività di prevenzione? Per provare a rispondere a questa domanda, nel corso del 2015 un gruppo di lavoro, coordinato dal Dipartimento di Sanità pubblica e malattie infettive dell’Università “Sapienza” di Roma, ha finalizzato un’analisi critica del ciclo di programmazione della prevenzione svolto dalle Regioni italiane per il periodo 2010-2013. L’indagine, condotta nell’ambito di un progetto del ministero della Salute, ha valutato 19 Piani regionali di prevenzione (Prp) approvati nel ciclo precedente, e 702 progetti e programmi in contenuti in essi. Leggi la presentazione di Paolo Villari (Università “Sapienza”, Roma).

 

La comunicazione della salute ai tempi dei social media e delle App

Sul sito Partecipasalute, una riflessione su come i social media e le applicazioni per smartphone e tablet possono modificare il modo di comunicare e di promuovere la salute, anche alla luce del dibattito che si è tenuto al festival internazionale del giornalismo 2015 (Perugia, 15-19 aprile 2015). Le istituzioni sono pronte a usare questi strumenti? Esistono rischi (legati alla salute o alla privacy) da parte dei cittadini/pazienti quando li usano? È necessaria una loro regolamentazione? Esistono evidenze che dimostrano la loro efficacia in termine di salute pubblica? Il report e il video del dibattito sono disponibili sul sito del festival internazionale del giornalismo.

 

Piano nazionale della prevenzione 2014-2018 e Health 2020 (Salute 2020) a confronto

Sul sito Dors una tavola sinottica con un commento integrato mira a superare la dualità esistente spesso tra prevenzione e promozione della salute. Uno strumento utile per gli operatori sanitari impegnati nella scrittura dei Piani di prevenzione locali e, più in generale, per chi si occupa di queste strategie.

 

Partecipazione e empowerment. Una prospettiva nella costruzione partecipata del Piano regionale della prevenzione e dei Piani locali

Materiali del seminario che si è svolto a Torino il 18 febbraio 2015, organizzato dal Dors (Centro regionale di documentazione per la promozione della salute). Tra i diversi documenti sono disponibili anche una fact sheet dedicata e una tabella sinottica tra Salute 2020 e Piano nazionale della prevenzione.

 

Rapporto Istisan 14/23 (Pt. 1) "Misurare in sanità pubblica: registri e sorveglianza. Aspetti generali" e (Pt. 2) “Rapporto Istisan 14/23 (Pt.2) "Misurare in sanità pubblica: registri e sorveglianza. Situazione attuale e prospettive"

Volume 1 e volume 2 del rapporto Istisan 14/23, pubblicato dall’Istituto superiore di sanità a febbraio 2015. Il rapporto riassume i risultati della ricognizione che l’Università di Torino, l’Istituto superiore di sanità (Iss) e l’Agenzia nazionale per i servizi regionali sanitari (Agenas) – nell’ambito di un progetto Ccm-ministero della Salute e del Piano nazionale della prevenzione (Pnp) 2010-2012 – hanno utilizzato per valutare il fabbisogno conoscitivo in tema di sorveglianze e registri in Italia e per elaborare una proposta di sviluppo delle capacità di sorveglianza e registrazione. L’analisi mira, infatti, a identificare gli strumenti che potrebbero essere adottati per migliorare la capacità di produzione di conoscenza ad uso della programmazione e dell’azione (in particolare di quella preventiva). Leggi anche l’approfondimento sul rapporto Istisan.

 

Salute 2020. Un modello di politica europea a sostegno di un’azione trasversale al governo e alla società a favore della salute e del benessere (pdf 744 kb)

Traduzione dell’ultima edizione della strategia europea Health 2020 (Oms, 2013), realizzata grazie a una collaborazione tra il ministero della Salute, l’Ufficio europeo dell’Oms e il Dors, e pubblicata a settembre 2014.

