Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Politiche sanitarie

Documentazione

Nel mondo

 

Beyond the barriers

Questo documento Oms, pubblicato a novembre 2017, identifica le barriere che ostacolano l’accesso alle cure da parte delle popolazioni migranti nel quadro delle azioni per il raggiungimento dell’obiettivo 3.8 dei Sustainable Development Goals, gli obiettivi di sviluppo sostenibile che l’Oms si propone di raggiungere entro il 2030. Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 1,3 Mb).

 

Financing transformative health systems towards achievement of the health Sustainable Development Goals: a model for projected resource needs in 67 low-income and middle-income countries

Articolo pubblicato su The Lancet Global Health il 17 luglio 2017. Per maggiori informazioni leggi la notizia sul sito dell’Oms e l’articolo completo.

 

Building the Future: Children and the SDGs in rich countries

Questo report dell’Unicef, pubblicato a giugno 2017, utilizza anche gli indicatori chiave dello studio Hbsc per tracciare lo stato di salute dei bambini nei Paesi Ocse. Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 1 Mb).

 

La salute disuguale: la lezione di Sir Michael Marmot

Una sala piena di ascoltatori ha accolto lo scorso 23 gennaio l’epidemiologo inglese Sir Michael Marmot, in Italia per presentare, all’Iss e al Senato, l’edizione italiana del suo libro “La salute disuguale. La sfida di un mondo ingiusto”. Marmot ha affrontato il tema delle disuguaglianze di salute, ripercorrendo le tappe della sua lunga attività di ricerca scientifica e di azione in sanità pubblica, analizzando le cause e offrendo possibili soluzioni. Al seminario anche Walter Ricciardi, presidente Iss, che ha sottolinea come gli interventi per ridurre le disuguaglianze siano cruciali per dare più opportunità a ciascuno in ogni fase della vita e per fare in modo che tutti  sentano di avere maggiore controllo sulla propria esistenza. Leggi la riflessione a cura di Simona Giampaoli e Giuseppe Traversa (Iss).

 

Marketing of breast-milk substitutes: National implementation of the international code

Status Report 2016

Report congiunto pubblicato da Oms, Unicef e International Baby Food Action Network (Ibfan) a maggio 2016. Il document rivela lo stato delle legislazioni nazionali sulla protezione e la promozione dell’allattamento al seno. Per maggiori informazioni leggi anche il comunicato stampa dell’Oms.

 

Health at a Glance 2015, Oecd Indicators

L’annuale rapporto dell’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico – Organization for economic co-operation and development, Oecd) presenta il consueto confronto tra lo stato di salute di diverse nazioni (le 34 nazioni aderenti e, per alcune analisi, una decina di altre nazioni partner) e le prestazioni dei loro sistemi sanitari. All’edizione 2015 di Health at a Glance si aggiungono, però, due novità: un cruscotto di indicatori di esiti di salute e di performance sanitarie (che classifica le nazioni in tre fasce di prestazione) e un’analisi della spesa farmaceutica che tiene conto delle classi di farmaci e dell’andamento di consumi, costi e prezzi. Leggi l’approfondimento.

 

Global Reference List of 100 Core Health Indicators

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) propone uno strumento standardizzato e condiviso per inquadrare/fotografare in modo obiettivo e sintetico lo stato di salute a livello nazionale e globale e seguirne nel tempo i cambiamenti. La lista 2015 è stata messa a punto da un gruppo di lavoro che ha iniziato la sua attività nel settembre 2013 individuando una serie molto più nutrita di indicatori, sottoposta a una selezione nell’anno successivo e successivamente consolidata.

 

The World health report 2013: research for universal health coverage

Rapporto dell’Oms pubblicato ad agosto 2013 per tracciare il punto sulle azioni da intraprendere per ottenere una copertura sanitaria globale.

 

Global Burden of Disease Study 2010: promossa la sanità italiana

Già nello scorso mese di dicembre la rivista The Lancet ha dedicato un ampio spazio al Global burden of Disease Study 2010, l’indagine che valuta l’impatto delle patologie in termini di mortalità e disabilità. All’inizio di marzo 2013, poi, la rivista inglese ha pubblicato anche i risultati nazione per nazione, suscitando vivo interesse e anche qualche sorpresa. Tra i profili per Paese pubblicati da The Lancet all’inizio di marzo c’è, naturalmente, anche quello dell’Italia (pdf 217 kb), che si colloca in ottima posizione per risultati di salute. Leggi l’approfondimento con il commento di Stefania Salmaso (direttore Cnesps-Iss).

