Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Emilia-Romagna

Documetazione

Malattie invasive batteriche in Emilia-Romagna: rapporto 1999-2016

In Emilia-Romagna, nel periodo 1999-2016, sono stati notificati 2286 casi di malattie batteriche invasive (Mib). Di queste, mediamente, il 55,8% sono attribuibili a malattie da pneumococco, il 14% a meningococco, il 5,9% a emofilo, l’11,8% ad altri agenti patogeni e il 12,6% a patogeni non identificati. È quanto emerge dal report epidemiologico “Epidemiologia delle malattie invasive batteriche. Emilia-Romagna, 1999-2016” pubblicato a luglio 2017 dalla Regione Emilia-Romagna. Dal documento emerge che la distribuzione percentuale dei microrganismi ha subito notevoli cambiamenti dovuti all’introduzione delle vaccinazioni contro alcuni microorganismi (meningococco C e pneumococco nel 2006), alla ridefinizione dei criteri di sorveglianza (2007) e al miglioramento delle capacità diagnostiche di laboratorio. In particolare, i tassi di incidenza mostrano un aumento delle forme invasive da pneumococco (si passa da un tasso di incidenza medio registrato nel periodo 1999-2006 di 0,9 casi ogni 100.000 abitanti ad un tasso di 2,3 per 100.000 abitanti negli anni 2007-2016), dovuto sia al cambiamento del sistema di sorveglianza, sia a un effettivo aumento di malattia, soprattutto nelle fasce di età più anziane, e una riduzione delle Mib da meningococco che passa da un’incidenza media di 0,5 casi per 100.000 nel periodo 1999-2005 a 0,3 casi per 100.000 nel periodo 2006-2016. Anche le Mib attribuibili a microrganismi non identificati sono calate passando dal 19% nel periodo 1999-2006 al 10% nel periodo 2007-2016. Sono invece in aumento le malattie da emofilo (si passa da un tasso di incidenza medio registrato nel periodo 1999-2006 di 0,1 casi ogni 100.000 abitanti ad un tasso di 0,2 per 100.000 abitanti negli anni 2007-2016), dovuto alla diffusione di forme non capsulate non prevenibili con vaccinazione. Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 1,9 Mb) e la sintesi dei dati su pneumococco (pdf 459 kb) e meningococco (pdf 560 kb).

 

Al nido vaccinati: il portale istituzionale sui vaccini

Informazioni dettagliate sulla nuova legislazione regionale in tema di vaccini, ma anche approfondimenti e schede specifiche: è online “Al nido vaccinati”, il sito realizzato in occasione della campagna di comunicazione della Regione e del Ssr sull'obbligo vaccinale previsto dal prossimo anno educativo. Il portale, pensato per aiutare i genitori che devono vaccinare i figli, fornisce anche le informazioni necessarie su come (e dove) fare i vaccini e quali certificati richiedere, o presentare, per l’idoneità alla frequenza. Sono inoltre disponibili informazioni sulle vaccinazioni e sulle malattie infettive, le risposte ad alcuni dei più frequenti dubbi dei genitori e numerosi video in cui medici ed esperti spiegano l’importanza delle vaccinazioni. Per maggiori informazioni visita il sito.

 

I dati 2016 dell’Osservatorio modenese sull’infezione da Hiv

Nel 2015 sono stati notificati all'Osservatorio 35 nuovi casi di Hiv nei residenti in Provincia di Modena, portando a 2317 le infezioni segnalate a partire dal 1985. La trasmissione per via sessuale è di gran lunga la prevalente, in particolar modo attraverso rapporti eterosessuali dove nell’86% delle notifiche dell’ultimi triennio non era nota la sieropositività del partner. Inoltre, i dati evidenziano sia il progressivo aumento dell’età al momento della segnalazione (passando da un’età mediana di 23 anni per gli uomini e 22 per le donne nel 1985, ai 46 e 38 anni nel 2015), sia il progressivo aumento del numero di persone immigrate da Paesi extracomunitari (Paesi ad alta endemia), che nel 2015 ha rappresentato circa il 31% delle nuove notifiche. È ancora troppo diffuso il ritardo di diagnosi, che interessa circa la metà delle notifiche dell’ultimo quinquennio; è diminuita però significativamente la percentuale di persone che si sono presentate al momento della diagnosi in uno stadio avanzato di malattia (Ahdp): si è passati dal 42% del 2005-2009 al 30% nel 2010-2015. Nel 2015 sono stati segnalati al Centro operativo Aids (Coa) dell’Istituto superiore di sanità 35 casi di Aids in residenti della provincia di Modena. Sono alcuni dei dati presenti nel bollettino “Osservatorio provinciale sull’infezione da Hiv. Edizione 2016” (pdf 2 Mb) pubblicato a dicembre 2016 dalla Ausl di Modena e disponibili nella scheda sintetica “Le infezioni da Hiv in provincia di Modena. I dati dell’Osservatorio provinciale Aids. Anni 1985-2015” (pdf 744 kb).

 

Emilia-Romagna: coperture vaccinali nell’infanzia e nell’adolescenza

La Regione Emilia-Romagna ha pubblicato il nuovo rapporto “Coperture vaccinali nell’infanzia e nell’adolescenza. Anno 2015”. Per il secondo anno consecutivo le coperture al 24° mese delle vaccinazioni “obbligatorie” (antipolio, antidifterite, antitetano, antiepatite B) sono scese al di sotto del 95%; l’antitetanica si conferma la più alta tra le obbligatorie, media regionale al 24° mese di 94,3%. Fra le Ausl superano il 95% per tutte e quattro le obbligatorie solo Piacenza, Parma e Imola, mentre Ravenna solo per l'antitetanica. Riguardo la copertura vaccinale a 6-7 anni di età, nel 2015 la copertura per morbillo con almeno una dose nei bambini di 7 anni risulta pari a 95,6%. Se consideriamo la vaccinazione trivalente Mpr la copertura appare lievemente più bassa rispetto al solo morbillo: 95,3%. I tassi di copertura a questa età mostrano valori più elevati e stabili. Nell’adolescenza tutte le coperture vaccinali sembrano stabili o persino in aumento; dopo un temporaneo calo, anche la vaccinazione contro la varicella mostra un trend in crescita. All’interno del rapporto sono disponibili diverse elaborazioni relative alle coperture vaccinali in Emilia-Romagna (con dati al 31/12/2015) e le serie storiche delle coperture a livello regionale. Per maggiori informazioni consulta il documento completo “Coperture vaccinali nell’infanzia e nell’adolescenza. Anno 2015” (pdf 1,5 Mb).

 

Andamento del morbillo in Regione. 1 gennaio 2016 – 31 marzo 2016 

Dal 1 gennaio al 31 marzo 2016, le Aziende Usl dell’Emilia-Romagna hanno segnalato 48 casi di morbillo, di cui 36 casi confermati, 3 casi probabili, e 1 casi possibili, che corrisponde ad un’incidenza pari a 0,9 casi per 100.000 abitanti. Il 62,5% dei casi è rappresentato da giovani adulti con età compresa tra i 25 e i 44 anni; il 12,% sono adulti tra i 45 e i 54 anni e il 15% bambini sotto i 5 anni. Il 92% dei casi di cui si conosce lo stato vaccinale non risulta vaccinato contro il morbillo. In totale 22 casi sono stati ricoverati e tra questi, 10 hanno presentato complicanze, alcune delle quali gravi (insufficienza respiratoria, polmonite, pericardite, stomatite, screzi epatici, diarree, cherato-congiuntivite, glomerulonefrite). In totale, sono stati segnalati 6 focolai epidemici di cui 3 a Parma, 2 a Bologna e 1 a Piacenza. Il focolaio di Bologna è stato il più numeroso e ha avuto origine in ambito nosocomiale, coinvolgendo 8 persone. Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 521 kb). 

 

Stagione influenzale 2015-2016. Dati aggiornati al 16 marzo 2016 

Dall’inizio dell’epidemia influenzale al 16 marzo, in Emilia-Romagna, sono stati stimati circa 412 mila casi di influenza, un valore che colloca la Regione tra quelle maggiormente colpite (insieme a PA Trento, Lazio, Marche, Campania e Sardegna). È quanto emerge dal primo report relativo all'andamento della stagione influenzale 2015-2016 in Emilia-Romagna. Al 16 marzo sono stati segnalati 22 casi gravi (20 avrebbero dovuto ricevere la vaccinazione per la presenza di patologie croniche, ma solo 5 risultavano vaccinati) e 2 decessi. Più della metà dei casi gravi si è verificata in persone adulte con età compresa tra 25 e 64 anni. Il virus B ha circolato in modo nettamente prevalente nella popolazione, mentre fra i casi gravi prevale ancora l'A/H1N1. Inoltre, il dato sulla copertura vaccinale indica che, al 16 marzo, la copertura nei soggetti con età superiore a 65 anni è pari al 50,9%, in aumento rispetto alla stagione precedente. Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 786 kb).

 

Lo stato dell’infezione da Hiv/Aids. Aggiornamento al 31/12/2014 

In Emilia-Romagna, nel periodo 2006-2014 sono state notificate 3850 nuove diagnosi di infezione da Hiv, di cui 3348 (87%) relative a cittadini residenti in Regione. Tra i residenti l’incidenza media annua è quindi pari a 8,5 casi per 100.000 abitanti; nell’ultimo anno l’incidenza tra i residenti è pari a 7,6, in aumento rispetto al 2013, ma inferiore rispetto ai valori osservati nel periodo 2006-2012. Le caratteristiche prevalenti della persona sieropositiva sono il sesso maschile (73,5%), l’età compresa tra i 30 e i 39 anni (33,1%) e la nazionalità italiana (70,9%). Per quanto riguarda le modalità di trasmissione, i dati nazionali evidenziano come la proporzione di nuove diagnosi legate all’utilizzo di droghe iniettive, storicamente fattore di rischio preponderante per questa infezione, sia calata drasticamente dal 76,2% registrato nel 1985, fino al 3,8% nel 2014. In Emilia-Romagna, nei nove anni di osservazione, tale percentuale non è mai superiore al 7% (4% nel 2014). D’altro canto, la proporzione dei casi attribuibili a trasmissione sessuale è invece aumentata: si è passati dall’84% nel 2006 al 92% nel 2014. Sono alcuni dei dati che emergono dal rapporto “Lo stato dell’infezione da Hiv/Aids in Emilia-Romagna. Aggiornamento sull’epidemia al 31/12/2014” (pdf 3,6 Mb), pubblicato novembre 2015 dalla Regione Emilia-Romagna.

 

I dati 2015 dell’Osservatorio modenese sull’infezione da Hiv

Nel 2014 sono stati notificati all'Osservatorio 50 nuovi casi di Hiv nei residenti in Provincia di Modena, portando a 2282 le infezioni segnalate a partire dal 1985. La trasmissione per via sessuale è di gran lunga la prevalente, in particolar modo attraverso rapporti eterosessuali dove nell’88% delle notifiche dell’ultimi triennio non era nota la sieropositività del partner. Inoltre, i dati evidenziano sia il progressivo aumento dell’età al momento della segnalazione (passando da un’età mediana di 23 anni per gli uomini e 22 per le donne nel 1985, ai 37 e 33 anni nel 2014), sia il progressivo aumento del numero di persone immigrate da Paesi extracomunitari (Paesi ad alta endemia), che nel 2014 ha rappresentato circa il 24% delle nuove notifiche. Questi due fenomeni sembrano però stabilizzarsi nell’ultimo quinquennio. È ancora troppo diffuso il ritardo di diagnosi, che interessa circa la metà delle notifiche dell’ultimo quinquennio; è diminuita però significativamente la percentuale di persone che si sono presentate al momento della diagnosi in uno stadio avanzato di malattia (Ahdp): si è passati dal 42% del 2005-2009 al 32% nel 2010-2014. Nel 2014 sono stati segnalati al Centro operativo Aids (Coa) dell’Istituto superiore di sanità 9 casi di Aids in residenti della provincia di Modena. Sono alcuni dei dati presenti nel bollettino “Osservatorio provinciale sull’infezione da Hiv. Edizione 2015” (pdf 2 Mb), pubblicato a novembre 2015 dalla Ausl di Modena e disponibili nella scheda sintetica “Le infezioni da Hiv in provincia di Modena. I dati dell’Osservatorio provinciale Aids. Anni 1985-2014” (pdf 839 kb) pubblicata in occasione della Giornata mondiale per la lotta all’Aids 2015.

 

Coperture vaccinali nell’infanzia e nell’adolescenza. Anno 2014

Per la prima volta le coperture al 24° mese delle vaccinazioni “obbligatorie” (antipolio, antidifterite, antitetano, antiepatite B) sono scese al di sotto del 95%; solo l’antitetanica si mantiene al 95,1%. Il trend, ormai in costante calo da anni, ha mostrato una forte decrescita sul territorio regionale fra il 2013 e il 2014, in linea con quanto evidenziato al livello nazionale, con differenze tra le diverse Aziende Usl con range di copertura che oscillavano tra l’89,0% e il 96,8% a 12 mesi e l’87,8% e il 96,1% a 24 mesi. Riguardo la copertura vaccinale a 6-7 anni di età, nel 2014 la copertura per morbillo con almeno una dose nei bambini di 7 anni risulta pari a 96,3%. Se consideriamo la vaccinazione trivalente Mpr la copertura appare lievemente più bassa rispetto al solo morbillo: 95,9%. I tassi di copertura a questa età mostrano valori elevati e stabili. Anche nell'adolescenza le coperture vaccinali sono stabili o in lieve aumento. Questo trend, differente rispetto a quello che si osserva per i primi due anni di vita, è dovuto probabilmente a una continua azione di recupero, per cui alcuni bambini vengono vaccinati dopo i 24 mesi in occasione dei successivi appuntamenti vaccinali. All’interno del rapporto sono disponibili diverse elaborazioni relative alle coperture vaccinali in Emilia-Romagna (con dati al 31/12/2014) e i trend storici delle coperture a livello regionale. Per maggiori informazioni consulta il documento completo “Coperture vaccinali nell’infanzia e nell’adolescenza. Anno 2014” (pdf 1,5 Mb).

 

Studio di valutazione d’impatto delle disuguaglianze sull’adesione alle vaccinazioni

Analizzare l’impatto delle disuguaglianze sull’adesione alle vaccinazioni nei primi due anni di vita e valutare le caratteristiche socio-economiche dei genitori i cui figli non hanno eseguito alcuna vaccinazione o hanno calendari vaccinali incompleti o interrotti. Questo l’obiettivo dello studio condotto dalla Regione Emilia-Romagna e pubblicato ad autunno 2015 nel documento “Studio di valutazione d’impatto delle disuguaglianze sull’adesione alle vaccinazioni” (pdf 676 kb). Dallo studio emerge che i determinanti sociali agiscono sull’adesione alle vaccinazioni in modo discordante rispetto ad altri fenomeni studiati in sanità pubblica. Infatti, il livello socio-economico e culturale più elevato agisce come fattore ostacolante, mentre per esempio l’essere stranieri favorisce l’adesione ai programmi vaccinali. Sono proprio le madri italiane più istruite, in età più avanzata e non sposate a vaccinare di meno i propri figli in Emilia-Romagna. Il fenomeno dell'esitazione verso le vaccinazioni è diventato talmente importante e preoccupante che l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha costituito un gruppo di studio dedicato alla cosiddetta esitazione vaccinale (vaccine hesitancy) e ha ribadito l’importanza che ciascun Paese proceda all’analisi del fenomeno al proprio interno proprio perché le cause del rifiuto vaccinale possono essere diverse e possono cambiare a seconda dei periodi e delle differenti realtà geografiche.

