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Sanità veterinaria

Efsa-Ecdc, relazione 2007: l’infezione da Campylobacter si conferma la zoonosi più diffusa in Europa

(traduzione a cura della redazione di EpiCentro

revisione a cura di Caterina Rizzo - Epidemiologia delle malattie infettive, Cnesps - Iss)

 

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) con il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) ha pubblicato la relazione annuale sulle zoonosi (malattie infettive trasmissibili dagli animali all’uomo) del 2007. I dati confermano il Campylobacter al primo posto tra le infezioni di origine animale di cui sono documentati più casi di trasmissione all’uomo nell’Ue.

 

Aumentano le infezioni da Campylobacter

Nel 2007, infatti, i casi segnalati di infezioni da Campylobacter nell’uomo sono stati 200.507, in aumento nella maggior parte dei Paesi. La più alta percentuale di campioni positivi è stata rinvenuta nella carne fresca di pollo (26%), ma l’infezione è molto diffusa anche nel pollame vivo, nei maiali e nei bovini.

 

Il documento analizza la frequenza, l’origine e l’andamento delle malattie che possono essere trasmesse dagli animali all’uomo e mostra come i numeri siano molto variabili da Paese in Paese. Per prevenire la diffusione delle zoonosi è importante identificare gli animali e gli alimenti che sono all’origine della trasmissione delle infezioni. A questo scopo sono stati raccolti e analizzati dati provenienti da tutti i Paesi membri.

 

Le informazioni sono state sottoposte alla Commissione Europea e all’Efsa, mentre ulteriori dati sono stati acquisiti attraverso l’Ecdc. Anche i Paesi non membri hanno fornito informazioni per contribuire alla relazione e l’insieme dei dati è stato analizzato, elaborato e successivamente pubblicato grazie a una cooperazione tra Efsa ed Ecdc.

 

Le altre zoonosi

Per quanto riguarda le altre infezioni, la salmonellosi nell’uomo rimane al secondo posto per diffusione, con 151.995 infezioni accertate, ma per il quarto anno consecutivo ha un trend in diminuzione. La salmonellosi è stata identificata molto spesso nelle carni fresche di pollo e di maiale (5,5% e 1,1% rispettivamente). Alcuni Paesi riportano lo 0,8% di uova positive a questo microrganismo, mentre per frutta e verdura la contaminazione è più rara.

 

I casi di listeriosi umana rimangono allo stesso livello del 2006, con 1554 casi nel 2007, e tra questi, è stato registrato un alto tasso di mortalità (20%), soprattutto negli anziani. I microrganismi responsabili di questa infezione sono stati identificati molto raramente nei cibi pronti a norma di legge, tuttavia, sono stati rinvenuti più frequentemente nel pesce affumicato e in altri prodotti pronti della pesca, seguiti da carni pronte e da formaggi.

 

A livello europeo il trend della brucellosi nei bovini rimane invariato rispetto al 2006, mentre la tubercolosi dei bovini e la brucellosi delle pecore e delle capre sembra in leggera diminuzione. Nell’uomo sono stati registrati 542 casi di brucellosi: si tratta di un numero in diminuzione rispetto al passato.

 

I casi di rabbia nell’uomo nel 2007 sono stati 3, tutti riconducibili a infezioni importate da Paesi esterni all’Unione. La rabbia è, infatti, ancora diffusa negli animali domestici e selvatici del Baltico e dell’Europa dell’est, sebbene i casi siano in diminuzione.

 

Le infezioni umane da Escherichia coli produttore di verocitotossina (Vtec) confermate sono state 2905 e i microrganismi sono stati rinvenuti soprattutto nel bestiame e nelle carni bovine, mentre molto raramente nei vegetali.

 

Nel 2007, i casi umani di yersinosi sono stati 8792 e le principali fonti di diffusione sono state individuate nei maiali e nella carne suina. I casi di trichinellosi ed echinococcosi nell’uomo sono stati 779 e 834 rispettivamente, e in natura questi parassiti sono stati individuati soprattutto tra gli animali selvatici.

 

Per approfondire

  • scarica l’intero rapporto
  • visita il sito del Centro per il controllo delle malattie Europeo (Ecdc)
  • leggi, sul sito di Eurosurveillance, la presentazione (in inglese) del rapporto Efsa.