Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Politiche sanitarie

E-learning: esperienze di oggi, prospettive di domani

Luana Penna1, Annarita Delli Compagni2, Giulia Di Francesco2, Raffaella Peroni2, Chiara Strisciuglio2

1. Reparto di Epidemiologia genetica (Cnesps-Iss) e Curriculum “e-Learning, Development & Delivery” Dottorato di Ricerca in Scienze, Università “G. d’Annunzio” Chieti – Pescara (coordinato dalla Prof.ssa Ester Vitacolonna)

2. Curriculum “e-Learning, Development & Delivery” Dottorato di Ricerca in Scienze, Università “G. d’Annunzio” Chieti – Pescara (coordinato dalla Prof.ssa Ester Vitacolonna)

 

28 novembre 2013 - Un momento di confronto e di discussione tra formatori, tecnici e amministratori sulle reali applicazioni dell’e-learning nelle organizzazioni di quattro ambiti principali: pubblica amministrazione, sanità, scuola e università. È questo ciò che ha rappresentato – e che si proponeva di offrire – il convegno “E-learning: esperienze di oggi, prospettive di domani”, che si è svolto lo scorso 21 novembre a Bologna. L’evento, organizzato dalla Regione Emilia-Romagna (in collaborazione con il Dipartimento di Scienze dell’educazione GM Bertin dell’Università di Bologna, Scienter Europa, Solaris e Green Team) ha visto la partecipazione di relatori internazionali, del mondo accademico e degli enti locali.

 

Diversi gli argomenti affrontati nel corso della giornata, articolata in due diversi momenti formativi (interventi tematici la mattina e laboratori paralleli nel pomeriggio). Tra questi: le tendenze attuali e le prospettive di sviluppo dell’e-learning sia all’interno del programma europeo Horizon 2020, sia all’interno delle pubbliche amministrazioni nazionali; l’esplorazione della certificazione di competenze in rete; la formazione sul web nel contesto dell’open source.

 

A far da filo conduttore alle presentazioni dei relatori, l’interrogativo sul futuro di questo metodo di apprendimento così diverso dalla formazione tradizionalmente intesa che – non considerando a pieno le nuove tecnologie – rischia di impigliarsi in un “ritardo concettuale”, diventando difficilmente sostenibile. L’accesso all’informazione avviene, sempre più, attraverso la rete, grazie anche alla diffusione di strumenti come smartphone, pc e tablet. I contenuti sono “veloci”, fruiti come fossero pillole, ad esempio attraverso l’ascolto di contenuti in podcast di trasmissioni radio o video.

 

Tecnologie, pratiche, competenze e servizi

I laboratori pomeridiani hanno permesso uno scambio di opinioni e di esperienze tra gli operatori di differenti ambiti in merito ad alcune tematiche ritenute fondamentali per una corretta e proficua applicazione dell’e-learning nella formazione: tecnologie, competenze, servizi e pratiche.

 

Il laboratorio pomeridiano che ha avuto come focus l’“Università” ha coinvolto i partecipanti in un’attività di problem solving declinata su quattro tematiche inerenti il rapporto tra e-learning e mondo accademico delineando: quale tecnologia può supportare oggi le piattaforme e-learning, quali sono i servizi intesi come punti di forza della didattica, quali competenze sono necessarie per supportare i docenti nella gestione di una piattaforma e quali sono le buone pratiche e gli errori da evitare affinché un corso a distanza sia incentivato e consolidato.

 

La sessione “Sanità” ha coinvolto i partecipanti in un lavoro di gruppo sulle tecnologie utili ed efficaci per l’apprendimento, le competenze che dovrebbero avere le figure professionali e il tipo di servizi (professionali, tecnologici, organizzativi) necessari per portare avanti programmi di e-learning o forme avanzate di didattica digitale. L’interrogativo principale era rivolto alle cosiddette buone pratiche come patrimonio condiviso, il grado di trasferibilità e le condizioni affinché avvenga una reale trasmissione all’interno delle organizzazioni sanitarie.

 

Il laboratorio “Scuola” ha iniziato dall’analisi delle esperienze. Nei diversi gruppi di lavoro sono emerse alcune considerazioni “trasversali” alle tematiche proposte: l’importanza di un nuovo impianto metodologico-didattico e la necessità di trasformare gli ambienti di apprendimento tradizionali (nell’ottica di una condivisione della conoscenza e non in una semplice trasmissione di contenuti); l’esigenza per i docenti di avere riferimenti e servizi (professionali, tecnologici, organizzativi) per la gestione e il corretto utilizzo delle tecnologie hardware e software; l’importanza di “replicare” le buone pratiche e di trasferire le conoscenze e le esperienze acquisite sul campo creando comunità di pratica anche attraverso i social network.

 

Una giornata, dunque, dove sono emersi elementi chiave attorno a cui costruire servizi utili e pratiche educative orientate verso la trasformazione e il cambiamento degli scenari attuali: la centralità dell’alunno, l’allestimento di nuovi ambienti di apprendimento e il potenziamento della dimensione sociale del processo di conoscenza. Permane ancora nella scuola un enorme divario tra quanto asserito a livello teorico e le risorse effettive messe a disposizione “dal” e “per” il personale docente nella quotidianità della pratica educativa.