 

Patto per la salute per gli anni 2014-2016 (pdf 2,6 Mb)

Il 10 luglio 2014 è stata sancita l'intesa tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano sul, il testo programmatico sulla spesa e la programmazione del Servizio sanitario nazionale finalizzato a migliorare la qualità dei servizi, a promuovere l’appropriatezza delle prestazioni e a garantire l’unitarietà del sistema.

 

Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari: i nuovi dati Istat

Indagine Istat “Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari (anno 2013)”, pubblicata il 10 luglio 2014. Per approfondire leggi il documento completo sul sito dell’Istat e leggi il comunicato stampa del ministero della Salute sulla giornata di presentazione dell’indagine (con le presentazioni dei relatori).

 

Rapporto Bes 2014: il benessere equo e sostenibile in Italia

Il secondo rapporto sul Benessere equo e sostenibile (Bes), realizzato da un'iniziativa congiunta del Cnel (Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro) e dell'Istat e pubblicato a giugno 2014, riprende l’analisi degli elementi fondanti del benessere e del progresso in Italia e nei suoi territori. Il documento vuole essere un punto di riferimento per i cittadini, la società civile, i media e la politica al fine di avere un quadro complessivo dei principali fenomeni sociali, economici e ambientali che caratterizzano il nostro Paese. Per maggiori informazioni scarica: il rapporto completo (pdf 6 Mb), la sintesi del volume (pdf 907 kb) e il capitolo “Salute” (pdf 723 kb).

 

Attività fisica sui luoghi di lavoro

Dossier pubblicato sul sito Azioniquotidiane a maggio 2014. A partire da una riflessione su modelli e pratiche efficaci, tra studi e progetti già avviati, azioni quotidiane propone un percorso per agevolare l’esercizio fisico anche davanti al pc o in pausa pranzo.

 

Mobilità nuova e nuovi posti di lavoro

Dossier pubblicato sul sito Azioniquotidiane ad aprile 2014. Presenta un documento dell’Oms che incoraggia modelli urbani alternativi. Ambizioso il messaggio per i decisori: gli investimenti in politiche che sostengono la mobilità attiva non sono utili solo in termini di promozione di stili di vita sani, o di miglioramento della qualità dell’ambiente cittadino.

 

Conflitti di interesse?

Dossier pubblicato sul sito Azioniquotidiane a marzo 2014 fa il punto sulla tema promozione della salute o profitto a ogni costo: una terza via è possibile?

 

Zone pedonali e zone 30

Dossier pubblicato sul sito Azioniquotidiane a febbraio 2014 per fare il punto sulle diverse soluzioni di pianificazione urbana volte a disincentivare l’uso dell’automobile. Modelli differenti sono stati adottati a Roma Strasburgo, e Perugia.

 

Studio “Valutazione dell’offerta e dell’esito dei trattamenti in comunità terapeutiche” (Voect) – Analisi descrittiva della coorte arruolata” (pdf 1,5 Mb)

Pubblicato a novembre 2013, questo documento contiene i risultati dello studio finanziato dal ministero della Salute nel 2007 che ha coinvolto 8 Regioni italiane per descrivere le comunità terapeutiche a cui si rivolgono le persone con problemi di dipendenza da sostanze psicoattive.

 

Il certificato salva davvero la vita?

Dossier pubblicato sul sito Azioni quotidiane per fare il punto sulla normativa e le disposizioni riguardanti i certificati medici per l’attività fisica in Italia.

 

Misure urgenti in materia di istruzione, università e ricerca

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 214 del 12-9-2013 è stato pubblicato il decreto legge 12 settembre 2013 n. 104 “Misure urgenti in materia di istruzione, università e ricerca” in cui, nell’art 4 c.1, si dice che l’art. 51 della legge 3 del 16 gennaio 2003 (legge Sirchia) è esteso «anche alle aree all’aperto di pertinenza delle istituzioni scolastiche statali e paritarie». Leggi la riflessione di Fabrizio Faggiano (Università degli Studi del Piemonte Orientale «Amedeo Avogadro», Novara e Osservatorio epidemiologico delle dipendenze, Oed Piemonte, Asl TO3, Grugliasco, TO).