 

Stagione influenzale 2014-2015. Report epidemiologico conclusivo

Anche nella stagione 2014-15 la Regione Emilia-Romagna ha pubblicato e diffuso alle Aziende Usl report periodici per mantenere alta l'attenzione sull’influenza e sulla necessità di vaccinare da parte degli operatori sanitari. Il report conclusivo, aggiornato a luglio 2015, che considera l’andamento della malattia, la diffusione dei diversi tipi di virus, i casi gravi segnalati e la loro letalità nonché le coperture vaccinali raggiunte, è disponibile on line. La Regione Emilia-Romagna è stata fra le aree maggiormente interessate dall’epidemia influenzale 2014-2015 in Italia: la curva epidemica, che ha raggiunto il picco alla fine del mese di gennaio (19-25 gennaio), ha mostrato un livello di incidenza pari a 15 casi per mille assistiti. In regione sono stati segnalati 169 casi gravi e tra questi si sono registrati 61 decessi: oltre la metà dei casi gravi (51%) è stata registrata nella fascia 55-75 anni, anche se una notevole quota (24%) interessa le fasce di età 25-44 e 45-54 anni. Infine, i dati sulle coperture vaccinali, mostrano un trend negativo (del resto presente anche a livello nazionale) paragonato allo scorso anno (nel 2014 sono state somministrate 663.000 dosi rispetto alle circa 744.000 del 2013): la copertura negli over 65enni è passata dal 55,8% per la stagione 2013-2014 al 50,6% per la stagione 2014-2015 e, per gli operatori sanitari, dal 16,2% al 13,4%. Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 604 kb).

 

Epidemiologia della tubercolosi in Emilia-Romagna 2012 

In Emilia-Romagna, nel 2012, sono stati notificati 483 casi di tubercolosi attiva tra persone residenti e/o domiciliate in regione (di cui 452 nuovi casi e 18 casi trattati in precedenza), con un tasso di incidenza regionale di 10,8 casi per 100.000 abitanti. Il numero di casi notificati e i relativi tassi di incidenza mostrano una significativa variabilità territoriale che tocca il valore massimo nella Ausl di Bologna (17,3 casi per 100.000 abitanti). Nel 2012, il 57,3% dei casi notificati ha riguardato persone con età compresa fra 15 e 44 anni, il19,2% ultra 65enni e il 6,6% bambini sino ai 14 anni. Dal 1996 si registra un aumento costante della proporzione di tubercolosi in persone nate all’estero (passando dal 19,3% dei casi nel 1996 al 67,7% nel 2012) e, nel 2012, quasi il 93,6% dei malati di età compresa tra i 15 e i 44 anni era nata all’estero. Sono alcuni dei dati che emergono dal rapporto regionale dell’Emilia-Romagna pubblicato ad aprile 2015. Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 1,3 Mb).

 

Stagione influenzale 2014-2015. Dati aggiornati al 29 gennaio 2015 

Report sull’andamento della stagione influenzale 2014-2015 nella Regione Emilia-Romagna pubblicato a gennaio 2015. Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 287 kb).

 

Stagione influenzale 2014-2015. Dati aggiornati al 21 gennaio 2015 

Report sull’andamento della stagione influenzale 2014-2015 nella Regione Emilia-Romagna pubblicato a gennaio 2015. Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 470 kb).

 

Lo stato dell’infezione da Hiv/Aids. Aggiornamento al 31/12/2013 

In Emilia-Romagna, nel periodo 2006-2013, sono state notificate 3473 nuove diagnosi di infezione da Hiv, di cui l’86,8% relative a cittadini residenti in Regione. Le diagnosi tra la popolazione residente in Regione sono state 300 nel 2013 sono (erano 365 nel 2012). Le notifiche nel periodo 2006-2013 sono risultate più frequenti tra i maschi (72,7%), le persone di età compresa tra i 30 e i 39 anni (33,5%) e quelle di nazionalità italiana (70,9%). Dal confronto tra le diverse realtà territoriali emerge che le Province a maggiore notifica sono Rimini (11,4 casi/100.000 abitanti), Parma (10,6/100.000 abitanti) e Ravenna (9,6/100.000 abitanti), al contrario Ferrara (7,1/100.000 abitanti) e Piacenza (7,2/100.000 abitanti) sono quelle in cui il fenomeno è meno diffuso. Negli otto anni di sorveglianza la proporzione dei casi attribuibili rapporti sessuali a rischio non protetti è aumentata, passando dall’84% nel 2006 all’88% nel 2013. La Regione da anni promuove l'esecuzione del test Hiv come una misura di prevenzione, seppur non primaria, ricordandone la gratuità in tutto il territorio regionale e il rispetto dell'anonimato. Dai dati emerge che il 48,2% dei casi complessivi ha eseguito il test Hiv per sospetta patologia Hiv-correlata o per sospetta Malattia sessualmente trasmissibile (Mst) e che solo nel 23,8% il test è stato eseguito per percezione del rischio, ovvero in quanto la persona aveva la consapevolezza di essersi esposto all'infezione. Sono alcuni dei dati pubblicati nel rapporto (pdf 3,2 Mb) a cura del Servizio di sanità pubblica della Regione in occasione della campagna regionale di prevenzione dell’Aids.

 

I dati 2014 dell’Osservatorio modenese sull’infezione da Hiv

Nell’anno 2013 sono stati notificati all'Osservatorio 42 nuovi casi di Hiv nei residenti in provincia di Modena, per un totale di 2237 dall’anno 1985. Nel periodo osservato, l'epidemiologia dell’infezione da Hiv ha subito diversi cambiamenti: forte diminuzione del numero dei casi di infezione fino alla fine degli anni Novanta, a cui ha fatto seguito un trend sostanzialmente stabile; nell’ultimo triennio sembra infine osservarsi una lieve riduzione del numero di nuovi casi notificati. La trasmissione per via sessuale è di gran lunga la prevalente, mentre quella legata allo scambio di siringhe tra le persone che fanno uso di droghe iniettive, che ha sostenuto l’infezione negli anni Ottanta, riveste ormai un ruolo secondario. Per maggiori informazioni scarica il rapporto completo (pdf 364 kb) e la scheda sintetica “Le infezioni da Hiv in provincia di Modena. I dati dell’Osservatorio provinciale Aids. Anni 1985-2013” (pdf 707 kb).

 

Coperture vaccinali nell'infanzia e nell'adolescenza - Anno 2013

Nel 2013, in Emilia-Romagna, i tassi di copertura a 12 e 24 mesi hanno mostrato un calo, rispetto al 2012, per le vaccinazioni antipolio, antidifterite, antitetano, antiepatite B, antiemofilo di tipo b, antipertosse, antimorbillo-parotite-rosolia (Mpr), antimeningococco e antipneumococco. Mostrano un trend in crescita solo la copertura per la seconda dose di MPR a 7 anni e per l’antimeningococco C a 16 anni. Tra gli adolescenti di 16 anni, il 96,2% risulta immune contro il morbillo e il 94,5% contro la rosolia. Per quanto riguarda la vaccinazione contro la varicella, offerta agli adolescenti suscettibili, a fronte di 2887 ragazzi che hanno aderito all’offerta vaccinale, 2086 l’hanno rifiutata. I dati sulla copertura vaccinale per il papilloma virus (Hpv), calcolati per coorte di nascita, mostrano che la coorte del 1997 ha raggiunto una copertura del 76,2%, la coorte del 1998 una copertura pari al 77,5%, la coorte del 1999 del 74,9% e, quella del 2000, del 75,5%. Per maggiori informazioni scarica il documento competo (pdf 1,8 Mb).

 

Andamento del morbillo in Emilia-Romagna. 1 gennaio 2014-31 maggio 2014 

Dal 1 gennaio al 31 maggio 2014, le Aziende Usl dell’Emilia-Romagna hanno segnalato 140 casi di morbillo, di cui 114 casi confermati, 8 casi probabili, e 18 casi possibili, che corrisponde ad un’incidenza pari a 3,1 casi per 100.000 abitanti. Il picco dei casi si è verificato nel mese di aprile 2014. Il 42,9% dei casi è rappresentato da giovani adulti con età compresa tra i 25 e i 39 anni e il 25% riguarda adolescenti e giovani sotto i 25 anni. Il 94,3% dei casi non risulta vaccinato contro il morbillo. In totale 40 casi, tutti confermati, sono stati ricoverati e tra questi, 16 hanno presentato complicanze, alcune delle quali gravi (insufficienza respiratoria,  polmonite, trombocitopenia, cherato-congiuntivite, glomerulonefrite). Due pazienti di 25 e 31 anni di età, in seguito a cherato-congiuntivite, hanno riportato problemi visivi permanenti. In totale, sono stati segnalati 21 focolai epidemici, in ambito familiare o tra gruppi di amici, uno in un campo nomadi, uno in una parrocchia e cinque in ambito ospedaliero. I focolai nosocomiali, tutti a Bologna, hanno coinvolto pazienti, medici, infermieri, personale del 118 e relativi familiari. Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 502 kb).

 

Sorveglianza dei contatti di casi di tubercolosi. Approfondimento 2010-2011 

La sorveglianza della tubercolosi è particolarmente onerosa, soprattutto se consideriamo il grande impegno profuso per rintracciare e per sorvegliare i contatti di casi polmonari. Valutarne i risultati è una sfida! In Emilia-Romagna in totale nel biennio 2010-2011 sono stati individuati 9018 contatti, di cui 2627 stretti, 4675 regolari e 1716 occasionali. Coerentemente con la riduzione del livello di contagiosità, il numero di contatti individuati è decrescente. La media dei contatti individuati per ciascun caso di tubercolosi contagiosa risulta pari a 13,4 e, diversificando l’osservazione per tipologia degli esposti individuati, il numero medio per caso indice è pari a 6,4 nei contatti stretti, 24,4 nei contatti regolari e 17,8 nei contatti occasionali. È quanto emerge dal rapporto del sistema di sorveglianza regionale sugli esposti a casi di tubercolosi con sede polmonare, sia in generale che rispetto a una graduazione della contagiosità del caso indice. Il documento, pubblicato a marzo 2014, ha l’obiettivo di osservare nel dettaglio le performance della sorveglianza, poiché il grado di contagiosità del caso è tra i fattori indispensabili per la corretta gestione delle persone esposte. Nell’analisi sono stati presi in esame tutti i 651 casi di tubercolosi polmonare residenti e/o domiciliati in Emilia-Romagna segnalati nel biennio 2010-2011 e i rispettivi dati della sorveglianza degli esposti a rischio, come previsto dalla circolare della Direzione Generale Sanità e Politiche Sociali della Regione Emilia-Romagna n. 9 del 26 aprile 2005 “Sistema regionale sorveglianza della tubercolosi”. Per maggiori informazioni, scarica il documento completo (pdf 43 kb).

 

I dati 2013 dell’Osservatorio modenese sull’infezione da Hiv

L’Osservatorio epidemiologico sull’infezione da Hiv della provincia di Modena effettua la sorveglianza mediante la notifica delle nuove diagnosi di infezione nelle persone adulte (età superiore a 17 anni). Questo servizio ha permesso di seguirne l’andamento nel tempo e delineare le caratteristiche delle persone coinvolte. Dai dati emerge che il tasso di incidenza negli uomini si è fortemente ridotto fino all’inizio degli anni 2000 mentre quello delle donne è rimasto stabile fin dai primi anni ‘90. È quanto emerge dal rapporto “Osservatorio provinciale sull’infezione da Hiv. Edizione 2013”, pubblicato a dicembre 2013 dalla Regione Emilia-Romagna. Dai dati, risulta evidente un progressivo incremento del numero delle nuove infezioni trasmesse attraverso rapporti eterosessuali non protetti, con evidenti oscillazioni negli ultimi anni, fino a stabilizzarsi nell’ultimo decennio intorno a un valore di 39 all’anno. I dati sul ritardo nella diagnosi (1 persona su 2 scopre di avere contratto il virus Hiv tardi) ricordano l'esigenza di informazione attivamente la popolazione sui rischi e facilitare l'accesso al test. Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 425 kb).

 

Malattie invasive batteriche in Emilia-Romagna. Dati 2000-2012 

È disponibile on line, sul sito della Regione Emilia-Romagna, il rapporto “Malattie invasive batteriche in Emilia-Romagna. Aggiornamento epidemiologico e impatto delle vaccinazioni. 2000-2012” (pdf 1,1 Mb), pubblicato a dicembre 2013. Il documento tiene conto dei cambiamenti dovuti alla ridefinizione dei criteri di sorveglianza (estesa alle altre forme invasive diverse da meningite) e all’introduzione, nel calendario vaccinale, delle vaccinazioni contro meningococco C e pneumococco, avvenute nel 2006. Per questo motivo vengono confrontate le distribuzioni percentuali distinte per agente eziologico in due periodi: 2000-2006 e 2007-2012. Dal confronto emerge la riduzione delle forme da meningococco (dal 21,9% al 8,4%) e da emofilo (dal 4% al 3,1%). In particolare per il meningococco C si evidenzia la scomparsa quasi totale di casi nella fascia di età 0-4 anni ( da 14 casi nel periodo 2000-2005 a 1 solo caso nel periodo 2006-2012) e si assiste ad un calo significativo anche nelle altre fasce di età. Sempre dal confronto fra i due periodi, emerge un aumento delle malattie da pneumococco (dal 37,8% al 45,6%), dato che risente dell’allargamento della sorveglianza alle sepsi, tuttavia si evidenzia un calo del 61% dei casi di meningite da pneumococco nella fascia di età 0-4 anni, oggetto dell’offerta vaccinale. Si rileva inoltre il raddoppio delle malattie categorizzate in altro (dal 16,6% al 33,1%). In particolare aumentano le infezioni da Listeria (dal 4% al 10,5%) e quelle attribuite ad altri agenti eziologici (come Klebsiella pneumoniae ed Escherichia coli), anche se questa osservazione risente dell’estensione della sorveglianza verso forme cliniche diverse da meningite, precedentemente non monitorate. Da sottolineare anche la riduzione, nel secondo periodo, delle forme non identificate (dal 19,6% al 9,8%), dato che riflette il miglioramento delle capacità diagnostiche di laboratorio. L’analisi della distribuzione geografica dei casi sul territorio regionale mostra una maggiore incidenza nelle Aziende sanitarie di Piacenza e Rimini.

