Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Vaccini e vaccinazioni

La settimana europea della vaccinazione 2011

(revisione a cura di Antonietta Filia, Maria Cristina Rota, Cristina Giambi, Flavia Riccardo, Silvia Declich - reparto Epidemiologia delle malattie infettive (Cnesps, Iss)

 

 

5 maggio 2011 - Quest’anno l’Italia ha aderito alla sesta edizione della Settimana europea della vaccinazione (Sev) 2011, un’iniziativa dell’Ufficio Regionale Europeo dell’Oms, effettuata ogni anno dal 2005. Per una settimana, nel mese di aprile (23-30 aprile 2011), nei Paesi di tutta la Regione, sotto lo slogan comune “Prevenire, Proteggere, Immunizzare”, si sono svolte attività per informare e coinvolgere la popolazione e i professionisti sanitari sul tema.

 

In Italia sono state realizzate diverse iniziative nelle varie Regioni. Inoltre, il ministero della Salute ha organizzato un evento tecnico-scientifico nazionale “Settimana europea della Vaccinazione-Sev”, che si è svolto il 4 maggio 2011 presso il Ministero stesso, con la partecipazione di tutti gli attori coinvolti nelle politiche vaccinali: oltre al ministero della Salute, l’Istituto superiore di sanità, l’Aifa, le Regioni, le società scientifiche e il Gruppo Vaccini di Farmindustria. L’incontro ha rappresentato un momento di valutazione della Settimana 2011 e di discussione degli elementi di maggiore criticità incontrati ai diversi livelli e da parte dei vari partner coinvolti nella messa in atto dei programmi vaccinali.

 

La condivisione delle strategie e delle best practices e la collaborazione tra tutte le figure professionali coinvolte è emerso come punto cruciale di questo incontro, insieme alla necessità di migliorare la comunicazione, calibrando contenuti e modalità comunicative a seconda del target, utilizzando i giusti canali per raggiungere i beneficiari e prevedendo una formazione degli operatori specifica sui temi legati alla comunicazione.

 

È stata ribadita la necessità di una comunicazione trasparente per permettere una scelta consapevole da parte dei cittadini, che tocchi anche temi che sembrerebbero più difficili da affrontare come la sicurezza dei vaccini e i rischi legati alla vaccinazione in un momento in cui le vaccinazioni sono diventate vittime del loro successo (avendo portato una riduzione importante dell’incidenza delle malattie infettive).

 

Come conclusione della giornata i referenti regionali hanno riportato le iniziative condotte durante la settimana europea della vaccinazione, sottolineando la necessità di mantenere alta l’attenzione della popolazione sulle tematiche legate alla vaccinazione anche al di fuori di ricorrenze internazionali.

 

Con l’occasione della settimana europea della vaccinazione un gruppo di lavoro istituito presso la Direzione generale della Prevenzione Sanitaria del ministero della Salute ha prodotto uno strumento che gli operatori sanitari possono utilizzare per rispondere alle domande che più frequentemente vengono poste dai genitori. Il documento “Domande frequenti sulle vaccinazioni e sui vaccini” è strutturato in 38 domande, che forniscono una panoramica sulle vaccinazioni raccomandate nella popolazione generale e in specifici gruppi, sui fenomeni fisiologici alla base della risposta immunitaria, sul meccanismo d’azione dei vaccini e sulla loro importanza per la prevenzione di alcune patologie. Per maggiori informazioni scarica il documento “Domande frequenti sulle vaccinazioni e sui vaccini” (pdf 600 kb) e consulta la pagina del ministero della Salute dedicata alla Settimana europea della vaccinazione.

 

Migrazione e vaccini

La settimana europea della vaccinazione 2011 ha fornito anche uno spunto di riflessione sul tema migrazioni e vaccini, argomento molto attuale in Italia a seguito della recente crisi politica che ha investito alcuni Paesi del nord Africa, causando la migrazione di migliaia di persone verso l’Europa. Il problema legato ai differenti calendari vaccinali nei Paesi di origine delle popolazioni migranti, è stato affrontato con raccomandazioni come quelle recentemente divulgate dal ministero della Salute per i bambini da 0 a 14 anni, il “Protocollo operativo per la sorveglianza sindromica e la profilassi immunitaria in relazione alla emergenza immigrati dall’Africa settentrionale” (pdf 320 kb) e il libretto vaccinale (pdf 1 Mb), facendo riferimento alla Circolare ministeriale n.8 del 23/3/1993 “Documenti di vaccinazione per minori immigrati”, che contiene indicazioni tuttora valide. Inoltre il riscontro di uno stato di salute generalmente buono tra i migranti giunti in Italia e le alte coperture vaccinali documentate dall’Oms nei Paesi Nord Africani coinvolti, hanno ridotto il livello di allerta per il rischio di importazione ed esportazione di malattie infettive.

 

Tra gli eventi dedicati al tema migrazioni e vaccini, sono stati realizzati due incontri a cui ha partecipato il Cnesps dell’Istituto superiore di sanità: il “Sub-regional meeting on Shared solutions to common threats – vaccination and vulnerable populations in South East Europe” organizzato dal ministero della Salute dell’Albania in collaborazione con l’Oms, l’Unicef e il Regional Development Center on Communicable Diseases (28-29 Aprile 2011, Tirana, Albania), e il “Migrant vaccination: best practices in the EU – 3th meeting of the Promovax project” (28-29 Aprile 2011, Pécs Ungheria).

 

Nell’ambito al progetto Promovax, co-finanziato dalla Commissione europea, in Italia, così come in tutti i Paesi europei partecipanti, si stanno raccogliendo le iniziative messe in atto sul territorio volte a migliorare l’accesso alla vaccinazione della popolazione migrante. Queste iniziative verranno valutate dal progetto con l’obiettivo di sviluppare uno strumento operativo condiviso, costituito dalle strategie migliori elaborate nei singoli Paesi (best practices). Nonostante in Italia vi sia una politica sanitaria che garantisce il diritto gratuito alla vaccinazione sia a migranti regolari che irregolari, gli immigranti sono una delle popolazioni con maggiori difficoltà di accesso ai servizi vaccinali. Spesso il problema è causato dalla poca informazione, dalla paura di usufruire del servizio, e da una diversa attitudine alla salute e ai vaccini.

 

I viaggi come occasione di verificare lo stato vaccinale

La Pan American Health Organization (Paho), ha pubblicato un’allerta  per la vaccinazione contro morbillo e rosolia nel documento “Epidemiological Alert: Recommendations to the travelers to preserve the Americas without Measles or Rubella” (pdf 75 kb). Il documento invita i viaggiatori che intendono recarsi in qualsiasi Paese della Regione delle Americhe, a vaccinarsi contro il morbillo e la rosolia almeno due settimane prima della partenza, per ridurre il rischio di reintroduzione di queste malattie, entrambe eliminate dalla Regione. La raccomandazione è rivolta a tutti i viaggiatori sopra i 6 mesi di età che non hanno evidenza di immunità verso le due malattie (documentazione scritta di avvenuta vaccinazione o evidenza sierologica di immunità) e che non presentano controindicazioni alla vaccinazione. Per maggiori informazioni consulta il documento e il sito della Paho.

 

Inoltre nel sito dell’Oms viene messa in evidenza l’importanza di considerare i viaggi come un’occasione opportuna per gli operatori sanitari di verificare lo stato vaccinale contro morbillo, rosolia, parotite, difterite, tetano, pertosse e polio dei loro pazienti (bambini, adolescenti e adulti) prima della partenza e vaccinare i soggetti suscettibili.