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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Politiche sanitarie

Investire negli ospedali del futuro: il rapporto dell’Oms Europa

30 aprile 2009 - Ogni anno sono investiti nel potenziamento delle strutture sanitarie miliardi di euro. Questi fondi rappresentano un’importante opportunità per migliorare la salute dei cittadini e assicurare che i servizi rispondano alle esigenze dei pazienti, ma troppo spesso coloro che investono nel settore sanitario devono fare i conti con un elevato grado d’incertezza. L’assenza di indagini sui centri ospedalieri impedisce, infatti, di assicurare che i capitali siano investiti al meglio. L’indagine dell’Oms Europa “Investing in hospitals of the future” (pdf 3 Mb). cerca di colmare questa lacuna raccogliendo tutte le conoscenze fino ad oggi disponibili sugli investimenti nelle strutture sanitarie.

 

All’interno della Regione europea dell’Oms il settore ospedaliero assorbe tra il 35 e il 70% della spesa nazionale per le cure sanitarie e nei prossimi decenni, probabilmente, l’Europa vedrà un ulteriore aumento dei suoi investimenti per le strutture sanitarie. Nel corso degli anni ’90, molti Paesi dell’Europa occidentale hanno trascurato il finanziamento per gli ospedali, e in Europa centro-orientale gli investimenti sanitari sono scarsi dagli anni ’70 e ’80. I Fondi strutturali dell’Ue rappresentano un’opportunità per tutti i Paesi europei e ogni decisione di investimento nelle strutture sanitarie si ripercuoterà sul sistema sanitario per i prossimi 30-50 anni.

 

Soluzioni a confronto

Nonostante le informazioni sui centri ospedalieri siano molto limitate, il documento dell’Oms Europa “Investing in hospitals of the future” rende disponibili alcune indicazioni che aumentano la possibilità di successo degli investimenti. Tra queste, una serie di approcci per assicurare la flessibilità degli edifici, costruire in base alle esigenze di cura nel loro complesso, considerare il ciclo vitale delle strutture e assicurare la sostenibilità, ad esempio ambientale, dei nuovi edifici. Per questo motivo il rapporto può risultare utile a quanti sono interessati alla pianificazione, al finanziamento, alla costruzione e alla gestione delle nuove strutture sanitarie ed è quindi destinato a politici, pianificatori, manager, personale sanitario, architetti, designer e ricercatori del settore pubblico e privato.

 

Il concetto di ospedale nel tempo

Per capire a fondo le esigenze delle strutture sanitarie è necessario tenere conto del fatto che gli ospedali stanno cambiando. Fino alla fine del diciannovesimo secolo gli ospedali erano luoghi in cui la gente si recava per morire. L’ospedale moderno nasce nel ventesimo secolo con gli sviluppi dell’anestesia, del controllo delle infezioni, delle scienze mediche e della tecnologia. Fino agli anni ’50, tuttavia, gli ospedali sono rimasti strutture per il ricovero e la convalescenza in cui gli interventi medici veri e propri erano piuttosto limitati. Dagli anni ’50 e ’60 in poi, gli investimenti nel settore sanitario sono esplosi provocando in Stati Uniti ed Europa un boom nella costruzione delle strutture sanitarie.

 

Le nuove sfide

Oggi gli ospedali europei devono affrontare nuove sfide e adattarsi al crescente invecchiamento della popolazione, alla diffusione di nuove malattie, allo sviluppo delle tecnologie mediche e farmaceutiche, all’aumento delle aspettative da parte dell’opinione pubblica e ai nuovi meccanismi di finanziamento. Alcune tendenze, tra cui l’aumento del ricorso alle cure domestiche, sembrano in costante crescita, ma in generale è piuttosto difficile fare previsioni sulle questioni legate alla sanità, come ad esempio lo sviluppo delle nuove tecnologie. A causa di questa imprevedibilità gli aspetti chiave delle nuove strutture ospedaliere risiedono proprio nella loro flessibilità e nella loro capacità di adattamento ai cambiamenti.

 

Leggi il comunicato dell’Oms Europa e scarica il rapporto “Investing in hospitals of the future” (pdf 3 Mb).