 

Coperture vaccinali nell’infanzia e nell’adolescenza - Anno 2012 

Rapporto pubblicato a settembre 2013 dalla Regione Emilia-Romagna. Il documento considera le coperture vaccinali calcolate sulla popolazione residente, anche se l’offerta vaccinale è estesa a tutta la popolazione presente nel territorio. Dai dati emerge che, nel 2012 in Emilia-Romagna, le coperture vaccinali al 24° mese hanno registrato una lieve flessione, pur mantenendosi al di sopra del 95% per poliomielite, difterite, tetano, epatite B, pertosse ed emofilo, pari al 94,4% per la vaccinazione antipneumococcica e al 92,2% per la vaccinazione antimeningococcica. La vaccinazione contro il morbillo (a 24 mesi di vita) ha registrato una copertura del 92,6% e supera l’obiettivo del 95% (necessario per eliminare la malattia) a 7 anni (96,1%) e a 13 anni (95,8%). La vaccinazione contro la rosolia a 13 anni si attesta al 95,4%. Questi buoni risultati sono stati mantenuti nonostante il terremoto che nel maggio 2012 ha coinvolto diverse province dell’Emilia, rendendo difficile la prosecuzione delle normali attività. Sono state svolte azioni straordinarie di vaccinazione all’interno dei “campi di accoglienza” creati per accogliere le persone rimaste senza casa e, appena è stato possibile, sono stati creati ambulatori di emergenza, all’interno di container o di strutture pubbliche alternative agibili, per poter riprendere le normali attività. Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 1 Mb).

 

Sorveglianza degli eventi avversi ai vaccini segnalati in Emilia-Romagna in età pediatrica (anni 2006-2011) e adulta (2010-2011) 

Rapporto pubblicato a novembre 2013 dalla Regione Emilia-Romagna. Il documento presenta un’analisi degli eventi avversi ai vaccini segnalati in Regione. Dai dati emerge che nel periodo 2010-2011 in Emilia-Romagna in totale sono stati segnalati 621 eventi avversi ai vaccini di cui 163 a carico di soggetti adulti e 468 a carico di minori. Considerando le dosi di vaccino somministrato in quegli anni, i tassi delle segnalazioni risultano rispettivamente per adulti e minori 0,7 e 3,8 x 10.000 dosi di vaccino somministrato. Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 340 kb).

 

L’infezione da Hiv/Aids in Emilia-Romagna. Aggiornamento al 31/12/2012 

Nel periodo 2006-2012, in Regione sono state notificate 3109 nuove diagnosi di infezione da Hiv (di cui 2705 residenti), con un’incidenza annua pari a 8,9 casi per 100.000 abitanti residenti. Sono alcuni dei dati pubblicati a dicembre 2013 dal Servizio sanità pubblica - Assessorato Politiche per la salute della Regione Emilia-Romagna. Le persone sieropositive osservate nel periodo 2006-2012 sono prevalentemente: maschi (72,5%), di età compresa tra i 30 e i 39 anni (34,5%) e di nazionalità italiana (70,7%). La modalità di trasmissione principale risulta nell’89% dei casi quella sessuale. Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 340 kb).

 

Controllo degli enterobatteri produttori di carbapenemasi in Emilia-Romagna. 2011-2012 

Documento pubblicato a febbraio 2013 dall’Agenzia sanitaria e sociale regionale dell’Emilia-Romagna. Il rapporto presenta i dati relativi al 2011-2012 raccolti dal sistema di sorveglianza e controllo degli enterobatteri produttori di carbapenamasi (Cpe) attivato dalla Regione a partire dal 2011. Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 313 kb).

 

Sorveglianza nazionale delle infezioni in terapia intensiva (Progetto Sitin). Rapporto (dati 2009-2010) 

Documento pubblicato a marzo 2013 dall’Agenzia sanitaria e sociale regionale dell’Emilia-Romagna. Il Sistema nazionale di sorveglianza delle infezioni in terapia intensiva (Sitin) – nato a seguito di due successivi progetti finanziati dal Ccm del Ministero della Salute e coordinati dall’Agenzia sanitaria e sociale regionale dell’Emilia-Romagna – ha raccolto i dati relativi alle infezioni di una parte significativa delle Unità di terapia intensiva (Uti) italiane, circa un quarto delle Uti del Paese. Il documento raccoglie i dati raccolti negli anni 2009 e 2010, relativi a quasi 40.000 ricoveri, consentendo una prima valutazione di questa iniziativa. Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 311 kb).

 

Malattia invasiva da meningococ​co: nuove misure di profilassi in Emilia-Romagna 

La Regione Emilia-Romagna aggiorna le indicazioni riguardanti le misure di profilassi in caso di malattia invasiva da meningococco. Leggi la Circolare n.21 del 18 dicembre 2012 (pdf 455 kb). Le indicazioni sono organizzate in una scheda (pdf 582 kb) strutturata in modo da comprendere, oltre alle collettività scolastiche/infantili, anche altri ambiti di vita e di lavoro come le strutture sanitarie socio-sanitarie, residenziali e lavorative. Vengono fornite indicazioni per la gestione sia dei singoli casi sia dei focolai nella popolazione generale e nella collettività. Aggiornati anche gli schemi della profilassi antibiotica negli adulti e nei bambini e le indicazioni per l’offerta attiva della vaccinazione con vaccini coniugati ai contatti stretti ad alto rischio. La circolare è stata anche occasione per presentare un aggiornamento della situazione epidemiologica relativa alle malattie invasive da meningococco in Emilia-Romagna. Dal report (pdf 254 kb) emerge che, in Regione, i casi di malattia invasiva batterica dovuti a meningococco sono in media 18 ogni anno, ma dall’introduzione del vaccino nel calendario, non si è più registrato alcun caso di meningococco C nella fascia 0-5 anni tra i casi tipizzati. Infatti, l’introduzione nel 2006 della vaccinazione anti meningococco C nel calendario vaccinale regionale dell’Emilia-Romagna (con offerta attiva e gratuita ai bambini di 12-15 mesi e ai ragazzi di 14-15 anni) ha portato a raggiungere coperture vaccinali molto elevate: nel 2011 la copertura a 24 mesi è stata del 92,5%, mentre tra gli adolescenti del 78,7%. Per maggiori dettagli scarica il documento completo report “Epidemiologia delle malattie invasive da meningococco in Emilia-Romagna (dicembre 2012)” (pdf 254 kb).

 

Andamento del morbillo in Emilia-Romagna: 1 gennaio - 31 dicembre 2011 

Nel periodo compreso tra il 1 gennaio 2011 e il 31 dicembre 2011, le Ausl dell’Emilia-Romagna hanno segnalato 226 casi sospetti di morbillo, di cui 153 casi confermati, 28 casi probabili, 18 casi possibili e 27 “non casi”. Il maggior numero di casi è stato registrato nelle Aziende Usl di Bologna (49 casi confermati) e Reggio Emilia (20 casi confermati). Sono alcuni dei dati che emergono dal rapporto “Aggiornamento sull’andamento del morbillo in Emilia-Romagna: 1 gennaio - 31 dicembre 2011” (pdf 305 kb), pubblicato a marzo 2012. Dai dati emerge una maggiore incidenza tra le persone di età compresa tra 15 e 34 anni (oltre la metà dei casi totali segnalati).

 

Malattie trasmesse da alimenti in Emilia-Romagna. Aggiornamento al 2010 

In Emilia-Romagna, ogni anno tra il 2001 e il 2010 sono stati registrati in media circa 47 episodi di Malattie trasmesse da alimenti (Mta), per un totale di 469 casi e 3462 persone colpite. Il numero degli episodi è progressivamente calato dal 2001, soprattutto a causa della forte riduzione nel numero di salmonellosi registrate, infezioni che rappresentano comunque la causa più importante dei focolai epidemici registrati nella Regione. Sono alcuni dei dati che emergono dal rapporto “Epidemiologia delle malattie trasmesse da alimenti in Emilia-Romagna. Aggiornamento al 2010” (pdf 415 kb) curato dal Gruppo regionale Mta, gruppo coordinato in collaborazione tra operatori del Servizio sanità pubblica e del Servizio veterinario e igiene degli alimenti.

 

Malattie invasive batteriche: aggiornamento epidemiologico e impatto delle vaccinazioni 1996-2010

Il rapporto, pubblicato a dicembre 2011 dal Servizio sanità pubblica della Regione Emilia-Romagna, mette in evidenza i cambiamenti osservati nel tempo in seguito all’introduzione delle vaccinazioni e alle modifiche del Sistema di sorveglianza delle malattie invasive batteriche. Emerge un impatto molto positivo della vaccinazione contro il meningococco C: dall’introduzione del vaccino non sono più stati segnalati casi nella fascia 0-4 anni, si è assistito a un calo significativo anche nelle altre fasce di età e non si è verificato un aumento di casi da meningococco B. Per quanto riguarda lo pneumococco si assiste al generale aumento delle segnalazioni attribuibile all’estensione della Sorveglianza verso forme cliniche prima non monitorate. Per quanto riguarda le meningiti da pneumococco, dopo l’introduzione del vaccino coniugato 7-valente vi è stato un calo del 50% circa dei casi nella fascia di età 0-4 anni con una conseguente riduzione della mortalità per la stessa fascia. Nelle altre classi di età i tassi di incidenza si sono mantenuti stabili. Per l’emofilo, dopo un trend in calo per diversi anni a seguito della vaccinazione contro l’emofilo b, si assiste a un aumento dei casi di meningite e di sepsi negli ultimi 2 anni e alla diffusione di forme non capsulate e capsulate di tipo e ed f. Dai dati disponibili emerge inoltre una riduzione delle forme non identificate (dal 20,0% al 10,6%) a dimostrazione del miglioramento delle capacità diagnostiche di laboratorio. Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 340 kb).

 

Coperture vaccinali nell’infanzia – anno 2010 

Su un totale di 1.702.240 dosi di vaccino somministrate nel 2010 nella Regione Emilia-Romagna, 629.497 sono state utilizzate per i bambini, un valore che segna una leggera flessione rispetto al 2009 (632.929). È quanto emerge dal rapporto “Coperture vaccinali nell’infanzia anno 2010” (pdf 1,8 Mb), pubblicato a dicembre 2011 dal Servizio sanità pubblica – Direzione generale sanità e politiche sociali della Regione Emilia-Romagna. Dai dati disponibili nel documento emerge che le coperture delle vaccinazioni eseguite nei primi due anni di vita, compresa la vaccinazione antimorbillo-parotite-rosolia a 24 mesi, pur restando tra le più elevate in Italia, mostrano un leggero calo. Al contrario, i tassi di copertura delle seconde dosi di MPR, rilevate tra i 6 e i 7 anni, hanno registrato un consistente aumento, passando dall’89,1% del 2007 al 90,5% nel 2010. Rimangono invece stabili le vaccinazioni eseguite nell’età adolescenziale, e si assiste ad un aumento delle coperture della vaccinazione antimeningococco C, mentre resta stazionario il livello raggiunto con la vaccinazione contro l’Hpv.

 

Sorveglianza degli eventi avversi ai vaccini somministrati in età 0-17 anni (2006-2009) 

Su un totale di 2.249.993 dosi di vaccino, somministrate nella fascia di età 0-17 anni nel periodo 2006-2009, sono stati segnalati 1149 eventi avversi, corrispondenti a un tasso medio di 5,1 su 10.000 dosi somministrate. La distribuzione tra i sessi ha interessato 456 maschi (39,7%) e 687 femmine (59,8%), sbilanciamento legato alla vaccinazione anti Hpv, somministrata solo alle ragazze. Le reazioni descritte sono state considerate nel maggior numero di casi lievi (950 su 1564, pari al 60,7%), mentre nel 39,3% dei casi (614/1564) rilevanti. Sono alcuni dei dati presenti nel rapporto “Sorveglianza degli eventi avversi ai vaccini somministrati in età 0-17 anni segnalati in Emilia-Romagna nel periodo 2006-2009” (pdf 460 kb) pubblicato dall’Ausl di Modena e dalla Direzione generale sanità e politiche sociali della Regione Emilia-Romagna. Il report nel suo complesso dimostra da un lato l’attenzione degli operatori sanitari nei riguardi di questa tematica e dall’altro conferma la sicurezza della vaccinazione come strumento di prevenzione.

 

I dati 2011 dell’Osservatorio modenese sull’infezione da Hiv

L'osservatorio provinciale Hiv di Modena costituisce la prima esperienza in Emilia-Romagna di sorveglianza dell'infezione da Hiv e insieme a quello di Rimini ha costituito una base esperenziale per l'avvio del sistema di sorveglianza regionale. L'osservatorio raccoglie i dati dal 1985 e questo ha permesso di fotografare i cambiamenti epidemiologici dell'infezione da Hiv con molto anticipo del sistema di notifiche Aids. Dall’edizione 2011 del rapporto sulle infezioni da Hiv emerge una forte diminuzione del numero dei casi di infezione fino alla fine degli anni Novanta a cui ha fatto seguito un trend sostanzialmente stabile (a parte le fluttuazioni annuali spiegabili almeno in parte con la bassa numerosità registrata). Si è passati infatti da un tasso grezzo di incidenza su 100.000 abitanti di 29,7 nel 1985 al 8,5 nel 2010. L'osservatorio ha permesso di notare come da metà degli anni ’90 la trasmissione per via sessuale sia la più frequente e come ci sia stato un progressivo aumento dell’età al momento della segnalazione: si è passati da un'età mediana di circa 22 anni nel 1985 a circa 40 anni nel 2010. L'osservatorio ha inoltre registrato il progressivo aumento del numero di persone immigrate da Paesi extracomunitari (Paesi ad alta endemia), che ora rappresenta circa il 44% delle nuove notifiche. Infine una delle attività importanti è quella di monitorare il ritardo di diagnosi: nel periodo 2005-2010 ha diagnosi tardive, cioè sono classificati come Late Presenters (avendo un valore CD4+ <350), il 53% delle nuove notifiche. Scarica il documento completo (pdf 458 kb).

 

L’infezione da Hiv/Aids in Emilia-Romagna. Aggiornamento al 31/12/2010 

L’incidenza media annuale di nuove diagnosi di Hiv registrate in Emilia-Romagna tra il 2006 e il 2010 è pari a 9,1 casi per 100 mila abitanti e il valore registrato nell’ultimo anno (pari a 8,4) è in calo rispetto ai valori che finora mostravano una certa stabilità. Sono alcuni dei dati pubblicati a dicembre 2011 dal Servizio sanità pubblica - Assessorato Politiche per la salute della Regione Emilia-Romagna. Il sistema di sorveglianza delle nuove diagnosi di Hiv evidenzia anche che, ancora oggi, ogni anno a circa 400 persone residenti nella Regione viene diagnosticata sieropositività all’Hiv. Le persone sieropositive osservate nel periodo 2006-2010 sono prevalentemente: maschi (70,6%), di età compresa tra i 30 e i 39 anni (35,4%), di nazionalità italiana (70,6%). La modalità di trasmissione principale risulta nell’84,5% dei casi quella sessuale (55,1% eterosessuale e 29,4% omo-bisessuale). Leggi il rapporto completo “Lo stato dell’infezione da Hiv/Aids in Emilia-Romagna. Aggiornamento sull’epidemia al 31/12/2010” (pdf 6,2 Mb).

