Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Vaccini e vaccinazioni

Vaccinazioni tra diritto e dovere, quale comunicazione per facilitare la scelta?

(a cura della redazione di EpiCentro)

 

3 febbraio 2011 - Scelta consapevole delle famiglie e convinzione della bontà dello strumento vaccinazioni da parte degli stessi operatori sanitari: sono i due aspetti cardine su cui ancorare l’obiettivo di coperture vaccinali adeguate. Su entrambi i fronti esistono ancora ampi margini di miglioramento. E in questo una comunicazione ben pianificata e ben gestita può contribuire a fare la differenza.

 

Alla vigilia dell’approvazione del nuovo Piano nazionale vaccini (atteso  da tempo e in drittura d’arrivo dopo la presentazione alle Regioni) una riflessione specifica sulla comunicazione è emersa dalla giornata “Vaccinazioni tra diritto e dovere, quale comunicazione per facilitare la scelta?”, organizzata il 10 gennaio 2011 dal Centro nazionale di epidemiologia (Cnesps) dell’Iss e dall’associazione Donneinrete (guarda il filmato). Scarica il programma del convegno (pdf 315 kb).

 

Cambiano le percezioni dei rischi e dei vantaggi, cambiano le attese e le prospettive di salute, cambiano i target e le modalità organizzative dell’offerta delle vaccinazioni: a valle di tutto questo si registrano differenze significative nelle coperture vaccinali, sia per quanto riguarda le diverse vaccinazioni, sia per quanto riguarda la distribuzione regionale, lo ricorda la presentazione di sintesi di Stefania Salmaso (pdf 517 kb), direttore del Cnesps.

 

Le decisioni che le persone prendono sulla propria salute si basano su motivazioni individuali e non collettive, per contro la vaccinazione è uno strumento di protezione allo stesso tempo individuale e collettivo e impone quindi un approccio diverso da tutte le altre proposte di prevenzione. È in questo spartiacque che deve infilarsi l’operatore dei servizi vaccinali, ma per farlo ha bisogno a propria volta di fare un percorso di riflessione sulla comunicazione come strumento di lavoro. Il contributo di Barbara De Mei (pdf 612 kb), unità di comunicazione e formazione del Cnesps, pone l’accento su alcune fondamentali parole chiave: la comunicazione come processo relazionale che comprende l’ascolto, la necessità di pianificare gli interventi comunicativi, il ruolo del counselling.

 

Il contributo di Maria Grazia Pascucci (pdf 552 kb), Assessorato Politiche della salute della Regione Emilia Romagna, propone invece il punto di vista del pianificatore dei servizi di sanità pubblica, che introduce la comunicazione nella programmazione degli interventi, dimostrando che cosa significare pianificare una strategia comunicativa.

 

Il cambiamento culturale degli ultimi anni che da una parte fa riferimento in maniera sempre più sistematica e generalizzata a un “cittadino competente e responsabile delle proprie scelte di salute” e dall’altra deve fare i conti con la moltiplicazione dei soggetti che propongono un’informazione sanitaria, impone anche ai medici di maneggiare la comunicazione con competenza. La riflessione di Alberto Tozzi (pdf 323 kb), Ospedale pediatrico Bambin Gesù, introduce nel quadro anche la variabile del tempo indispensabile per realizzare una comunicazione efficace.

 

Un esempio concreto di come il quadro complessivo dell’offerta vaccinale sia in evoluzione (peraltro non sincronica tra le diverse regioni) lo fornisce il contributo di Massimo Valsecchi (pdf 1,7 Mb), direttore Dipartimento di prevenzione Ulss 20 di Verona, che illustra il percorso affrontato in Veneto con la scelta di sospendere l’obbligo di vaccinazione, valorizzando il ruolo di una comunicazione efficace nella possibilità di gestire una modalità organizzativa così diversa (su questo leggi anche la relazione (pdf 136 kb) presentata al convegno Siti 3-6 ottobre 2010).