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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Vaccini e vaccinazioni

Settimana europea della vaccinazione 2011: rilanciare la cultura vaccinale in Italia

Stefania Iannazzo, ministero della Salute, Focal point nazionale per la Settimana europea delle vaccinazioni presso l’Ufficio regionale europeo dell’Oms

 

12 maggio 2011 - La sesta edizione della Settimana europea della vaccinazione si è conclusa con un evento tecnico-scientifico svoltosi il 4 maggio 2011 presso il ministero della Salute che ha visto la partecipazione di tutti gli attori coinvolti nelle politiche vaccinali. La pluralità delle voci presenti all’incontro è stata dettata dalla volontà di rafforzare la rete vaccinale a cui, nel tempo, oltre agli attori tradizionali (il Ministero, l’Iss, l’Aifa, le Regioni e gli operatori sanitari tradizionalmente attivi nell’ambito vaccinale, come gli igienisti, i pediatri e i medici di medicina generale) se ne sono affiancati di nuovi. La Società italiana di ginecologia e ostetricia, per esempio. Il ginecologo riveste, infatti, un ruolo fondamentale nella tutela della salute della donna, anche in virtù del rapporto fiduciario molto intenso che si instaura. Per questa ragione può svolgere un’azione determinante nel successo delle strategie vaccinali contro la rosolia e le infezioni da HPV.

 

Ancora, la Federazione degli Ordini dei farmacisti, perché quella del farmacista può essere una figura con un ruolo importante nell’informazione e promozione delle vaccinazioni.

 

Infine, il Gruppo vaccini di Farmindustria, in quanto le aziende farmaceutiche rappresentano uno stakeholder importante e che in alcun modo può essere escluso dal dibattito sulle vaccinazioni. Purché i rapporti siano improntati a completa trasparenza.

 

L’incontro ha rappresentato soprattutto l’occasione per confrontarsi sulle esperienze di promozione della cultura vaccinale, nella popolazione e negli operatori sanitari, realizzate nel corso della Settimana europea della vaccinazione. Ma anche per fare il punto sulla situazione italiana e per riflettere sulle sfide e le strategie per il futuro.

 

E tra queste, di certo, la comunicazione riveste un ruolo determinante. Per questo le è stato riservato un ampio spazio, in cui si è cercato di identificare le criticità e le possibili strategie per contrastarle, anche sfruttando l’esempio di casi di comunicazione efficaci. Sicuramente, l’equilibrio, la chiarezza e la trasparenza rappresentano la chiave del successo di ogni sforzo comunicativo.

 

Avremmo, indubbiamente, voluto fare di più e molto resta ancora da fare. La sensazione è, tuttavia, che l’evento sia stato utile a ravvivare la cultura vaccinale in Italia e a consolidare la rete delle persone che credono nelle vaccinazioni.