 

Epidemiologia della malaria in Emilia-Romagna 1999-2010

Dai circa 70 casi annui registrati agli inizi degli anni Novanta si è passati a circa 100 casi per anno e a un totale di 3 decessi registrati nell’intero periodo. I dati disponibili indicano una maggiore incidenza della malaria tra il sesso maschile (66,4%) e la popolazione di età compresa tra 25 e 44 anni (57,2%). Sono alcuni dei dati presenti nel rapporto “Epidemiologia della malaria in Emilia-Romagna 1999-2010” (pdf 360 kb), pubblicato dalla Regione Emilia-Romagna a ottobre 2011. Il documento evidenzia tassi di incidenza superiori alla media nazionale, sia per una maggiore sensibilità alla segnalazione da parte dei medici, sia per la quota rilevante di persone straniere residenti nel territorio (circa l’11%), che potenzialmente possono recarsi in visita nei Paesi di origine, in cui la malaria è ancora endemica.

 

Morbillo e rosolia: l’Emilia-Romagna recepisce il Piano nazionale 2010-2015

L’Emilia-Romagna, a giugno 2011, ha recepito, con una delibera regionale, il “Piano Nazionale di eliminazione del morbillo e della rosolia congenita (PNEMoRC) 2010-2015” (pdf 482 kb) (approvato come Intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2011) che ha tra i suoi obiettivi l’interruzione della trasmissione endemica del morbillo e della rosolia e la riduzione dell’incidenza della rosolia congenita a valori inferiori a un caso per 100.000 nati vivi, entro il 2015. Nei primi sei mesi del 2011, in Emilia-Romagna sono stati segnalati 143 casi sospetti di morbillo. Il 2011 si conferma infatti come un nuovo anno epidemico, con un tasso di incidenza (2,9 casi per 100 mila abitanti) che ha già superato il valore soglia (0,1 casi l’anno per 100 mila abitanti) definito per l’eliminazione del morbillo. L’epidemia di morbillo non è però contestuale a un aumento dei casi di rosolia per la quale, dal 2008, non si sono più registrati focolai epidemici e nel 2009 il tasso di incidenza si è assestato intorno a 0,2 casi ogni 100 mila abitanti e con un calo ulteriore nel 2010 (0,1 casi ogni 100 mila). Per maggiori informazioni leggi l’approfondimento.

 

Epidemiologia della legionellosi in Emilia-Romagna: il rapporto 1999-2008

Nel documento, realizzato dal Servizio sanità pubblica della Regione Emilia-Romagna, sono presentate le elaborazioni dei dati epidemiologici registrati attraverso il sistema informativo regionale delle malattie infettive e le relative informazioni contenute nelle schede di sorveglianza. Nel periodo 1999-2008 sono pervenute 560 notifiche di legionellosi: l’incidenza media regionale risulta pari a 13,6 casi ogni 1.000.000 abitanti. Per quanto riguarda l’Emilia-Romagna, si nota un andamento crescente in tutto il periodo osservato: da circa 1 caso per 1.000.000 abitanti nel 1997 si è giunti, con un aumento pressoché costante, a un valore pari a 19,2 nel 2008. L’incremento è da mettere in relazione al graduale miglioramento della capacità diagnostica e della sensibilità alla notifica, piuttosto che a un reale aumento dei casi di malattia. La malattia colpisce maggiormente le persone adulte di sesso maschile. Il 92% dei casi riguarda persone di età uguale o superiore a 40 anni, con un’età media pari a 60,5 anni (range: 4–95 anni). Sono solo 2 i casi con età inferiore ai 20 anni, due maschi di 4 e 18 anni rispettivamente. Il 70,7% dei casi notificati risulta di genere maschile, determinando un rapporto maschi/femmine pari a 2,4:1. Scarica il rapporto (pdf 1,5 Mb).

 

Le coperture vaccinali nei bambini dell’Emilia-Romagna: il rapporto 2009

Nel rapporto “Coperture vaccinali nell’infanzia - 2009”, realizzato a cura del Servizio sanità pubblica della Regione Emilia-Romagna, sono illustrati i tassi di copertura per le diverse vaccinazioni previste dal calendario vaccinale per l’infanzia, raggiunti nel 2009, a livello regionale e aziendale, raccolti nella rilevazione annuale effettuata nel corso del 2010. Si nota un aumento del numero complessivo di dosi somministrate (632.929 nel 2009 contro 596.867 nel 2008 con un aumento di 36.062 dosi) dovuto essenzialmente alla vaccinazione contro il virus A/H1N1v e all’introduzione in calendario, a partire dal 1 gennaio 2009, della vaccinazione antivaricella per gli adolescenti suscettibili. Questo incremento è attribuibile anche all’aumento del numero assoluto dei nuovi nati in Emilia-Romagna. Si confermano anche quest’anno in Emilia-Romagna tassi di copertura vaccinale superiori alla media nazionale e tra i più elevati d’Italia. Scarica il rapporto (pdf 524 kb).

 

L’infezione da Hiv/Aids in Emilia-Romagna. Anno 2009

Secondo il rapporto “Lo stato dell’infezione da Hiv/Aids in Emilia-Romagna. Aggiornamento sull’epidemia al 31/12/2009” (pdf 1,8 Mb), il cui obiettivo è quello di fornire, insieme a un breve riferimento al contesto internazionale e nazionale, un quadro epidemiologico dell’epidemia da Hiv in Emilia-Romagna, nel quadriennio 2006-2009 in Regione sono state notificate 1.752 nuove diagnosi di infezione da Hiv, di cui 1.552 (88,6%) relative a cittadini residenti. Il tasso di incidenza medio annuo nel periodo è pari a 10,3 casi per 100.000 abitanti, valore che scende a 9,1 se si limita l’osservazione ai soli cittadini residenti. La fascia di età più rappresentata è quella compresa tra i 30 e i 49 anni (64,9% dei casi). I maschi rappresentano il 72% dei casi, determinando un rapporto complessivo maschi/femmine pari a 2,6:1. A livello territoriale, riportano tassi di incidenza più alti le Aziende Usl di Forlì (12,9 casi per 100.000 abitanti), Parma (12,2) e Rimini (10,8), e più bassi quelle di Piacenza (7 casi per 100.000 abitanti), Cesena (6,7) e Imola (4,5). La proporzione dei casi attribuibili a trasmissione sessuale in Emilia-Romagna ha raggiunto l’84% di tutte le diagnosi nel quadriennio 2006-2009 (56% per trasmissione eterosessuale e 28% attribuibili a trasmissione omo-bisessuale).

 

Malattie trasmesse dagli alimenti: il rapporto 1988-2008

Dal 1988 al 2008 in Emilia-Romagna si sono verificati quasi 2 mila episodi epidemici di malattie trasmesse da alimenti (Mta) e nell’ultimo decennio, dal 1999 al 2008, sono in media 450 le persone che annualmente hanno accusato i sintomi di questo gruppo di patologie, anche se indubbiamente si assiste a un calo importante degli episodi e dei malati (da 173 del 1999 con 996 persone malate, a 26 episodi nel 2008 con 187 persone coinvolte). Lo riferisce il rapporto Epidemiologia delle malattie trasmesse da alimenti in Emilia-Romagna. Periodo 1988-2008 (pdf 1,8 Mb) pubblicato a giugno 2010 dal Servizio sanità pubblica della Regione. Sul territorio regionale, nei vent’anni presi in esame dalla pubblicazione, i soggetti affetti dalle malattie trasmesse dal cibo sono stati complessivamente 16.532, a fronte di 46 mila persone esposte. Dei 1711 episodi epidemici per cui è stato possibile individuare l’eziologia della malattia, il 68,3% è risultato essere determinato da Salmonella. Il 16,9% delle persone che hanno accusato i sintomi è stato ricoverato e i decessi registrati nell’intero periodo d’indagine sono stati 19 (l’ultimo occorso nel 1997), di cui 16 per salmonellosi (84%). Il luogo di preparazione dell’alimento veicolo di Mta più spesso coinvolto é la casa privata (nel 68% degli episodi).

 

Epidemia di morbillo: i dati da gennaio a maggio 2010

Dal 1 gennaio al 31 maggio 2010, in Emilia-Romagna sono stati segnalati 119 casi sospetti di morbillo, poi classificati dagli esami di laboratorio come “confermati” (78), “probabili” (8), “possibili” (14) e “non casi” (19). L’epidemia, prima circoscritta al territorio piacentino, si è poi estesa nelle altre province interessando in particolare Parma, Bologna e Ferrara. Il tasso di incidenza costruito sui primi mesi dell’anno ha già superato il valore soglia definito per l’eliminazione del morbillo (0,1 casi l’anno per 100.000 abitanti) e dimostra dunque la necessità di rafforzare gli sforzi di prevenzione. Per i dettagli, scarica il rapporto (pdf 365 kb).

 

Malattie invasive batteriche: il rapporto 2009

È in aumento in Emilia-Romagna il numero medio annuale delle segnalazioni di casi di malattie invasive batteriche (Mib), passando da 87 (1996-2006) a 154 (2007-2009). Questo incremento, però, probabilmente è dovuto più al cambiamento dei criteri di sorveglianza (che ha avuto luogo nel 2007) con conseguente maggiore sensibilità da parte dei clinici, che a un’effettiva crescita del numero di infezioni. Il tasso di incidenza medio per tutte le infezioni invasive batteriche in tutte le età passa da 2,2 casi su 100.000 abitanti negli anni 1996-2006 a 3,6 casi per 100.000 nel triennio 2007-2009. In particolare, l’aumento è dovuto alle forme invasive diverse dalle meningiti causate da pneumococco e dalle Mib da streptococco di gruppo A e B, che in precedenza non erano sottoposte a sorveglianza, nonché da Mib da emofilo capsulato diverso da b o non capsulato. Si mantiene pressoché stabile la letalità complessiva, attestandosi attorno al 16%, con un calo di quella da pneumococco e da meningococco. Il servizio regionale di Sanità pubblica presenta il rapporto 2009 “Epidemiologia delle malattie invasive batteriche in Emilia-Romagna”, in cui sono raccolti i dati del sistema di sorveglianza regionale dal 1996 al 2009. Per maggiori dettagli, leggi l’intero rapporto (pdf 417 kb).

 

Le coperture vaccinali nei bambini dell’Emilia-Romagna: il rapporto 2008

Nel rapporto “Coperture vaccinali nell’infanzia - 2008” (pdf 370 kb), realizzato a cura del Servizio sanità pubblica della Regione Emilia-Romagna, sono illustrati i tassi di copertura per le diverse vaccinazioni previste dal calendario vaccinale per l’infanzia a livello regionale e aziendale, raccolti nella rilevazione annuale effettuata nel corso del 2009. Si nota un notevole aumento del numero complessivo di dosi somministrate (596.867 dosi nel 2008 contro le 544.084 del 2007) dovute essenzialmente all’introduzione in calendario a partire dal 1 gennaio 2006 delle vaccinazioni antipneumococco e antimeningococco e della vaccinazione contro il Papilloma virus (Hpv) 16 e 18 dalla primavera-estate 2008. Se si considerano le vaccinazioni eseguite in tutte le età, le dosi risultano complessivamente 1.792.566, di cui 1.027.034 si riferiscono all’antinfluenzale, quasi esclusivamente per la popolazione adulta. La gran parte delle dosi rimanenti sono somministrate ai bambini e agli adolescenti. Nella Regione, si confermano anche quest’anno tassi di copertura vaccinale superiori alla media nazionale e tra i più elevati d’Italia.

 

Sorveglianza degli eventi avversi ai vaccini 0-17 anni. Anni 2006-2007

Il rapporto “Sorveglianza degli eventi avversi ai vaccini somministrati in età 0-17 anni segnalati in Emilia-Romagna periodo 2006-2007” (pdf 353 kb), realizzato dal Servizio sanità pubblica in collaborazione con il Servizio politica del farmaco della Regione Emilia-Romagna, prende in esame le schede di sospetta reazione avversa ai vaccini pervenute ai Servizi di farmacovigilanza aziendale della Regione negli anni 2006 e 2007. A fronte di 1.019.642 dosi di vaccino somministrate in età 0-17 anni nella Regione negli anni in oggetto, sono pervenute al sistema di sorveglianza, nello stesso intervallo di tempo, 422 segnalazioni di eventi avversi per un totale di 527 sintomi. I sintomi segnalati sono stati nel maggior numero dei casi lievi (282/527, pari al 53,5%) come reazioni locali, febbre < 39,5°C, e agitazione; mentre nel 46,5% dei casi (245/527) la sintomatologia è stata valutata di rilievo. Il numero delle segnalazioni è passato da 236 nel 2006 a 186 nel 2007. I bambini per i quali è stato segnalato il ricovero o il ricorso al PS sono stati in tutto 95, pari al 22,5% del totale. Le reazioni avverse che hanno determinato il ricovero sono state principalmente: reazioni locali (15 casi), ipersensibilità sintomi cutanei e respiratori (15), febbre superiore a 39,5° (10) e convulsioni febbrili (8).

 

Hiv/Aids in Emilia-Romagna: aggiornamento al 31 dicembre 2008

Tra il 2007 e il 2008 il tasso medio di incidenza dell’iv in Emilia-Romagna è pari a 9,1 casi ogni 100 mila abitanti (13,5 nei maschi e 4,8 nelle femmine). La variabilità intra-regionale del tasso di incidenza oscilla tra il 13,8 della Provincia di Forlì e il 4,7 della Provincia di Imola e l’età al momento della diagnosi è perlopiù compresa tra i 30 e i 39 anni per le donne e tra i 40 e i 49 anni per gli uomini. La proporzione di nuovi infetti per l’utilizzo di droghe iniettive è in calo e si aggira intorno al 6%, mentre la proporzione dei casi attribuibili a trasmissione sessuale è in aumento e ha raggiunto l’81% (53% rapporti eterosessuali, 28% rapporti omo/bisessuali). Leggi il rapporto “Lo stato dell’infezione da Hiv/Aids in Emilia-Romagna. Aggiornamento sull’epidemia e primi risultati del sistema di sorveglianza dell’infezione da Hiv al 31/12/2008” (pdf 512 Kb).

