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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Politiche sanitarie

Lo stato di salute dei Paesi Ocse: il rapporto Health at a Glance 2009

25 febbraio 2010 - All’inizio della seconda metà del 2008 i Paesi Ocse sono entrati in un periodo di grave crisi economica. Nel giugno del 2009 le proiezioni indicavano un declino del prodotto interno lordo del 4% entro la fine dell’anno e un tasso di disoccupazione del 10% entro la fine del 2010. In questo contesto, la riduzione della spesa pubblica per la sanità dipenderà dalle priorità economiche definite dai singoli Paesi e da quanto i benefici provenienti dagli investimenti statali nel settore sanitario si saranno dimostrati convenienti. Nei periodi di crisi economica, infatti, quello che ci si aspetta è che i ministeri della Salute e le strutture sanitarie pubbliche siano sottoposti a crescenti pressioni per dimostrare l’efficienza dell’allocazione delle risorse. A questo proposito la pubblicazione “Health at a Glance 2009: OECD Indicators” è uno strumento efficace per la valutazione dell’efficienza dei sistemi sanitari.

 

La salute della popolazione

L’aspettativa di vita alla nascita nei Paesi Ocse è in continua crescita grazie soprattutto al miglioramento dello stile di vita e dell’educazione e all’incremento dell’accessibilità ai servizi sanitari.

 

La principale causa di morte nei Paesi Ocse sono le malattie cardiovascolari (36% di tutti i decessi nel 2006) e, in particolare, gli attacchi di cuore e gli ictus. Seconda causa di morte sono i tumori, che nel 2006 hanno provocato il 27% dei decessi. I tassi di mortalità per questo tipo di malattia, sempre nel corso del 2006, si sono rivelati particolarmente alti in Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia e Danimarca, e particolarmente bassi in Messico, Finlandia, Svizzera e Giappone.

 

Gli incidenti stradali sono la terza causa di morte: ogni anno in tutto il mondo causano il decesso di circa 1,2 milioni di persone e il ferimento di altri 50 milioni. Nel 2006 gli incidenti sono risultati più frequenti negli Stati Uniti (46 mila), in Messico (17 mila) e in Giappone (9 mila). In Italia, Polonia e Germania hanno ucciso, sempre nel corso del 2006, tra le 5 e le 6 mila persone.

 

Il suicidio è un fenomeno probabilmente molto più diffuso di quello che risulta dal rapporto, un po’ per i pregiudizi a esso legati e un po’ per i criteri di raccolta dei dati. Il suicidio è fortemente associato non solo allo stato di salute mentale di una persona, ma anche al contesto sociale in cui gli individui vivono e, per questo, è considerato un indicatore dello stato di salute mentale di una popolazione.

 

Segnalata all’interno del rapporto è anche la questione della salute dentale: nei Paesi in via di sviluppo il 60-90% dei bambini in età scolare soffre di problemi legati ai denti. Le malattie dentali sono strettamente legate allo stile di vita e richiedono interventi sanitari molto costosi.

 

Stili di vita

 

Nei giovani

Il fumo e l’eccessivo consumo di alcol durante l’adolescenza hanno conseguenze sanitarie a breve e lungo termine. I bambini che iniziano a fumare nella prima adolescenza aumentano il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, respiratorie e tumorali e hanno maggiori probabilità di sviluppare altre forme di dipendenza come quelle da alcol e droghe. L’abuso di alcol è legato a una serie di problemi sociali, fisici e mentali, tra cui disordini come l’ansia e la depressione, l’obesità e gli incidenti stradali.

 

Anche le abitudini alimentari sono un fattore determinante per la salute. Ad esempio mangiare frutta durante l’adolescenza può proteggere da problemi come l’obesità, il diabete e i problemi di cuore.

 

L’attività fisica negli anni dell’adolescenza è fondamentale non solo perché aiuta a prevenire alcune malattie che prendono piede nell’età giovanile come l’asma, i disturbi mentali, le malattie legate alle ossa e l’obesità, ma anche perché abbassa la probabilità di sviluppare altre malattie nell’età adulta (cancro al seno, malattie delle ossa, sovrappeso e disturbi correlati). Inoltre, i soggetti che da bambini soffrono di sovrappeso e obesità hanno maggiori probabilità di sviluppare nell’adolescenza e nell’età adulta malattie cardiovascolari, diabete, disturbi sociali e mentali.