 

Qualità della vita tra i disabili: il rapporto Oms (pdf 3,4 Mb)

Seminari di formazione sull’Hiv in braille e attraverso il linguaggio dei segni, programmi di riabilitazione per i bambini affetti da piede torto, programmi di formazione per il personale sanitario e abbattimento delle barriere architettoniche nelle scuole: sono alcuni tra gli interventi, adottati nel mondo, presenti nel rapporto Oms “World report on disability” (pdf 3,4 Mb). Il documento evidenzia che l’assistenza sanitaria inadeguata e la presenza di barriere architettoniche incidono gravemente sulla qualità della vita di circa un quinto delle persone disabili, limitandone l’accesso ai servizi scolastici e alle possibilità lavorative.

 

La salute nei Paesi Ocse: il rapporto Health at a Glance 2010

Nel 2007 l’aspettativa di vita alla nascita nei Paesi dell’Ue ha raggiunto i 78 anni. Sono diminuiti alcuni fattori di rischio (consumo di tabacco e di alcol), ma ne sono aumentati altri. Particolarmente preoccupante la crescita dell’obesità: il tasso di persone obese è più che raddoppiato negli ultimi 20 anni nella maggior parte dei Paesi Ue. Eccetto Italia e Francia, il numero dei medici è in aumento, e lo stesso si può dire degli infermieri. Le spese sanitarie sono aumentate in tutta Europa, spesso a un tasso più rapido della crescita economica, ma le percentuali del Pil investite nella sanità variano sensibilmente da Paese a Paese: Cipro e Romania investono il 6%, Francia, Germania, Svizzera e Austria il 10%.

 

Lo stato di salute dei Paesi Ocse: rapporto Health at a Glance 2009

All’inizio della seconda metà del 2008 i Paesi Ocse sono entrati in un periodo di grave crisi economica, verso le fine del 2009 il prodotto interno lordo è sceso del 4% e si prevede che entro il 2010 la disoccupazione raggiunga tassi del 10%. In questa situazione i ministeri della Salute e le strutture sanitarie pubbliche sono sottoposti a crescenti pressioni per dimostrare l’efficienza dell’allocazione delle risorse. Il rapporto sullo stato di salute dei Paesi dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) costituisce uno strumento importante per la valutazione dei sistemi sanitari.

 

Rapporto Ocse 2009 sulle disparità sanitarie

Nei Paesi industrializzati l’aspettativa di vita alla nascita è passata da una media di 68,5 anni nel 1960 a 78,6 nel 2005. La mortalità infantile si è sensibilmente ridotta ed è passata da 29 morti ogni 1000 nati vivi del 1970 a 5 del 2005. Le disparità sanitarie continuano però ad essere un problema a livello globale e la qualità della salute è estremamente variabile a seconda di fascia d’età, genere, gruppo etnico, area geografica e condizione socio-economica. Il rapporto dell’Ocse “Measuring health disparities in health status and in access and use of health care in Oecdc countries” fornisce la misura del divario in termini di stato di salute e accesso alle cure sanitarie. Il rapporto fornisce indicazioni per la definizione di strumenti che facilitino la misurazione, il confronto e l’individuazione dei problemi e delle aree di intervento prioritarie.

 

La riforma del sistema sanitario degli Stati Uniti

Negli Usa la crescita delle spesa sanitaria pro-capite è in aumento, tuttavia il numero di persone senza copertura sanitaria tra il 2000 e il 2007 è aumentato da 38 a 46 milioni. È quanto emerge dal documento “Health care reform in the United States”, pubblicato dal dipartimento americano dell’economia. Circa il 16% della popolazione americana non è assicurata e la percentuale sale al 46% se si considerano le famiglie con reddito ben al di sotto della soglia di povertà. È quindi indispensabile intervenire per estendere la copertura sanitaria e ridurre i prezzi delle assicurazioni.