 

Epidemia di morbillo e rosolia in Regione: i dati da gennaio a novembre 2008

Dal 1 gennaio al 30 novembre 2008 in Emilia-Romagna sono stati segnalati 300 casi sospetti di morbillo, poi classificati dagli esami di laboratorio come “confermati” (174), “probabili” (23) e “non casi” (103). L’incidenza annuale si attesta su un valore di 4,6 casi per 100 mila abitanti. L’82% dei 197 casi confermati e probabili riguarda persone residenti in Emilia-Romagna, mentre il 18% rappresenta i soggetti domiciliati in Regione ma residenti altrove in Italia o all’estero. Per i dettagli, scarica il rapporto con i dati sul morbillo (pdf 92 kb). Per quanto riguarda la rosolia, per il periodo che va dal 1 gennaio al 30 novembre 2008, sono 490 i casi confermati di rosolia, per un’incidenza pari a 11,5 casi per 100 mila abitanti. Per i dettagli, scarica il rapporto con i dati sulla rosolia (pdf 82 kb).

 

I dati 2007 dell’Osservatorio modenese sull’infezione da Hiv

Sono 53 i nuovi casi di infezione da Hiv notificati in provincia di Modena nel 2007, per un tasso di incidenza relativo di 1,5 casi per 100.000 abitanti: un valore più basso di quello osservato per l’intera Emilia-Romagna (2,8). Sale l'età delle persone che contraggono il virus (40 anni per gli uomini e 31 anni per le donne), mentre il contagio riguarda ormai soprattutto gli eterosessuali: il 64% dei nuovi casi negli ultimi due anni. A partire dal 1985, il numero totale di notifiche è stato di 1.903 (1.344 uomini e 559 donne). Negli ultimi anni, il 40% delle notifiche riguarda stranieri, in particolare provenienti dall'Africa subsahariana e dall'Africa meridionale. La sopravvivenza è migliorata molto a partire dal 1997, grazie all'introduzione della terapia antiretrovirale. Un miglioramento che prosegue nel tempo: si è passati infatti da una sopravvivenza del 76% a 5 anni per il periodo 1985-96, al 93% per quello 2002-2007. Il ritardo della diagnosi influisce negativamente sulla sopravvivenza: è quindi molto importante effettuare il prima possibile il test Hiv, perché i farmaci oggi sono efficaci e, in caso di contagio, è importante riconoscere presto l'infezione per attuare la terapia in maniera tempestiva. I dati che fotografano la situazione Hiv in provincia di Modena sono contenuti nel rapporto 2008 (pdf 645 kb) realizzato dall'Osservatorio provinciale sull'infezione Hiv e gestito da Ausl e Azienda ospedaliero-universitaria Policlinico di Modena.

 

Epidemia di morbillo in Regione: i dati da gennaio a maggio 2008

Dal 1 gennaio al 31 maggio 2008, in Emilia-Romagna sono stati notificati 223 casi di morbillo, di cui 96 confermati e 71 probabili. Il picco si è verificato tra febbraio e marzo. Tra le complicanze di rilievo, si registrano 4 casi di polmonite. Pur avendo buona copertura vaccinale, in Emilia-Romagna non si raggiungono ancora i tassi necessari per ottenere l’eliminazione della malattia. L’epidemia colpisce soprattutto gli adolescenti e i giovani adulti. Ribadita l’opportunità di aumentare l’impegno per responsabilizzare gli operatori, offrendo la vaccinazione ai suscettibili. Per i dettagli, scarica il rapporto (pdf 55 kb) e la lettera (pdf 635 kb).

 

Sorveglianza dell’antibioticoresistenza e uso di antibiotici sistemici in Emilia-Romagna: il rapporto 2006

La situazione dell’Emilia-Romagna per quanto riguarda gli antibiotici, in confronto a quella di altri Paesi europei, fa registrare sia una forte pressione antibiotica sia un’alta prevalenza di resistenze. Lo rivela il dossier “Sorveglianza dell’antibioticoresistenza e uso di antibiotici sistemici in Emilia-Romagna. Rapporto 2006”, secondo cui è necessario modificare le abitudini prescrittive dei medici in ambito regionale. Le strategie per ridurre il consumo di antibiotici dovranno essere sviluppate individuando le priorità e tarando gli interventi sui problemi specifici. In particolare, desta preoccupazione l’incremento di resistenza osservato in alcune specie di enterobatteri. Per quanto riguarda l’uso di antibiotici sistemici, i tassi di consumo risultano elevati in tutte le fasce di età, con i picchi nelle fasce estreme (0-6 anni e oltre gli 80 anni).

 

Sorveglianza degli eventi avversi dopo le vaccinazioni in età 0-17 anni segnalati in Emilia-Romagna nel 2006

Nel 2006 in Emilia-Romagna, a fronte di 475.583 dosi di vaccino somministrate in bambini e ragazzi da 0 a 17 anni, sono pervenute al sistema di sorveglianza 236 segnalazioni di eventi avversi, per un totale di 265 sintomi. In quasi 6 casi su 10, i sintomi segnalati sono di lieve gravità, come reazioni locali, febbre, agitazione e sintomi in miniatura di morbillo, parotite e rosolia. Per maggiori informazioni leggi l’approfondimento sul nuovo rapporto dell’Emilia-Romagna sulla sorveglianza degli eventi avversi alle vaccinazioni nel 2006.

 

I dati 2006 dell’Osservatorio modenese sull’infezione da Hiv

Secondo l’edizione 2007 del bollettino dell’Osservatorio provinciale di Modena sull’infezione da Hiv (dati aggiornati al 31 dicembre 2006), nel corso del 2006 sono stati notificati 63 nuovi casi di infezione in persone adulte residenti. Di questi (43 uomini e 20 donne), l’86% ha contratto l’infezione per via sessuale (sia omosessuale che eterosessuale) e il 33% è di nazionalità straniera. Anche se il numero di nuove infezioni sembra essersi stabilizzato negli ultimi anni, un monitoraggio ventennale evidenzia alcuni cambiamenti significativi, come quelli sulla via di trasmissione e sull’età al momento della diagnosi. Non più lo scambio di siringhe tra tossicodipendenti, ma la via sessuale è infatti il tramite principale di trasmissione (89% dei casi). E i rapporti eterosessuali costituiscono il 65% dei nuovi casi dell’ultimo biennio. Un altro fenomeno che ha subito modifiche nel corso degli anni è l’aumento costante dell’età al momento della segnalazione, passata da un'età media per gli uomini di 23 anni nel 1985 a 38 anni nel 2006, mentre per le donne da 22 a 26 anni. Sono 14, infine, i nuovi casi di Aids conclamato segnalati nel 2006 nella provincia di Modena, per un tasso di incidenza di 2,1 casi per 100.000 abitanti. Per saperne di più scarica il rapporto originale (pdf 750 kb).

 

Provincia di Modena: andamento di alcune malattie infettive prevenibili con le vaccinazioni. Aggiornamento al 31/12/2005

I dati del rapporto, aggiornati a dicembre 2005, si riferiscono in particolare a morbillo, epatite B, pertosse e rosolia. Anche per il 2004 e per il 2005, si conferma il costante calo di queste malattie in corrispondenza del graduale aumento (o del mantenimento di livelli elevati) delle coperture vaccinali, che risultano di poco superiori alla media regionale. I casi di morbillo, dopo il picco transitorio del 2002 e del 2003 (anni epidemici a livello nazionale), si sono pressoché azzerati (1 caso nel 2004 e nessun caso nel 2005). Per la pertosse, è buono il contenimento della malattia: sia nel 2004 che nel 2005 sono stati infatti registrati solo 8 casi. Nel 2004 viene segnalato un caso di epatite B in un bambino di 18 mesi non vaccinato, immigrato dall’Ucraina. Gli ultimi 2 casi di epatite B segnalati in età pediatrica risalivano al 1997. L’incidenza della rosolia appare in costante calo, particolarmente accentuato dal 1998 quando passa bruscamente da valori compresi tra 40 e 60 casi per 100.000 a tassi inferiori a 10 per 100.000. Tuttavia, 4 dei 7 casi complessivi segnalati nel 2004 e 2005 riguardano donne in età fertile: una conferma, questa, della necessità di agire in modo mirato su questa fascia di popolazione, così come previsto dal Piano per l’eliminazione della rosolia congenita a partire dal 2007 a livello regionale e nazionale. Scarica il documento completo (pdf 105 kb).

 

Provincia di Modena: sorveglianza degli eventi avversi ai vaccini somministrati in età 0-17 anni. Anni 2002-2005

A fronte di 253.878 dosi di vaccino somministrate in età 0-17 anni in Provincia di Modena, sono pervenute al sistema di sorveglianza 239 segnalazioni di eventi avversi, per un totale di 289 sintomi. Reazioni avverse che hanno interessato 127 soggetti maschi (53,1%) e 112 femmine (46,9%), con età media pari a 36 mesi e un range che oscilla dai 2 mesi ai 17 anni. I sintomi segnalati sono stati in gran parte di gravità lieve e/o attesi (203 su 289, pari al 70%), come reazioni locali, febbre < 39,5°C, agitazione e sintomi in miniatura di morbillo, parotite e rosolia. Nel restante 30% dei casi (86 su 289), invece, la gravità è stata valutata di rilievo. La frequenza di segnalazione complessiva, e quella dei sintomi considerati clinicamente rilevanti, sono risultate rispettivamente pari a 9,4 e 3,4 su 10.000 dosi. La frequenza di segnalazione in Provincia di Modena è molto più alta (circa il triplo) rispetto alla media regionale riscontrata nel 2001. Scarica il documento completo (pdf 160 kb).

 

Lo stato dell’infezione da Hiv/Aids in Emilia-Romagna. Aggiornamento al 31/12/2005

È stato pubblicato dalla regione Emilia-Romagna il rapporto sullo stato dell’infezione da Hiv al 31 dicembre 2005, a cura del servizio Sanità pubblica della Direzione generale Sanità e politiche sociali. L’incidenza dei casi di Aids ha subito una forte diminuzione dal 1996 al 1999, mostrando poi una stabilizzazione dei tassi con un lieve miglioramento negli ultimi anni.

Questa diminuzione è difficilmente attribuibile a una riduzione delle infezioni da Hiv. I trattamenti, insieme alla stabilizzazione delle nuove diagnosi di sieropositività, hanno fatto sì che la prevalenza della condizione di Hiv/Aids (ossia le persone sieropositive viventi con o senza Aids conclamato) sia aumentata e che le persone in Hiv/Aids siano in condizioni di salute migliori. In Emilia-Romagna il 43% delle persone scopre di essere malato di Aids senza essere venuto prima a conoscenza della propria sieropositività. Nel 61% dei casi la modalità di trasmissione è quella sessuale. Scarica il rapporto Hiv-Aids in Emilia-Romagna nel 2005 (pdf 1,1 Mb).

 

I dati 2005 dell’Osservatorio modenese sull’infezione da Hiv

In diminuzione i nuovi casi di infezione da Hiv registrati in Provincia di Modena: 54 nel 2005. Si conferma la tendenza all’aumento dell’età della segnalazione che è passata da 23 anni nel 1985 a 38 anni nel 2005 negli uomini, e da 22 a 32 per le donne. La principale via di trasmissione è quella sessuale, in particolare tramite rapporti eterosessuali (67% dei casi nell’ultimo biennio). In calo la trasmissione tra tossicodipendenti dovuta allo scambio di siringhe e anche quella legata a rapporti omosessuali. Nel 2005 si registra anche una uguale frequenza di infezione tra italiani e stranieri (in particolare tra quelli che provengono dall’Africa subsahariana e meridionale). Leggi il rapporto, a cura dell’Osservatorio Hiv della provincia di Modena (pdf 505 kb).

 

Epidemiologia della tubercolosi in Emilia-Romagna. I dati del 2004

Nel 2004 sono stati notificati in Emilia-Romagna 474 casi di tubercolosi: un tasso pari a 11,6 casi per 100.000 abitanti. Tra il 1996 e il 2004 sia il numero di casi notificati sia i tassi di incidenza sono sostanzialmente stabili. L’Ausl di Piacenza ha il più alto tasso di incidenza (15,9 casi per 100.000 abitanti), mentre l’Ausl di Bologna presenta il maggior numero di casi notificati (116). La classe di età più colpita è quella dei soggetti con più di 65 anni (17,9 per 100.000 abitanti nel 2004). L’incidenza in questa classe è diminuita dal 1996 al 2004 del 23%, mentre nello stesso periodo è raddoppiato il tasso di incidenza corrispondente alla classe di età 15-24. Nell’arco di dieci anni, si è registrato un aumento costante della proporzione di Tbc in persone nate all’estero: dal 10% dei casi nel 1993 al 46% nel 2004. Il rapporto descrive l’andamento temporale dell’endemia tubercolare in Emilia-Romagna tra il 1996 e il 2004. L’obiettivo è identificare l’eventuale presenza di gruppi ad alto rischio, al fine di indirizzare più efficacemente interventi e risorse. Consulta il rapporto.

 

I dati 1985-2005 dell’Osservatorio modenese sull’infezione da Hiv

Nel 2004 sono stati 58 i nuovi casi di infezione da Hiv registrati in Provincia di Modena. La trasmissione avviene soprattutto per via sessuale, in particolar modo (64%) attraverso rapporti eterosessuali. Cala invece la trasmissione legata allo scambio di siringhe infette tra i tossicodipendenti (11%). In aumento l’età della segnalazione, che è passata da 23 anni nel 1985 a 43 anni nel 2004 negli uomini, e da 22 a 33 per le donne. Sempre più precoce la diagnosi, migliorano le condizioni di salute al momento della notifica. Leggi tutto il rapporto, a cura dell’Osservatorio Hiv della provincia di Modena.

 

L’esercizio fisico come strumento di prevenzione e trattamento delle malattie croniche: l’esperienza dell’Emilia-Romagna nella prescrizione dell’attività fisica

Una carrellata sull’esperienza che la Regione Emilia-Romagna ha fatto, dal 2010 a oggi, sul tema della prescrizione dell’attività fisica, importante strumento di prevenzione secondaria e trattamento di molte malattie croniche: è quanto presenta il numero 78 della collana regionale Contributi. Il documento, pubblicato a marzo 2014, contiene anche gli atti formali (delibere, circolari e note) sull’argomento, sugli interventi di contesto (palestre etiche e sicure) e la relazione finale del progetto pilota. In Emilia-Romagna, infatti, è stato sviluppato un programma di prescrizione dell’attività fisica e dell’esercizio fisico, destinato alle persone che presentano fattori di rischio per la salute, o malattie sensibili all’esercizio fisico, attraverso interventi personalizzati di prescrizione sotto controllo sanitario e in totale sicurezza. La Regione ha costruito un’importante esperienza con un progetto pilota finanziato dal ministero della Salute e finalizzato a verificare la sostenibilità economica e organizzativa di interventi di questo tipo praticati su larga scala. Il progetto, condotto in quattro Regioni (Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Sicilia) riguardava la prescrizione dell’attività fisica a persone affette da esiti stabilizzati di patologie dell’apparato muscolo-scheletrico o di malattie neurologiche, oppure affette da patologie cardiovascolari e dismetaboliche, o a soggetti anziani fragili. Per maggiori informazioni, scarica il documento completo (pdf 3,9 Mb).

