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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Politiche sanitarie

La salute nei Paesi Ocse: il rapporto “Health at a Glance. Europe 2012”

22 novembre 2012 - Nel 2010, la speranza di vita alla nascita nei Paesi dell'Unione europea (Ue) ha raggiunto i 79 anni e, parallelamente, la mortalità prematura si è ridotta sensibilmente. In particolare, i dati sulla speranza di vita indicano un aumento di sei anni tra il 1980 e il 2010 e, per il triennio 2008-2010, i dati medi si sono assestati a 75,3 anni per gli uomini e 81,7 per le donne, con valori più elevati in Francia per le donne (85) e in Svezia per gli uomini (79,4). I dati più bassi invece si sono registrati in Bulgaria e Romania per le donne (77,3) e in Lituania per gli uomini (67,3 anni). Sono alcune delle informazioni presenti nel rapporto “Health at Glance. Europe 2012” (pdf 2 Mb), pubblicato a novembre 2012 dall’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico – Organization for economic co-operation and development, Oecd). Il documento presenta i più recenti dati comparabili in relazione a indicatori selezionati relativi alla salute e ai sistemi sanitari in 35 Paesi europei (i 27 Stati membri dell'Unione europea, 5 Paesi candidati e 3 Paesi Efta) fino al 2010.

 

Fattori di rischio

Campagne di sensibilizzazione e politiche fiscali hanno contribuito al cambiamento dei fattori di rischio per la popolazione europea. Infatti se da un lato la maggior parte dei Paesi europei ha ridotto i consumi di alcol e tabacco, oltre la metà della popolazione adulta (52%) risulta in sovrappeso. L’analisi dei singoli Paesi rivela che 18 Stati su 27 mostrano una prevalenza di sovrappeso e obesità superiore al 50% della popolazione. L’obesità, che tende a essere più diffusa tra i gruppi sociali svantaggiati, e in particolare tra le donne, mostra tassi quasi raddoppiati a partire dal 1990 e arriva ad avere una prevalenza del 25% in Ungheria e nel Regno Unito.

 

La percentuale di adulti che fumano quotidianamente è inferiore al 15% in Svezia e Islanda (nel 1980 era oltre il 30%) e superiore al 30% in Grecia. Il consumo di alcol nei 27 Paesi si attesta a una media di 10,7 litri pro capite nel 2010, con valori in netto calo dal 1980 anche per i classici Paesi vinicoli (Italia, Francia e Spagna).

 

L’assistenza sanitaria

Assicurare un accesso adeguato all'assistenza sanitaria è un obiettivo strategico fondamentale per tutti i Paesi membri dell'Ue. Per questo motivo è necessario garantire un numero adeguato di operatori sanitari. Dal 2000 il numero di medici pro capite è aumentato in quasi tutti gli Stati membri, passando da una media di 2,9 per 1000 abitanti nel 2000 a 3,4 nel 2010, con una crescita molto marcata in Grecia e nel Regno Unito.

 

In quasi tutti i Paesi l'equilibrio tra medici generici e medici specialisti si è modificato a favore degli specialisti, in parte a causa del calo di interesse verso la medicina generale e in parte a causa del divario retributivo tra generici e specialisti. Una situazione che sta sollevando interrogativi in numerosi Paesi in relazione all’accesso all’assistenza primaria per particolari gruppi di popolazione.

 

Tassi di mortalità e ricoveri ospedalieri

I progressi nella terapia intensiva e il migliore accesso alle unità specializzate per la terapia degli infarti hanno portato a una riduzione dei tassi di mortalità, tra il 2000 e il 2009, sia per l’infarto (50%), sia per l’ictus. Anche i tassi di sopravvivenza per alcuni tipi di tumore hanno registrato un miglioramento, soprattutto in relazione alle diagnosi precoci e all’efficacia delle terapie. Repubblica Ceca e Slovenia, che mantengono una percentuale del tasso di sopravvivenza inferiore all’80% hanno comunque migliorato il dato di 10 punti percentuali tra il periodo 1997-2002 e il 2004-2009.

 

I ricoveri ospedalieri evitabili sono spesso usati come indicatore per i problemi di accesso all'assistenza primaria o per la qualità e la continuità dell'assistenza. È opinione diffusa che asma e diabete dovrebbero essere trattati attraverso l’assistenza primaria, per evitare aggravamenti e ricoveri. Tuttavia alcuni Paesi, come la Slovacchia per l’asma e l’Irlanda per la broncopneumopatia cronica ostruttiva mantengono valori di ricovero molto elevati. Inoltre in tutti i Paesi europei i ricoveri ospedalieri per il diabete incontrollato sono troppo elevati.

 

Spesa sanitaria

La crisi economica e i sempre maggiori vincoli di bilancio hanno aumentato le pressioni esercitate sui sistemi sanitari in molti Paesi europei e, sempre più spesso, vengono attuate misure di riduzione della spesa sanitaria pubblica. In media, nell'Ue la spesa sanitaria pro capite è aumentata del 4,6% all'anno in termini reali tra il 2000 e il 2009 ed è diminuita dello 0,6% nel 2010. Tra gli interventi responsabili di questo calo ricordiamo: riduzione degli stipendi e dei livelli d'inquadramento, aumento dei ticket a carico dei pazienti, imposizione di rigorosi obblighi di bilancio agli ospedali, fusione di ospedali, passaggio dai ricoveri ospedalieri al day hospital e all’assistenza ambulatoriale.

 

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