 

Programma annuale di attività per il 2013 (pdf 103 kb)

Il documento, trasmesso ufficialmente alle Regioni l'11 giugno, ribadisce l’iter procedurale adottato negli ultimi anni e fornisce sostegno al Piano nazionale della prevenzione, a Guadagnare Salute e ai progetti strategici di interesse nazionale.

 

Il programma Ccm 2012 (pdf 39 kb)

Elenco dei 41 progetti approvati per il programma 2012 del Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ccm).

 

Convegno. La salute degli italiani nei dati del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute (Cnesps). Istituto Superiore di Sanità. Roma, 16-17 giugno 2011. Atti

Rapporto Istisan, pubblicato a maggio 2012, che raccoglie gli atti del convegno “La salute degli italiani nei dati del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute (Cnesps)” che si è svolto a Roma il 16-17 giugno 2011.

 

Piano nazionale di prevenzione vaccinale (Pnpv) 2012-2014 (pdf 400 kb)

Documento di riferimento e guida per la pianificazione di politiche di sanità pubblica rivolte alla promozione della salute e, in particolare, alla riduzione o all’eliminazione del carico delle malattie infettive prevenibili da vaccino, pubblicato ad aprile 2012 dal ministero della Salute e approvato con Intesa Stato-Regioni del 22 febbraio 2012. L’obiettivo principale è quello di armonizzare le strategie vaccinali presenti in Italia per poter superare le eventuali disuguaglianze nella prevenzione di queste patologie e nell’accesso ai servizi da parte di tutti i cittadini, garantendo un’offerta attiva e gratuita delle vaccinazioni prioritarie per la popolazione generale e per i gruppi a rischio. Leggi l’approfondimento.

 

Come produrre, diffondere e aggiornare raccomandazioni per la salute pubblica

Guidare la stesura di linee guida per interventi di prevenzione in sanità pubblica attraverso un testo che indica le modalità di esposizione migliori. Si tratta del manuale metodologico “Come produrre, diffondere e aggiornare raccomandazioni per la salute pubblica”, testo realizzato dal Network per la ricerca dell’efficacia dei programmi di prevenzione nell’ambito delle attività del Sistema nazionale linee guida (Snlg).

 

La salute degli italiani dall’Unità d’Italia a oggi. Se ne parla al convegno Cnesps 2011

150 anni di storia d’Italia possono essere raccontati da molte prospettive: è il tema delle due giornate del convegno “La salute degli italiani nei dati del Cnesps” che si è svolto il 16-17 giugno 2011 nella cornice del Sanit. Stefania Salmaso (direttore del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute, Cnesps-Iss) introduce il convegno focalizzando l’attenzione sull’importanza delle indagini che hanno permesso la definizione dei profili di salute della popolazione e il loro andamento nel tempo. La memoria storica, anche in epidemiologia, rappresenta infatti un patrimonio importante che affianca, e in certi casi spiega, il nostro Paese. Leggi l’approfondimento e scarica le presentazioni.

 

Annuario Istat 2010: in calo le strutture sanitarie

Secondo l’Annuario statistico italiano pubblicato il 19 novembre 2010, sette italiani su dieci si sentono in buona salute, e gli uomini di più delle donne (75% contro 66,5%). Secondo i dati Istat, a soffrire di malattie croniche è 38,6% dei cittadini, una percentuale che sale all’86,7% tra le persone con più di 65 anni. Artrite (17,3%), ipertensione (16%), malattie allergiche (9,8%), osteoporosi (7%), bronchite cronica e asma bronchiale (6,1%) e diabete (4,9%) le patologie croniche più diffuse. L’annuario segnala il calo delle strutture sanitarie presenti sul territorio nazionale. I medici di base sono circa 47 mila (dato che conferma un’offerta di assistenza sanitaria territoriale di 8 medici ogni 10 mila abitanti), i pediatri sono circa 7700 e gli ambulatori e i laboratori pubblici e privati sono circa 17 ogni 100 mila abitanti, un numero in lieve calo negli ultimi tre anni.