 

I tumori nelle Province di Parma, Reggio Emilia e Modena. Anno 2007

Nel primo rapporto collaborativo tra i Registri tumori delle Province di Parma, Reggio Emilia e Modena, vengono presentati i dati di incidenza, mortalità e sopravvivenza relativi alle popolazioni residenti nelle aree di competenza dei tre rispettivi Registri. Nel corso del 2007 sono oltre 12 mila le persone che si sono ammalate di tumore. Le neoplasie più frequenti tra gli uomini sono quelle della prostata (20%), del polmone (15,1%), del colon-retto (14,4%) e della vescica (10,1%), mentre quelle più diffuse tra le donne sono quelle della mammella (28,9%), del colon-retto (12,5%), del polmone (6,3%) e della tiroide (5,8%). Leggi l’approfondimento.

 

La prevenzione dell’obesità infantile: meno nove mesi più tre anni. Focus sul periodo di gravidanza e dei primi 3 anni di vita del bambino

Rapporto, pubblicato a gennaio 2017 dalla Regione Emilia-Romagna. Affronta il tema della prevenzione dell’obesità infantile attraverso azioni rivolte al periodo della gravidanza e ai primi 3 anni di vita del bambino, definendo gli schemi operativi generali per gli operatori sanitari, fornendo raccomandazioni e allegando la documentazione informativa e di supporto, al fine di facilitarne l’applicazione pratica su tutto il territorio regionale. Per maggiori informazioni consulta il documento completo.

 

Modello regionale di presa in carico del bambino sovrappeso e obeso

Il quadro emerso dai dati regionali sull’obesità infantile, come per esempio quelli elaborati dal sistema di sorveglianza OKkio alla Salute (tra i bambini che frequentano la scuola primaria 1 su 3 è in eccesso di peso), ha reso necessaria la definizione di un percorso per la presa in carico dei bambini in sovrappeso e obesità. Per la complessità delle cause, per la variabilità del grado di severità e soprattutto per le implicazioni sulla salute, gli interventi preventivi e terapeutici dell’obesità infantile richiedono lo sviluppo di modalità organizzative specifiche dei servizi sanitari che devono configurarsi come servizi di rete. In particolare, l’organizzazione di una rete di percorsi deve assicurare il monitoraggio e la presa in carico dei soggetti a rischio in modo efficace e precoce. Per maggiori informazioni leggi l’approfondimento.

 

L’attività fisica nei giovani: l’indagine conoscitiva 2009 della Ausl di Cesena

Solo il 12% dei giovani di 14-15 anni di Cesena pratica un’attività fisica che rispetta le modalità suggerite dalle linee guida internazionali (60 minuti ogni giorno della settimana), un ulteriore 36% la pratica per un totale di sette ore alla settimana, anche se non tutti i giorni. Gli sport più praticati dagli adolescenti sono il calcio, il nuoto e la pallavolo. È quanto emerge dall’indagine, pubblicata ad aprile 2009, rivolta agli studenti del biennio delle scuole secondarie di secondo grado del Comune di Cesena. Il 13% dedica più di 4 ore al giorno a televisione, computer e videogiochi, mentre un quarto degli studenti consuma già tabacco e alcol. È stato inoltre rilevato che le condizioni socioeconomiche della famiglia di appartenenza influenzano il livello di attività fisica praticata dagli studenti: a un elevato livello di istruzione corrisponde solitamente una maggiore pratica sportiva, sia a scuola che fuori. Nelle famiglie con un basso livello di istruzione e in quelle immigrate, invece, i giovani praticano meno attività fisica. Scarica il documento completo (pdf 154 kb).

 

La nascita in Emilia-Romagna: i dati Cedap 2015

Si conferma, in Emilia-Romagna, la tendenza a una contrazione delle nascite cominciata nel 2010 e il tasso di natalità è passato dal 9,8 nati per 1000 abitanti (2009) a 8 (2015). La quota di madri con cittadinanza straniera è passata dal 21,8% del 2005 al 31% del 2015. L’età media delle madri al momento del parto è 32 anni (stabile rispetto al 2014), con una discreta differenza tra italiane (media 33 anni) e straniere (media 29,7). Il 34,5% delle donne che partoriscono ha un’età ≥ a 35 anni (27,7% nel 2005). Le donne alla prima gravidanza rappresentano il 41,8% del totale. Le donne che nel 2015 sono ricorse a tecniche di procreazione medico assistita sono il 2,4% del totale, dato più che raddoppiato negli ultimi 9 anni. Il tasso di parti pretermine è il 7,1%, quello di parti post-termine è l’1,3. Il tasso di parti cesarei nel 2015 è del 26,4% (dato in calo negli anni), di cui circa la metà elettivi. Il tasso di neonati (vivi) di peso inferiore ai 2500 grammi è 7,1%, quello dei neonati di peso inferiore ai 1500 grammi è 1,2%. Sono alcuni dei dati presentati nel report annuale “La nascita in Emilia-Romagna - anno 2015” (pdf 2,6 Mb), tredicesimo rapporto sui dati regionali del Certificato di assistenza al parto (CedAP).

 

La nascita in Emilia-Romagna: i dati Cedap 2014

Si conferma, in Emilia-Romagna, la tendenza a una contrazione delle nascite; contrazione strutturale, attribuibile a una diminuzione delle “potenziali madri” (riflesso degli andamenti della natalità tra gli anni ’60 e ’90). La diminuzione risulta pari a 13% in cinque anni e, per la prima volta, cala anche la quota di madri con cittadinanza straniera. Aumentano invece le donne che partoriscono a un’età maggiore di 35 anni. Lo riferisce il report annuale “La nascita in Emilia-Romagna - anno 2014”, dodicesimo rapporto sui dati regionali del Certificato di assistenza al parto (CedAP). Dal documento, pubblicato il 30 novembre 2015, emerge anche che sul versante neonatale, il tasso di neonati (vivi) di peso inferiore ai 2500 grammi nel 2014 è 6,8% (1,1% quelli di peso inferiore ai 1500 grammi). Un intero capitolo è dedicato alle disuguaglianze degli esiti della gravidanza, del parto e neonatali per Paese di nascita e scolarità dei genitori. Per approfondire tutti i temi affrontati nel rapporto (luogo del parto, caratteristiche dei genitori, gravidanza, travaglio e parto, nati, ecc) consulta il documento completo (pdf 2 Mb).

 

La nascita in Emilia-Romagna: i dati Cedap 2013

In Emilia-Romagna, nel 2013, è aumentato il numero di donne che si sono rivolte ai servizi pubblici per l’assistenza alla gravidanza (18 mila nel 2013 vs 10 mila nel 2003) ed è diminuito il numero di nuovi nati (42.426 nascite nel 2009 vs 38.057 nel 2013): sono due dei dati presenti nel rapporto “La nascita in Emilia-Romagna. 11° Rapporto sui dati del Certificato di Assistenza al Parto (Cedap) - Anno 2013”, pubblicato a novembre 2014. Dal documento emerge che l’età media delle madri al momento del parto è 31,9 anni (in leggero aumento rispetto all’indagine precedente) e che 884 donne sono ricorse a tecniche di procreazione assistita (il 2,4% del totale dei parti, mentre nel 2006 erano l’1%). Nel 2011, il 52% dei parti è avvenuto nei 7 punti nascita (su 31 attivi in Regione) che hanno assistito oltre 2000 parti annui. Il tasso dei neonati vivi di peso inferiore a 2500 grammi è stato 7% (lievemente in aumento rispetto al 2012), quello dei neonati di peso inferiore a 1500 grammi 1,1% e la frequenza dei macrosomi (peso ≥4 kg) è stata del 6,9%. Per maggiori informazioni visita il sito del Centro di documentazione sulla salute perinatale e riproduttiva.

 

La nascita in Emilia-Romagna: i dati Cedap 2012

Prosegue, per il terzo anno consecutivo, il decremento del numero dei nati in Regione che, nel 2012, sono stati 39.337 e, come gli anni precedenti, anche nel 2011 si osserva l’aumento della frequenza di madri con cittadinanza straniera (30,6%). Sono alcuni dei dati che emergono dal Rapporto Cedap “La nascita in Emilia-Romagna: 10° Rapporto sui dati del certificato di assistenza al parto (Cedap) – Anno 2012”, pubblicato a novembre 2013. Dal rapporto emerge che l’età media delle madri al momento del parto è 31,8 anni (stabile rispetto al 2011), con un aumento del numero di madri nubili (33,2%). Il 16,4% delle donne che hanno partorito nel 2011 riferisce di essere stata fumatrice nei 5 anni precedenti e, tra queste, il 40,1% ha continuato a fumare durante la gravidanza. Il 2,2% delle madri (838) è ricorsa a tecniche di procreazione assistita, un dato più che raddoppiato rispetto al 2006 (1%). L’utilizzo di tecniche di contenimento del dolore in travaglio riguarda il 75,4% dei parti, dato in aumento dal 2007 (inizio della rilevazione) a oggi. Il 27,9% dei parti è avvenuto con taglio cesareo, dato in calo negli anni. Infine, la percentuale di neonati vivi di peso inferiore ai 2500 grammi è 6,7% (lievemente in calo negli ultimi due anni), quello dei neonati di peso inferiore ai 1500 grammi è 1,1%; la frequenza dei macrosomi (peso ≥4 kg) è del 6,7%. Per maggiori informazioni scarica il documento “La nascita in Emilia-Romagna: 10° Rapporto sui dati del certificato di assistenza al parto (Cedap) – Anno 2012” (pdf 1,1 Mb) e l’Allegato dati Cedap 2012 (pdf 684 kb).

 

Prevalenza dell’allattamento al seno e altri interventi preventivi in Emilia-Romagna. Ricerca triennale, anno 2011

Questo rapporto, pubblicato a ottobre 2012, contiene i dati 2011 sul tasso di prevalenza dell’allattamento al seno (pari al 55% a tre mesi e al 37% a cinque mesi), la posizione nel sonno (con una media regionale, per la posizione supina, dell’85% in ospedale e del 72% a casa) e l’utilizzo dei mezzi di contenimento per il trasporto in auto dei bambini, alla prima e alla seconda vaccinazione. È presente inoltre un’analisi dell’andamento dei tassi nel tempo e un tentativo di identificazione dei fattori socioeconomici potenzialmente associati agli interventi preventivi indagati (analisi multivariata). Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 2 Mb).

 

La nascita in Emilia-Romagna: i dati Cedap 2011

Con 40.487 nuovi nati, prosegue il trend di decremento registrato a partire dal 2010 in Regione e, come gli anni precedenti, anche nel 2011 si osserva l’aumento della frequenza di madri con cittadinanza straniera. Sono alcuni dei dati che emergono dal Rapporto Cedap “La nascita in Emilia-Romagna: 9° Rapporto sui dati del certificato di assistenza al parto (Cedap) – Anno 2011”, presentato a novembre 2012 durante il convegno “Presentazione del Rapporto La nascita in Emilia-Romagna. 9° Rapporto sui dati del Certificato di Assistenza al Parto. Anno 2011” (Bologna, 26 novembre 2012). Dal rapporto emerge che l’età media delle madri al momento del parto è 31,8 anni, con un aumento del numero di madri nubili. Il 17% delle donne che hanno partorito nel 2011 riferisce di essere stata fumatrice nei 5 anni precedenti e, tra queste, il 48,9% ha continuato a fumare durante la gravidanza. Sono 779 le donne ricorse a tecniche di procreazione assistita, un dato raddoppiato rispetto al 2006. L’utilizzo di tecniche di contenimento del dolore in travaglio riguarda il 61,9% dei parti, dato in aumento dal 2007 a oggi. Il 29% dei parti è avvenuto con taglio cesareo, dato in leggero calo negli anni. Infine, il tasso di neonati vivi di peso inferiore ai 2500 grammi è 6,8% (lievemente in calo), quello dei neonati di peso inferiore ai 1500 grammi è 1,1%; la frequenza dei macrosomi (peso ≥4 kg) è del 7%. Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 3,5 Mb).

 

La nascita in Emilia-Romagna: i dati Cedap 2010

Con 41.838 nuovi nati nel 2010, l’Emilia-Romagna registra un decremento rispetto al 2009 (42.426) e interrompe i 15 anni di progressivo aumento nel numero di nascite in Regione. Come l’anno precedente, la frequenza di madri con cittadinanza straniera è in aumento ed è passata dal 17,1% del 2003 al 29,3% del 2010. Sono alcuni dei dati che emergono dal Rapporto Cedap “La nascita in Emilia-Romagna: 8° Rapporto sui dati del certificato di assistenza al parto (Cedap) – Anno 2010”. I dati sulle madri indicano che l’età media al momento del parto è 31,7 anni con una differenza tra l’età media delle italiane (32,9 anni) e quella delle straniere (media 28,8). Nel 32,6% dei parti si tratta di donne non coniugate (nubili, separate, divorziate o vedove) e nel 30,1% di donne nubili. La scolarità è medio-bassa (licenza elementare o di scuola media inferiore) per il 29,3% delle madri mentre il 26,8% risulta laureata o in possesso di diploma universitario. Scarica il documenti completo (pdf 3,9 Mb).

 

Ausl Cesena: profilo di equità in epoca prenatale e pediatrica

Un buon livello di salute generale, con indicatori spesso migliori della media regionale e che supportano i risultati positivi di programmi e interventi realizzati da diversi anni nel territorio cesenate a sostegno delle famiglie e dei loro bambini: è quanto emerge dal rapporto “Profilo di equità in epoca prenatale e pediatrica” pubblicato dall’Ausl di Cesena. Il quadro che affiora dallo studio presenta un’immagine globalmente positiva del territorio cesenate. In particolare, la percentuale di parti cesarei, il rapporto di abortività e l’immunizzazione alla rosolia nelle partorienti risultano migliori rispetto alla media regionale. Emergono però diverse aree critiche nelle quali viene fuori la presenza di disuguaglianze tra persone con diversa cittadinanza, titolo di studio e condizione occupazionale. Per maggiori dettagli scarica il documento completo (pdf 3,9 Mb).

