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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Tumori

Prevalenza dopo tumori infantili in Italia: uno studio su International Journal of Cancer

Silvia Francisci – Istituto superiore di sanità

Luigino Dal Maso – Centro di riferimento oncologico, Aviano

Anna Gigli – Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali, Roma

Stefano Guzzinati – Registro tumori Veneto

 

 

6 aprile 2017 – Stimare il numero di persone che, nel nostro Paese, sono sopravvissute a un tumore infantile: questo l’obiettivo di uno studio italiano i cui risultati sono stati pubblicati a febbraio 2017 su International Journal of Cancer.

 

Lo studio - coordinato dall’Istituto superiore di sanità (Iss) in collaborazione con l’Istituto per le ricerche sulla popolazione e le politiche sociali del Cnr, il Centro di riferimento per l’epidemiologia e la prevenzione oncologica in Piemonte e dell’Associazione italiana Registri tumori – ha utilizzato i dati forniti da 15 Registri tumori italiani, che coprono il 19% della popolazione del Paese. Dai risultati emerge che, al 1 gennaio 2010, 44.135 persone vivevano dopo aver avuto un tumore diagnosticato prima dei 15 anni di età (prevalenti con diagnosi di tumore infantile). Un numero che corrisponde a una proporzione di 73 per 100 mila italiani e che rappresenta circa il 2% di tutti i casi prevalenti, cioè delle persone vive dopo una diagnosi di tumore a qualsiasi età. Tra questi pazienti prevalenti con diagnosi di tumore infantile:

  • il 54% erano maschi e il 46% femmine
  • il 64% erano quelli che sono stati diagnosticati prima del 1995, momento di inizio del periodo di osservazione
  • un quarto aveva ricevuto una diagnosi di tumore al cervello o al sistema nervoso centrale
  • un quarto aveva ricevuto una diagnosi di leucemia linfoide acuta
  • il 7% aveva ricevuto una diagnosi di linfoma di Hodgkin
  • circa un quarto aveva un’età alla prevalenza di 40 anni o più.

La ricerca, che ha ricevuto il supporto finanziario del ministero della Salute (progetto Ccm 2012) e dell’Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc, progetto numero 16921), rappresenta il primo studio in Europa capace di stimare, attraverso una metodologia sviluppata dal gruppo di lavoro, il numero totale di persone vive anche in età avanzata dopo una diagnosi di tumore.

 

Il numero di persone che vivono dopo un tumore pediatrico è significativo e destinato ad aumentare grazie a diagnosi tempestive e al miglioramento delle cure. Studi come questo possono essere utili ai decisori e ai medici nello sviluppo di linee guida volte a ridurre il peso di trattamenti tardivi durante l’infanzia e alla pianificazione di un’efficace attività di monitoraggio di questi pazienti ed ex pazienti.

 

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