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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Tumori

Giornata mondiale contro il cancro 2012

2 febbraio 2012 – Come ogni anno, il 4 febbraio è la data simbolo della lotta ai tumori: giornata che rappresenta l’occasione per unire gli sforzi comuni contro la malattia. Le modalità di coinvolgimento sono riassunte dallo slogan “togheter we are stronger”, insieme siamo più forti, parole che sottolineano la necessità di coinvolgere tutta la popolazione attraverso la diffusione di una maggiore consapevolezza dei rischi, l’educazione e un’azione di lobby. I dati dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ricordano infatti che nel 2008 i decessi causati da queste patologie sono stati circa 7,6 milioni in tutto il mondo, un valore che rappresenta il 13% dei morti registrati in quell’anno.

 

L’Oms supporta la Union for international cancer control nella promozione di strategie mirate alla riduzione dell’incidenza di queste patologie. Anche quest’anno la Giornata sarà occasione di rilancio della Dichiarazione mondiale contro il cancro un documento che attraverso 11 obiettivi, da raggiungere entro il 2020, si propone di eliminare questa malattia. Gli obiettivi comprendono la riduzione del consumo di tabacco, la lotta all’obesità e all’assunzione di alcolici, la vaccinazione contro patologie come l’epatite B e il virus Hpv, la riduzione delle migrazioni tra il personale sanitario esperto in oncologia, l’aumento della disponibilità dei farmaci antidolorifici efficaci e la lotta contro i luoghi comuni sulla malattia.

 

Dai Cdc una panoramica sugli Stati Uniti

Una ricerca statunitense, pubblicata a gennaio 2012 sul Morbidity and mortality weekly report (Mmwr), fornisce una visione d’insieme sul problema. Si stima infatti che il 7,2% della popolazione generale statunitense, maggiorenne, abbia ricevuto una diagnosi di cancro (escludendo i tumori della pelle). Tra questi, circa il 15% sono fumatori, il 27,2% obesi e il 31,5% non ha svolto attività fisica nei trenta giorni precedenti l’indagine. Il 78,8% dei pazienti che sopravvivono hanno un’età superiore ai 50 anni e il 39,2% ha ricevuto la diagnosi da oltre 10 anni. Inoltre sia l’incidenza di malattie cardiovascolari che del diabete, risultano superiori tra gli uomini rispetto alle donne (rispettivamente 23,4% vs. 13,3% e 19,6% vs. 14,7%).

 

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