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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

politiche sanitarie

Le pari opportunità nel mondo: aumenta il divario in salute

Svezia, Norvegia, Finlandia e Islanda si confermano ai primi quattro posti della classifica mondiale dei Paesi con minore disparità di genere. Seguono la Nuova Zelanda e i Paesi del G8, ai quali Lettonia e Lituania (13esimo e 14esimo posto), si sono rapidamente avvicinate, superando in dodici mesi le differenze salariali che le penalizzavano. Nei primi venti posti anche Sri Lanka, Croazia e Sudafrica. Solo al trentunesimo gli Stati Uniti che, sebbene abbiano un ottimo punteggio per la partecipazione alla vita politica, registrano un crollo in termini di pari opportunità sul lavoro. L’Italia si piazza a un poco brillante 84esimo posto.

 

È quanto emerge dal rapporto del World Economic Forum (Wef) sul divario tra uomo e donna, che ha esaminato le aree cruciali in cui le disparità di genere emergono prepotentemente: lavoro, istruzione, salute e rappresentanza politica. La graduatoria non misura le condizioni assolute di vita delle donne in ogni Paese, ma verifica la distanza in termini di status e di possibilità tra uomo e donna. In altre parole, lo studio analizza il gap in termini di opportunità che separa i due sessi e pone al vertice della graduatoria quei Paesi dove le risorse sono più equamente distribuite.

 

Il rapporto esamina complessivamente 128 Paesi, con una copertura di oltre il 90% della popolazione mondiale, e include tutti i Paesi dell'Unione europea, 23 Paesi latinoamericani e caraibici, 23 Paesi dell'Africa Subsahariana, oltre 20 Paesi asiatici e 15 Paesi mediorientali e nordafricani.

 

La graduatoria è stata stilata sulla base di un indice che ha misurato il grado di riduzione del divario tra donne e uomini. Il calcolo delle medie tra i sottoindici relativi alle 4 dimensioni analizzate ha evidenziato che, rispetto all’anno scorso, nel 2007 sono stati compiuti progressi nel settore dell’istruzione, della responsabilizzazione politica e della partecipazione economica. In termini di trattamento sanitario, per contro, il divario si è sensibilmente allargato.

 

Uno sguardo globale

In Europa, la Francia (in 51esima posizione) rimane uno dei pochi Paesi a detenere il primo posto sia per quanto concerne l'istruzione che la sanità, e ha fatto notevoli progressi rispetto ai risultati del 2006 (71esimo posto). Questa significativa ascesa nella classifica è dovuta a un miglioramento nel rapporto tra i tassi di partecipazione all'attività lavorativa delle donne e degli uomini, nonché alla disponibilità di nuovi dati riguardanti le professioni qualificate svolte dalle donne. Le stime basate sui nuovi dati mostrano un incremento della percentuale femminile tra la “manodopera qualificata e tecnica” e tra “legislatori, alti funzionari e dirigenti”.

 

I Paesi che più hanno colmato il divario storico tra i sessi sono Germania, Spagna, Corea, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita. Mentre Tunisia, Marocco e Turchia hanno peggiorato la loro situazione. L’Italia è l’unico Paese della Ue a essere lontana dalla testa della classifica e a dare un quadro di sé che la fa somigliare più al Malawi che ai suoi cugini d’oltralpe.

 

In Asia, le Filippine e lo Sri Lanka continuano a distinguersi come gli unici Paesi asiatici nelle prime 20 posizioni della classifica. Le Filippine, ancora una volta, sono il solo Paese in Asia ad avere chiuso il divario tra i sessi sia nell’istruzione che nella sanità, ed è uno dei pochi al mondo ad averlo fatto. La Cina, di converso, occupa una delle ultime posizioni per quanto riguarda la salute e la sopravvivenza, anche a causa della sproporzione di nascite tra maschi e femmine, che contribuisce al cosiddetto fenomeno delle "donne mancanti".