 

La salute globale in tempo di crisi: una diagnosi complessa

La crisi finanziaria mondiale potrebbe avere profonde ripercussioni sui piani di spesa sanitaria dei governi nazionali. E solo opportuni sistemi di tutela potranno evitare gravi ricadute sulle fasce di popolazione più povere e svantaggiate. Attraverso l’analisi delle recessioni che si sono verificate negli ultimi vent’anni, un articolo pubblicato sul sito dell’Oms esamina i possibili effetti sulla sanità dell’attuale crisi finanziaria mondiale. In evidenza gli aspetti problematici e le opportunità di cambiamento con i quali i Paesi sono chiamati a misurarsi.

 

Disparità di genere: il rapporto 2008 del World Economic Forum

Norvegia, Finlandia, Svezia e Islanda si confermano i Paesi con il minore divario di opportunità tra uomo e donna. Le disuguaglianze di genere sono in diminuzione negli Stati Uniti, dove uomini e donne ricoprono ruoli lavorativi sempre più simili e nei Paesi africani a prevalenza musulmana, come Tunisia, Giordania ed Emirati Arabi Uniti, grazie all’incremento dell’alfabetizzazione femminile. Questo il quadro delineato dal rapporto 2008 sulle disparità di genere in 130 Paesi del mondo, pubblicato dal World Economic Forum (Wef). L’Italia sale di 18 posizioni nella graduatoria ma, per la persistenza di divari nelle pari opportunità a livello economico e sanitario, rimane lontana dai primi posti.

 

Ocse: la spesa sanitaria mette il freno

Secondo il rapporto “Health Data 2008” dell’Ocse, la spesa sanitaria nei 30 Paesi più sviluppati del mondo è in frenata. Nel 2006, anno a cui si riferiscono gli ultimi dati, la crescita media in termini reali è stata del 3,1%, il tasso più debole dal 1997. L’Italia si colloca al 15esimo posto della classifica, con una spesa in cure e medicinali pari al 9% del Pil, di poco sopra la media. Ma è record di farmaci: in un anno sono stati erogati 524 dollari pro capite, un valore molto più alto della media dei Paesi Ocse. (6 marzo 2008) Le strategie Ue per la promozione della salute

L’Unione europea fissa gli obiettivi di politica sanitaria da raggiungere in tutti i Paesi membri entro il 2020. Il rapporto “Guida Ue per le strategie di sviluppo sostenibile”, che si rivolge a cittadini e decisori, fa il punto sui problemi aperti e le politiche da adottare per promuovere un futuro più sostenibile in Europa, affrontando temi come i cambiamenti climatici, i trasporti, la produzione e i consumi, la conservazione delle risorse naturali, le migrazioni, la povertà globale.

 

Le pari opportunità nel mondo: aumenta il divario in salute

Le disuguaglianze di genere diminuiscono per quasi tutti i parametri esaminati, ad eccezione di quelli legati alla salute, che invece peggiorano un po’ ovunque. Questo il quadro delineato dal secondo Global Gender Report 2007, lo studio del World Economic Forum sulle differenze globali tra uomo e donna. I Paesi del nord Europa sono quelli in cui le risorse tra uomini e donne sono più equamente distribuite in termini di partecipazione economica al lavoro, istruzione, salute e presenza all’interno delle istituzioni politiche. L’Italia, invece, si posiziona all’84esimo posto su 128 Stati presi in considerazione.

 

Lo stato di salute dei Paesi Ocse

I Paesi più sviluppati sono attrezzati per affrontare le emergenze e le fasi acute, ma tradiscono serie difficoltà nella gestione sul lungo periodo delle malattie croniche e nella prevenzione dei nuovi fattori di rischio, come l’inattività fisica o la cattiva alimentazione. Nel complesso, il progresso delle cure ha contribuito al miglioramento dello stato di salute ma la spesa sanitaria continua a levitare. È questa la fotografia che scatta il nuovo rapporto “Health at a glance 2007” sulle condizioni di salute dei cittadini dei 30 Paesi dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse). Quest’anno, per la prima volta, sotto esame anche la qualità dell’assistenza sanitaria.

 

L’impatto delle diseguaglianze di genere sulla salute

Analizzare le attività rivolte a uomini e ragazzi per ridurre i danni alla salute provocati dalle diseguaglianze sessuali. Un’indagine Oms revisiona l’efficacia di oltre 58 studi e interventi, in diverse aree: dalla salute riproduttiva al trattamento e la cura dell’Hiv e delle malattie a trasmissione sessuale, dalla violenza sulle donne alla promozione delle cure per ridurre la mortalità infantile.