Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Vaccini e vaccinazioni

La complessità della scelta vaccinale

Barbara De Mei –  Unità di formazione e comunicazione, Cnesps-Iss

 

24 aprile 2013 - L’atto vaccinale è un intervento sanitario complesso con forti implicazioni familiari e sociali. È rivolto al singolo individuo ma, allo stesso tempo, è finalizzato a un risultato di salute pubblica per l’intera comunità. Inoltre, coinvolge principalmente bambini piccoli, che in genere sono in salute. Ed è proprio la paura di compromettere questo stato di buona salute che agita molti genitori, preoccupati da eventuali effetti collaterali o reazioni avverse causate dal vaccino.

 

Va inoltre, evidenziato come la disponibilità di molteplici fonti informative e il livello culturale generalmente più elevato ha reso i cittadini più competenti e responsabili delle proprie scelte di salute. Le persone sono generalmente più informate, vogliono sapere, capire. Le informazioni circolano e si diffondono, sono facilmente accessibili, grazie a mezzi di comunicazione prevalentemente unidirezionali quali carta stampata, televisione, radio, siti internet, materiale informativo distribuito in molteplici contesti.

 

Tuttavia la mole delle informazioni e la loro disomogeneità genera spesso confusione e, poiché raggiunge un numero consistente di persone con vissuti e percezioni diverse, favorisce l’emergere di dubbi, preoccupazioni, ansie, che non possono essere affrontati per proprio conto, ma che richiedono piuttosto il confronto con figure professionali di riferimento competenti e credibili.

 

D’altra parte il concetto dell’obbligatorietà vaccinale ha contribuito ad alimentare negli operatori una mentalità e un atteggiamento di tipo direttivo-paternalistico o persuasivo, prevalentemente centrato sul proprio punto di vista di esperto della materia. Questo atteggiamento si è molto spesso tradotto in un impegno a “vincere” nella relazione operatore-paziente, con l’obiettivo di “convincere” l’altro; una modalità che ha inoltre sovraccaricato lo stesso operatore di responsabilità decisionali unilaterali rispetto alla scelta vaccinale, rinunciando a una condivisione di responsabilità con la persona o le persone protagoniste dell’atto vaccinale (principio della corresponsabilità).

 

Rischio delle malattie infettive: la perdita della memoria storica

Va inoltre sottolineato il fatto che la riduzione dell’incidenza delle malattie prevenibili da vaccino, ha favorito, in alcuni settori della popolazione, la tendenza a mettere in discussione la necessità stessa dei vaccini. Spesso accade poi che la percezione del rischio delle possibili conseguenze della vaccinazione sia più alta rispetto a quella della specifica malattia infettiva che la vaccinazione previene. La perdita della memoria storica dei rischi causati dalle malattie infettive ha determinato nel contesto sociale un considerevole aumento della percezione dei rischi vaccinali.

 

Per questo motivo alcune tematiche quali ad esempio gli effetti collaterali e le possibili reazioni avverse causate dai vaccini, il bilancio su rischi e benefici della malattia e della vaccinazione, o la confusione informativa causata da messaggi contrastanti, o ancora le implicazioni personali legate alla scelta vaccinale, non possono trovare risposte e chiarimenti solo attraverso la lettura di materiali scritti, ma richiedono piuttosto un confronto con figure di riferimento competenti e credibili, nell’ambito di una relazione interpersonale di fiducia. Infatti solo in questo contesto è possibile far emergere e ascoltare paure, dubbi, perplessità e fornire informazioni chiare, complete, aggiornate e personalizzate, che si inseriscano nello schema cognitivo e emotivo della persona e che possano chiarire la confusione generata da messaggi contraddittori, contenere le reazioni emotive e quindi facilitare un processo decisionale consapevole.

 

L’adesione all’offerta vaccinale deve essere infatti frutto di una scelta autonoma e responsabile, sostenuta da un’adeguata comunicazione e da un’attenzione alle specifiche esigenze informative della persona e alle implicazioni emotive determinate dal processo decisionale.

 

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