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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Sanità veterinaria

Zoonosi e focolai di tossinfezione a trasmissione alimentare nell’Ue: i dati 2011 nel report Efsa-Ecdc

Caterina Graziani, Gaia Scavia, Luca Busani - Dipartimento di Sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare, reparto di Epidemiologia veterinaria e analisi del rischio, Iss

 

16 maggio 2013 - Annualmente i dati sulle zoonosi nell’uomo e sugli agenti zoonosici riscontrati negli animali negli alimenti e nei mangimi, sulla resistenza agli antibiotici e sui focolai epidemici vengono raccolti dai 27 Paesi EU da parte dell’European Food Safety Authority (Efsa), che con l’European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc) li elabora e li divulga in un report annuale congiunto.

 

I dati relativi al 2011 sono stati pubblicati ad aprile 2013 nel rapporto “European Union Summary Report on Trends and Sources of Zoonoses, Zoonotic Agents and Food-borne Outbreaks in 2011” (pdf 11,4 Mb), che costituisce un utile strumento per conoscere il quadro epidemiologico delle 10 zoonosi considerate prioritarie nella Ue. È bene ricordare, nella lettura dei risultati, che le informazioni pubblicate restituiscono il quadro epidemiologico composto in ciascun Paese dal proprio sistema di sorveglianza e che pertanto le informazioni devono essere lette tenendo conto delle diverse sensibilità dei sistemi esistenti. Ciò, tuttavia, non impedisce di apprezzare importanti informazioni sulle tendenze epidemiologiche degli agenti di zoonosi inclusi nel report e di derivare informazioni sulle popolazioni a rischio e sui potenziali fattori di rischio presenti nella filiera alimentare (il percorso dei prodotti dai campi alla tavola).

 

I dati principali

Nel 2011, sono stati raccolti dati su Salmonella, Campylobacter, Listeria monocytogenes, Escherichia coli produttore di verocitotossina, Mycobacterium bovis, Brucella, Trichinella e Echinococcus da animali, alimenti e mangimi. I dati sui casi umani per tutte le malattie sono stati segnalati tramite il sistema Tessy dell’Ecdc da 27 Stati membri e da Islanda e Norvegia. La Svizzera ha segnalato i casi umani direttamente all'Efsa.

 

Nello specifico, dal report emerge che i casi di Salmonella nell’uomo sono diminuiti del 5,4% rispetto al 2010 e del 37,9% rispetto al 2007. Come negli anni precedenti i Paesi che hanno contribuito maggiormente al numero di isolati riportati sono stati la Germania con 23.982 casi e l’Inghilterra con 9455 casi. L’Italia nel 2011 ha riportato 3344 casi, il 10% in meno rispetto al 2010. Il continuo decremento dei casi di salmonellosi è da attribuirsi al successo dei Piani di controllo nelle specie aviarie e in particolare nelle galline ovaiole. Per quanto riguarda gli alimenti la Salmonella è prevalentemente identificata nelle carni di pollo, tacchino e suino.

 

La campilobatteriosi è ancora la malattia zoonotica segnalata con maggior frequenza nell’uomo, in leggero aumento nel 2011 con 220.209 casi rispetto ai 215.397 del 2010. Come per la salmonellosi, l’Inghilterra (72.150 casi) e la Germania (70.812 casi) sono i Paesi che hanno riportato il maggior numero di notifiche e hanno avuto il maggior aumento rispetto gli anni precedenti, mentre l’Italia ha riportato 468 casi rispetto ai 457 del 2010 (+2,4%).

Il Campylobacter è stato identificato prevalentemente nei suini, nei bovini e nella carne di pollo e di altri avicoli.

 

Nel 2011 le infezioni da Listeria nell’uomo continuano a diminuire (-7,8% rispetto al 2010), con 1476 casi confermati. In Italia sono stati confermati 83 casi rispetto i 95 casi del 2010. La Listeria è stata identificata in prevalenza nei prodotti ittici, salsiccia e formaggi.

 

Il numero di casi di Escherichia coli produttore di verocitotossina (Vtec) nell’uomo è in aumento nell’Unione europea dal 2008. Nel 2011 rispetto al 2010, si è evidenziato un aumento di 2,6 volte nel numero di casi segnalati e 4,5 volte nel numero di pazienti con complicanze renali gravi (sindrome uremica emolitica). Questo incremento è dovuto al grave episodio di tossinfezione alimentare verificatosi tra aprile e luglio 2011 che ha colpito prevalentemente la Germania, ma con presenza di casi correlati in altri 14 Stati membri e negli Stati Uniti. Il focolaio ha riguardato il ceppo epidemico STEC/VTEC O104:H4, particolarmente virulento e con una maggiore prevalenza di casi gravi e di decessi rispetto gli altri sierogruppi. Tra gli altri VTEC, il sierogruppo O157 è risultato essere quello maggiormente riportato. I VTEC in generale e il sierogruppo O157 in particolare sono stati prevalentemente isolati nei bovini e nella carne bovina, ma sono stati riscontrati anche in altre specie animali e negli alimenti d’origine animale. In Italia il numero dei casi è aumentato da 33 nel 2010 a 51 nel 2011.

 

In generale si è osservata nel periodo 2007-2010 una diminuzione statisticamente significativa dei casi di yersiniosi nell’Unione europea. Tuttavia il numero dei casi nel 2011 è leggermente aumentato (+3,5% rispetto al 2010) per la prima volta dal 2006. Il numero di casi nell’uomo di Yersinia, è aumentato da 6780 nel 2010 a 7017 nel 2011. Yersinia enterocolitica è stata principalmente isolata da suini e carne suina.