 

La nascita in Emilia-Romagna: i dati Cedap 2009

I nuovi nati in Emilia-Romagna nel corso del 2009 sono stati oltre 42 mila (9,7 ogni 1000 abitanti): questo dato conferma l’incremento dei parti in Regione. A determinare il costante aumento delle nascite è il contributo della popolazione immigrata: la percentuale di nuove madri con cittadinanza straniera è, infatti, passata dal 17,1% del 2003 al 27,9% del 2009. In forte incremento anche la percentuale della madri non sposate (nubili, separate, divorziate o vedove), passata negli ultimi 7 anni dal 19,7% al 28,6%. È quanto emerge dal 7° rapporto della Regione Emilia-Romagna sui dati del certificato di assistenza al parto (Cedap) riferito all’anno 2009. In aumento anche le donne che hanno fatto ricorso alle tecniche di procreazione assistita (603). Per quanto riguarda il numero di visite in gravidanza, solo il 4% delle donne ne ha effettuate meno di 4, numero soglia assunto come indicatore di assistenza insufficiente. Il tasso di parti cesarei è 29,9%, in sostanziale stabilità negli anni considerati; marcata è la variabilità fra punti nascita. Scarica la sintesi (pdf 28 kb), il documento completo (pdf 922 kb)

 

La nascita in Emilia-Romagna: i dati Cedap 2008

I tassi di natalità e di fecondità sono in aumento e hanno ormai superato i valori medi nazionali: il tasso di natalità è pari al 9,7‰ e il numero medio di figli per donna è 1,45 (dati Italia: 9.6‰ e 1,41). Questi dati costituiscono comunque, se confrontati ad altri Paesi europei, un indicatore del problema della denatalità che caratterizza in generale la realtà italiana. Il costante aumento della popolazione immigrata, in particolare femminile, contribuisce in modo significativo a questo incremento. L’età media delle mamme al momento del parto è di 31,5 anni, con una discreta differenza tra italiane (media 32,6 anni) e straniere (media 28,5). La frequenza di donne di età uguale o superiore a 35 anni è passata dal 25,5% nel 2003 al 31% nel 2008. Le donne che hanno fatto ricorso a tecniche di procreazione assistita sono l’1,4% del totale. Il tasso di parti cesarei è 30,1%, leggermente in crescita dal 2006. Infine, il tasso di neonati di peso inferiore ai 2500 grammi è 7%, in aumento rispetto agli anni precedenti. Questo e molto altro nel 6° rapporto nascita, pubblicato a novembre 2009 dalla Regione Emilia-Romagna. Scarica il rapporto (pdf 1,8 Mb).

 

La nascita in Emilia-Romagna: i dati Cedap 2007

I tassi di natalità e di fecondità sono in costante aumento e hanno ormai superato i valori medi nazionali: il tasso di natalità è pari al 9,6‰ e il numero medio di figli per donna è di 1,4. Il costante aumento della popolazione immigrata, in particolare, femminile, contribuisce in maniera significativa a questo incremento. È quanto emerge dal 5° rapporto nascita, pubblicato a novembre 2008 dalla Regione Emilia-Romagna, che comprende i dati del 98,2% dei nati registrati con le schede di dimissione ospedaliera (Sdo). Il rapporto presenta i dati del 2007. Leggi l’approfondimento su EpiCentro.

 

La nascita in Emilia-Romagna: i dati Cedap 2006

In aumento natalità, madri nubili, straniere e sopra i 35 anni. In lieve calo i cesarei, stabili le gravidanze pretermine e il ricorso alle tecniche di procreazione assistita. Sono i dati principali che emergono dal rapporto annuale 2006 sulle nascite in Emilia-Romagna, basato sui Certificati di assistenza al parto (Cedap). Leggi l’approfondimento e scarica il documento completo (pdf 1,5 Mb).

 

Ausl Bologna: il profilo prescrittivo della popolazione pediatrica. Anno 2005

Quantità, caratteristiche e uso dei farmaci prescritti sono l’oggetto dell’indagine effettuata nel 2005 dalla usl di Bologna sui bambini da 0 a 13 anni. Il monitoraggio della prescrizione farmacologica rappresenta uno strumento utile per valutare la qualità delle cure. Allo stesso tempo, dal consumo di farmaci è possibile desumere informazioni proxy sullo stato di salute della popolazione, soprattutto sulle malattie croniche. Nel 2005 a 56.325 bambini (il 52% dei quali di età inferiore a 6 anni) sono stati prescritti 447 principi attivi, per 1.602 specialità farmacologiche. Mediamente, ogni assistito ha ricevuto 3,6 prescrizioni e 4,9 confezioni (pezzi) di farmaci, e i maschi hanno ricevuto più prescrizioni (3,7vs3,4) e confezioni (5,2vs4,6) delle femmine. Il tasso di prevalenza della prescrizione ha il suo picco nei bambini di età compresa tra 2 e 5 anni (76,4%), per diminuire progressivamente al crescere dell’età (sino ad arrivare al 46,3% nei bambini di 12-13 anni). La prevalenza delle prescrizioni è risultata maggiore nei maschi che nelle femmine. Gli antibatterici per uso sistemico, gli antiasmatici, i corticosteroidi, gli antistaminici sistemici, gli antiepilettici e i gastrointestinali sono i più prescritti e corrispondono a circa il 94% delle prescrizioni. Il consumo di farmaci nella popolazione pediatrica bolognese è sostanzialmente in linea con la realtà nazionale, anzi sono meno prescritti gli antibiotici e i corticosteroidi. I costi incidono solo per il 2% sulla spesa farmaceutica: la riflessione, quindi, si pone per quel che riguarda soprattutto l’appropriatezza nella pratica prescrittivi, che è sicuramente migliorabile per alcune categorie di preparati (antibiotici, corticosteroidi e antiasmatici meritano certamente analisi più approfondite). Per maggiori informazioni scarica il rapporto (pdf 285 kb).

 

La nascita in Emilia-Romagna: i dati Cedap 2005

È disponibile il terzo rapporto “La nascita in Emilia-Romagna”, elaborato sulla base dei dati raccolti nel 2005 attraverso il Certificato d’assistenza al parto (Cedap). Oltre alle informazioni sull’assistenza al parto, il documento contiene anche dati su visite, esami e ricoveri ospedalieri in gravidanza, nonché sulla condizione sociale dei genitori. Leggi la presentazione del rapporto (a cura di Eleonora Verdini e Camilla Lupi, Servizio sistema informativo sanità e politiche sociali, Regione Emilia-Romagna).

 

Impatto sulla salute del territorio in provincia di Modena (Istmo)

Come ha inciso il terremoto sulla salute delle persone che ha colpito l’Emilia-Romagna a maggio 2012? Quali sono gli effetti psicologici di un evento così traumatico? A queste domande ha provato a rispondere la ricerca Istmo (Impatto sulla salute del territorio in provincia di Modena), intervistando un campione di persone coinvolte dal sisma. Questa ricerca dell’Ausl di Modena è stata realizzata tra novembre 2014 e settembre 2015, anche grazie al contributo delle Fondazioni Cassa di Risparmio di Carpi e di Mirandola. A giugno 2016 sono stati presentati i risultati: consulta il documento completo.

 

Faringotonsillite e otite media acuta in età pediatrica: aggiornate nel 2015 le due linee guida dell’Emilia-Romagna

L’Agenzia sanitaria e sociale regionale dell’Emilia-Romagna ha pubblicato a luglio 2015 la versione aggiornata di due linee guida per la gestione della faringotonsillite e dell’otite media in età pediatrica, rivolte ai pediatri di libera scelta, ospedalieri, di comunità, otorinolaringoiatri, medici di medicina generale e di pronto soccorso. Per maggiori informazioni leggi l’approfondimento.

 

La salute della popolazione immigrata a Reggio Emilia

Molte conferme e qualche novità nel secondo rapporto sulla salute della popolazione immigrata a Reggio Emilia, pubblicato a maggio 2011. I dati demografici degli anni considerati (2005-2008) confermano il progressivo incremento della popolazione immigrata, a carico maggiormente delle donne (ormai quasi al 50%). Rimane evidente l’effetto “migrante sano”, che caratterizza tutta la prima fase dell’immigrazione, tipicamente a carico di giovani sani che portano con sé la capacità di lavoro manuale. Risultano dunque basse la mortalità, l’incidenza dei tumori e la frequenza dei ricoveri ospedalieri. Gli aspetti di salute più problematici continuano a essere quelli connessi alla gravidanza e ai nuovi nati, gli infortuni sul lavoro e le malattie infettive. Riguardo al ricorso alle strutture ospedaliere: pochi ricoveri ma molti accessi al Pronto soccorso. Il Centro famiglia straniera, che eroga prestazioni sanitarie di base a chi non ha diritto alle cure primarie e presso cui è sempre presente il servizio di mediazione culturale, si è affermato come struttura di riferimento per un numero elevato di immigrati, a cui negli ultimi anni garantisce non solo le prestazioni in urgenza ma anche, se occorre, continuità assistenziale. Per maggiori informazioni leggi il documento completo (pdf 23 Mb).

 

Disuguaglianze in salute e nell’accesso ai servizi nel territorio cesenate

Il rapporto sulle disuguaglianze di accesso e fruibilità dei servizi sanitari nella città di Cesena evidenzia la presenza di due sottogruppi di popolazione particolarmente svantaggiati: i cittadini stranieri e le persone con un basso titolo di studio. Povertà, provenienza da realtà disagiate e basso livello d’istruzione, condizionano infatti l’utilizzo adeguato dei servizi, determinando una condizione di maggior vulnerabilità. Il legame tra l’essere straniero e il difficile utilizzo dei servizi, si registra soprattutto nel settore materno infantile: i più colpiti risultano essere i minori, che presentano un tasso di ricovero più alto dei coetanei italiani (88 su mille contro il 69 su mille degli italiani), e le donne in gravidanza, che accedono di rado alle cure prenatali e ai programmi di screening per il carcinoma della cervice uterina (il 32% contro il 50% delle donne italiane). Le persone con un basso livello d’istruzione, indipendentemente dalla cittadinanza, manifestano una peggiore percezione del proprio stato di salute, una maggior prevalenza dei principali fattori di rischio comportamentali (sedentarietà, abitudine al fumo, obesità, consumo di alcol) e, più spesso di coloro che hanno un elevato titolo di studio, la compresenza di più fattori di rischio. L’approfondimento delle disuguaglianze in salute e il coinvolgimento dei servizi sanitari e delle organizzazioni sociali sono considerate le premesse irrinunciabili per la realizzazione di interventi di miglioramento della salute nella popolazione ed in particolare nei gruppi socialmente più fragili. Per informazioni più approfondite, leggi il rapporto completo (pdf 168 Kb).

 

Reggio Emilia: indagine sulla salute degli stranieri. Anno 2006

Un rapporto curato dall’Azienda unità sanitaria locale di Reggio Emilia affronta il tema della salute della popolazione straniera di una delle province italiane a più forte immigrazione. I dati hanno evidenziato aree problematiche. In particolare, per quanto riguarda il ricorso alle strutture sanitarie: uso improprio del Pronto soccorso e adesione insufficiente agli screening oncologici. Le condizioni di salute che presentano maggiori elementi di criticità sono la maternità e i nuovi nati, gli infortuni sul lavoro, gli incidenti stradali, le malattie infettive. Meno complessa la situazione che riguarda la frequenza di ricoveri ospedalieri (simile o più bassa che negli italiani), le patologie cronico-degenerative (meno frequenti che negli italiani di pari età), la trasmissione delle malattie infettive alla popolazione locale, per la quale non vi è evidenza. Scarica il rapporto completo (2,2 Mb).

 

Abuso di sostanze: il rapporto 2005 dell’Osservatorio di Bologna

Nell’area metropolitana di Bologna aumenta il numero degli interventi rivolti a soggetti con problemi legati all’uso di sostanze stupefacenti. È in crescita il numero di consumatori di eroina, di cocaina e dei poliassuntori. Pesa il flusso dei non residenti, oltre un terzo del totale. Aumenta in modo esponenziale il numero dei tossicodipendenti in carcere: nel 2005 il dato del 2002 è triplicato. L’età media dei tossicodipendenti è di circa 34 anni, uno su cinque ha il diploma di scuola media superiore, la metà non lavora e uno su dieci è senza fissa dimora. L’86% è stato in carico a un Sert, uno su cinque è stato invece in carcere. È in aumento infine il numero dei decessi (19 nel 2005) e degli interventi per overdose. Scarica la sintesi del rapporto 2005 dell’Osservatorio epidemiologico metropolitano delle dipendenze patologiche di Bologna.

 

Disagio sociale e povertà (2000-2004)

L’Osservatorio epidemiologico metropolitano sulle dipendenze patologiche di Bologna dal 2000 al 2004 ha effettuato uno studio sui soggetti seguiti dai servizi di prima necessità. Emergono condizioni socioeconomiche di disagio estremo, situazione abitative precarie e uno stato di salute non monitorato. L’età media dei soggetti, in aumento, è attorno ai 35 anni. La metà sono tossicodipendenti e proviene da fuori Regione. Scarica l’intero rapporto.

 

Cesena: la salute degli immigrati. Rapporto 2006

La Ausl di Cesena ha pubblicato il profilo della popolazione immigrata nei comuni del territorio cesenate. Si tratta dell’aggiornamento e dell’approfondimento della parte dedicata agli immigrati nel Profilo di comunità 2005. Il rapporto mostra come il fenomeno migratorio stia portando nuove energie fisiche e culturali alla nostra popolazione sempre più anziana, ma anche criticità legate alla presenza di nuovi bisogni di salute e disuguaglianze nell’accesso ai servizi. Servono quindi una valutazione attenta e una rapida risposta. Scarica il documento completo (pdf 664 kb).

 

Comportamenti alimentari a rischio nella popolazione adolescente

I disturbi dell’alimentazione sono un problema sociale, soprattutto fra gli adolescenti: uno studio condotto dall’Ausl e dall’Università di Bologna in tre scuole superiori del Comune di Casalecchio di Reno definisce prevalenza e caratteristiche del fenomeno. I risultati indicano come le ragazze siano più a rischio rispetto ai maschi, in particolare rispetto ad anoressia e per atteggiamenti patologici come l’impulso alla magrezza o l’insoddisfazione per il proprio aspetto. Scarica il rapporto.

 

La celiachia nel territorio di Bologna. Rapporto 2004

Sono 353 (234 femmine e 119 maschi) i casi di celiachia diagnosticati nei ragazzi minorenni dalla Ausl di Bologna nel 2004. La prevalenza è di circa di tre casi ogni mille (1:306), dati che confermano come la malattia celiaca sia sottostimata rispetto alle indagini basate su test sierologici (1:100-200). Trova conferma, quindi, il carattere silente della malattia, i cui sintomi molto spesso non vengono riconosciuti. Per maggiori informazioni consulta il documento completo (pdf 219 kb).

 

Profilo di comunità: comuni del territorio cesenate. Marzo 2005

Un quadro di insieme positivo, una comunità che vive bene, con ottimi indicatori socio-economici anche se non mancano alcune aree critiche che richiedono attenzione e interventi: leggi la presentazione di Mauro Palazzi del profilo di comunità del territorio cesenate e scarica il documento completo (pdf 878 kb).

 

Condizioni socioeconomiche e mortalità nella popolazione di Reggio Emilia

È disponibile il volume “Condizioni socioeconomiche e mortalità nella popolazione di Reggio Emilia” (pdf 1,6 Mb).

