Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

home > malattie infettive > vaccinazioni > Vaccini e autismo: cronistoria di una frode scientifica...
granditemi
vaccinazioni
Vaccini e autismo: cronistoria di una frode scientifica

27 marzo 2014 – La storia di una possibile relazione tra vaccinazione Mpr e autismo è una lunga storia. Sollevata per la prima volta negli anni Novanta da uno studio inglese, in cui si sosteneva che questo vaccino trivalente potesse provocare un’infiammazione della parete intestinale, responsabile del passaggio in circolo di peptidi encefalo-tossici, ha causato periodici allarmi e discussioni in diversi Paesi tra cui l’Italia. 

 

Lo studio di Andrew Wakefield è stato però smentito dalle principali autorità sanitarie mondiali: nel 2010 il General Medical Council britannico ha stabilito che quella ricerca non era attendibile e che i dati erano stati falsificati. The Lancet (la rivista che lo aveva pubblicato) qualche giorno dopo ha addirittura ritirato l’articolo e nel 2012 Wakefield è stato definitivamente radiato dall’Ordine dei medici.

 

Tuttavia, il polverone suscitato dal caso Wakefield ha comportato la nascita di diverse correnti di pensiero “anti-vaccinazione” che sostengono le proprie tesi nonostante l’evidenza scientifica dimostri il contrario. L’avvio dell’indagine della procura di Trani, che ancora una volta ignora le prove scientifiche, rischia di confermare la disinformazione e aumentare ulteriormente la confusione.

 

Per capire meglio

L’Istituto superiore di sanità promuove, attraverso la diffusione di informazioni scientificamente corrette, un’adesione consapevole alle vaccinazioni. Per aiutare operatori e genitori a fare chiarezza su questo tema e stimolare una scelta consapevole basata sull’evidenza, EpiCentro propone una selezione di risorse pubblicate nel corso degli anni sul sito. Leggi gli approfondimenti:

L’importanza di una corretta informazione

In un clima di confusione, come quello che accompagna questo tema quando riemerge periodicamente, diventa prioritario non solo fornire un’informazione equilibrata e documentata ma anche rispettare i diversi ruoli professionali. In tal senso, l’Istituto superiore di sanità ha precisato che nessuno dei partecipanti al gruppo di lavoro per la stesura delle Linee guida “Il trattamento dei disturbi dello spettro autistico nei bambini e negli adolescenti”, pubblicate nel 2011, può essere qualificato come “esperto” o “consulente” dell’Iss.

 

 

Stampa

Ultimo aggiornamento lunedi 11 maggio 2015