 

Rapporto interministeriale sulla non autosufficienza

Il “Rapporto 2010 sulla non autosufficienza in Italia”, presentato da ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e ministero della Salute, fotografa la situazione italiana delle persone non autosufficienti, prendendo in esame le politiche messe in atto anche nel resto d’Europa. I non autosufficienti nel nostro Paese sono 2,6 milioni, di cui 2 milioni anziani. Il problema della non autosufficienza riguarda una famiglia su 10 e inevitabilmente sarà sempre più rilevante viste le previsioni sul progressivo invecchiamento della popolazione e sul futuro aumento dei costi sanitari. L’assistenza domiciliare oggi raggiunge il 5%, contro il 9,6% della Germania e il 7,9% del Regno Unito. Dal rapporto emerge, inoltre, un’elevata disomogeneità territoriale che vede le Regioni del Sud e le Isole maggiormente concentrate sull’assistenza ospedaliera che su quella a domicilio. L’obiettivo del documento è quello di promuovere modelli socio-sanitari che garantiscano una più efficace inclusione delle persone non autosufficienti.

 

Sicurezza dei pazienti: le guide del ministero della Salute

Sono disponibili sul sito del ministero della Salute le guide elaborate dal Gruppo di lavoro sulla sicurezza dei pazienti. Si tratta di fogli informativi volti a rendere l’assistenza sanitaria più sicura, il cui scopo è fornire indicazioni precise, provenienti dalla letteratura e dalle esperienze nazionali e internazionali, a cittadini, familiari, volontari, pazienti degli studi odontoiatrici, operatori e aziende sanitarie per concorrere alla sicurezza delle cure. Nove le guide ad oggi disponibili:

Nuovo Patto per la salute 2010-2012

Il 3 dicembre 2009 è stato siglato il nuovo Patto per la salute 2010-2012: un accordo finanziario e programmatico tra Governo e Regioni e Province Autonome, di valenza triennale, in merito alla spesa e alla programmazione del Ssn. Con l’intesa, lo Stato si impegna ad assicurare 104.614 milioni di euro per il 2010, 106.934 milioni di euro per il 2011, un incremento del 2,8% per l'anno 2012. Alle Regioni il compito di assicurare l'equilibrio economico finanziario della gestione sanitaria.

 

Annuario Istat 2009: sanità e salute in Italia

Il processo di invecchiamento della popolazione italiana rende sempre più importante l’assistenza sanitaria domiciliare. Nel corso degli anni, i pazienti assistiti a domicilio sono aumentati da 396 mila nel 2005 a 414 mila nel 2006, mentre l’offerta in termini di posti letto ospedalieri in regime ordinario e in day hospital è diminuita (da 6,8 posti letto ogni mille abitanti nel 1996 a 4,5 nel 2005). Il 67% dei cittadini valuta positivamente il proprio stato di salute (63,1% delle donne, 71,2% degli uomini) e le condizioni croniche più diffuse sono: artrosi/artrite (17,8%), ipertensione (15,8%), malattie allergiche (10,2%), osteoporosi (7,3%), bronchite cronica e asma bronchiale (6,2%), diabete (4,8%).