 

Linee guida per l’offerta di alimenti e bevande salutari nelle scuole e strumenti per la sua valutazione e controllo - approvate ad aprile 2012

Uno strumento concreto per contribuire alla promozione di sane scelte alimentari in tutto l’ambiente scolastico e garantire sul territorio regionale l’applicazione di standard nutrizionali che consentano di migliorare la qualità del cibo offerto nella scuola: sono le “Linee guida per l’offerta di alimenti e bevande salutari nelle scuole e strumenti per la sua valutazione e controllo” (pdf 236 kb) approvate, ad aprile 2012, dalla Regione Emilia-Romagna con deliberazione di Giunta. In particolare sono stati identificati gli “Standard nutrizionali relativi alla ristorazione scolastica” (che riguardano la ripartizione calorica dei pasti, i principali nutrienti, le grammature di riferimento, la frequenza degli alimenti a pranzo, le caratteristiche merceologiche dei diversi alimenti alla ristorazione e alla merenda nelle scuole di vari gradi) e gli “Standard nutrizionali relativi ai distributori automatici nella scuola” (che hanno lo scopo di educare e orientare i consumatori verso scelte alimentari sane dal punto di vista nutrizionale e contengono le raccomandazioni sulla tipologie di alimenti e bevande che possono essere resi disponibili tramite questa modalità di vendita). L’obiettivo è promuovere l’applicazione degli standard nutrizionali in tutte le scuole dell’Emilia-Romagna. Tra gli allegati del documento, viene inoltre proposta la “Scheda di valutazione dell’applicazione degli standard” che rappresenta uno strumento di monitoraggio e che può essere utilizzata sia dai servizi preposti al controllo e verifica dei menu scolastici sia come strumento di autovalutazione da parte delle amministrazioni che hanno la responsabilità sull’offerta alimentare scolastica.  Le linee guida sono state condivise con i componenti dei Servizi igiene degli alimenti e della nutrizione delle Aziende sanitarie dell’Emilia-Romagna, con l’Assessorato regionale alla scuola, formazione professionale, università e ricerca, lavoro e con la Direzione generale agricoltura della Regione.

 

La governance delle politiche per la salute e il benessere sociale in Emilia-Romagna

Dossier, a cura dell’Agenzia sanitaria e sociale regionale dell’Emilia-Romagna, che si propone come uno strumento di ricostruzione ed evidenziazione per decisori politici, rappresentanti delle parti sociali, dirigenti e specialisti. Oltre all’architettura della governance sociale e sanitaria emiliano-romagnola, stabilita dalle numerose normative e dagli atti amministrativi inerenti sia il livello propriamente regionale sia quello territoriale, il volume contiene anche una prima valutazione del suo impatto. Il documento intende, inoltre, far comprendere come la governance sociale e sociosanitaria non sia più distinguibile da quella sanitaria e, più in generale, dal processo di riforma amministrativa perseguito dalla Regione, con particolare riferimento alla promozione delle forme di gestione associata delle funzioni comunali e di cooperazione tra enti locali e Aziende sanitarie. Scarica il dossier 192/2010 (pdf 2,1 Mb).

 

Il Servizio sanitario regionale dell’Emilia-Romagna. Strutture, servizi, programmi, modelli organizzativi. Dati 2005

Sette miliardi di euro di spesa complessiva, di cui il 50,67% relativo all’assistenza distrettuale e il 45,06% a quella ospedaliera. Cala la spesa farmaceutica: dal 8,39% del 2004 sul 2003 al 1,39% nel 2005 sul 2004. Aumentano (+20,8%) le donazioni degli organi. Circa 84.000 le persone assistite a domicilio. Buona l’adesione alle campagne di screening oncologico. Sono alcuni dei dati contenuti in "Il Servizio sanitario regionale dell’Emilia-Romagna. Strutture, servizi, programmi, modelli organizzativi. Dati 2005", pubblicazione che fa un bilancio del sistema sanità dell’Emilia-Romagna, aggiornata al 31 dicembre 2005. Scarica il documento (pdf 2,5 Mb).

 

Il sistema sanità dell’Emilia-Romagna

Sessantacinque milioni di visite ed esami specialistici, quasi 900 mila ricoveri ospedalieri, più di 73 mila le persone assistite a domicilio, 6,7 i miliardi di euro di spesa complessiva. Sono solo alcuni dei dati contenuti in "Il Servizio sanitario regionale dell’Emilia-Romagna. Strutture, servizi, programmi, modelli organizzativi. Dati 2004", la pubblicazione che presenta una fotografia del sistema sanità dell’Emilia-Romagna aggiornata al 31 dicembre 2004. Scarica il documento (pdf 3,5 Mb).

 

Guida sulla sicurezza alimentare

La sicurezza dei prodotti alimentari non può prescindere dal rispetto di precise norme igieniche. Con la legge regionale n. 11 del 24 giugno 2003, l'Emilia-Romagna ha abolito sul proprio territorio l’obbligo del libretto di idoneità sanitaria e ha definito misure alternative per la prevenzione delle malattie trasmesse attraverso gli alimenti. Nell'ottica di fornire agli operatori strumenti pratici ed efficaci, la Regione ha pubblicato nel giugno del 2005 "Sicurezza e igiene degli alimenti", una guida agile con informazioni di carattere tecnico-scientifico e norme di comportamento sulla manipolazione e la conservazione dei cibi. Scarica la guida (pdf 1,2 Mb).

 

Sicurezza stradale nelle Province della Costa emiliano-romagnola: risultati raggiunti e nuove sfide - 2013

Dall’analisi dei dati relativi agli ultimi anni emerge che in Regione la mortalità da incidente stradale mostra un trend in diminuzione. Nel confronto i quinquenni 1998-2002 e 2003-2007, la riduzione risulta pari o superiore al 25% in quasi tutta la Regione. Inoltre, nel 2011 continua la riduzione della mortalità registrata nel decennio precedente 2001-10. Complessivamente nel periodo 2001-11 la riduzione è più accentuata rispetto all’Italia sia in Emilia-Romagna (-26% Incidenti stradali, - 27% feriti, -51% morti) sia sul territorio delle Province della Costa (- 29%, -30% e -55%). Nel periodo 2001-2011 il rapporto di gravità è diminuito in Emilia-Romagna (da 2,1 a 1,4), in Area Vasta Romagna (da 2 a 1,4) e a Ferrara (da 2,9 a 1,6). Il trend è in diminuzione anche nelle singole Province dell’Area Vasta Romagna: Ravenna da 2,8 a 1,5; Forlì-Cesena da 2,1 a 1,8 e Rimini da 1,6 a 0,8. Sono alcuni dei dati contenuti nella quarta edizione del rapporto “Sicurezza stradale nelle Province della Costa emiliano-romagnola: risultati raggiunti e nuove sfide”, che descrive le conseguenze sanitarie degli incidenti stradali nelle Province della Costa emiliano-romagnola e analizza alcuni aspetti di contesto ambientale, le tipologie di persone coinvolte e i loro comportamenti. Per maggiori informazioni leggi il commento di Luigi Salizzato (Dipartimento sanità pubblica Ausl di Cesena).

 

Residui di prodotti fitosanitari: il report 2009 dell’Emilia-Romagna

La Regione Emilia-Romagna ha pubblicato i risultati del piano triennale per il controllo relativo alla presenza di fitosanitari negli alimenti di origine vegetale, freschi o trasformati. Sono stati analizzati 1743 campioni, di cui 1307 ortofrutticoli e 436 extra-ortofrutticoli. Il 2,6% dei campioni di verdura e l’1,8% di quelli di frutta sono risultati irregolari. Tra i 20 prodotti per l’infanzia analizzati non sono state registrate irregolarità di alcun tipo, mentre, dei 168 prodotti biologici, 3 sono risultati irregolari. I dati evidenziano un calo delle irregolarità rispetto al 2008, e contemporaneamente un aumento del numero di campioni positivi ma regolamentari. Leggi il documento (pdf 482 kb).

 

Sei anni dopo l’abolizione del libretto sanitario per gli alimentaristi in Emilia-Romagna: attuazione e ricadute della legge regionale 11 del 2003

Il rapporto “Sei anni dopo l’abolizione del libretto sanitario per gli alimentaristi in Emilia-Romagna: attuazione e ricadute della legge regionale 11 del 2003”, a cura del Servizio legislativo e Qualità della legislazione e del progetto Capire (Controllo delle Assemblee sulle politiche e gli interventi regionali), illustra gli effetti sui cittadini, sugli alimentaristi e sulla Pubblica Amministrazione della legge che in Emilia-Romagna ha abolito il libretto sanitario per gli alimentaristi e ha istituito corsi di formazione obbligatori per gli operatori del settore. A distanza di 6 anni, la scelta di privilegiare e rafforzare la formazione viene confermata senza rimpianti: per il settore alimentare e per la sanità regionale, la legge ha avuto ricadute positive soprattutto sul piano della semplificazione e del contenimento dei costi. Scarica il rapporto (pdf 849 kb).

 

Ausl Cesena: il sistema di gestione della qualità

Il dipartimento di Sanità pubblica dell'Ausl di Cesena ha sviluppato un sistema di gestione della qualità volontario, coerente con il sistema per la qualità aziendale, per incentrare la modalità di lavoro non più sull’adempimento burocratico, ma su programmi per conseguire obiettivi di salute. Il sistema aziendale è stato sviluppato e certificato secondo il modello Iso 9001 2000, che pone l’accento sulle modalità in cui gestire l’obiettivo qualità: si introducono ed enfatizzano i temi della soddisfazione del cliente, del miglioramento continuo, della gestione per processi, della valutazione dei risultati. Leggi il commento di Luigi Salizzato (pdf 18 kb) del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl Cesena.

 

Incidenti stradali nelle province della costa emiliano-romagnola (1995-2006)

Durante l’estate le strade della riviera adriatica dell’Emilia-Romagna sono molto trafficate ed è più alto il rischio di incidenti. Secondo il rapporto “Incidenti stradali nelle province della costa emiliano-romagnola” tra il 2000 e il 2006 il numero di sinistri è aumentato, a fronte di un aumento dei veicoli circolanti. Gli incidenti sono però meno gravi ed è diminuito il numero di vittime sulle strade, anche grazie alle leggi che hanno reso obbligatorio casco e cintura di sicurezza. Alcol ed eccesso di velocità sono i principali responsabili degli incidenti. Leggi anche il commento di Luigi Salizzato, del dipartimento di Sanità pubblica della Ausl di Cesena, e scarica il rapporto (pdf 735 kb), la sintesi dei risultati (pdf 460 kb) e la scheda informativa (pdf 300 kb).

 

Uso dei dispositivi di sicurezza passivi in auto e in moto a Bologna. Dati 2014/2015

Nella città di Bologna, tra il 2000 e il 2006, l’uso della cintura di sicurezza per chi siede sui sedili anteriori è aumentato, passando dal 32% al 75%. Un aumento significativo è stato osservato anche per l’uso del casco tra i ciclomotoristi che, nello stesso periodo, è passato dal 27% a quasi il 100%. Questi i risultati principali dello studio “Uso dei dispositivi di sicurezza passiva in auto e in moto a Bologna”, effettuato dal dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl di Bologna. I dati sono stati ottenuti seguendo il protocollo proposto dal sistema Ulisse. L’obiettivo dello studio era infatti osservare la prevalenza d’uso delle cinture di sicurezza sui sedili anteriori degli autoveicoli e del casco di protezione per i motociclisti e i ciclomotoristi. L’indagine è stata condotta, nello specifico, in due punti del territorio: zona urbana centrale, zona urbana periferica. Il rapporto indica in modo chiaro il ruolo determinante della normativa quale strumento efficace per l’adozione di comportamenti protettivi alla guida dei veicoli. Gli incrementi più significativi sono coincisi, per la cintura di sicurezza, con l’introduzione della patente a punti, mentre per l’uso del casco in occasione dell’estensione dell’obbligo per i maggiorenni. Tuttavia nel 2006, rispetto al 2005, si è osservata una riduzione statisticamente significativa nell’uso della cintura di sicurezza, specie per il conducente del veicolo. Inoltre, pur aumentando la percentuale di soggetti che utilizzano caschi omologati, resta ancora importante la quota di coloro che indossano “caschi leggeri”. Il rapporto dimostra l’importanza della sorveglianza che va mantenuta e ampliata per alcuni sottogruppi di popolazione (per esempio, l’uso del seggiolino per i bambini e della cintura di sicurezza posteriore). Per informazioni più approfondite, leggi il rapporto completo (pdf 480 Kb).

 

Atlante della mortalità in Emilia-Romagna 2009-2013

Il Dossier n. 257/2016 “Atlante della mortalità in Emilia-Romagna 2009-2013” curato dall’Agenzia sanitaria e sociale regionale presenta un’analisi dei dati di mortalità, per causa di decesso, nella popolazione residente in Regione dal 1981 al 2013 e un aggiornamento rispetto alle precedenti edizioni. Rispetto all’anno scorso, tra i principali cambiamenti troviamo: l’utilizzo, relativamente ai decessi nel periodo 2009-2013, della sola classificazione ICD-10; l’aggiornamento della mappa dell’Emilia-Romagna in seguito al passaggio dei Comuni dell’Alta Valmarecchia dalla Regione Marche alla Regione Emilia-Romagna; l’analisi di ulteriori cause di morte. La prima parte del volume è dedicata agli andamenti generali di mortalità per tutte le cause e ai tumori, mentre la seconda è dedicata alle altre cause di morte e ai traumi. Dai dati emerge che la riduzione della mortalità è proseguita anche in anni recenti, mantenendo la Regione ai primi posti (in Italia e in Europa) per la durata media di vita; i dati evidenziano inoltre come negli ultimi 20 anni la mortalità per incidenti stradali si è ridotta (gli anni di vita persi sono diminuiti di due terzi). Le malattie cardiovascolari sono quelle a registrare la maggiore riduzione di mortalità e, tra queste, l’infarto ha ridotto di due terzi gli anni di vita persi. Infine la mortalità per tumore (in particolare, al seno e al colon retto, per i quali sono attivi programmi regionali di screening) vede ridurre gli anni di vita persi di circa un terzo. Per maggiori informazioni consulta il documento completo “Dossier n. 257/2016 - Atlante della mortalità in Emilia-Romagna 2009-2013” sul sito dell’Emilia-Romagna.

 

Atlante della mortalità in Emilia-Romagna 2003-2007

Da circa vent’anni, in Emilia-Romagna, il numero assoluto dei morti oscilla tra i 44 e i 46 mila all’anno. I dati sui decessi sono aumentati di quasi il 12% nel periodo 1981-2008, con un picco nelle Asl di Rimini, Forlì, Reggio Emilia, Modena, Ravenna, mentre il dato risulta pressoché stazionario a Bologna, Parma, Piacenza. Si tratta di alcuni dei dati presenti nel documento dell’Ars Emilia-Romagna “Atlante della mortalità in Emilia-Romagna 2003-2007”. Tra le informazioni disponibili è interessante notare l’aumento di decessi registrati nel 2003 quando le prolungate temperature elevate hanno portato il numero totale dei morti a 48.347. Per maggiori informazioni leggi l'approfondimento.


 

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