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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Vaccini e vaccinazioni

Obbligo vaccinale: un po’ di storia

1 dicembre 2016 - In Europa, l’obbligo vaccinale è nato all’inizio dell’Ottocento, con la diffusione della vaccinazione contro il vaiolo. I medici avevano infatti notato che proteggendo il singolo era possibile evitare la diffusione dell’epidemia all’intera collettività ma anche che, per ottenere questo risultato, era necessario avere un’adesione massiccia. L’introduzione della vaccinazione suscitava, oltre agli entusiasmi, anche profonde resistenze.

 

La scelta di intervenire in modo coatto e organizzato per tutelare la salute pubblica si inseriva in un filone di pensiero, nato in Germania, secondo cui lo Stato si deve occupare attivamente di mantenere nelle migliori condizioni di salute possibili i suoi sudditi, per ottenere soldati e contribuenti sani e numerosi. Proprio la vaccinazione antivaiolosa, il primo provvedimento coattivo a essere diffuso in Europa, non tardò a trovare una violenta opposizione in Inghilterra, patria delle dottrine liberali avverse a tutto ciò che, partendo dal potere del governo, poteva interferire sulle libere scelte dei cittadini.

 

Le scelte in Europa fra XIX e XX secolo

L’Inghilterra in un primo tempo rese la vaccinazione antivaiolosa universale e gratuita, e in seguito obbligatoria con i Vaccitation Act del 1840, 1841 e 1853. Un appassionato dibattito sui limiti di intrusione del governo nell’ambito individuale si concluse con l’abolizione dell’obbligo nel 1898.

 

In Italia l’obbligo di vaccinare contro il vaiolo tutti i nuovi nati è stato sospeso nel 1977 e abolito nel 1981. Nel frattempo erano diventate obbligatorie le vaccinazioni contro la difterite (1939), la poliomielite (1966), il tetano (1968) e l’epatite B (1991).

 

Alcuni altri Stati, come la Francia, la Grecia, il Portogallo e il Belgio, hanno optato per l’obbligatorietà di alcune vaccinazioni. Altri, come il Regno Unito e la Finlandia, per la volontarietà accompagnata da un’adeguata offerta, dall’incentivazione (sia per i medici vaccinatori attraverso un rimborso per ogni soggetto vaccinato che per la popolazione attraverso il rimborso delle spese sanitarie solo se hanno effettuato le vaccinazioni) e dalla propaganda. Altri ancora, come gli Stati Uniti, il Canada e in parte anche la Germania, hanno scelto una via intermedia: assenza di sanzioni per la mancata vaccinazione, ma necessità di certificato per l’ammissione a scuola.

 

Confronto fra i Paesi europei in merito all’obbligatorietà delle vaccinazioni per tutta la popolazione (Fonte: Eurosurveillance, 2012)

Austria

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Belgio

polio

Bulgaria

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Cipro

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Repubblica Ceca

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Danimarca

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Estonia

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Finlandia

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Francia

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Germania

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Grecia

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Ungheria

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Islanda

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Irlanda

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Italia

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Lettonia

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Lituania

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Lussemburgo

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Malta

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Paesi Bassi

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Norvegia

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Polonia

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Portogallo

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Romania

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Slovacchia

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Slovenia

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Spagna

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Svezia

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Regno Unito

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