 

Un Libro bianco per un nuovo modello di welfare (pdf 620 kb)

Dialogo sociale, equità, condivisione e partecipazione: sono i concetti fondamentali de “La vita buona nella società attiva”, il Libro bianco sul futuro del modello sociale presentato dal ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Maurizio Sacconi. Il documento raccoglie i contributi giunti al Ministero a seguito della consultazione pubblica lanciata nel 2008 con la presentazione del Libro verde. L’attuale modello di welfare, che tende a intervenire dopo secondo una logica risarcitoria, è destinato a essere sostituito progressivamente da un welfare capace invece di intervenire in anticipo con una offerta personalizzata e differenziata, che sa stimolare comportamenti e stili di vita responsabili. Un’autentica equità sociale è raggiungibile ricomponendo le fratture tra Nord e Sud, a cominciare dal funzionamento della sanità, sempre più regionalizzata in una prospettiva di federalismo fiscale. L’obiettivo è il passaggio al finanziamento del costo standard, per razionalizzare la spesa pubblica e garantire servizi erogati secondo principi di efficienza e appropriatezza. In quest’ottica, i costi saranno individuati in rapporto alla popolazione, sulla base delle migliori gestioni regionali.

 

Gli obiettivi prioritari del Piano sanitario nazionale 2009 (pdf 180 kb)

Il 25 marzo 2009 la Conferenza Stato-Regioni ha approvato l’accordo per la realizzazione degli obiettivi prioritari del Piano sanitario nazionale per il 2009. L’intesa prevede la massima autonomia delle Regioni nella gestione del trasferimento dei fondi 2009 relativi a diverse linee progettuali. Tra queste: cure primarie e assistenza, non autosufficienza e disabilità, stato vegetativo, cure palliative, biobanche, sanità penitenziaria, malattie croniche, Piano nazionale della prevenzione, tutela della maternità. Il finanziamento più importante, 352 milioni di euro, è destinato alle cure primarie e all’assistenza 24 ore su 24. 100 milioni di euro andranno alla presa in carico globale del paziente, alle cure palliative e alla terapia del dolore. Per lo sviluppo della rete delle biobanche, sono stati stanziati 10 milioni di euro per la conservazione del ‘‘sangue da cordone ombelicale’’, 2 milioni per il ‘‘materiale muscolo-scheletrico’’ e 3 milioni per il ‘‘materiale oncologico”.

 

Annuario Istat 2008: sanità e salute in Italia

Il servizio ospedaliero è il settore sanitario che negli ultimi anni ha mostrato i cambiamenti più significativi, nel tentativo di razionalizzare l’utilizzo delle risorse. La presenza di malattie croniche costituisce un importante indicatore per comprendere lo stato di salute della popolazione e, in Italia, il 39,2% dei residenti dichiara di essere affetto da almeno una delle principali patologie non trasmissibili. Sono alcuni dei dati presentati nel capitolo “Sanità e salute” dell’Annuario statistico italiano 2008 pubblicato dall’Istat.

 

Ocse sul personale sanitario italiano: mancano infermieri

L’Italia ha troppi medici e pochi infermieri. È quanto emerge dal rapporto Ocse 2008 sulle risorse umane italiane in ambito sanitario. Così, mentre la popolazione italiana invecchia e la domanda di assistenza sanitaria sale, la disponibilità degli infermieri è sempre più scarsa. L’assunzione di lavoratori dall’estero non è infatti ancora sufficiente a colmare la carenza di personale. Inoltre, le necessità di cure della popolazione trovano risposta nell’assistenza domiciliare da parte dei badanti stranieri (nel 2002 calcolati attorno ai 500 mila).

 

Assistenza sanitaria e salute in Italia: l’annuario Istat 2007

Circa tre persone su quattro definiscono buono il proprio stato di salute, sebbene il 38,4% degli italiani dichiari di soffrire di almeno una patologia cronica e rimanga elevato il numero di decessi dovuti a malattie cardiovascolari, tumori e malattie dell’apparato respiratorio. In Italia è in atto un processo di deospedalizzazione che negli ultimi anni ha determinato l’adozione di nuove modalità di cura: le degenze ospedaliere in regime ordinario si sono ridotte a vantaggio dei servizi di assistenza domiciliare e residenziale e dei ricoveri in day hospital. È quanto emerge dal capitolo “Sanità e salute” dell’annuario statistico italiano 2007 dell’Istat, che delinea il ritratto del nostro Paese.