 

Negli adulti

Il tabacco è responsabile della morte di un adulto su dieci ed è la seconda causa di morte dopo le malattie cardiovascolari. Si tratta di uno dei maggiori fattori di rischio nello sviluppo di almeno due delle principali cause di morte premature: le malattie cardiovascolari e il cancro.

 

Gravi conseguenza provoca anche l’abuso di alcol, che oltre ad aumentare la probabilità di sviluppare le malattie legate al sistema circolatorio, la cirrosi e alcuni tipi di cancro, aumenta il rischio degli incidenti e delle morti violente.

 

Sempre più preoccupante anche il problema del soprappeso e dell’obesità, responsabili di ipertensione, colesterolo alto, diabete, malattie cardiovascolari, problemi respiratori, artrite e alcune forme di cancro.

 

Forza lavoro

La capacità dei sistemi sanitari di soddisfare le esigenze di cura della popolazione dipende dalla grandezza, dalla composizione, dalla distribuzione e dalla produttività della forza lavoro del settore.

 

Il numero di persone che lavora in ambito sanitario è in crescita e tra questi lavoratori sono compresi anche alcuni operatori del settore sociale. In alcuni Paesi Ocse preoccupa la scarsità dei medici, da compensare o con maggiori investimenti nell’educazione universitaria o nel reclutamento di medici che hanno studiato all’estero. Nel 2007 la percentuale di medici formatisi all’estero oscillava dal valore più basso della Francia (3,1%) al valore più alto dell’Irlanda (33,6%). Anche in Nuova Zelanda e nel Regno Unito circa un terzo dei medici è stato formato in altri Paesi.

 

Il rapporto dedica particolare attenzione agli psichiatri: secondo i dati dell’Eurobarometro del 2006, il 13% della popolazione dell’Unione europea si è rivolta a professionisti per risolvere problemi di carattere psicologico nell’ultimo anno e tra questi il 15% ha chiesto l’aiuto di psichiatri.

 

La figura professionale più richiesta nel settore sanitario è quella degli infermieri. Gli infermieri hanno un ruolo fondamentale nel fornire cure sanitarie sia negli ospedali, sia nell’assistenza domiciliare, ma in molti Paesi Ocse la loro disponibilità è molto scarsa e lo sarà ancora di più man mano che la popolazione invecchia.

 

Attività sanitarie

Per quanto riguarda le visite mediche (che possono avere luogo negli studi degli specialisti, in ospedale o, in alcuni casi, a domicilio), in molti Paesi europei, tra cui l’Italia, per alcune visite specialistiche è richiesta l’impegnativa del medico di base, mentre in altri il paziente può consultare direttamente il medico specialista.

 

Tra i parametri utilizzati per valutare le risorse disponibili per la cura dei cittadini nei vari Paesi ci sono: la disponibilità e l’intensità di uso delle moderne tecnologie mediche (in particolare della tomografia computerizzata e della risonanza magnetica per immagini) e il numero di letti disponibili negli ospedali. Per valutare il numero di persone che annualmente ha bisogno di essere ricoverato, sono stati utilizzati come indicatori i tassi di dimissione ospedaliera. Causa principale di ricovero nei Paesi Ocse sono le malattie cardiache, la cui cura è stata rivoluzionata dall’angioplastica e dai bypass coronarici.

 

All’interno del rapporto un intero paragrafo è dedicato al trattamento dell’insufficienza renale. Tra i fattori di rischio che possono portare a un’insufficienza renale terminale (Esrf) ci sono il diabete e l’ipertensione, due condizioni sempre più diffuse nei Paesi Ocse. Negli Usa, ad esempio, questi due fattori di rischio sono responsabili di oltre il 60% delle diagnosi di Esrf. Dialisi e trapianto sono le uniche soluzioni, ma la prima è molto costosa e non assicura una buona qualità di vita al paziente.

 

In crescita nei Paesi Ocse sono le operazioni chirurgiche per la cataratta, i tagli cesarei, che presentano sempre minori rischi, e il consumo di farmaci, determinato soprattutto dall’invecchiamento della popolazione.

 

Qualità delle cure

Non tutti gli interventi sanitari richiesti dai pazienti sono necessari. Tra i ricoveri evitabili il rapporto Ocse segnala, in particolare, quelli per asma: la prevalenza di questa malattia tra i bambini negli Usa è raddoppiata rispetto agli anni ’80 e persiste in circa il 25% dei casi anche nell’età adulta. Nell’Ue sono circa 30 milioni le persone che soffrono di asma.

