Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica
a cura del Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute
home > malattie croniche > tumori e cancro > Mesoteliomi: la Liguria presenta il suo registro...
granditemi
tumori
Mesoteliomi: la Liguria presenta il suo registro

Quello dell’amianto è un problema ancora attuale, su cui non si deve abbassare il livello di guardia. A questo proposito anche la regione Liguria presenta il suo Registro Mesoteliomi (pdf 365 kb), che è possibile consultare direttamente dalle pagine di EpiCentro.


Il Registro Mesoteliomi della Liguria (REM) presenta una serie grafica di risultati dell’analisi sull’incidenza, sopravvivenza ed eziologia del mesotelioma pleurico (MP) in correlazione con l’esposizione all’amianto, condotta, dal 1996 al 2000, sull’intera popolazione ligure.
I dati raccolti mostrano circa 130 nuovi casi l’anno. Questo è il dato rilevante che emerge dallo studio condotto dal REM (pdf 365 kb). Tra il 1996 e il 2001 sono state registrate 780 nuove diagnosi di mesotelioma pleurico (MP), di cui i maschi rappresentano l’80% dei casi e la fascia di età media è di circa 70 anni.


In Liguria, come in altre zone d’Europa, l’incidenza è più drammatica negli uomini e cresce progressivamente con l’età e nel tempo. Ciò sembra attribuibile al costante aumento del numero di persone professionalmente esposte ad amianto negli anni sessanta; le analisi confermano che il tempo di latenza per lo sviluppo del mesotelioma pleurico è mediamente di 30-50 anni. L’osservazione, che nel 1994 coinvolge solo il comune di Genova (e l’anno successivo tutta la Provincia), dal 1996 si estende all’intera Regione Liguria.


Il modo in cui è stata condotta l’indagine, presenta un aspetto innovativo, poiché, si è passati da una raccolta sistematica, tempestiva e completa dei dati acquisiti dalle strutture ospedaliere e sanitarie, ad un confronto diretto, caso per caso, con le testimonianze raccolte dai pazienti o dai parenti, in caso di indisponibilità. Questo al fine di attuare una ricostruzione storica e una accurata valutazione eziologica di possibili esposizioni professionali, ambientali, familiari e domestiche all’amianto.


Un questionario standardizzato per ogni paziente

Ad ogni singolo paziente, con diagnosi certa o sospetta di MP, è stato proposto uno specifico questionario standardizzato per la definizione dell’esposizione. Che cosa ha fatto nel corso degli anni? Dove ha abitato? Quali sono stati i luoghi di maggiore frequentazione? “È ovviamente un lavoro che prevede dei tempi lunghi – dice Valerio Gennaro, responsabile del REM – dove è necessario individuare il paziente e soprattutto trovare, nel corso della malattia, il momento migliore per poterlo intervistare”.


Ed è proprio grazie ad un’attenta analisi delle storie raccontate dai pazienti che è stato possibile, ad esempio, risalire alle cause della loro malattia, come nel caso delle esposizioni indirette. L’evidenza del collegamento tra il tumore al polmone o alla pleura e l’esposizione all’amianto è una realtà molto dibattuta, particolarmente complessa e delicata. Per anni si è parlato di “tumori evitabili”; forti sono state le polemiche, in tema di diritto di riconoscimento per il paziente, di un indennizzo economico per una malattia dovuta a cause professionali.
“Lo sforzo più grande – ammette Gennaro – è stato quello di superare tanta diffidenza.  Eppure oggi, grazie soprattutto al rigore con il quale è stato condotto questo studio, siamo riusciti non solo a vincere sfiducia e scetticismo, ma anche a sensibilizzare la collettività circa l’esistenza di un problema regionale, che desta ancora molte preoccupazioni”.

 

Geograficamente il maggior numero di casi risiede nella provincia di Genova, ma è La Spezia, considerata area ad alto rischio, a registrare l'incidenza più elevata. Di fronte a dati che parlano di una tendenza all’aumento di nuovi casi di mesoteliomi fino al 2010 - 2020 (non solo in Liguria, ma in tutta l’Europa industrializzata), è importante quindi non abbassare la guardia, ma mettere in campo efficaci politiche di prevenzione primaria. Continuare a promuovere studi ad hoc più approfonditi, potrà essere uno degli strumenti più efficaci contro quello che in Liguria è stato il vero alleato dell’amianto: la mancanza di una reale consapevolezza dei rischi.

Stampa

Ultimo aggiornamento martedi 1 aprile 2014
Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute
Viale Regina Elena, 299 - 00161 Roma - Tel 0649901
© - Istituto Superiore di Sanità
EpiCentro è parzialmente sostenuto da risorse del CCM - Ministero della Salute

Istituto Superiore di Sanità
Cnesps