In Africa, il Lesotho e la Namibia, che in precedenza occupavano la 43esima e la 38esima posizione rispettivamente, hanno risalito la classifica, fino ad occupare i primi posti nella graduatoria relativa al continente africano. Il Lesotho si distingue anche nel 2007 come l'unico Paese africano a non registrare alcun divario in materia di istruzione e sanità. Il Botswana, che in precedenza deteneva il 34esimo posto, quest’anno scivola al 53esimo, a causa di un ampliamento del divario nel reddito tra donne e uomini e di un peggioramento della disuguaglianza in termini di salute, settore nel quale il Paese detiene già una delle peggiori posizioni al mondo (118). L'aspettativa di vita in salute in Botswana è molto bassa, in gran parte a causa dell’epidemia di Hiv/Aids, e continua ad essere uno tra i pochissimi Paesi al mondo con tassi di aspettativa di vita in salute per le donne inferiori rispetto a quelli degli uomini.

La situazione dell’Italia

Nella classifica mondiale sulle pari opportunità, l’Italia si piazza all’84esimo posto: ultima tra i Paesi dell’Europa. Seguita, tra i Paesi avanzati, solo dal Giappone, ma preceduta perfino da Botswana, Romania e Paraguay. Non va troppo male solo nell’istruzione: su 128 Paesi presi in considerazione il Belpaese è infatti in 32esima posizione. Ma le competenze acquisite a scuola evidentemente rimangono inutilizzate, se è vero che nel mondo del lavoro le donne italiane raggiungono la posizione numero 101, vicine al Benin e dietro al Belize.

 

L’Italia continua a occupare il posto più basso tra i Paesi dell'Unione europea, pur avendo mostrato progressi in termini di partecipazione della forza lavoro femminile rispetto all'anno scorso. Ma se questi aumenti sono incoraggianti, la sua ascesa in graduatoria continua a essere trattenuta dagli scarsi punteggi su reddito, forza lavoro femminile qualificata e donne in posizione di potere politico. Molto bassa la posizione occupata dal nostro Paese (82esimo posto) anche nella speciale classifica relativa ai parametri della salute.

 

Salute e sopravvivenza

Rispetto alla salute, molti tra i 128 Paesi esaminati hanno registrato un aumento della disuguaglianza a danno delle donne. I maggiori divari di genere in ambito sanitario si segnalano nella maggior parte dei Paesi dell’Africa e dell’Asia (in particolare in Botswana, Malawi, India e Cina), mentre in Europa occupano le ultime posizioni della classifica sulla salute Islanda e Danimarca, posizionate invece al vertice della graduatoria generale.

 

Si confermano invece ai primi posti in Europa Lettonia, Finlandia, Austria, Francia e Repubblica Slovacca. In Asia e Medio Oriente raggiungono l’uguaglianza Filippine, Sri Lanka, Thailandia, Mongolia, Repubblica Kyrgyza e Cambogia. Il Madagascar si posiziona tra i migliori dopo una scalata di 48 gradini rispetto all’anno 2006. L’America Latina, con 18 Paesi al primo posto, è in assoluto il continente che presenta i migliori risultati sui parametri della salute. Enormi passi avanti rispetto al 2006 sono stati compiuti in particolar modo da Panama (+ 46 posizioni) e Venezuela (+ 70 posizioni).

 

In Africa i punteggi più elevati nell’area “Salute e sopravvivenza” sono stati assegnati a Lesotho, Mauritius, Angola, Mauritania, Gambia (+ 61 posizioni) e Yemen (+ 47 posizioni).

Scarica il rapporto 2007 (pdf 21,1 Mb), consulta i profili dei 128 Paesi esaminati e leggi la scheda sull’Italia (pdf 1,84 Mb).

Le prime 20 classificate nel Global Gender Gap Index 2007 del World Economic Forum e la posizione dell’Italia

Nazione POSIZIONE 2007 POSIZIONE 2006 POSIZIONE 2007 “Sanità e sopravvivenza” POSIZIONE 2006 “Sanità e sopravvivenza”

Svezia

1

1

73

70

Norvegia

2

2

51

61

Finlandia

3

3

1

1

Islanda

4

4

95

92

Nuova Zelanda

5

7

67

69

Filippine

6

6

1

1

Germania

7

5

56

36

Danimarca

8

8

96

76

Irlanda

9

10

80

81

Spagna

10

11

74

71

Regno Unito

11

9

67

63

Olanda

12

12

70

67

Lettonia

13

19

1

1

Lituania

14

21

37

36

Sri Lanka

15

13

1

1

Croazia

16

16

37

36

Australia

17

15

71

57

Canada

18

14

51

51

Belgio

19

20

50

1

Sud Africa

20

18

65

59

Italia

84

77

82

77