 

Un’altra causa di ricovero evitabile sono le complicazioni del diabete: nel mondo più di 150 milioni di persone soffrono di questa malattia e questo numero probabilmente raddoppierà nei prossimi 25 anni. Negli Usa e in Messico più del 10% della popolazione ha il diabete, che è la prima causa di cecità e di insufficienza renale nei Paesi industrializzati.

 

Le malattie coronariche rimangono la prima causa di morte nella maggior parte dei Paesi industrializzati, ma il tasso di mortalità ad esse legato è in forte crescita da quando sono stati disponibili nuovi trattamenti durante la fase acuta. Si tratta di un importante successo, a volte vanificato dal fatto che non tutti i pazienti ricevono le cure necessarie.

 

Un grande impatto sulla spesa sanitaria pubblica hanno anche gli ictus, che spesso portano alla disabilità permanente, e le malattie mentali, in particolare la schizofrenia e i disordini bipolari.

 

Per quanto riguarda la prevenzione, importantissimi progressi sono stati fatti nell’ambito degli screening oncologici. In questo senso due esempi significativi sono i tumori del collo dell’utero, del seno e del colon retto, per i quali anche nella cura si stanno raggiungendo risultati importanti.

 

Parlando di prevenzione non si possono non menzionare i programmi di vaccinazione nell’età infantile, che sono uno degli strumenti più efficaci e meno costosi per le politiche di prevenzione sanitaria. Anche negli anziani le vaccinazioni hanno un ruolo fondamentale: il vaccino contro l’influenza è un’importante arma per prevenire le conseguenze di questa malattia e ridurre ingenti spese sanitarie.

 

Accesso alle cure

Uno dei nuovi temi introdotti nel rapporto è quello dell’accesso alle cure. La maggior parte dei Paesi Ocse, infatti, mira a garantire un’assistenza sanitaria equa a tutti i cittadini.

 

Le assicurazioni sanitarie pubbliche o private riducono il numero di persone che paga direttamente per le cure sanitarie, ma in alcuni Paesi l’impatto delle spese non comprese nei pacchetti assicurativi può ancora creare delle barriere nell’accesso alle cure. Il 18% circa delle spese sanitarie all’interno dei Paesi Ocse è pagato direttamente dai pazienti e non sono rari i casi di cure rimandate per la mancanza di risorse economiche da parte del cittadino.

 

La mancanza di un numero adeguato di medici in una particolare regione è una delle cause principali di discriminazione perché può costringere i pazienti a lunghi e costosi viaggi o a liste di attesa. Anche la mancanza di educazione è un fattore discriminante perché porta il cittadino a consultare meno frequentemente i medici e a effettuare raramente gli opportuni screening. Per quanto riguarda la sanità del cavo orale, nel periodo compreso tra il 2001 e il 2004, il 50% delle persone con basso reddito non ha curato le proprie carie.

 

Spesa sanitaria e finanziamenti

Nel 2007 i Paesi Ocse hanno destinato l’8,9% del loro prodotto interno lordo alle spese sanitarie. Fatta eccezione per alcuni Paesi, in cui la spesa sanitaria è cresciuta più rapidamente negli ultimi dieci anni (Ungheria e Repubblica Ceca), gli investimenti sanitari sono incrementati in proporzione sia ai trend di crescita del prodotto interno lordo, sia alla spesa sanitaria, con il risultato di una crescita della percentuale di prodotto interno lordo allocato per la salute pubblica.

 

Nei Paesi Ocse la spesa farmaceutica rappresenta una significativa porzione della spesa pubblica, soprattutto a causa della diffusione di nuovi farmaci e dell’invecchiamento della popolazione.

 

Tutti i Paesi Ocse usano un sistema integrato pubblico-privato per finanziare le cure sanitarie, ma con gradi diversi. In Spagna e Norvegia, ad esempio, i governi centrali o locali sono responsabili direttamente del finanziamento dei servizi sanitari, mentre in Francia e in Germania il sistema è basato su un’assicurazione pubblica.

 

Consulta sul sito dell’Ocse i risultati del rapporto “Health at a Glance 2009: OECD Indicators”.