Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Politiche sanitarie

Le strategie Ue per la promozione della salute

Assicurare l’uso sicuro e controllato di tutti i prodotti chimici. Ridurre le disuguaglianze nell’aspettativa di vita tra Paese e Paese. Limitare le patologie legate agli stili di vita, come il consumo di alcol e sigarette. Abbassare i tassi di suicidio, promuovendo la salute mentale di tutti i cittadini. Rafforzare le leggi riguardanti la sicurezza alimentare. Sono queste le priorità nella promozione della salute pubblica che l’Unione europea si prefigge di raggiungere entro il 2020, secondo quanto pubblicato nella “Guida Ue per le strategie di sviluppo sostenibile”. Il rapporto, che si rivolge ai cittadini e ai decisori, fa il punto sui problemi aperti e le politiche da adottare per promuovere un futuro più sostenibile in Europa, affrontando temi come i cambiamenti climatici, i trasporti, la produzione e i consumi, la conservazione delle risorse naturali, le migrazioni, la povertà globale. Un’intera sezione è dedicata alla salute e alle politiche sanitarie.

 

Il quadro attuale: le minacce per la salute pubblica

In testa alla classifica delle criticità da affrontare, l’Unione europea pone l’inquinamento atmosferico e il rilascio di sostanze tossiche nell’ambiente, che hanno un impatto non solo sugli esseri umani ma anche sugli animali e gli ecosistemi. Nel 2000, il programma “Clean Air For Europe” ha calcolato che circa 350 mila cittadini europei sono morti a causa dell’inquinamento dell’aria, con una riduzione media dell’aspettativa di vita di nove mesi. Secondo quanto rilevato da “Scale”, un’iniziativa europea per la prevenzione dei rischi per la salute dei bambini, l’esposizione durante l’infanzia a polveri sottili e smog è correlata a patologie come i tumori, le malattie respiratorie (principalmente asma), i disordini nello sviluppo e le alterazioni di tipo endocrino.

 

Altro problema su cui l’Unione europea pone l’attenzione concerne gli stili di vita, come l’abuso di alcol, il fumo, la sedentarietà, l’uso di sostanze stupefacenti e la cattiva alimentazione. Il fumo di sigaretta resta ancora la principale causa di morte evitabile nell’Ue: si stima che il 25% dei decessi per tutti i tipi di tumore e il 15% dei decessi per tutte le cause sia attribuibile al fumo. Un tema sanitario di crescente importanza riguarda la depressione e le malattie mentali. Anche se il tasso di suicidi è diminuito in gran parte dell’Europa, è ancora elevato in alcune Nazioni del nord Europa. Ogni anno, le persone che si tolgono la vita sono 58 mila, un numero che supera quello delle vittime di incidenti stradali, pari a 40 mila. Resta alta l’allerta sui rischi dell’influenza aviaria e sulle malattie infettive come l’Aids, ma anche tubercolosi, morbillo e influenza che insieme sono responsabili di un terzo dei decessi a livello globale.

 

Le politiche sanitarie in Europa

L’Unione europea ha tra le sue responsabilità riconosciute quella di assicurare un alto livello di protezione sanitaria ai cittadini comunitari, attraverso la prevenzione delle malattie e la riduzione dei fattori di rischio. Ecco alcune delle strategie messe in atto:

  • dal primo giugno 2007 è entrato in vigore “Reach” (Registration, Evaluation and Authorisation of Chemicals), un regolamento che, attraverso un unico testo normativo, sostituisce buona parte della legislazione comunitaria in materia di sostanze chimiche. Reach ha introdotto un sistema integrato per la loro registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione, che permette di accelerare l’identificazione esatta dei composti presenti nei prodotti che acquistiamo, limitando l’uso di quelli più pericolosi
  • nel quinquennio 2003-2008 è stato attuato il primo “Programma di salute pubblica”, che ha agito su tre fronti: la diffusione di informazioni, perché ogni Paese avesse una chiara idea dei problemi di salute della popolazione; la messa a punto di strategie contro l’epidemia di Aids e la tubercolosi, la potenziale pandemia di influenza aviaria e possibili attacchi terroristici; la promozione di stili di vita sani e di misure di sicurezza sul lavoro per ridurre il numero di incidenti. Dal 2008 al 2013, il “Secondo programma di azione comunitaria nel campo della salute”, si occuperà anche dell’invecchiamento e della riduzione delle disuguaglianze sanitarie nell’Ue
  • il “Cehape” (Children’s Environment and Health Action Plan for Europe), è un programma che promuove la salute nell’infanzia e opera per portare la salute infantile in cima all’agenda politica dei Paesi membri
  • nel gennaio 2007 l’Ue ha introdotto, con il supporto dell’Efsa (European Food and Safety Agency) il “Food Hygiene Package”, una nuova regolamentazione che rafforza le misure di sicurezza alimentari lungo tutta la filiera di produzione, armonizzando gli standard del mercato europeo.

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