 

Il numero di casi umani, causata da Mycobacterium bovis è diminuito nel 2011 (132 casi) rispetto il 2010 (165 casi), mentre la prevalenza della tubercolosi nei bovini è leggermente aumentata. La maggior parte dei casi sono stati segnalati in Germania, Inghilterra e Spagna. Il tasso di notifica più elevato è stato tuttavia in Irlanda e nei Paesi Bassi (0,13 e 0,07 casi per 100.000 abitanti, rispettivamente.

 

Nel 2011 sono stati segnalati nell’Unione europea 330 casi confermati di brucellosi umana, che rappresenta una diminuzione del 7,3% rispetto ai 356 casi confermati nel 2010. Viene così confermato il trend in diminuzione degli ultimi cinque anni. Come negli anni precedenti, il numero più alto di casi è stato riportato dai Paesi non-ufficialmente indenni dalla malattia. In Italia il numero dei casi è aumentato da 10 nel 2010 a 21 nel 2011.

 

Il numero di casi di trichinellosi nell'uomo è aumentato nel 2011 (363 casi) rispetto al 2010 (223 casi), ma sono comunque inferiori rispetto quelli riscontrati nel 2007-2009. La Trichinella è aumentata nel 2011 anche nei suini rispetto il 2010. In Italia nel 2011 sono stati notificati 6 casi.

 

L’Echinococcus granulosus nel 2011 è stato la causa di 781 casi confermati di echinococcosi cistica (idatidosi) nell’uomo con un aumento del 3,3% rispetto il 2010 (756 casi). In Italia come per gli anni precedenti non è stato notificato nessun caso.

 

Le modalità di segnalazione

Nel 2011 così come nel 2010, la modalità di segnalazione dei focolai di tossinfezione alimentare è stata rivista e la distinzione tra “possibile” o “confermato” è stata sostituita in tossinfezione alimentare con “evidenza forte” o “evidenza debole” basata sulla prove in merito all’implicazione di un alimento come veicolo di infezione. Nel caso di forte evidenza l’epidemia viene evidenziata con dettagliate informazione mentre nel caso di evidenza debole solo un insieme limitato di dati viene segnalato. Questo insieme limitato di dati comprende il numero di focolai per agente eziologico, il numero di casi umani, i dati sui ricoveri e sui decessi.

 

È importante evidenziare che i sistemi di indagine delle epidemie di origine alimentare a livello nazionale non sono armonizzate tra gli Stati membri. Pertanto, le differenze nel numero e tipo di casi segnalati, così come gli agenti causali potrebbero non corrispondere al livello di sicurezza alimentare tra i vari Paesi, ma danno indicazioni sulla differente sensibilità dei sistemi nazionali a identificare e valutare i focolai di tossinfezione alimentare.

 

Nel 2011, da parte di 25 Stati membri, sono stati riportati 5648 focolai di tossinfezione alimentare che comprendono sia quelli a debole che a forte evidenza, rispetto i 5276 del 2010 (aumento del 7,1%). L’Italia è stato il secondo Stato membro con maggior numero di focolai segnalati (908 casi segnalati; 16,1% sul totale). Un totale di 701 epidemie con forte evidenza sono state riportate da 18 Paesi e rappresentano il 12,4% del totale dei focolai di tossinfezione alimentare registrati nel 2011. Questo dato è molto simile a quello del 2010 (712 epidemie). Le 5648 epidemie hanno causato 69.553 casi umani con 7125 ricoveri (10,2%) e 93 decessi.

 

Nello specifico le 701 epidemie con forte evidenza segnalate dagli Stati membri hanno causato 35.869 casi umani con 3748 ricoveri (10,4%) e 67 decessi (0,19%). Tuttavia è da considerare che l’alto numero di ospedalizzazioni e di decessi sono stati causati dall’epidemia di Escherichia coli O104 che si è verificata in Europa durante la primavera e l'estate del 2011 (3793 casi nell’uomo in Germania, 2353 ricoveri e 53 decessi). Dei 67 decessi con forte evidenza, 54 sono stati causati da Escherichia coli, 6 da Salmonella, 4 da Listeria monocytogenes, uno da Campylobacter, uno dalla tossina prodotta da Clostridium botulinum e uno da tossina da funghi. Salmonella è stato il principale agente patogeno causa di epidemia a trasmissione alimentare (26,6%) sebbene sia in diminuzione rispetto gli anni precedenti. La seconda causa è rappresentata dalle tossine batteriche (12,9%) seguite da Campylobacter (10,6%) e virus (9,3%).

 

Come negli anni precedenti le principali fonti di epidemie sono state causate da uova e ovo prodotti, responsabili di 150 episodi, seguiti da alimenti misti (13,7%), pesci e derivati (10,1%). Il numero di epidemie causate da alimenti di origine vegetale nel 2011 (37 epidemie) è diminuito rispetto il 2010 (61 epidemie).

 

Il documento è un riferimento per la valutazione della situazione nel settore della sicurezza alimentare e dei pericoli microbiologici connessi agli alimenti in Europa. Il contributo chiesto da Efsa ai Paesi membri è rilevante in questo settore, considerato critico. A questo proposito Efsa svolge un assiduo lavoro per perfezionare costantemente la qualità dei dati e gli esempi di questo miglioramento si notano, anche se ancora sono presenti difficoltà di armonizzazione e di rappresentatività dei dati stessi.

 

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